Alfonso Maruccia

In Svezia il primo ISP pirata

Il Partito Pirata annuncia: in arrivo un provider dotato di funzionalità specificatamente ritagliate sulle esigenze dei bucanieri telematici. E chi proverà ad attaccarci, promettono, dovrà vedersela con la costituzione svedese

Roma - Svezia, patria di The Pirate Bay, del Partito Pirata originario (Piratpartiet) e presto del primo provider Internet "pirata" grazie a una nuova iniziativa di membri del succitato Piratpartiet. I responsabili garantiscono il completo anonimato delle comunicazioni, la qualità del servizio e l'assoluta noncuranza nei confronti delle probabili ritorsioni legali da parte dell'industria del copyright.

Il prossimo settembre in Svezia si terranno le elezioni politiche, e il Piratpartiet non perde occasione per farsi notare e promuovere i valori che più stanno a cuore al partito (condivisione, gratuità dell'accesso, conoscenza, progresso tecnologico): il provider "pirata", che avrà il ben poco fantasioso marchio commerciale Pirate ISP, è solo l'ultimo passo di una strategia che ha sin qui incluso la fornitura di banda alla beccheggiante fregata corsara del P2P The Pirate Bay e la proposta di ospitare i server della Baia direttamente all'interno del parlamento svedese per garantire l'immunità politica al sito.

Guidato dal CEO Gustav Nipe - studente di economia e vecchio membro del Piratpartiet - Pirate ISP offrirà connessioni in banda larga protette su tutto il territorio svedese nel "tagli" da 10, 100 Megabit o anche 1 Gigabit con prezzi variabili fra i 33 e i 70 dollari. Le connessioni saranno anonime, basate sul servizio offerto da ViaEuropa - già fornitrice della VPN commerciale fondata da TPB iPredator - e varrà la regola tassativa della mancanza assoluta di log delle connessioni.
"Pirate ISP è necessario per vari motivi - ha dichiarato Gustav Nipe presentando il servizio - Uno è competere con gli altri ISP, lasciare che essi lottino un po' di più per la nostra Internet. Se i provider non si comportano bene ci sarà sempre qualche altro che conquista le loro quote di mercato". Pirate ISP servirà insomma al duplice scopo di "cane da guardia" delle reali intenzioni dei provider classici nei confronti della privacy e i diritti dei loro clienti e come provider di connettività a tutto tondo e completamente anonimo.

Ma Pirate ISP pensa anche a offrire un servizio di qualità ai suoi potenziali consumatori, e in quest'ottica la società ha avviato una piccola sperimentazione (100 connessioni) nella città meridionale di Lund per poi mettere in conto l'espansione su tutto il territorio svedese entro la fine di questa estate.

E l'antipirateria, la guerra del copyright, le major statunitensi? "Possono fare tutto quello che vogliono - dice Nipe - ci rifiuteremo di seguirli. Non siamo d'accordo con quello che dicono e non siamo d'accordo con le leggi che stanno producendo quindi se loro hanno un problema con noi, allora noi avremo un problema - ma questo è tutto".

Provare a costringere Pirate ISP a conservare i log delle connessioni porterà dritti a uno scontro sui principi della costituzione svedese, promette Nipe, e se poi qualcuno avrà l'ardire di chiedere informazioni corrispondenti ai netizen attivi sul servizio i log saranno comunque inesistenti. "Le nostre indagini si sono focalizzate su persone con livelli di difesa anche superiori", ribatte sprezzante il cacciatore di pirati Henrik Pontén. "La domanda è stata già posta un migliaio di volte - ha continuato Pontén - quando le forze dell'ordine fanno un chiamata, occorre fornire le informazioni richieste".

Alfonso Maruccia
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181 Commenti alla Notizia In Svezia il primo ISP pirata
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  • Cose del genere non dovrebbero accadere.
    Le persone dovrebbero rendersi conto che la pirateria danneggia tutti noi. La moda di volere gratuitamente ciò che è costato denaro ad altri non solo danneggia le majors, ma anche tutti coloro che amano ciò che queste vendono, limitando future produzioni.
  • > Cose del genere non dovrebbero accadere.

    Certo che dovrebbero accadere.

    > Le persone dovrebbero rendersi conto che la
    > pirateria danneggia tutti noi.

    No, non ci danneggia: ci avvantaggia, perchè ci consente di fruire di molte più opere.

