Mauro Vecchio

Wikileaks e i diari della guerra

Pubblicati online 90mila documenti sull'Afghanistan, a rivelare strategie e dati dal 2004 ad oggi. La fonte rimane anonima. Il sito delle spifferate al centro delle critiche da parte delle autorità

Roma - Sono già stati soprannominati i diari della guerra. Dati e informazioni più che scottanti, recentemente apparsi tra i fitti meandri online di Wikileaks. Una mole impressionante di circa 90mila documenti, a rivelare al mondo i principali dettagli delle varie operazioni strategiche condotte dai militari statunitensi nel corso della guerra in Afghanistan.

Dei veri e propri diari, ricolmi di informazioni ordinarie relative alla preparazione dei piani operativi e delle svariate riunioni di guerra in un periodo che va dal 2004 al 2010. Ma anche una lunga cronistoria raccontata dal punto di vista dei soldati e degli ufficiali del Pentagono, altrettanto piena di dati riservati sulle strategie da applicare, sul contesto di una guerra estenuante.

Wikileaks non ha voluto rivelare le sue fonti, occultandole all'interno degli stessi documenti. C'è comunque chi ha azzardato un'ipotesi, parlando di una possibile fuga dal centro dati CIDNE dello U.S. Central Command. Mentre qualcun altro ha tirato in ballo il militare Bradley Manning, che già aveva consegnato nelle mani di Wikileaks il filmato Collateral Murder.
"I documenti - si legge in un editoriale del New York Times - sono stati resi disponibili da Wikileaks, un'organizzazione dedicata alla rivelazione di segreti di ogni genere, a condizione che i giornali non ne parlassero prima del 25 luglio, quando Wikileaks li avrebbe messi online. Wikileaks non ha rivelato come abbia ottenuto i materiali e non è stata coinvolta nel lavoro investigativo, giornalistico, di analisi e di scrittura".

"Gli Stati Uniti condannano fermamente la rivelazione di informazioni riservate da parte di individui e organizzazioni che possono mettere in pericolo le vite degli americani e dei loro alleati, minacciando la sicurezza nazionale - ha spiegato il Consigliere per la Sicurezza Nazionale James Jones - Wikileaks non ha fatto nessun passo per contattarci rispetto a questi documenti: il governo degli Stati Uniti è venuto a sapere della loro pubblicazione dalla stampa".

Si tratta evidentemente di una delle soffiate più imponenti dell'intera storia militare statunitense, paragonata da qualcuno a quella che rivelò pubblicamente le strategie di guerra in Vietnam. Il founder di Wikileaks Julian Assange ha criticato fermamente la reazione delle autorità a stelle e strisce, sottolineando come il suo sito abbia fatto di tutto per non mettere in pericolo i cittadini. I documenti sarebbero vecchi di almeno sette mesi: nessuna operazione militare in corso in terra afghana sarebbe così a rischio.

Mauro Vecchio
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56 Commenti alla Notizia Wikileaks e i diari della guerra
Ordina
  • in campagna elettorale voleva far ritirare le truppe?
    non+autenticato
  • Ovviamente cercheranno di chiuderle Wikileaks, di normalizzare Internet, di arrestare Assange, ma è importantissimo che ci sia questo raccoglitore di informazioni sgradite ai potenti e sfuggite alla censura.
    Ricordo che in Afghanistan non c'è giornalismo, al massimo pochi reporter "embedded" ai quali viene fatto vedere quello che i militari vogliono e ai quali viene permesso di scrivere solo sotto controllo. E il risultato, come si vede, è che la verità è ben diversa da quanto ci hanno detto finora.
    Quindi ben vengano talpe (pure se manovrate), informatori anonimi, siti "pirata".
    Funz
    12995
  • non penso

    fenomeni del genere non avvengono per caso o credi davvero al mito di Assange che fugge e nessuno riesce a trovarlo?

