Alfonso Maruccia

IPv6, prove di switch in Asia

I due paesi più popolosi del mondo si preparano a trasferire le rispettive infrastrutture telematiche sul nuovo standard per l'assegnazione degli indirizzi di rete. Occorre fare presto, ribadiscono gli esperti

Roma - Gli indirizzi di rete disponibili per il protocollo IPv4 sono quasi esauriti, e le nazioni più popolose del pianeta cercano di prepararsi in tempo all'impatto accelerando sulla transizione verso IPv6. India e Cina testano connessioni e fissano paletti temporali "obbligatori", mentre gli esperti rincarano la dose degli allarmi e sottolineano i molti vantaggi del nuovo standard rispetto al vecchio.

L'adozione di IPv6 è una questione di vita o di morte per la futura espansione della rete delle reti, aveva preannunciato Vint Cerf già un paio di anni fa, e stando agli ultimi calcoli resi pubblici il termine ultimo per la saturazione dello spazio di indirizzamento su IPv4 (numeri a 32 bit per 4,3 miliardi di indirizzi IP complessivi) viene fissato per agosto dell'anno prossimo.

IPv6 fornisce indirizzi a 128 bit per cifre che parlano di miliardi di potenziali IP assegnabili a ogni singolo essere umano presente sul pianeta Terra, senza considerare gli ulteriori vantaggi connessi al nuovo protocolli inclusa la compatibilità con i dispositivi di rete connessi su IPv4, una superiore vocazione alla sicurezza e una maggiore affidabilità e performance nello scambio di pacchetti di dati.
Dunque il passaggio a IPv6 conviene, oltre a essere indispensabile per la saturazione dello spazio di indirizzamento di IPv4: a tal proposito l'India ha deciso di fissare per il 2012 il termine ultimo entro il quale entità governative e settore pubblico dovranno completare lo switch al nuovo protocollo di interconnessione telematica.

Nella popolosa democrazia asiatica ci sia aspetta un autentico boom di assegnazioni di indirizzi IP in concomitanza con il proliferare di nuovi servizi di accesso a banda larga su network cellulare 3G e 4G. Anche in Cina l'esplosione demografica della popolazione telematica spinge le autorità a studiare il passaggio a IPv6, una tecnologia che viene al momento testata con quattro progetti pilota in altrettante province in attesa di installazioni più corpose.

Il piatto della discussione estiva sulla questione IPv4 vs IPv6 viene completato dalle considerazioni che circolano tra gli esperti - seppur in maniera marginale rispetto agli avvisi sull'esaurimento degli IP - in merito al fatto che l'allarme potrebbe anche essere largamente esagerato. Come il mondo digitale non si è fermato al tempo del famigerato baco del millennio, dicono le summenzionate considerazioni, così Internet sarà benissimo in grado di andare avanti - con opportuni accorgimenti e un utilizzo accorto delle ultime risorse di IPv4 - mentre si mette in atto il passaggio epocale verso IPv6.

Alfonso Maruccia
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