Luca Annunziata

NGN: Romani ottimista, Bernabé no

Mentre il viceministro professa fiducia in accordo imminente, Telecom Italia alla UE dice di voler ballare da sola. Almeno nelle città più grandi e dove veda una convenienza

Roma - Affermare che si sia già arenato è troppo, ma di certo il tavolo di concertazione sulla NGN convocato dal viceministro Paolo Romani non gode dei favori della Fortuna. Mentre il rappresentante del dicastero dello Sviluppo Economico con delega alle Telecomunicazioni professava ottimismo per un accordo da raggiungere prima dell'autunno, l'amministratore delegato di Telecom Italia Franco Bernabé mordeva il freno: col risultato che lo stesso Romani ha dovuto parzialmente correggere gli auspici da lui stesso appena dichiarati.

Il problema sono le "13 città più importanti", ovvero i capoluoghi più popolosi come Roma, Milano, Torino ecc in cui Telecom Italia (e naturalmente anche gli altri operatori) vede maggiori possibilità di ottenere guadagni consistenti: "C'è una distonia tra i vari operatori circa il da farsi nelle 13 città più importanti. Per Telecom c'è un livello di concorrenza tale che ritiene non ci sia bisogno di mettere a fattore comune un progetto" ha spiegato Romani ieri ai sindacati, convocati a Via Veneto per discutere di NGN e soprattutto degli esuberi annunciati (e sospesi) dall'incumbent.

Bernabé nelle stesse ore sosteneva la possibilità di trovare accordi con gli altri operatori unicamente nelle cosiddette "zone bianche", ovvero quelle a fallimento di mercato, mentre presentava il proprio piano industriale al Commissario Europeo Neelie Kroes: secondo l'AD, sarebbe possibile "trovare forme di collaborazione anche societarie con altri partner per la realizzazione delle infrastrutture in quelle aree dove non può esserci più di un operatore", mentre in città dove esistano già diverse infrastrutture concorrenti costruite o in via di completamento (come a Roma o a Milano) dovrebbe essere lasciata libertà di movimento agli operatori.
Nelle sue dichiarazioni, tuttavia, Bernabé ha fatto riferimento anche all'authority e alle regole da stabilire per la concorrenza nel settore: sempre nelle stesse ore, il presidente dell'AGCOM Corrado Calabrò paventava proprio il rischio "spezzatino" per la rete di nuova generazione, caldeggiando davanti alla Commissione Trasporti della Camera un piano complessivo sul modello di quello francese per garantire un'infrastruttura nazionale all'altezza dei bisogni futuri di cittadini e aziende. Ce n'è abbastanza, insomma, per comprendere quanta confusione e quanta poca unità di intenti al momento alberghi in un settore strategico per gli interessi economici dell'Italia.

Da parte sua, in ogni caso Romani ha fatto sapere che "C'è un documento che sta circolando e su cui ognuno sta esprimendo le proprie valutazioni", documento che esprimerebbe una bozza di intesa su come procedere nello sviluppo comune di una rete in fibra nazionale. Quanto alla cautela invocata da Bernabé, il viceministro ha ribadito di "aver notato la cautela", ma l'ha contrapposta al fatto che "il tavolo tecnico sta dando risultati" poiché lo stesso Bernabé "ha riconosciuto l'importante ruolo del governo e rispetto al punto di partenza abbiamo fatto molti passi avanti".

La data fissata per il termine delle valutazioni degli operatori resterebbe il 30 luglio, anche se in queste condizioni è più probabile che una decisione slitti a inizio settembre. "L'obiettivo del Governo - ha concluso Romani - è avere un disegno unico. Vogliamo che il paese abbia una grande infrastruttura di rete NGN per il 50 per cento del paese, quello più produttivo, in tempi ravvicinati".

Luca Annunziata
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21 Commenti alla Notizia NGN: Romani ottimista, Bernabé no
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  • La gente prima di parlare dovrebbe studiare la storia.
    E' noto che la telefonia negli stati uniti, dove regge da sempre la libera concorrenza totale, sono sempre satte uno spezzatino.
    Fino a poco fa (15-20 anni) per chiamare long-distance potevi dover passare da più oepratori.

    Ora se abbiamo deciso di privatizzare non possiamo temere di avere lo spezzatino anche qua.
    Se non vogliamo lo spezzatino c'è una sola soluzione: lo stato fa la NGN2 a sue spese o ricompra la rete in rame e ricrea una rete fissa di stato.
    non+autenticato
  • Spin off della rete Telecom e costituzione di una newco di gestione della rete NGN con finanziamento della Cassa Depositi e Prestiti.
    Successivamente quotazione della newco e restituzione del finanziamento dello Stato.
    Con ENEL e Terna è andata così: liscio come l'olio con Alessandro Gassman che faceva gli spot per la quotazione di Terna.
    Ma forse da ENEL non c'era Tavaroli...
    non+autenticato
  • L'unico modo per fare la NGN è che la paghi lo stato; tuttavia la NGN potrà essere capita solo da in 10-20% dalla popolazione ed è non politicamente rappresentativa come può essere il Moses o l'inutile (ma ben visibile) Ponte sullo Stretto.
    Non parliamo poi delle altre spese legate ad emergenze quali terremoti o dissesti idrogeologici.