    > La moda di volere
    > gratuitamente ciò che è costato denaro ad altri
    > non solo danneggia le majors, ma anche tutti
    > coloro che amano ciò che queste vendono,

    Al contrario: ti permette di averlo. Tu difficilmente compreresti tutto quello che, con la pirateria, puoi avere gratis. Se dovessi pagare per tutto, rinunceresti a qualcosa. E questo ti danneggia.

    > limitando future produzioni.

    Questo non è dimostrato: e comunque, tu preferisci dover rinunciare adesso a qualcosa, perchè costa troppo, o forse rinunciare in futuro a qualcosa che non verrà prodotto?

    Piratare dà un vantaggio reale; non piratare, darebbe solo un vantaggio teorico, e non è neanche sicuro.
    non+autenticato
  • Un cantante come dovrebbe guadagnare?
  • Con i concerti e gli sponsor, credo che bastino ed avanzino! Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: MrT
    > Con i concerti e gli sponsor, credo che bastino
    > ed avanzino!
    > Sorride


    E se non bastano, c'è sempre questa:

    Clicca per vedere le dimensioni originali
    non+autenticato
  • - Scritto da: MrT
    > Con i concerti e gli sponsor, credo che bastino
    > ed avanzino!
    > Sorride

    Boh, forse bastano per i gruppi famosi, che sono la minoranza!
    Ma per le centinaia di gruppi medi?
  • - Scritto da: accidenti
    > - Scritto da: MrT
    > > Con i concerti e gli sponsor, credo che bastino
    > > ed avanzino!
    > > Sorride
    >
    > Boh, forse bastano per i gruppi famosi, che sono
    > la
    > minoranza!
    > Ma per le centinaia di gruppi medi?

    Praticamente la totalità dei gruppi "medi" (cioè tutti quelli non soggetti alle major) già oggi hanno capito come gira il mondo (forse perché a differenza di quelli famosi non sono così soggiogati alle major...) e distribuiscono loro per primi GRATIS la loro musica (se non anche i videoclip) tramite piattaforme come myspace e youtube, o direttamente tramite il loro sito ufficiale, se non "addirittura" rilasciando tutto con licenze libere (spartiti testi e tablature comprese).
    Cosa ci guadagnano? anzitutto i soldi dei banner dal sito (se usano il sito) e poi soprattutto ci guadagnano in pubblicità propria: chi andrebbe mai a sentire dal vivo, per di più a pagamento, un gruppo che non conosce? E' ovvio che chi va a sentire dal vivo e paga li conosce...
    Vuoi tre esempi nostrani?
    Al Nord: GEM BOY (che ora non solo sono finiti a Zelig, ma fanno concerti fuori dai centri commerciali insieme a Cristina d'Avena)
    Al Centro: PROPHILAX (autori tra l'altro del brano "me scarico tutto", vero e proprio inno al P2P)
    Al Sud: GIANFRANCO MARZIANO

    Degli artisti "famosi" (che poi spesso la fama è tutt'altro che meritata rispetto a quelli "medi"...), solo quelli con le palle iniziano a staccarsi dalla mentalità delle major.
  • > Vuoi tre esempi nostrani?
    > Al Nord: GEM BOY (che ora non solo sono finiti a
    > Zelig, ma fanno concerti fuori dai centri
    > commerciali insieme a Cristina
    > d'Avena)
    Erano già in circolazione da parecchio, sono diventati famosi solo DOPO esser passati per le RADIO, non p2p quindi...A bocca aperta

    P.S. capirai poi che bello: suonare con cristina da pena, la canzone dei puffi...A bocca aperta
    non+autenticato
  • > Vuoi tre esempi nostrani?
    > Al Nord: GEM BOY (che ora non solo sono finiti a
    > Zelig, ma fanno concerti fuori dai centri
    > commerciali insieme a Cristina
    > d'Avena)

    Prospettive she incentivano!! Rotola dal ridere

    > Al Centro: PROPHILAX (autori tra l'altro del
    > brano "me scarico tutto", vero e proprio inno al
    > P2P)
    > Al Sud: GIANFRANCO MARZIANO
    >
    > Degli artisti "famosi" (che poi spesso la fama è
    > tutt'altro che meritata rispetto a quelli
    > "medi"...), solo quelli con le palle iniziano a
    > staccarsi dalla mentalità delle
    > major.

    E dai soldi! Rotola dal ridere
  • > E dai soldi! Rotola dal ridere

    Se pensi solo ai soldi quando produci, sicuramente sei un pessimo artista. Il mondo potrà fare a meno di te, anche se smetti di produrre.
    non+autenticato
  • talenti del genere per quattro soldi? In lacrime

  • Mica muoiono.