    la CIA ha satelliti di tutti i tipi che osservano tutto il mondo, monitorizza ( tramite echelon ) tutte le comunicazioni, transazioni bancarie, atm, carte di credito e debito

    trovare Assange sarebbe stato un gioco da ragazzi

    evidentemente c'è in corso una guerra tra fazioni, che a quanto sembra sono trasversali e attraversano parecchie nazioni

    siamo purtroppo abituati a vedere solo le organizzazioni dei cattivi, quelle che fanno soldi con la guerra e la corruzione, che producono e importano tonnellate di oppio dall'Afghanistan ( tanto possiamo sempre dire che sono i talebani che le producono ), che avvelenano intere foreste con l'agente Orange dietro il paravento della lotta alla droga ( un giorno mi spiegheranno che legame c'è tra lotta alla droga e bruciare ettare di foreste con i defolianti )

    quello che non vediamo sono le organizzazioni dei "buoni", quelli che almeno hanno un minimo di onore e di senso del dovere e ci hanno evitato più volte di finire sotto il fungo atomico

    Assange è semplicemente il volto pubblico di quel movimento che mira ad impedire la reimposizione degl imperi e dei feudi ( stavolta non più in nome di Dio ma nel nome del dio denaro )
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > non penso
    >
    > fenomeni del genere non avvengono per caso o
    > credi davvero al mito di Assange che fugge e
    > nessuno riesce a
    > trovarlo?

    Ma certo che no

    > la CIA ha satelliti di tutti i tipi che osservano
    > tutto il mondo, monitorizza ( tramite echelon )
    > tutte le comunicazioni, transazioni bancarie,
    > atm, carte di credito e
    > debito
    >
    > trovare Assange sarebbe stato un gioco da ragazzi

    Infatti sanno benissimo dov'è e cosa fa.
    Ma non è che possono prenderlo, incappucciarlo e caricarlo su un elicottero per l'Egitto... o forse si, ma è un po' più noto di un oscuro imam di viale Jenner.

    > evidentemente c'è in corso una guerra tra
    > fazioni, che a quanto sembra sono trasversali e
    > attraversano parecchie
    > nazioni

    Chissà, forse ne sapremo qualcosa prima di morire...

    > siamo purtroppo abituati a vedere solo le
    > organizzazioni dei cattivi, quelle che fanno
    > soldi con la guerra e la corruzione, che
    > producono e importano tonnellate di oppio
    > dall'Afghanistan ( tanto possiamo sempre dire che
    > sono i talebani che le producono ), che
    > avvelenano intere foreste con l'agente Orange
    > dietro il paravento della lotta alla droga ( un
    > giorno mi spiegheranno che legame c'è tra lotta
    > alla droga e bruciare ettare di foreste con i
    > defolianti
    > )

    Ma non è che ti confondi col Vietnam? Dove sono le foreste in Afghanistan?

    > quello che non vediamo sono le organizzazioni dei
    > "buoni", quelli che almeno hanno un minimo di
    > onore e di senso del dovere e ci hanno evitato
    > più volte di finire sotto il fungo
    > atomico
    >
    > Assange è semplicemente il volto pubblico di quel
    > movimento che mira ad impedire la reimposizione
    > degl imperi e dei feudi ( stavolta non più in
    > nome di Dio ma nel nome del dio denaro
    > )

    certo, certo, chi ha il potere cerca sempre di accrescerlo.
    Funz
    12995
  • > > sono i talebani che le producono ), che
    > > avvelenano intere foreste con l'agente Orange
    > > dietro il paravento della lotta alla droga ( un
    > > giorno mi spiegheranno che legame c'è tra lotta
    > > alla droga e bruciare ettare di foreste con i
    > > defolianti
    > > )
    >
    > Ma non è che ti confondi col Vietnam? Dove sono
    > le foreste in Afghanistan?

    le foreste in afghanistan ci sono nel versante est comunque coltivano papavero in tutto il territorio afgano.. anche i paesi vicini come il pakistan e quelli piu a nord che non ricordo i nomi sono grossi produttori di oppio
  • - Scritto da: collione
    > trovare Assange sarebbe stato un gioco da ragazzi

    Guarda che non è mica un latitante. Sanno benissimo dove abita; addirittura ultimamente partecipa spesso a conferenze stampa pubbliche.
    non+autenticato
  • > la CIA ha satelliti di tutti i tipi che osservano
    > tutto il mondo, monitorizza ( tramite echelon )
    > tutte le comunicazioni, transazioni bancarie,
    > atm, carte di credito e debito

    Appunto, tutta roba che osama bin laden NON usa ecco perche non lo beccano.

