Alfonso Maruccia

Street View, gli USA vogliono risposte

I procuratori statunitensi inviano richieste di chiarimenti a Mountain View e minacciano: Google deve darci tutte le risposte che vogliamo, altrimenti la trascineremo in aula

Roma - Scandalo Street View, i procuratori generali di parecchi stati degli USA aumentano la pressione su Google e spediscono - tramite l'ufficio del PG del Connecticut, Richard Blumenthal - una richiesta circostanziata a cui BigG dovrà rispondere con dovizia di particolari. Se necessario si dicono anche disposti ad adire le vie legali.

Blumenthal è a capo di una vera e propria "coalizione" formata da 38 procuratori di altrettanti stati della federazione, convintisi già a giugno della necessità di aumentare l'efficacia della pressione nei confronti di Google con un'azione corale e coordinata.

In attesa di un'incontro con i responsabili di Google previsto per questo venerdì, l'ufficio di Blumenthal ha spedito in quel di Mountain View una lunga lista di domande inderogabili, a cui BigG deve rispondere con tanto di particolari se non vuole farsi trascinare in tribunale dalla maggioranza delle procure degli Stati Uniti.
La lista in particolare chiede se Google abbia testato il codice di raccolta dei dati sulle connessioni WiFi prima di integrarlo sulle Google Car usate per il servizio Street View, chi sia il responsabile della sua creazione, come la società abbia potuto restare all'oscuro della presenza del "demone" di raccolta dei dati, in che modo il codice sia stato installato sulle auto, in quale località siano stati archiviati i suddetti dati e altro ancora.

"Le repliche di Google continuano a generare più domande che risposte", ha dichiarato il procuratore Blumenthal secondo il comunicato rilasciato in contemporanea alla spedizione della nuova lista di richieste. "I consumatori hanno il diritto di aspettarsi che i dati trasmessi sui network personali e aziendali restino confidenziali - ha continuato il procuratore - La nostra indagine stabilirà se qualcuno ha infranto la legge e se siano necessarie nuove leggi per impedire future violazioni della privacy".

Alfonso Maruccia
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7 Commenti alla Notizia Street View, gli USA vogliono risposte
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  • street view e la genialatà che cè dietro non ha pari! geolocalizzazione di qualsiasi cosa.

    ora è da capire effettivamente se quando si tratta di wifi si intendano dati protetti decifrati in un qualche modo oppure transito in chiaro di spezzoni di informazioni confidenziali su wifi non protette.

    non voglio stare a dire che se apri la porta è legale che uno entra in casa propria per non curanza della "sicurezza" di chiuderla quella porta.

    però è anche vero che se ti trovi pezzi di password che ti cadono dal cielo e tu le intercetti senza modo di filtrare cè poco da fà tu memorizzi e buonanotte.

    vicino casa mia ci saranno una decina di reti non protette dove con uno sniffer leggi di tutto anche inconsapevolmente senza troppa tecnologia. figurati uno scrandler ottimizzato e installato su delle auto per calcolare le geometrie tridimensionali di un SIT

    boh... a me sà tanto di rompere le balle e basta sti procuratori e le loro domande del cacchio!!
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: kmtnck
    >
    > guarda.. ti invito a fare una prova.
    > Monta una telecamera sul tetto della tua auto,
    > monta apparecchiature in grado di ricevere e
    > registrare il flusso in chiaro wi-fi e poi fatti
    > un po' di giornate in mezzo alle vie della tua
    > città.
    > Se le cose vanno come penso io non ti rivediamo
    > più.
    > Le google car god(eva)ono di una sorta di
    > immunità che persone normali non avrebbero
    > mai.

    se io scandaglio dati in chiaro, e quindi di dominio pubblico, non violo nessuna legge.

    Io credo che il problema sia a monte e ad una scarsa educazione a come proteggere i propri dati sulla propria wifi.

    Se io scandaglio dei pacchetti tcp in chiaro dove è scritto "pZd4gd" e in un altro "43ufdsklfjsdkl3" e scopri che riunendo i pezzi hai trovato una password non violo io la legge che ho trovato questa informazione, ma è il tipo che trasmette questi dati a non avere l'accortezza di proteggerli.

    Fino a prova contraria un insieme casuale di pacchetti tcp in chiaro sono solo una massa di bit di libera consultazione, perchè non protetti. Il suo assemblaggio potrebbe avere ripercursioni e forse è la strada su cui un avvocato o un team di avvocati può fare leva per incolparti di qualcosa.

    Ma capisci bene che siamo su una linea di confine non chiara e non controllata giuridicamente, proprio per la natura del problema a monte

    questo è poi come la penso io, se ci sono delle normative legali in proposito che rendono illegale lo sniffing di dato pubblico, allora qualsiasi dato pubblico è potenzialmente illegale e quindi non elaborabile... occhio ai paradossi!

    ciao
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: kmtnck
    >
    > > se io scandaglio dati in chiaro, e quindi di
    > > dominio pubblico, non violo nessuna
    > > legge.
    >
    > fallo davando alla GDF e poi vediamo.
    > vedi 'Intercettazione di comunicazione': non
    > significa che decripti od
    > altro.
    > significa che intercetti comunicazioni private
    > quali sono quelle contenute, per esempio in
    > un'email (che passa in chiaro in reti non
    > protette). La legge non prevede che l'email vada
    > crittografata, sei tu che nno devi leggerla e
    > basta (a meno che non ti sia inviata dal mittente
    > per
    > sbaglio)

    ok chiaro!
    l'intercettazione di comunicazione è reato e ok!
    ma se tu ottieni dei permessi per farlo e hai un via libera simile a quello che hai detto tu, allora la contestazione rientra nel mio ragionamento.

    se poi si danno dei permessi e poi ci si accorge della gravità del problema e ti rimangi il permesso rilanciando un'accusa in tribunale ... siamo ai limiti di un confine non ben definito.


    >
    > > Io credo che il problema sia a monte e ad una
    > > scarsa educazione a come proteggere i propri
    > dati
    > > sulla propria
    > > wifi.
    >
    > questo è un problema di educazione tecnica, ma la
    > legge se ne frega dei
    > tecnicismi.

    lo sò che se ne frega dei tecnicismi, ma sai bene che si possono intercettare comunicazioni in chiaro anche inconsapevolmente (nn è il caso di google ovvio), quindi inconsapevolmente qualcuno può violare la legge.

    Ripeto, questo aspetto delle telecomunicazioni non è facile da tenere a bada con delle semplici leggi se non si tiene conto un minimo del tecnicismo che cè dietro
  • E' come gridare ad alta voce in mezzo ad una piazza e poi lamentarsi se quello che sta riprendendo i monumenti con la videocamera ha registrato tutto.

    "fallo davando alla GDF e poi vediamo" non è una buona ragione, le forze dell'ordine, in Italia ma non solo, si arrogano di far rispettare leggi che non esistono, vedi anche il caso dei fotografi osteggiati e malmenati in Gran Bretagna, che hanno poi ricevuto le scuse dei capi di polizia britannici che hanno dovuto ammettere che chiunque è libero di fotografare ciò che vuole in pubblico.
    non+autenticato
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