    E poi c'è un'altra questione che non è chiara. Il prezzo!

    ... pensiamo davvero che le Telco ci diano 100 Mbit di banda a 30€ al mese?
  • > E poi c'è un'altra questione che non è chiara. Il
    > prezzo!
    >
    > ... pensiamo davvero che le Telco ci diano 100
    > Mbit di banda a 30€ al
    > mese?

    Ovviamente no. Ma la persona media è convinta che la connettività in generale dovrebbe essere gratuita.
  • - Scritto da: AranBanjo
    > > E poi c'è un'altra questione che non è chiara.
    > Il
    > > prezzo!
    > >
    > > ... pensiamo davvero che le Telco ci diano 100
    > > Mbit di banda a 30€ al
    > > mese?
    >
    > Ovviamente no. Ma la persona media è convinta che
    > la connettività in generale dovrebbe essere
    > gratuita.
    Ma secondo te (e gli altri suonatori di banjo) hanno questa balzana idea perchè sono perfidi o hanno altri motivi?
    non+autenticato
  • Non capisco a chi ti riferisci.
    La gente non ha idea dei costi infrastrutturali.
    Le telco fanno la guerra dei prezzi al ribasso andando a rimetterci, per cui ti fregano da qualche altra parte.
  • Bernabè deve stare zitto. Una società in attivo che decide di licenziare in tronco migliaia di dipendenti, e di mettere sulla strada altrettanti consulenti, non ha titolo per inserirsi in alcun dibattito di alcun tipo, e men che meno in un dibattito sul futuro della tecnologia.
    non+autenticato
  • TI In attivo da quando ?

    - Scritto da: max_adamo
    > Bernabè deve stare zitto. Una società in attivo
    > che decide di licenziare in tronco migliaia di
    > dipendenti, e di mettere sulla strada
    > altrettanti consulenti, non ha titolo per
    > inserirsi in alcun dibattito di alcun tipo, e men
    > che meno in un dibattito sul futuro della
    > tecnologia.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 25 luglio 2010 14.53
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: Alessandrox
    > TI In attivo da quando ?

    beh se non consideri i miliardi di debito...
    A bocca aperta
    >
    > - Scritto da: max_adamo
    > > Bernabè deve stare zitto. Una società in attivo
    > > che decide di licenziare in tronco migliaia di
    > > dipendenti, e di mettere sulla strada
    > > altrettanti consulenti, non ha titolo per
    > > inserirsi in alcun dibattito di alcun tipo, e
    > men
    > > che meno in un dibattito sul futuro della
    > > tecnologia.
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    > Modificato dall' autore il 25 luglio 2010 14.53
    > --------------------------------------------------
    non+autenticato
  • - Scritto da: ullala
    > - Scritto da: Alessandrox
    > > TI In attivo da quando ?
    >
    > beh se non consideri i miliardi di debito...
    > A bocca aperta

    ha bilanci in attivo. Il motivo é semplice: imbundling.
    Telecom Italia, oltre a tutto il resto, affitta la sua rete agli altri operatori. Così facendo guadagna dormendo.
    non+autenticato
  • > Telecom Italia, oltre a tutto il resto, affitta
    > la sua rete agli altri operatori. Così facendo
    > guadagna dormendo.

    Veramente ci sono migliaia di pandini teleceom in giro tutti i giorni a tenere quelle linee in funzione e quelli che guadagnano dormendo sono gli OLO che affittano da telecom e si fanno pagare per scrivere il tuo nome in una tabella di DB e basta.
    non+autenticato
  • Io mi domando cosa diavolo stanno aspettando per fargli il culo...
    Se la nostra antitrust, NON FOSSE, come INVECE E', un'autorita' per modo di dire, controllata da imprenditori, lobby, politici, P3, P4, ... Pn, li avrebbero gia' smembrati in puro stile AT&T (a gia' importano solo quello che gli conviene, sanita' privata, scuola privata, acqua privata), e finalmente si vedrebbero crescere: SERVIZI, QUALITA', CORTESIA. E si vedrebbero decrescere: PREZZI, TRUFFE, e MALEDUCAZIONE. Servirebbero delle belle leggi, ma tant'e' chiunque ci vada, fa solo e soltanto i suoi interessi. Tronchetti Provera, mi sa che adesso avra' una bella ripassata, perche' e' un concorrente del nostro presidente del consiglio (inchino), quando ha venduto telecom (comperata a debito, con i nostri soldi), ha pensato bene di tenersi tutte le centrali (intese come edifici), ed adesso se le sta vendendo, tramite Pirelli Re franchising. Pensate voi questa gentaglia, quanta voglia ha di fare vera concorrenza...
    non+autenticato
  • - Scritto da: disfattista FORSE o FORSE NO

    > Pensate voi questa gentaglia, quanta voglia ha di
    > fare vera
    > concorrenza...
    Concorrenza?
    Vade retro!
    Mercato di concessionari, soliti noti (amici degli amici)... quale concorrenza?
    Cosa credevi di essere in un paese liberista?
    Qui il "soccialismo reale" (si fa per dire) lo hanno inventato prima che nascesse breznev!
    non+autenticato
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