    E la loro musica si conserverà molto più a lungo, se ci sono più copie di backup.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > Mica muoiono.
    >
    > E la loro musica si conserverà molto più a lungo,
    > se ci sono più copie di
    > backup.

    ma non cresceranno piu` ragazzi motivati a produrre melodie per cui vale la pena pagare!! In lacrime
    state uccidendo il futuro delle emozioni! il futuro sara` piu` grigio del grigio piu` grigio In lacrime
    maledetti bastardi!!In lacrime
  • > ma non cresceranno piu` ragazzi motivati a
    > produrre melodie per cui vale la pena pagare!!
    > In lacrime

    Il nostro scopo è proprio questo! L'idea di pagare per la musica è sbagliata: e nessuno deve crescere con essa. Tutta la musica sarà gratis, per sempre!

    > state uccidendo il futuro delle emozioni! il
    > futuro sara` piu` grigio del grigio piu` grigio
    > In lacrime

    Non ti preoccupare: la musica che ti piace ci sarà sempre: potrai sempre ascoltarla su youtube, anche secoli dopo la morte dell'autore. Nessuno te la cancellerà (mentre con i DRM e la musica a pagamento, rischieresti davvero di vedertela cancellare)
    non+autenticato
  • Hai appena dimostrato l'inesistenza del software libero!

    Se qualcuno trae lucro dalla mia opera, anche modificandone una parte, allora ho diritto alla mia quota di profitto; ma se qualcuno utilizza un'"opera di ingegno" altrui senza trarne profitto (se non il suo arricchimento culturale) non deve essere soggetto a pagamenti di alcun tipo.
  • - Scritto da: scicchi
    > Hai appena dimostrato l'inesistenza del software
    > libero!
    >
    > Se qualcuno trae lucro dalla mia opera, anche
    > modificandone una parte, allora ho diritto alla
    > mia quota di profitto; ma se qualcuno utilizza
    > un'"opera di ingegno" altrui senza trarne
    > profitto (se non il suo arricchimento culturale)
    > non deve essere soggetto a pagamenti di alcun
    > tipo.

    Senza trarne profitto... che già vuol dire un vantaggio personale (come l'arricchimento culturale) che non presuppone un vantaggio patrimoniale, ossia il lucro.
    Hai le idee chiare, vero?

    Ovvio che chi scarica oggi, la netta maggioranza degli utenti, lo fa per profitto e non per lucro.

    In ogni caso il punto del tuo post è che tutto ciò che porta ad un accrescimento culturale va dato gratis, ma come mai non vedo e sento nessun movimento popolare per rendere l'accesso gratuito di tutte le pinacoteche, musei, cinema, concerti, ecc. d'Italia?

    Pure nonsense!
  • Perchè la fruizione (non la produzione!) di un'opera in una sala da concerto comporta costi (principalmente stipendi) che la riproduzione digitale azzera o lascia a carico del beneficiario.

    Tra l'altro, in alcuni Paesi di Europa (per esempio in UK) l'ingresso ai musei è gratis, in altri (Germania) la gratuità è assicurata in certe fasce settimanali. Sono matti?

    Poi non hai commentato l'esistenza degli altri pazzi che sviluppano software libero (o opere di ingegno distribuite su YouTube o altre piattaforme digitali). Certo non troverai interpreti pagati con gli stipendi di Brad Pitt, ma gente con molta più passione di lui.

    Ecco, la parola chiave è PASSIONE. Nel mio piccolo per anni ho allenato una squadra di basket per il solo piacere di farlo, come tanti altre persone che mandano avanti lo sport amatoriale e giovanile.
  • - Scritto da: scicchi
    > Perchè la fruizione (non la produzione!) di
    > un'opera in una sala da concerto comporta costi
    > (principalmente stipendi) che la riproduzione
    > digitale azzera o lascia a carico del
    > beneficiario.

    Perchè non vuoi riconoscere il diritto di proprietà di un'opera dell'ingengo? Se la giustificazione è data solo per ragioni di costo, allora sarebbe veramente auspicabile vivere in futuro alla Matrix!

    > Tra l'altro, in alcuni Paesi di Europa (per
    > esempio in UK) l'ingresso ai musei è gratis, in
    > altri (Germania) la gratuità è assicurata in
    > certe fasce settimanali. Sono
    > matti?

