Alfonso Maruccia

I laser abbattono, i laser misurano

Impulsi energetici impiegati per tracciare la spazzatura spaziale, abbattere gli oggetti volanti ostili e misurare l'altezza degli alberi presenti sulla Terra

Roma - In prima linea contro la lotta al pernicioso proliferare di spazzatura spaziale non c'è solo NASA: la società australiana Electric Optic Systems dice di aver realizzato un sistema laser in grado di tracciare e tenere sotto controllo i micro-rifiuti presenti in orbita, salvaguardando di conseguenza il normale funzionamento della ferraglia spaziale (satelliti ma anche la ISS) e la vita di eventuali astronauti.

Stando a quanto sostiene il CEO di EOS Craig Smith, il laser sviluppato dalla società è in grado di tenere traccia di oggetti spaziali "con gran precisione" fino a 10 centimetri di estensione. Nell'atmosfera sono presenti circa 200mila oggetti più piccoli di un centimetro, stima il CEO Smith, e altri 500mila misurano almeno un centimetro.

Il sistema laser sviluppato da EOS si basa su un network di stazioni traccianti sparpagliate in punti strategici del globo. L'approccio è ottimale per tenere sotto controllo micro-oggetti che viaggiano alla velocità di 30mila chilometri orari, dice Smith. EOS ha sviluppato il suo sistema laser grazie a un contributo del governo australiano che vale 3,5 milioni di dollari USA.
Chi i laser preferisce dirigerli sulla Terra dallo spazio è invece NASA, che usando un insieme di satelliti ha messo assieme una mappa altimetrica degli alberi presenti sul Pianeta. L'agenzia statunitense ha raccolto e incrociato qualcosa come 250 milioni di impulsi laser generati dai satelliti ICESat, Terra, Aqua con la tecnologia Light Detection and Ranging (LIDAR), misurando la topografia delle foreste pluviali come delle grandi sequoie presenti nella California Settentrionale.

Perché misurarne l'altezza? I ricercatori NASA sperano di poter impiegare i dati per meglio comprendere la capacità di assorbimento di anidride carbonica da parte degli alberi e la velocità con cui la CO2 torna in circolazione nell'atmosfera terrestre.

Usa laser per fare la guerra invece che ricerca la Marina statunitense, che ha sperimentato con successo i sistemi di arma laser realizzati da Raytheon buttando giù quattro droni volanti. Phalanx, questo il nome del dispositivo di Raytheon, usa un sensore radar e il tracciamento elettro-ottico per agganciare i bersagli e dirigere il laser verso l'obiettivo. Il contractor della US Navy dice che ci vorranno ancora sei anni di test perché la tecnologia entri in servizio.

Alfonso Maruccia
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4 Commenti alla Notizia I laser abbattono, i laser misurano
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  • Invece che tracciarli e tenerli sotto controllo varrebbe la pena d'installare uno di questi laser su satellite e procedere alla vaporizzazione dei detriti iniziando da quelli più piccoli.
    Ci sono esperti che ipotizzano che un giorno potremmo finire prigionieri e confinati sul nostro pianeta proprio perché l'accumularsi dei detriti, diretto e indiretto a causa delle continue collisioni tra di essi finirebbe per creare una barriera insuperabile per razzi e astronavi.
    non+autenticato
  • E dove prendi l'energia? Guarda che ce ne vuole un bel po' per vaporizzare un oggetto... e poi, i vapori non scompaiono mica nel nulla: si ricondensano, e ti restano comunque goccioline metalliche in sospensione nel vuoto.
    non+autenticato
  • bè se nell'atmosfera terrestre (quindi con un notevole effetto-filtro) un laser riesce ad abbattere un drone in volo immagina cosa riuscirebbe a fare nello spazio con la stessa potenza!
    Per quanto riguarda l'eventuale effetto "nebbia metallica", il laser potrebbe eesere sparato con un'angolazione tale da imprimere alla particella energia cinetica verso l'atmosfera e quindi farla incenerire lì.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giggetto
    > bè se nell'atmosfera terrestre (quindi con un
    > notevole effetto-filtro) un laser riesce ad
    > abbattere un drone in volo immagina cosa
    > riuscirebbe a fare nello spazio con la stessa
    > potenza!

    Un laser che colpisce un drone in volo lo abbatte, non lo disintegra: infatti, basta bruciare i circuiti principali (o surriscaldare il serbatoio di carburante, facendolo esplodere), poi il drone non funzionerà più, e la gravità farà il resto.

    > Per quanto riguarda l'eventuale effetto "nebbia
    > metallica", il laser potrebbe eesere sparato con
    > un'angolazione tale da imprimere alla particella
    > energia cinetica verso l'atmosfera e quindi farla
    > incenerire
    > lì.

    Un laser non è un proiettile: il laser scalda, non spinge (in realtà, una piccola spinta la dà, grazie alla pressione da radiazione, ma è solo una frazione minima dell'energia del laser: il principio è discusso per la possibilità di realizzare una vela solare). Ma se si imprimesse una spinta di questo tipo, il satellite che spara il laser subirebbe una spinta nella direzione opposta (ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria), e uscirebbe anche lui dall'orbita.
    non+autenticato