    E i pizzini del capomafia arrestato domo 30anni di latitanza? scritti su una macchina da scrivere giocattolo per bambini e consegnati a mano da una catena di intermediari.

    Basta vivere come se si fosse nel 1700 (ninete carte di credito, telefono gps, cellulari, post su blog, account di email etc) e diventi "elettronicamente invisibile".
    non+autenticato
  • Far emergere il sommerso, il nascosto (che poi è quello che causa i problemi peggiori) oppure divulgare una notizia reale ritengo si possa fare anche (soprattutto) in modo anonimo.
    Chi compie un certo tipo di azione non ha bisogno di annunciarsi, di dire "sono io". Anzi: chi si comporta in questo modo è di solito in cerca di fama o di "qualcosa in cambio".
    La solita storia del dito e della luna: Guardiamo la luna e non il dito.
    Verifichiamo se i fatti denunciati sono veri o falsi.
    Se son falsi la storia finisce li, eventualmente si tenta di ricercare il delatore e punirlo.
    Se invece son veri che ci frega di sapere chi li ha svelati: si puniscono i colpevoli e poi, anche in questo caso, la storia finisce li.

    Quante cose orribili ci combina la "nostra classe dominante" nell'anonimato più assoluto? Iniziamo a cercare quelli, di "anonimi".

    Ciao
    non+autenticato
  • > Verifichiamo se i fatti denunciati sono veri o
    > falsi.

    "Tizio è un pedofilo"

    > Se son falsi la storia finisce li, eventualmente
    > si tenta di ricercare il delatore e
    > punirlo.

    come possiamo sapere noi comuni mortali se Tizio sia realmente un pedofilo ? e se Tizio viene assolto che la corte non sia stata manovrata da esponenti della loggia segreta pedoplutomassonica ?

    > Se invece son veri che ci frega di sapere chi li
    > ha svelati: si puniscono i colpevoli e poi, anche
    > in questo caso, la storia finisce
    > li.

    hai una visione troppo semplicistica.

    > Quante cose orribili ci combina la "nostra classe
    > dominante" nell'anonimato più assoluto? Iniziamo
    > a cercare quelli, di
    > "anonimi".
    >
    > Ciao
  • - Scritto da: shevathas
    > > Verifichiamo se i fatti denunciati sono veri o
    > > falsi.
    >
    > "Tizio è un pedofilo"
    "ma anche no"

    >
    > > Se son falsi la storia finisce li, eventualmente
    > > si tenta di ricercare il delatore e
    > > punirlo.
    >
    > come possiamo sapere noi comuni mortali se Tizio
    > sia realmente un pedofilo ? e se Tizio viene
    > assolto che la corte non sia stata manovrata da
    > esponenti della loggia segreta pedoplutomassonica
    > ?

    La domanda te la poni diversamente se chi riferisce la notizia ha una tessera da giornalista?

    >
    > > Se invece son veri che ci frega di sapere chi li
    > > ha svelati: si puniscono i colpevoli e poi,
    > anche
    > > in questo caso, la storia finisce
    > > li.
    >
    > hai una visione troppo semplicistica.

    Si la tua visione è decisamente ingenua e semplicistica se pensi che basti che qualcuno "benedica le notizie" per distinguere il vero dal falso!

    >
    > > Quante cose orribili ci combina la "nostra
    > classe
    > > dominante" nell'anonimato più assoluto? Iniziamo
    > > a cercare quelli, di
    > > "anonimi".
    > >
    > > Ciao
    non+autenticato
  • - Scritto da: ullala
    > - Scritto da: shevathas
    > > > Verifichiamo se i fatti denunciati sono veri o
    > > > falsi.
    > >
    > > "Tizio è un pedofilo"
    > "ma anche no"
    >
    potrebbe essere. Per abbattere una persona spesso basta un dubbio, non servono certezze.