    Ovvio che mi riferivo all'Italia. Perchè prendete sempre esempi all'estero?
    Se hai capito la mia provocazione, mi chiedo come mai si "protesti" (che poi si traduce in un click su eMule, vedi te...) per la libertà di scaricare aggratis da Internet ma non ci sia una "protesta" equivalente per accedere, appunto, gratis nei musei... se alla fine di cultura si tratta...

    > Poi non hai commentato l'esistenza degli altri
    > pazzi che sviluppano software libero (o opere di
    > ingegno distribuite su YouTube o altre
    > piattaforme digitali). Certo non troverai
    > interpreti pagati con gli stipendi di Brad Pitt,
    > ma gente con molta più passione di
    > lui.

    Come esistono "pazzi" che lavorano pro-bono, ne esistono altrettanti che lo fanno a fine di lucro... è o no questa un'espressione di libertà e volontà personale?

    > Ecco, la parola chiave è PASSIONE. Nel mio
    > piccolo per anni ho allenato una squadra di
    > basket per il solo piacere di farlo, come tanti
    > altre persone che mandano avanti lo sport
    > amatoriale e
    > giovanile.

    La parola chiave è SCELTA. Difronte ad un bivio, e lo sarai sempre nelle vita, devi affrontare delle scelte che possono essere dettate, giustamente, sia dalla passione come dall'indifferenza, dall'amore o dall'odio, dall'intelligenza o dall'ignoranza, dagli interessi o dalla pietà, e così via. Ma si tratta di SCELTE. Punto.
  • - Scritto da: ThEnOra
    > - Scritto da: scicchi
    > > Perchè la fruizione (non la produzione!) di
    > > un'opera in una sala da concerto comporta costi
    > > (principalmente stipendi) che la riproduzione
    > > digitale azzera o lascia a carico del
    > > beneficiario.

    > Perchè non vuoi riconoscere il diritto di
    > proprietà di un'opera dell'ingengo? Se la
    > giustificazione è data solo per ragioni di costo,
    > allora sarebbe veramente auspicabile vivere in
    > futuro alla Matrix!

    > > Tra l'altro, in alcuni Paesi di Europa (per
    > > esempio in UK) l'ingresso ai musei è gratis, in
    > > altri (Germania) la gratuità è assicurata in
    > > certe fasce settimanali. Sono matti?

    > Ovvio che mi riferivo all'Italia. Perchè prendete
    > sempre esempi all'estero?
    > Se hai capito la mia provocazione, mi chiedo come
    > mai si "protesti" (che poi si traduce in un click
    > su eMule, vedi te...) per la libertà di scaricare
    > aggratis da Internet ma non ci sia una "protesta"
    > equivalente per accedere, appunto, gratis nei
    > musei... se alla fine di cultura si tratta...

    Secondo te le iniziative come questa : http://recensioniagogo.blogspot.com/2010/04/xii-se...
    Nascono spontaneamente da pixel aggregati spontaneamente dal caos ?

    Tra l'altro sei mai stato ad una di queste iniziative ? Hai idea di quanto siano lunghe le file per entrare ??
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    >
    > Secondo te le iniziative come questa :
    > http://recensioniagogo.blogspot.com/2010/04/xii-se
    > Nascono spontaneamente da pixel aggregati
    > spontaneamente dal caos
    > ?
    >
    > Tra l'altro sei mai stato ad una di queste
    > iniziative ? Hai idea di quanto siano lunghe le
    > file per entrare
    > ??

    Inziativa del governo. Io poi parlo di una possibilità permanente...
    Allora quello che realmente si vuole è una giornata/settimana del download gratuito... bene, perchè questa è la conclusione del tuo post.
  • > Perchè non vuoi riconoscere il diritto di
    > proprietà di un'opera dell'ingengo?

    Perchè le barriere economiche alla circolazione delle idee - per come la vedo io - sono un freno al progresso. Pensa solo al caso più eclatante dei brevetti sui medicinali...
  • - Scritto da: scicchi
    > > Perchè non vuoi riconoscere il diritto di
    > > proprietà di un'opera dell'ingengo?
    >
    > Perchè le barriere economiche alla circolazione
    > delle idee - per come la vedo io - sono un freno
    > al progresso. Pensa solo al caso più eclatante
    > dei brevetti sui
    > medicinali...

