Claudio Tamburrino

YouTube e SIAE, licenza di monetizzare

Un incentivo a lasciare sul Tubo i filmati protetti dal diritto d'autore. Perché il business dello streaming online esiste. E rende milioni

YouTube e SIAE, licenza di monetizzareRoma - L'accordo YouTube-SIAE resta confidenziale sia nelle cifre in ballo che nei dettagli: è stato tuttavia possibile chiarire alcuni punti insieme a Maria Ferreras, responsabile partnership di YouTube.

Tramite l'accordo la piattaforma intende allargare la propria offerta: nel caso specifico i contenuti che remunereranno gli iscritti SIAE saranno inseriti presumibilmente sia nei canali ufficiali degli autori, sia tramite caricamenti validati. Al Tubo viene così riconosciuto un ruolo importante nella distribuzione dei contenuti, che può diventare addirittura fondamentale nel caso dei nuovi autori o degli artisti emergenti.

Ferreras ha chiarito a Punto Informatico che l'accordo riguarderà tutti i video caricati: il sistema Content ID dovrebbe permettere di identificare e seguire i contenuti protetti, per cui saranno sempre i detentori dei diritti a deciderne la sorte.
L'accordo, infatti, non dovrebbe significare che l'utente può caricare materiale protetto senza che il detentore dei diritti ne possa chiedere la rimozione. Al contrario, gli autori o i titolari dei diritti connessi potranno scegliere se lasciarlo sul Tubo, incentivati però dalla possibilità di monetizzare le opere in questo modo divulgate.

Tutte le altre fattispecie (a chi spetta chiederne eventualmente la rimozione, quali contenuti costituiscono una violazione del copyright o semplicemente un ri-uso legittimo ecc.) non dovrebbero riguardare il nuovo accordo. Esso rappresenta - sottolinea Ferreras - un "modello di business per monetizzare i contenuti". Autori, compositori ed editori musicali rappresentati da SIAE "in partnership con noi possono - spiega - promuoverli ulteriormente e monetizzarli", una sorta di incentivo ad alimentare questo business.

Come questo avvenga, nel dettaglio, fa parte degli aspetti dell'accordo tenuti confidenziali, tuttavia Ferreras accenna a Punto Informatico che si basa sulla pubblicità e non è calcolato (come era stato in un primo momento ipotizzato dagli osservatori) sul numero di clic attirati da un contenuto.

Anche SIAE, in pratica, sembra essersi accorta dell'esistenza dello streaming come business. Secondo fonti della Federazione dell'Industria Musicale Italiana (FIMI) il fatturato delle case discografiche derivante da questa possibilità di distribuzione su YouTube già nel 2007 era di 918mila euro, nel 2008 registrava un aumento del 65 per cento (arrivando a 1,5 milioni di euro) e nel 2009 cresceva ancora del 27 per cento. Il primo semestre 2010, ultimi dati disponibili, ha confermato il trend del settore con un più 38 per cento rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente, per un parziale di 837mila euro.

Il video sharing musicale, d'altronde, è, soprattutto in Italia, un'attività molto diffusa: sempre secondo i dati raccolti da FIMI, il 34 per cento degli italiani guarda video musicali su YouTube contro il 29 per cento della media UE e il 17 per cento degli USA. Supera, in pratica, anche l'utilizzo del P2P che nel Belpaese si ferma al 28 per cento.