    >
    > La domanda te la poni diversamente se chi
    > riferisce la notizia ha una tessera da
    > giornalista?
    >

    siamo in uno stato libero o sotto una dittatura ? nel primo caso chi scrive cavolate ci rimette faccia e deretano, nel secondo caso invece scrivono solo gli scribacchini graditi al potere.

    >
    > Si la tua visione è decisamente ingenua e
    > semplicistica se pensi che basti che qualcuno
    > "benedica le notizie" per distinguere il vero dal
    > falso!
    >

    il senso critico serve sempre
  • - Scritto da: shevathas
    > - Scritto da: ullala
    > > - Scritto da: shevathas
    > > > > Verifichiamo se i fatti denunciati sono
    > veri
    > o
    > > > > falsi.
    > > >
    > > > "Tizio è un pedofilo"
    > > "ma anche no"
    > >
    > potrebbe essere. Per abbattere una persona spesso
    > basta un dubbio, non servono certezze.
    Certo ma questo è tautologico e vero per definizione.
    Io potrò sempre dire, nascondendomi, che sei un pedofilo.
    Il punto è quanto sia credibile o meno la cosa non il fatto che io lo possa dire.

    >
    >
    > >
    > > La domanda te la poni diversamente se chi
    > > riferisce la notizia ha una tessera da
    > > giornalista?
    > >
    >
    > siamo in uno stato libero o sotto una dittatura ?
    > nel primo caso chi scrive cavolate ci rimette
    > faccia e deretano, nel secondo caso invece
    > scrivono solo gli scribacchini graditi al
    > potere.

    Chi scrive non è necessariamente la fonte e spesso non ci rimette ne l'una ne l'altra cosa!
    A prescindere dalla validità di quello che scrive.
    Un esempio?
    La recente bufala Fox sul funzionario (funzionaria) nero della agricoltura... poi smentita dallo stesso "white" che sarebbe stato penalizzato (e che invece ha ringraziato il funzionario per l'appoggio che gli ha dato).

    >
    > >
    > > Si la tua visione è decisamente ingenua e
    > > semplicistica se pensi che basti che qualcuno
    > > "benedica le notizie" per distinguere il vero
    > dal
    > > falso!
    > >
    >
    > il senso critico serve sempre
    Appunto e non te lo garantisce il fatto che chi riporta le notizie abbia una tessera in tasca!
    Quella (senso critico) è una cosa che ci devi mettere tu e nessuno te lo regala!
    non+autenticato
  • - Scritto da: shevathas
    >
    > "Tizio è un pedofilo"

    Questa non è una notizia, è un affermazione, o addirittura una sentenza.

    Io mi riferisco all'esposizione di fatti.
    A fronte di un affermazione come quella la mia risposta è "su quali basi affermi questo?"
    E a quel punto mi devi esporre i fatti (filmino, foto, prove concrete, sentenze di tribunale, ecc)

    Quindi, se posso permettermi, il tuo esempio è sbagliato.
    Per non essere OT avresti dovuto dirmi "Tizio è stato condannato per pedofilia" oppure "guarda queste foto/film"

    >
    > come possiamo sapere noi comuni mortali se Tizio
    > sia realmente un pedofilo ?
    Dai Fatti disponibili.

    > e se Tizio viene
    > assolto che la corte non sia stata manovrata da
    > esponenti della loggia segreta pedoplutomassonica
    > ?

    Se i fatti sono concreti e verificati da più parti, anche se è stato assolto da una corte collusa o da leggi "prescrittive" fatte apposta (tipo B.) è un pedofilo.

    Ovviamente si ci mettiamo a alterare i fatti .... be, questo in questo momento mi sa che è un po OT.

    >
    > hai una visione troppo semplicistica.

    Si, può succedere che tu la pensi così.

    Ciao
    non+autenticato
  • > Questa non è una notizia, è un affermazione, o
    > addirittura una
    > sentenza.
    >
    sottigliezze.