    Io non parlo di medicinali, io parlo dei film di Peter Jackson, di Lady Gaga, della biografia di Rocco Siffredi, di Super Mario, ecc...
    Sempre frutto dell'ingegno, ma relativi ad ambiti completamente diversi!
  • Scusa, se esiste il principio di protezione della proprietà intellettuale questo deve valere tanto per le case farmaceutiche che per i videogiochi. In realtà il profitto deve essere prodotto dal servizio che accompagna l'opera di ingegno:
    - se vuoi vedere il film a casa tua è gratis, ma se vuoi vederlo su uno schermo di 25 mq, con audio surround, effetti 3D, poltrone in pelle umana paghi;
    - se vuoi sentire la musica nel tuo iPod è gratis, ma se vuoi gustarti la prestazione dal vivo del tuo cantante preferito o collezionare il cofanetto con i testi, le foto, il poster e l'autografo allora paghi;
    - se vuoi leggerti un libro a video è gratis, ma se vuoi la rilegatura in brossura da esibire in libreria paghi....

    Non è questa la vera possibilità di scelta? Invece fino alla rivoluzione digitale c'è stata gente che guadagnava per 70 anni solo grazie alle tipografie! Lavorava magari un anno per la sua "opera d'ingegno" ma veniva retribuita per 70 anni oltre la scomparsa dell'ultimo degli autori!!!
  • - Scritto da: scicchi
    > Scusa, se esiste il principio di protezione della
    > proprietà intellettuale questo deve valere tanto
    > per le case farmaceutiche che per i videogiochi.
    > In realtà il profitto deve essere prodotto dal
    > servizio che accompagna l'opera di ingegno:

    Infatti, per le case farmaceutiche esiste la tutela della proprietà industriale (marchi e brevetti, in sostanza), che differisce rispetto alla tutela della proprietà intelletuale, che spesso si traduce in prodotti immateriali.

    > - se vuoi vedere il film a casa tua è gratis, ma
    > se vuoi vederlo su uno schermo di 25 mq, con
    > audio surround, effetti 3D, poltrone in pelle
    > umana
    > paghi;

    Non ci siamo. Il film come lo acquisisci?

    > - se vuoi sentire la musica nel tuo iPod è
    > gratis, ma se vuoi gustarti la prestazione dal
    > vivo del tuo cantante preferito o collezionare il
    > cofanetto con i testi, le foto, il poster e
    > l'autografo allora
    > paghi;

    Non ci siamo. La musica come la acquisisci?

    > - se vuoi leggerti un libro a video è gratis, ma
    > se vuoi la rilegatura in brossura da esibire in
    > libreria
    > paghi....

    La scansione del libro da chi viene fatta?

    > Non è questa la vera possibilità di scelta?

    Io parlo di scelta di condotta, tu parli invece di una scelta d'uso.
  • > Non ci siamo. Il film come lo acquisisci?

    Lo scarichi

    > Non ci siamo. La musica come la acquisisci?

    La scarichi

    > La scansione del libro da chi viene fatta?

    Se è un ebook, non c'è bisogno. Se è un libro cartaceo, chi ne ha voglia.
    non+autenticato
  • ...se a quel punto scrittori, musicisti, registi, attori ecc. decidessero di smettere di produrre queste opere perchè non guadagnerebbero più una lira/euro/dollaro??
    Per noi un film scaricato è la normalità, ma se tutti si comportassero così vorrebbe dire che nessuno potrebbe più lucrare con le proprie opere e a quel punto come potrebbe vivere una persona se quello che fa tutto il giorno e tutti i giorni valesse 0? DOvrebbe avere un lavoro come tutti, 8 ore al giorno occupate da attività che nulla hanno a che fare con la sua abilità, quale che sia.
    Quello che dico sembrerà un miraggio, ma se è vero che la pirateria aumenta e se nessuno si battesse per questo probabilmente il mio scenario non sarebbe così impossibile come può sembrare oggi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: kaiserxol
    > ...se a quel punto scrittori, musicisti, registi,
    > attori ecc. decidessero di smettere di produrre
    > queste opere perchè non guadagnerebbero più una
    > lira/euro/dollaro??
    > Per noi un film scaricato è la normalità, ma se
    > tutti si comportassero così vorrebbe dire che
    > nessuno potrebbe più lucrare con le proprie opere
    > e a quel punto come potrebbe vivere una persona
    > se quello che fa tutto il giorno e tutti i giorni
    > valesse 0? DOvrebbe avere un lavoro come tutti, 8
    > ore al giorno occupate da attività che nulla
    > hanno a che fare con la sua abilità, quale che
    > sia.

    Ma l'arte non e' qualcosa che si sente dentro e spinge a produrre ?
    Che sono metalmeccanici che vogliono lo stipendio a fine mese ? Se e' cosi' diamogli 1000 euro al mese e giu' a produrre 8 ore al giorno.
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    >
    > Ma l'arte non e' qualcosa che si sente dentro e
    > spinge a produrre
    > ?

