ID card digitale, forse ci siamo

Il Governo firma con i produttori un protocollo che rende interoperabili la Carta di Identità elettronica e la Carta nazionale dei servizi. Due sigle per il progettone che vuole digitalizzare gli italiani e i loro dati

ID card digitale, forse ci siamoRoma - La Carta digitale di identità, che fino ad oggi solo pochi italiani hanno avuto tra le mani, sembra ora più vicina, dopo che ieri è stato raggiunto un interessante accordo tra fornitori di smart card e Governo.

L'intesa, formalizzata in un protocollo, prevede l'interoperabilità tra Carta d'Identità Elettronica (CIE) e Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Chi ha avuto la pazienza di esaminare rigo per rigo le note ufficiali fin qui diramate o la fortuna di vedere da vicino tali prodotti già sa che l'unica differenza tra le due carte sta nel fatto che alla seconda manca la fotografia del titolare. Questo significa che non è considerata valevole per l'identificazione. L'assenza della fotografia, però, facilita la sua emissione alle pubbliche amministrazioni interessate ai progetti di diffusione delle carte "intelligenti".

Secondo il ministero all'Innovazione il nuovo standard renderà più veloce la diffusione delle card, ritenute necessarie per consentire ai cittadini di sfruttare il miglior accesso alla rete dei servizi della pubblica amministrazione. Nonché, naturalmente, rendere meno onerosi alle forze dell'ordine tanto l'identificazione dell'individuo quanto il contrasto ai cosiddetti "furti di identità".
Lo standard oggetto del protocollo firmato da nove produttori con il ministero di cui sopra ma anche con il ministero dell'Interno, come ha spiegato uno dei fornitori, Siemens, apre la porta ad una serie di novità. "Sono tantissimi - afferma Siemens - i servizi possibili che la pubblica amministrazione potrà rendere disponibili grazie alle carte a microcircuito, oltre a quella del riconoscimento elettronico dei cittadini: dall'accesso a vari tipi di informazione, alla richiesta di documenti, dalla prenotazione di visite ai musei, al pagamento di ticket sanitari, multe e tasse".

Lo standard è aperto a diverse altre applicazioni considerate ufficialmente di "sostegno" allo sviluppo dell'eGovernment (firma digitale, carta sanitaria, codice fiscale, voto elettronico, carta multiservizi della Difesa e via dicendo).

La struttura del microchip contenuto nelle carte, ha ribadito ieri il ministero all'Innovazione, è stata progettata in modo da garantire l'indipendenza delle applicazioni dai sistemi operativi delle carte e la sicurezza dei dati. In questo senso i produttori formeranno un Gruppo di lavoro che, almeno nelle intenzioni, assicurerà interoperabilità e rispetto degli standard.

"Il ruolo moderno dello Stato e della Pubblica Amministrazione - si è lanciato ieri il ministro Lucio Stanca - non è quello di imporre dall'alto gli standard tecnologici, come avveniva nei decenni passati, ma far cooperare il settore privato, le imprese, nel condividere un unico modello che, come in questo caso, è accettato dalla pluralità degli operatori europei, premessa per avere poi una semplificazione ed una accettazione di strumenti innovativi come la carta d'identità elettronica. In sostanza, la pluralità di fornitori e, quindi, la conseguente economia stessa del progetto portano ad un abbassamento dei costi e innescano una maggior facilità della diffusione perché le aziende, avendo attivamente condiviso lo standard, possono assicurare le quantità necessarie, prima non disponibili".
TAG: italia
27 Commenti alla Notizia ID card digitale, forse ci siamo
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  • Spero,
    Spero che non succeda come e' successo a me che a forza di informatizzare le PA e poco gli utenti (dipendenti delle PA), in ASL per un mio ricovero sbagliano il luogo di nascita e di conseguenza il mio codice fiscale. Tutto normale, fino a che mi dicono che non e' possibile correggere... e chi lo fa capire all'assicurazione che si e' sbagliato al'operatore e che il loro CED o non e' in grado oppure per pigrizia non corregge un record nel db ??!!??!!?Perplesso
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > e chi lo
    > fa capire all'assicurazione che si e'
    > sbagliato al'operatore e che il loro CED o
    > non e' in grado oppure per pigrizia non
    > corregge un record nel db ??!!??!!?Perplesso