Claudio Tamburrino
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32 Commenti alla Notizia YouTube e SIAE, licenza di monetizzare
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  • è lo stesso problema che ha google con le sue nuove idee!

    ragazzi ne approfitto per lasciarvi un questionario lampo fatto in Bocconi..mi serve per la tesi e non vi occupa più di un minuto. ecco il link:

    http://learninglab.sdabocconi.it/surveybuilder/fil...

    e grazieSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: giuvilas
    > è lo stesso problema che ha google con le sue
    > nuove
    > idee!
    >
    > ragazzi ne approfitto per lasciarvi un
    > questionario lampo fatto in Bocconi..mi serve per
    > la tesi e non vi occupa più di un minuto. ecco il
    > link:
    >
    > http://learninglab.sdabocconi.it/surveybuilder/fil
    >
    > e grazieSorride

    Fatto, solo perchè l'argomento mi interessavaOcchiolino
    Dopo che hai raccolto abbastanza dati, potresti renderli noti su queste pagine, visto che sono abbastanza curioso...
  • > ragazzi ne approfitto per lasciarvi un
    > questionario lampo fatto in Bocconi..mi serve per
    > la tesi e non vi occupa più di un minuto. ecco il
    > link:
    >
    > http://learninglab.sdabocconi.it/surveybuilder/fil
    >
    > e grazieSorride


    Domanda: Usi uno smartphone?/Do you use a smartphone? *
    Risposta: NO

    Per cosa lo usi?/For what you use it? *

    Ma se non lo uso, cosa rispondo?
  • E li ha messi pure come campi obbligatori...
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > E li ha messi pure come campi obbligatori...

    Già, si vede proprio che va alla Bocchini dove studia il fior fiore della gioventù italiana...
    non+autenticato
  • aqzz..un problemone...questi smartphone!

    Te pensa che il nostro presidente suonava le canzonette quando frequentava il fior fiore dei sobborghi parigini..

    azzz..alla faccia..

    comunque non sono io che deve e puo dare giudizi.

    salut
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > E li ha messi pure come campi obbligatori...
    ho dovuto mettere che lo uso anche se non lo uso.. LoL
  • Youtube... poveri illusi!
    Credono di essersi messi a posto con un misero accordo con la SIAE, poveretti.
    Adesso si farà avanti pure la temutissima SCF, mica starà alla finestra, rosicando per i soldini che incassa la SIAE!
    Anche gli esecutori, produttori e compagnia briscola (diritti connessi) busseranno alla porta di YouTube e presenteranno il conto, ovviamente salatissimo.
    non+autenticato
  • i produttori stanno già monetizzando.
    se guardi i canali dei 'partner' trovi delle etichette/artisti e su quei canali avviene già la monetizzazione.
    Sono quei diritti di cui parlano dicendo :
    "Al contrario, gli autori o i titolari dei diritti connessi potranno scegliere se lasciarlo sul Tubo, incentivati però dalla possibilità di monetizzare le opere in questo modo divulgate.

    Tutte le altre fattispecie (a chi spetta chiederne eventualmente la rimozione, quali contenuti costituiscono una violazione del copyright o semplicemente un ri-uso legittimo ecc.) non dovrebbero riguardare il nuovo accordo. "
    non+autenticato
  • proprio non sai leggere. E' già scritto nell'articolo che le major prendevano già i soldi...quanto sei ignorante
    non+autenticato
  • il 34% degli italiani?
    il 34% di quelli che hanno una connessione, della popolazione, degli aventi diritto al voto, degli anziani?

    ma che dati sono?
    non+autenticato
  • - Scritto da: il polemico
    > il 34% degli italiani?
    > il 34% di quelli che hanno una connessione, della
    > popolazione, degli aventi diritto al voto, degli
    > anziani?
    >
    > ma che dati sono?

    Beh, solitamente quando si dice il "34% degli italiani" significa l'intera popolazione del bel paese e non si fanno distiguo tra chi ha la connessione, chi il diritto al voto, ecc...
    Come quando al TG senti parlare di "1 italiano su 2 ha l'iPhone" A bocca aperta

