Alfonso Maruccia

Dell paga la SEC, Intel aspetta la FTC

Le autorità di controllo si accordano con Dell in merito alla sua condotta, mentre Intel - al centro della vicenda - è costretta ad attendere ancora per sistemare il suo caso

Roma - Come già ampiamente anticipato nei giorni scorsi, Dell ha infine trovato l'accordo con la Securities and Exchange Commission in merito alle accuse di frode contabile e rapporti (finanziari) poco puliti con Intel. La SEC ha accettato la proposta di patteggiamento della società dal valore 100 milioni di dollari, mentre il management di Dell continua a professarsi innocente nonostante il versamento di una somma così consistente nelle casse federali.

Stando alle accuse degli ispettori della SEC, gli alti papaveri Dell avrebbero falsato i bilanci della società tra il 2001 e il 2006 nascondendo la reale provenienza di consistenti somme di denaro servite all'azienda per raggiungere gli obiettivi finanziari prefissati. Quel denaro, dicono alla SEC, proveniva da finanziamenti "occulti" di Intel come premio per l'impiego delle sue CPU al posto di quelle del rivale AMD.

I guai legali di Dell sono insomma la conseguenza indiretta delle investigazioni antitrust che hanno coinvolto il chipmaker sino ad arrivare alla multa miliardaria elevata dalla Commissione Europea lo scorso anno. Il patteggiamento con SEC include inoltre multe singole comminate al CEO Michael Dell, all'ex-CEO Kevin Rollins e all'ex-CFO James Schneider.
Tutti e tre i manager, secondo la SEC protagonisti consapevoli della frode almeno sino al 2008, continuano a professarsi innocenti ma sono ben lieti di pagare qualche milione di dollari per chiudere la causa. Michael Dell potrà inoltre restare al posto di comando della società nonostante la sua condotta fraudolenta nei confronti degli investitori.

E se per Dell i giochi sembrano chiudersi, Intel apprende di dover aspettare ancora un po' perché la Federal Trade Commission esamini approfonditamente la proposta di patteggiamento del chipmaker. Alla FTC occorrono ancora un paio di settimane di indagine, ragion per cui Santa Clara conoscerà il suo destino - processo con possibilità di ennesima mega-multa o armistizio con correzione delle pratiche di business incriminate - entro il prossimo 6 agosto e non prima.

Alfonso Maruccia
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