Roma - In pochi sarebbero probabilmente disposti ad affrontare a viso aperto i lottatori di
Ultimate Fighting Championship (UFC), attualmente la più importante organizzazione statunitense nel campo delle arti marziali miste. Ma, a quanto sembra, due siti specializzati nello streaming di eventi dal vivo dovranno vedersela con i suoi temibili
fighter legali.
Che sono stati di recente sguinzagliati dalla
parent company Zuffa LLC, che gestisce di fatto il business multimilionario relativo alla trasmissione in
pay per view degli eventi organizzati da UFC.
Justin.tv e
Ustream sarebbero perciò colpevoli di aver permesso ai propri utenti di approfittare dello
streaming illecito di svariati incontri altrimenti visibili solo a pagamento.
E i legali di Zuffa LLC hanno fornito
numeri concreti. A gennaio, un singolo indirizzo IP avrebbe permesso a circa
36mila utenti di assistere gratis a quello che è stato classificato come
UFC 108 PPV Event. Un mese e mezzo dopo, lo stesso indirizzo avrebbe fatto seguire ad altri
78mila utenti l'evento classificato come
UFC 110 PPV. Qualche calcolo è poi stato fatto.
A partire dal prezzario di Zuffa LLC, decisamente alto: la visione di ogni evento costerebbe dai 40 ai 50 dollari. Gli introiti nell'anno 2009 si sarebbero infatti assestati sui
380 milioni di dollari. E 5 di questi milioni
sarebbero stati rubati da Justin.tv e Ustream, dal momento che la società statunitense ha pensato bene di stabilire un'equazione del tutto personale.
Che trasformerebbe tutti gli utenti dello streaming illecito in sicuri spettatori a pagamento. Zuffa LLC e UFC hanno comunque ordinato ai due siti di streaming di
consegnare i vari indirizzi IP, in particolare quello dei due eventi indicati nel documento relativo al mandato di comparizione in aula.
Mauro Vecchio