    > Io mi riferisco all'esposizione di fatti.
    > A fronte di un affermazione come quella la mia
    > risposta è "su quali basi affermi questo?"
    >
    ti posso fare l'esempio della semibufala della sentenza: "se la donna ha indosso i jeans non è stupro", causata da una libera interpretazione da parte dei giornalisti di quanto sentenziato dalla corte di cassazione.
    Era una notizia, con nome e cognome, eppure era completamente infondata.

    >
    > Se i fatti sono concreti e verificati da più
    > parti
    , anche se è stato assolto da una corte
    > collusa o da leggi "prescrittive" fatte apposta
    > (tipo B.) è un
    > pedofilo.
    >

    ma quali sarebbero le parti che dovrebbero verificare i fatti ?


    > Ovviamente si ci mettiamo a alterare i fatti ....
    > be, questo in questo momento mi sa che è un po
    > OT.
    >

    il fatto è che con una notizia con nome e cognome si può giudicare l'attendibilità e l'affidabilità di chi l'ha divulgata. Per quelle anonime ci vuole molta più attenzione, l'anonimato può essere facilmente usato sia per fare informazione che disinformazione.
  • - Scritto da: shevathas
    > > Questa non è una notizia, è un affermazione, o
    > > addirittura una
    > > sentenza.
    > >
    > sottigliezze.
    >
    > > Io mi riferisco all'esposizione di fatti.
    > > A fronte di un affermazione come quella la mia
    > > risposta è "su quali basi affermi questo?"
    > >
    > ti posso fare l'esempio della semibufala della
    > sentenza: "se la donna ha indosso i jeans non è
    > stupro", causata da una libera interpretazione da
    > parte dei giornalisti di quanto sentenziato dalla
    > corte di
    > cassazione.
    > Era una notizia, con nome e cognome, eppure era
    > completamente
    > infondata.
    Appunto a dimostrazione che la tessera di giornalista non va confusa con la verifica della notizie e col comprendonio di chi le legge (e le riporta).

    >
    > >
    > > Se i fatti sono concreti e verificati da più
    > > parti
    , anche se è stato assolto da una corte
    > > collusa o da leggi "prescrittive" fatte apposta
    > > (tipo B.) è un
    > > pedofilo.
    > >
    >
    > ma quali sarebbero le parti che dovrebbero
    > verificare i fatti ?

    TU!
    >
    >
    >
    > > Ovviamente si ci mettiamo a alterare i fatti
    > ....
    > > be, questo in questo momento mi sa che è un po
    > > OT.
    > >
    >
    > il fatto è che con una notizia con nome e cognome
    > si può giudicare l'attendibilità e l'affidabilità
    > di chi l'ha divulgata. Per quelle anonime ci
    > vuole molta più attenzione, l'anonimato può
    > essere facilmente usato sia per fare informazione
    > che
    > disinformazione.
    L'informazione e la disinformazione sono entrambe moneta "corrente" sia se chi scrive ci mette il nome sia che non ce lo metta!
    E chi scrive non è necessariamente "la fonte".
    Anzi quasi mai lo è!
    non+autenticato
  • > Appunto a dimostrazione che la tessera di
    > giornalista non va confusa con la verifica della
    > notizie e col comprendonio di chi le legge (e le
    > riporta).
    >
    giustamente. Diciamo che conoscere il nome aiuta però a stabilire, almeno in maniera probabilistica, quanto può essere attendibile il giornalista.

    > > ma quali sarebbero le parti che dovrebbero
    > > verificare i fatti ?
    >
    > TU!

    mi sopravvaluti, ho un poco di senso critico ma non ho il dono dell'onniscenza, quindi se una storia è plausibile e verosimile potrei anche essere tentato di crederci soprattutto se non ho esperienza diretta o conoscenze sull'argomento.