    A parte gli scherzi, il dubbio che sollevi è sicuramente valido visto che effettivamente per accedere a YT devi avere una connessione ecc... ma per questo tipo di macro-studi non è necessario, o meglio, probabilmente hanno un breakdown che prende in considerazione le fasce d'età, sesso, ma volendo fare una discorso generale e rappresentativo di un trend, il dato viene semplificato in quei termini.
  • - Scritto da: ThEnOra
    > - Scritto da: il polemico
    > > il 34% degli italiani?
    > > il 34% di quelli che hanno una connessione,
    > della
    > > popolazione, degli aventi diritto al voto, degli
    > > anziani?
    > >
    > > ma che dati sono?
    >
    > Beh, solitamente quando si dice il "34% degli
    > italiani" significa l'intera popolazione del bel
    > paese e non si fanno distiguo tra chi ha la
    > connessione, chi il diritto al voto,
    > ecc...
    > Come quando al TG senti parlare di "1 italiano su
    > 2 ha l'iPhone"
    >A bocca aperta
    >
    > A parte gli scherzi, il dubbio che sollevi è
    > sicuramente valido visto che effettivamente per
    > accedere a YT devi avere una connessione ecc...
    > ma per questo tipo di macro-studi non è
    > necessario, o meglio, probabilmente hanno un
    > breakdown che prende in considerazione le fasce
    > d'età, sesso, ma volendo fare una discorso
    > generale e rappresentativo di un trend, il dato
    > viene semplificato in quei
    > termini.

    Tutto giusto tranne l'ultima frase che va cambiata in "il dato viene manipolato in questi termini"
    non+autenticato
  • google + SIAE = un bell'accordo per fare entrambi ancora più soldi alle spalle <strike>della gente</strike> del gregge dei consumatori

    c'è percaso ancora qualcuno che crede che google sia tra i "buoni"?
    non+autenticato
  • Non capisco perché farebbero soldi alle spalle della gente, non ti chiedono mica di pagare per youtube. Offrono un servizio (peraltro ottimo) e sono liberi di monetizzarlo nel modo che ritengono più opportuno e per ora lo stanno facendo nel miglior modo possibile proprio per la gente.
  • - Scritto da: Mettiuz
    > Non capisco perché farebbero soldi alle spalle
    > della gente, non ti chiedono mica di pagare per
    > youtube. Offrono un servizio (peraltro ottimo) e
    > sono liberi di monetizzarlo nel modo che
    > ritengono più opportuno e per ora lo stanno
    > facendo nel miglior modo possibile proprio per la
    > gente.

    si certo... adesso g è pure un ente benefico...

    a consapevolezza stai a zero
    non+autenticato
  • Indicami di preciso dove ho detto che è un ente benefico (quindi senza scopo di lucro).
    Ah no...scusa! Non posso pretendere un discorso sensato da uno che da certe risposte, colpa mia.
  • lol......
    "google è un ente benefico" è tanto vero quanto "google è un ente malefico".....questione di punto di vista, distorti ma pur sempre punti di vista entrambi no?

    condividere tutte le scelte come positive o negative in gran parte è pensionare il pensiero critico in cambio di un automatismo.

    anche per quanto riguarda la siae alla fine è applicabile questo stesso principio, e per quanto sia, almeno dal mio punto di vista, largamente negativa a fronte di poche nicchie positive(che in effetti bisogna cercare con il lanternino), non possiamo scordare che è (l'unica..... -_- ) soluzione, in gran parte sbagliata, però a problemi concreti, in italia.

    negare la relatività dei punti di vista può essere utile a sentirsi degli eroici detentori di una verità assoluta(scordandosi che è solo la propria verità), ma in 2 soldi si stà spammando la propria opinione senza volontà di dialogo. e quando l'affermazione dell'opinione è sparata così, senza nulla a supportarla, come se fosse sufficiente da sola a giustificare sè stessa, bonus combo x1000.
    non+autenticato
  • - Scritto da: oh sveglia
    > google + SIAE = un bell'accordo per fare entrambi
    > ancora più soldi alle spalle <strike>della
    > gente</strike> del gregge dei consumatori
    >
    >
    > c'è percaso ancora qualcuno che crede che google
    > sia tra i
    > "buoni"?

    in che modo Google fara' piu' soldi se ne deve dare un bel po' alle varie collec society?
    Che poi a pagare sia google non so, non mi pare un grosso affare per SIAE e potrebbe rivelarsi un bel cetriolo per big G.