    Probabilmente i furbetti hanno usato il codice fiscale come chiave principale di qualche tabella. Evviva...
    non+autenticato
  • Per quanto ne so, già ora tutti i miei dati sono su un server. Che esso sia del Comune di appartenenza, che esso sia della parrocchia e che comunque ho lasciato in giro tracce vistose con adesioni a riviste, offerte e altra pbblicità cartacea. Insomma tutti computer che già non danno alcuna sicurezza. Ma ti pare che posso vivere con la preoccupazione che l'impiegato dell'anagrafe possa vendersi i dati o che il chirichetto del parroco possa mettere in naso nelle mie cose. Sono anni che viviamo sotto i satelliti. Ma davvero fai come lo struzzo? Amico mio svegliati, di quale riservatezza parli?
    non+autenticato
  • Dall articolo: "L'assenza della fotografia, però, facilita la sua emissione alle pubbliche amministrazioni interessate ai progetti di diffusione delle carte "intelligenti".

    Io avrei proposto uno scenario del genere: nella carta memorizzato solamente un codice personale (una sorta di id cittadino). Alle forze dell'ordine avrei dato uno strumento tipo palm (a colori) con lettore smartcard e collegamento radio alla centrale che una volta letto l'id scarica in tempo reale la foto e i dati personali dell'individuo per il riconoscimento. Per le altre operazioni (tipo i servizi) l'utilizzo di un pin segreto, ovviamente non contenuto nella carta ma sul server.

    Chissà forse tra una 50ina d'anni....

    JP
    65
  • Svegliatevi
    Non usate la carta di credito
    Non aprite conti bancari
    Non usate carte elettroniche
    ma solo contanti
    Non usate telefoni intestati a voi
    Cambiateli ad ogni telefonata
    Se aprite un sito apritelo in Russia dando dati falsi
    Solo cosi' vi potrete difendere dall'accerchiamento
    non+autenticato
  • Si, se sei un mafioso devi fare così....
    non+autenticato
  • Anche se sei musulmano o se sei di sinistra o se vuoi usufruire del diritto di libertà di parola.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Anche se sei musulmano o se sei di sinistra
    > o se vuoi usufruire del diritto di libertà
    > di parola.

    ???
    cioè?
    non capisco.
    spiegati meglio, così ci facciamo tutti una risata.
    non+autenticato
  • è un po' paranoia a 'sto punto...
    Akiro
    1902
  • scusate la retorica, ma viviamo in democrazia (+ o -), ciò significa che posso fare ciò che voglio fintatoche non invado la liberta di chi mi sta intorno!!!!

    ne consegue che NON MI IMPORTA PROPIO NULLA se qualcono, chiunque esso sia, controlla cosa faccio e dove sono... basta che non mi vieti di farlo e che non mi rompa i coioni

    se non sei consapevole dei tuoi diritti e doveri allora sei un problema per te stesso, per la democrazia e quindi per chi ti sta intorno.