    > L'informazione e la disinformazione sono entrambe
    > moneta "corrente" sia se chi scrive ci mette il
    > nome sia che non ce lo
    > metta!
    > E chi scrive non è necessariamente "la fonte".
    > Anzi quasi mai lo è!

    infatti sarebbe corretto che le fonti, quando è possibile, venissero citate e verificate. Si eviterebbero boiate come certe sparate dovute a letture superficiali della cassazione.
  • - Scritto da: shevathas
    > > Appunto a dimostrazione che la tessera di
    > > giornalista non va confusa con la verifica della
    > > notizie e col comprendonio di chi le legge (e le
    > > riporta).
    > >
    > giustamente. Diciamo che conoscere il nome aiuta
    > però a stabilire, almeno in maniera
    > probabilistica, quanto può essere attendibile il
    > giornalista.

    Non interessa quanto è attendibile il giornalista ma quanto è attendibile (quindi documentata) la notizia!
    Se mi dicono che sei un pedofilo e dicono che sei indagato dalla magistratura e che la medesima ha in mano delle foto con te in azione... qualche credito può essere dato anche a pippo!
    In caso contrario puzza di bufala anche con la firma di Montanelli!

    >
    > > > ma quali sarebbero le parti che dovrebbero
    > > > verificare i fatti ?
    > >
    > > TU!
    >
    > mi sopravvaluti, ho un poco di senso critico ma
    > non ho il dono dell'onniscenza, quindi se una
    > storia è plausibile e verosimile potrei anche
    > essere tentato di crederci soprattutto se non ho
    > esperienza diretta o conoscenze
    > sull'argomento.
    >
    Appunto Plausibile e verosimile ovvero quali "pezze d'appoggio" oltre alle affermazioni e alle mere opinioni offre chi da la notizia!
    Se le pezze di appoggio sono 0 la notizia vale ZERO!
    Il nome del giornalista non la fa VERA!

    > > L'informazione e la disinformazione sono
    > entrambe
    > > moneta "corrente" sia se chi scrive ci mette il
    > > nome sia che non ce lo
    > > metta!
    > > E chi scrive non è necessariamente "la fonte".
    > > Anzi quasi mai lo è!
    >
    > infatti sarebbe corretto che le fonti, quando è
    > possibile, venissero citate e verificate. Si
    > eviterebbero boiate come certe sparate dovute a
    > letture superficiali della
    > cassazione.
    Eppure (a quanto pare) non è così nonostante siano news "firmate".
    Mi pare che tutto questo non faccia che confermare che hai semplicemente torto!
    Sono i fatti a smentirti!
    Le news di wikileaks si dimostrano documentate (ci sono i documenti proprio con tanto di riferimenti verificabili) altre news "firmate" (vedi fox) invece bufale!
    E questo solo per restare in america se poi veniamo a casa nostra è meglio stendere un pietosissimo velo!
    non+autenticato
  • > Non interessa quanto è attendibile il giornalista
    > ma quanto è attendibile (quindi documentata) la
    > notizia!

    il nome del giornalista rimane tuttavia una garanzia. Un articolo di economia, ad esempio, ha più credito se pubblicato nel sole24ore che nella voce di paperopoli

    > Se mi dicono che sei un pedofilo e dicono che sei
    > indagato dalla magistratura e che la medesima ha
    > in mano delle foto con te in azione... qualche
    > credito può essere dato anche a
    > pippo!

    se dicono e dicono e poi non è vero ? l'unico sarebbe esaminare le foto e le prove, altrimenti son solo parole. Vogliamo parlare ad esempio della bufala del fosforo bianco a falluja ?


    > In caso contrario puzza di bufala anche con la
    > firma di
    > Montanelli!
    >
    le bufale possono essere molto più sottili.

    > Appunto Plausibile e verosimile ovvero quali
    > "pezze d'appoggio" oltre alle affermazioni e alle
    > mere opinioni offre chi da la
    > notizia!
    > Se le pezze di appoggio sono 0 la notizia vale
    > ZERO!

    servono prove il più possibile dirette e verificabili, scrivere che esistono le prove non le rende di certo reali.