    Potrebbe pero' (se il lavoro di fingerprint è accurato) crearsi una nuova opportunita' di business se Big G si mettesse a raccogliere lei stessa i diritti al posto della SIAE... te lo immagini lo scorno? Gli autori che incassano tramite il motore di ricerca invece che depositando le opere presso la SIAE?
    Secondo te in quanto tempo chiudono?

    GT
  • Bravi!
    State iniziando a fare qualche cosa di buono.
    Ora sarebbe il caso di eliminare i balzelli su dispositivi di memorizzazione di massa!
  • Non lo faranno finchè ci sono i fessi che comprano nei negozi anzichè su internet. Anche se il guadagno è minimo è comunque un guadagno che è meglio di zero. Italia popolo bue, la storia è vecchia ormai, di che ti meravigli?Sorride

    - Scritto da: fox82i
    > Bravi!
    > State iniziando a fare qualche cosa di buono.
    > Ora sarebbe il caso di eliminare i balzelli su
    > dispositivi di memorizzazione di
    > massa!
    non+autenticato
  • Non tutti conoscono quei siti però...
    Sgabbio
    26178
  • vinile >> audiocassetta >> cdrom 24bit >> cdrom masterizzato >> file wave >> mp3 vbr 320kbps (consiglio chiudete gli occhi e ascoltate il rumore di fondo.. si passa da rumore analogico dato dallo scorrimento su una superfice che mette i brividi di piacere a silenzio a rumore elettrico che da fastidio). io compro cd e vinili per un motivo, ma vado sull'usato per un altro motivoOcchiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jacopo Monegato
    > vinile >> audiocassetta >> cdrom 24bit >> cdrom
    > masterizzato >> file wave >> mp3 vbr 320kbps
    > (consiglio chiudete gli occhi e ascoltate il
    > rumore di fondo.. si passa da rumore analogico
    > dato dallo scorrimento su una superfice che mette
    > i brividi di piacere a silenzio a rumore
    > elettrico che da fastidio).
    vinile: ai bei vecchi tempi non era solo "rumore analogico dato dallo scorrimento su una superficie". Gli schioppettii erano scariche di elettricità statica -> perdita completa del segnale.
    cdrom 24bit/file wave 24 bit -> silenzio.

    Se ti piace il rumore prodotto da un giradischi, ci sono centinaia di programmi che ti permetto di aggiungerlo ad file wave in fase di riproduzione. E se non sai che è un file wave, non sarai in grado di sentire la differenza.

    Perché il problema è che un giradischi, una audiocassetta, un DVD-audio, un CD Audio o un file wave hanno tutti in comune un elemento: le CASSE ACUSTICHE. Ed il grosso del "rumore" e della "distorsione", per questioni meramente fisiche, si concentra li.

    Che poi a te SOGGETTIVAMENTE piaccia di più un tipo di rumore rispetto ad una altro, DE GUSTIBUS NON DISPUTANDUM EST. Ma il prosciutto con la muffa, anche se la muffa gli aggiunge quel gusto che manda alcuni in visibilio, resta comunque un prosciutto sano degradato da una muffa. Dal prosciutto sano posso ottenere quello con la muffa. Da quello con la muffa non riottengo più quello sano. Perciò un suono con poca distorsione è comunque "meglio" di un suono con tanta distorsione che però soggettivamente ci piace. Poi c'è la nicchia di mercato del prosciutto ammuffito, e c'è anche la nicchia di mercato del vinile. A me il primo piace, al secondo preferisco un CD Audio. A te magari l'inverso. Nema problema.
    non+autenticato
  • la questione in effetti non era tanto su che è meglio ma sul fatto che i supporti fisici sono per certi versi migliori del digital downloadSorride per quanto buono possa essere un formato lossless.. in effetti in che formato vengono distribuiti i contenuti in DD?
    non+autenticato
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