    Non si vive solo di arte, GF docet!

    > Che sono metalmeccanici che vogliono lo stipendio
    > a fine mese ? Se e' cosi' diamogli 1000 euro al
    > mese e giu' a produrre 8 ore al
    > giorno.

    Avranno diritto a sfruttare, anche economicamente, le proprie idee?
  • - Scritto da: ThEnOra
    > - Scritto da: krane

    > > Ma l'arte non e' qualcosa che si sente dentro e
    > > spinge a produrre ?

    > Non si vive solo di arte, GF docet!
    >
    > > Che sono metalmeccanici che vogliono lo
    > stipendio
    > > a fine mese ? Se e' cosi' diamogli 1000 euro al
    > > mese e giu' a produrre 8 ore al
    > > giorno.
    >
    > Avranno diritto a sfruttare, anche
    > economicamente, le proprie idee?

    No: al massimo, come tutti gli altri, hanno diritto di guadagnare dalla loro fatica, ad esempio dai concerti.
    krane
    22544
  • - Scritto da: kaiserxol
    > ...se a quel punto scrittori, musicisti, registi,
    > attori ecc. decidessero di smettere di produrre
    > queste opere perchè non guadagnerebbero più una
    > lira/euro/dollaro??

    Scusami, ma per colpa della pirateria è morto anche il cinema? E gli scrittori che c'entrano?, dato che la pirateria di ebook è decisamente agli esordi e quasi inesistente. Per i musicisti, vale ciò che è stato ripetuto mille volte.

    > Per noi un film scaricato è la normalità, ma se
    > tutti si comportassero così vorrebbe dire che
    > nessuno potrebbe più lucrare con le proprie opere
    > e a quel punto come potrebbe vivere una persona
    > se quello che fa tutto il giorno e tutti i giorni
    > valesse 0?

    Anche se fosse, il costo non è il valore. Importante distinguere, anzi essenziale.
  • > ...se a quel punto scrittori, musicisti, registi,
    > attori ecc. decidessero di smettere di produrre
    > queste opere perchè non guadagnerebbero più una
    > lira/euro/dollaro??

    Sono liberi di farlo

    > Per noi un film scaricato è la normalità, ma se
    > tutti si comportassero così vorrebbe dire che
    > nessuno potrebbe più lucrare con le proprie opere

    Infatti non vogliamo che nessuno possa lucrare con le proprie opere.

    > e a quel punto come potrebbe vivere una persona
    > se quello che fa tutto il giorno e tutti i giorni
    > valesse 0?

    Lavorando, come tutti noi.

    > DOvrebbe avere un lavoro come tutti, 8
    > ore al giorno occupate da attività che nulla
    > hanno a che fare con la sua abilità, quale che
    > sia.

    Gliene restano altre 16, ogni giorno, da dedicare alle sue passioni.

    > Quello che dico sembrerà un miraggio, ma se è
    > vero che la pirateria aumenta e se nessuno si
    > battesse per questo probabilmente il mio scenario
    > non sarebbe così impossibile come può sembrare
    > oggi.

    Guarda che è un ottimo scenario, non mi dispiacerebbe che diventasse realtà.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros

    >
    > > e a quel punto come potrebbe vivere una persona
    > > se quello che fa tutto il giorno e tutti i
    > giorni
    > > valesse 0?
    >
    > Lavorando, come tutti noi.

    Perche' scusa ma secondo te scrivere, comporre musica, dipingere o
    recitare non sono un lavoro?
    Qual e' un lavoro: solo il minatore?
    Non e' che se una cosa la fai per passione non e' un lavoro,
    ne' che un lavoro sia soltanto qualcosa di faticoso o che non
    ha nulla a che fare con i tuoi interessi.
    (che e' quello che intendi, mi sembra di capire)

    bye
    non+autenticato
  • > Perche' scusa ma secondo te scrivere, comporre
    > musica, dipingere
    > o
    > recitare non sono un lavoro?

    Se qualcuno ti ha dato l'incarico, è un lavoro; altrimenti, è un hobby.

    E comunque, tu hai diritto di essere pagato se lavori, non se hai lavorato in passato.

    Un'opera ti è costata tot ore di lavoro? Ti fai pagare un tanto all'ora, poi basta. L'opera diventa di pubblico dominio. Non hai diritto a chiedere di più.