    > Il nome del giornalista non la fa VERA!
    >
    diciamo che la faccia del giornalista dovrebbe far pendere la notizia verso il campo della verità e della plausibilità. Visto che un giornalista dovrebbe vendere anche la sua credibilità.
  • è sacrosanta… ma l'anonimato?

    Pubblicare notizie in anonimato mi lascia sempre perplesso, in quanto le fonti non sono verificabili… mi sta bene che non sia di "dominio pubblico" per ovvi motivi di sicurezza della persona, ma su richiesta degli ordini giudiziari una fonte di notizie come queste secondo me andrebbe rivelata, altrimenti su wikileaks si possono iniziare a postare un po' tutto quello che passa per la testa.

    La libertà di stampa ci deve essere è fa difesa come un diritto sacrosanto, la scorciatoia dell'anonimato non mi convince invece.
    MeX
    16902
  • ma anonimo è chi ha fornito il materiale non che l'ha prodotto
    non+autenticato
  • ma chi l'ha prodotto può sempre dire che è un falso per esempio
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > ma chi l'ha prodotto può sempre dire che è un
    > falso per
    > esempio

    in effetti far uscire falsi spacciati per originali è sempre stata una buona tecnica delle spie.
  • più che altro mi sono ravveduto più avanti grazie ad un'altra risposta… in effetti le fonti non centrano nulla con chi le diffonde
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > è sacrosanta… ma l'anonimato?
    >
    > Pubblicare notizie in anonimato mi lascia sempre
    > perplesso, in quanto le fonti non sono
    > verificabili…

    verificare le fonti significa verificare che i dati, i documenti, gli atti ecc. (le fonti sono queste, non le persone che "passano" le informazoini) siano autentici, completi e non manipolati

    se questo avviene, non c'è alcun bisogno di sapere da CHI (persone) provengono le notizie...

    o meglio: il bisogno c'è SOLO da parte dei soggetti "sputtanati" che possono così "rivalersi" (e lasciamo perdere come...) su di loro

    > mi sta bene che non sia di "dominio
    > pubblico" per ovvi motivi di sicurezza della
    > persona,

    ah meno male

    > ma su richiesta degli ordini giudiziari
    > una fonte di notizie come queste secondo me
    > andrebbe rivelata,

    gli "ordini giudiziari" sono proprio quelli da temere maggiormente per gli "ovvi motivi di sicurezza della persona" che hai citato prima...

    altrimenti quello che dici è lo stesso che, ad esempio, giustificare google quando "sputtana" i blogger cinesi facendolo però "su richiesta degli ordini giudiziari" cinesi...

    > altrimenti su wikileaks si
    > possono iniziare a postare un po' tutto quello
    > che passa per la testa.

    questo non succede se W verifica (e lo fa eccome) le fonti (quelle documentali ovviamente, nel senso di cui sopra)

    > La libertà di stampa ci deve essere è fa difesa
    > come un diritto sacrosanto, la scorciatoia
    > dell'anonimato non mi convince invece.

    insomma, secondo te le idee o le opinioni sono "buone" o "cattive" a seconda di chi le esprime? le valuti in quanto tali o in base a chi le ha espresse? cambiano di valore se chi le esprime è noto o è anonimo?

    mah
    non+autenticato
  • no hai ragione… la fonte è diversa da chi diffonde la notizia… ho detto una cazzataA bocca aperta
    MeX
    16902
  • La Giustizia non funziona da tutte le parti come noi (almeno quel poco non corrotta), non può entrare in faccende come queste, vedi...

    http://it.wikipedia.org/wiki/Caso_Abu_Omar
    http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Ustica

    La magistrature italiana ha provato a capirci qualcosa, in altre parti non avrebbe nemmeno iniziato ad indagare, e FORSE avrebbero diffuso verità alternative.

    Capito perchè il Berlusca vuole rendere la magistratura al di sotto del Governo?
    non+autenticato
  • Come se gli altri mezzi di informazione fossero una garanzia.
    Magari mi vieni a dire che Fox news è più credibile di Wikileaks.

    Tutto sta nel valutare con senso critico tutte le notizie e tutte le fonti
    guast
    1319
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