    Documentati e vedrai che ti passa la paranoia

    non+autenticato
  • La sua è esagerazione senz'altro...
    Forse proprio perché è informato e non crede più alle favole: democrazia, libertà ect. ect.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > scusate la retorica, ma viviamo in
    > democrazia (+ o -), ciò significa che posso
    > fare ciò che voglio fintatoche non invado la
    > liberta di chi mi sta intorno!!!!
    >
    > ne consegue che NON MI IMPORTA PROPIO NULLA
    > se qualcono, chiunque esso sia, controlla
    > cosa faccio e dove sono... basta che non mi
    > vieti di farlo e che non mi rompa i coioni

    non condivido neanche questo:
    1) poiché siamo in democrazia e ci sono delle regole
    se non vuoi che qualcuno ti controlli senza motivo
    dovresti essere in grado di impedirlo
    2) il fatto che qualcuno ti controlli senza motivo (qualcosa
    del tipo autorizzazione giudiziaria) vuol dire che molto
    spesso ti può nuocere e il non farlo è associato
    semplicemente alla sua buona volontà.
    non+autenticato
  • a parte le digressioni sul fatto che concetti tipo "democrazia" e "libertà" possano essere più o meno favolistici....

    Il problema più concreto è quello della sicurezza dei dati.
    Mi spiego, se i miei dati sono custoditi al sicuro e vengono consultati solo dietro l'autorizzazione di un magistrato, non ci sono problemi.

    Ma se i dati fossero custoditi in server non sicuri (e tutti sappiamo che non esiste un sistema a prova di bachi) oppure fossero custoditi da persone "non fidate" che magari dietro cospicue mazzette rivelassero a terzi i miei dati ?

    Guardate che è già successo e proprio qui in Italia: alcuni medici di famiglia (poi condannati) hanno copiato e venduto alcune migliaia di "cartelle cliniche" di pazienti oncologici a ditte venditrici di servizi e prodotti per questo tipo di pazienti.
    Questi pazienti (alcuni anche molto anziani che non erano stati informati dai familiari di avere tumori) si sono visti arrivare a casa lettere e rappresentanti delle ditte in questione, sicure di trovare "il cliente" giusto.....
    Una sola parola SQUALLIDO !

    Pensate cosa potrebbe succedere con altri tipi di dati.....
    non+autenticato
  • > Svegliatevi
    > Non usate la carta di credito
    > Non aprite conti bancari
    > Non usate carte elettroniche
    > ma solo contanti
    > Non usate telefoni intestati a voi
    > Cambiateli ad ogni telefonata
    > Se aprite un sito apritelo in Russia dando
    > dati falsi
    > Solo cosi' vi potrete difendere
    > dall'accerchiamento

    Attento
    loro ti osservano ,,
    loro ti ascoltano ,,,
    loro sono tra noi ,,,
    e tu ... hai bisogno di una psicanalista ninfomane
    non+autenticato
  • Ma cosa sei un brigatista?
    non+autenticato
  • L'articolo assicura che le card saranno prodotte secondo
    starndard e indipendenti dai sistemi operativi... posso solo
    dire "speriamo!" e se sarà vero... meno male! Per una volta...

    Però mi chiedo anche quanto ci sia da star tranquilli sulla
    sicurezza dei dati; non lato card (magari è pure fatta bene),
    ma lato server... se pensate che le Poste Italiane (mica
    l'ultima delle aziende familiari) avevano i server MS SQL
    ACCESSIBILI DA INTERNET, come ampiamente provato
    dal fatto che sono stati colpiti da Slammer!

    Degli amministratori di sistema con del sale in zucca no, eh?

    Incrociate le dita (e tutto il resto)...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > se pensate che le Poste
    > Italiane (mica
    > l'ultima delle aziende familiari) avevano i
    > server MS SQL
    > ACCESSIBILI DA INTERNET, come ampiamente
    > provato
    > dal fatto che sono stati colpiti da Slammer!

    Sei in cerca di flame?
    non+autenticato
  • boh, era un commento tecnico: se ti viene in mente un buon motivo per esporre su un ip pubblico la porta di un database raccontamelo; a me non viene in mente.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > boh, era un commento tecnico: se ti viene in
    > mente un buon motivo per esporre su un ip
    > pubblico la porta di un database
    > raccontamelo; a me non viene in mente.

    Se conoscessi SQL Server forse non ragioneresti così.
    Il fatto è che il forwarding deve essere protetto in maniera corretta.
    non+autenticato
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