    > Qual e' un lavoro: solo il minatore?

    Il lavoro c'è quando fai qualcosa di utile per gli altri: e io ti pago se desidero che tu continui a farla. Se il tuo lavoro è diventato solo più "vendere" (in pratica, questo significa ostacolare tutte le copie, tranne quelle fatte da te), io non ho alcun interesse che tu continui a farlo: quindi, non solo non ti pago, ma farò quanto è in mio potere per fermarti.

    > Non e' che se una cosa la fai per passione non e'
    > un
    > lavoro,
    > ne' che un lavoro sia soltanto qualcosa di
    > faticoso o che
    > non
    > ha nulla a che fare con i tuoi interessi.
    > (che e' quello che intendi, mi sembra di capire)

    Non ho mai detto questo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > > Perche' scusa ma secondo te scrivere, comporre
    > > musica, dipingere
    > > o
    > > recitare non sono un lavoro?
    >
    > Se qualcuno ti ha dato l'incarico, è un lavoro;
    > altrimenti, è un
    > hobby.
    >
    > E comunque, tu hai diritto di essere pagato se
    > lavori, non se hai lavorato in
    > passato.
    >
    > Un'opera ti è costata tot ore di lavoro? Ti fai
    > pagare un tanto all'ora, poi basta. L'opera
    > diventa di pubblico dominio. Non hai diritto a
    > chiedere di
    > più.

    Quoto. Ma quelli come thenora non lo arrivano a capire... tanto è vero che sgusciano via e non rispondono.
  • - Scritto da: angros
    > > Perche' scusa ma secondo te scrivere, comporre
    > > musica, dipingere
    > > o
    > > recitare non sono un lavoro?
    >
    > Se qualcuno ti ha dato l'incarico, è un lavoro;
    > altrimenti, è un
    > hobby.

    Ma no dai.
    A un imprenditore chi ha dato l'incarico di farlo?
    Ai negozianti?
    A chiunque in pratica non sia salariato, potremmo dire.


    > E comunque, tu hai diritto di essere pagato se
    > lavori, non se hai lavorato in
    > passato.

    Non sono dalla parte delle majors, per chiarire, ma mi sembra applichi
    principi che possono valere per il software libero a cose che sono totalmente differenti.
    Con i libri come si fa? Per guadagnarci devo venderli no?
    (la durata del copyright e' ovviamente troppo lunga attualmente, ok)
    E con i quadri?
    Come fanno a diventare di pubblico dominio?

    E sopratutto perche' uno scrittore o un cantante non puo' diventare ricco come chiunque altro?
    Il problema non sono i pochi cantanti o attori miliardari, il problema e' l'avidita' delle majors.
    Le cose andrebbero vendute al giusto prezzo, che non ho idea di quale sia ma e' certamente molto piu' basso di quello attuale dei cd, dvd, e quant'altro.

    > Un'opera ti è costata tot ore di lavoro? Ti fai
    > pagare un tanto all'ora, poi basta. L'opera
    > diventa di pubblico dominio. Non hai diritto a
    > chiedere di
    > più.

    E' il concetto che ha completamente distrutto la creativita' nei paesi del blocco sovietico.
    Se un bicchiere fatto malissimo che si rompe dopo due volte me lo pagano come un bicchiere in cui ho cesellato un unicorno, di unicorni ne faccio un paio poi smetto.
    Al contrario del software, nei campi creativi classici, che si scontrano coi problemi del digitale, il concetto di collaborazione e' quasi assente.
    E' vero che nessuno inventa nulla di nuovo ma nessuno anche potendo riscriverebbe la fine del Signori degli Anelli, e se lo facesse a nessuno verrebbe voglia di leggerlo.
    Non c'e' nessun motivo tranne quello di non far guadagnare un soldo allo scrittore che un libro sia di pubblico dominio al momento dell'uscita.
    (e mi chiedo appunto perche' gli scrittori al contrario di tutti gli altri lavoratori non debbano guadagnare nulla)
    Ci sono licenze open che cercano di occuparsi della scrittura ma nessuna dice che tutto dovrebbe essere gratis, infatti.
    Tutti se lo vogliono, devono poter essere pagati per il lavoro che fanno, perche' gli artisti no?


    > > Qual e' un lavoro: solo il minatore?
    >
    > Il lavoro c'è quando fai qualcosa di utile per
    > gli altri: e io ti pago se desidero che tu
    > continui a farla.

    Ma questo in un mondo totalmente ideale, e oltretutto il concetto di utile puo' diventare terribile.
    Alla lettera dopo un po' diventano inutili la bellezza, il cazzeggio, la fantasia, non ci sarebbero piu' scoperte improvvise, ne' sorprese.

    Comunque, per quanto non mi piaccia, siamo in pieno capitalismo.

    bye
    non+autenticato
  • > Con i libri come si fa? Per guadagnarci devo
    > venderli
    > no?

    Non necessariamente. E di sicuro non quelli digitali.

    A parte il fatto che spesso chi scrive libri non lo fa per guadagnare.



    > (la durata del copyright e' ovviamente troppo
    > lunga attualmente,
    > ok)
    > E con i quadri?
    > Come fanno a diventare di pubblico dominio?

    L'immagine è di pubblico dominio e duplicabile. Il quadro originale, in sè, è un bene fisico, unico, e quindi vendibile. A nessuno frega nulla di comprare le copie.

    >
    > E sopratutto perche' uno scrittore o un cantante
    > non puo' diventare ricco come chiunque
    > altro?

    Gli altri possono forse arricchirsi lavorando una volta sola? No. Perchè per gli autori dovrebbe essere diverso?


    > Al contrario del software, nei campi creativi
    > classici, che si scontrano coi problemi del
    > digitale, il concetto di collaborazione e' quasi
    > assente.

    Assolutamente falso: per i libri, hai mai guardato l'elenco dei collaboratori (di solito molto lungo)?

    > E' vero che nessuno inventa nulla di nuovo ma
    > nessuno anche potendo riscriverebbe la fine del
    > Signori degli Anelli, e se lo facesse a nessuno
    > verrebbe voglia di
    > leggerlo.
    > Non c'e' nessun motivo tranne quello di non far
    > guadagnare un soldo allo scrittore che un libro
    > sia di pubblico dominio al momento
    > dell'uscita.

    C'è il motivo di poterlo avere tutti, e averlo gratis.

    > (e mi chiedo appunto perche' gli scrittori al
    > contrario di tutti gli altri lavoratori non
    > debbano guadagnare
    > nulla)
    > Ci sono licenze open che cercano di occuparsi
    > della scrittura ma nessuna dice che tutto
    > dovrebbe essere gratis,
    > infatti.

    Dicono solo che ognuno può duplicarlo




    > Ma questo in un mondo totalmente ideale, e
    > oltretutto il concetto di utile puo' diventare
    > terribile.
    > Alla lettera dopo un po' diventano inutili la
    > bellezza, il cazzeggio, la fantasia, non ci
    > sarebbero piu' scoperte improvvise, ne'
    > sorprese.

    Sostituisci "utile" con "desiderabile"
    non+autenticato
  • Si vede che in svezia non hanno problemi di pensioni, ambiente, economia, educazione, sanità, mafia\politica, ecc...

    Per avere un partito che si occupa di cose (per lo meno in Italia) superflue...

    O forse (e forse è causa e conseguenza del non avere problemi maggiori) sono avanti !



    Mi sembra un ISP coi server dentro al parlamente sia fantascienza... un'esagerazione in stile LEGHISTA... (celtico vikingo ?)
    Però è una bella cosa.
    D'altrond enon dice dovreta vedervela con noi... ma "con la costituzione"...

    E' questo quello ke dovrebbero vedere tutti... oggi la legge si adatta al miglior offerente... non è un entità imparziale che segue la via del giusto...
    E non dico di giudici corrotti... ma di leggi modificate ad hoc!
    E' successo anke in svezia!!!!

    Per quanto riguarda la "resistenza" legale (quindi nessuna pirateria) i metodi sono anke + pratici... Non penso il governo svedese acconsenta all'utilizzo delle proprie strutture simboliche storiche e funzionali come il parlamento dovrebbe essere a diventare una fabbrica\azienda con server cavi radiatori ecc...

    Però si potrebbe benissimo far applicare bene la legge... far valere i DIRITTI dei cittadini (la dove siano previsti ;-( ) e basta... se la legge non impone log basta non tenerli.. nn c'è bisogno di "dare il visto diplomatico a un server"...
    Altrimenti è sufficente un ISP off-shore ...

    Cmq parliamo di fantascienza ancora per noi... da noi manco si possono immaginare di pronunciare discorsi simili... metterli in pratica poi...

    già la connessione a 10 Mbps a 33 dollari sembra fantascienza...
    da noi 7Mbps (solo in download!) costa 20€+il canone (siamo già oltre i 33 dollari) e come va va ...
    non+autenticato
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