Claudio Tamburrino

PEC, class action radicale

Il Ministero dell'Economia. Il Comune di Roma, la Regione Basilicata e la Campania. Tutti non si sono adeguati alla normativa: impedendo ai cittadini di comunicare per via telematica. Agorà Digitale avvia la procedura legale

Roma - I Radicali hanno avviato la procedura per la prima Class Action italiana per i diritti digitali dei cittadini: a essere chiamati in causa il Ministero dell'Economia e delle Finanze, le Regioni Basilicata e Campania e il Comune di Roma. Al centro della questione l'uso della Posta Elettronica Certificata (PEC), che sarebbe impedito ai cittadini: nonostante la normativa in materia abbia garantito il diritto di utilizzare la PEC nelle comunicazioni con le pubbliche amministrazioni, le inadempienze degli enti coinvolti hanno di fatto impedito la possibilità di goderne.

Questi enti, infatti, non hanno pubblicato in homepage l'indirizzo di PEC cui avrebbero potuto rivolgersi i cittadini. Il termine ultimo per mettersi in regola scadeva il 30 giugno 2009. L'inadempienza di tale obbligo previsto dall'articolo 54, comma 2-ter, del Decreto legislativo 82/2005 (c.d. Codice dell'Amministrazione digitale), ha significato che i cittadini non potessero accedere al servizio previsto per legge, incorrendo negli oneri derivanti dal passare dai canali burocratici tradizionali.

Nonostante il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione abbia espresso ottimismo circa i numeri di adozione della PEC, lo stesso Ministro Brunetta il mese scorso aveva spronato le amministrazioni fannullone a darsi una mossa, minacciando ire e conseguenze per chi non si adeguasse in tempo.
Per questo i Radicali Italiani e Agorà digitale, l'associazione nata con l'obiettivo di promuovere i diritti civili in Rete, hanno deciso di ricorrere in tribunale tentando di avviare (ai sensi del D. Lgs 198/2009) una Class Action cui potranno aderire tutti i cittadini che si considereranno lesi dall'inadempienza.

Gli enti pubblici coinvolti hanno ancora 90 giorno per mettersi in regola prima che scatti l'azione giudiziaria vera e propria. Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani e Luca Nicotra, Segretario di Agorà Digitale, hanno dichiarato che "la violazione delle leggi da parte delle istituzioni, vera peste del nostro Paese, impedisce a milioni di italiani di accedere ai servizi digitali e di ridurre tempi e costi. I diritti digitali dei cittadini non possono rimanere solo sulla carta: abbiamo iniziato con queste Amministrazioni, ma proseguiremo con le altre migliaia che ancora oggi sono fuorilegge."

Claudio Tamburrino
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11 Commenti alla Notizia PEC, class action radicale
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  • Il fatto che lo stesso ministero dell'Economia dello setsso governo non abbia attivato al PEC è piuttosto significativo della Sua utilità.
    Noi, nonostante la vendiamo, abbiamo almeno l'onestà di spiegare ai nostri potenziali acquirenti che NON è uno stantdard interanzionale si veda http://poste-certificate.it.

    Secondo voi in un mondo come interent che è cio che di più globalizzato ci sia come può funzionare un qualcosa che va solo in Italia. Non era meglio usare la semplice mail tradizionale, che ha sempre funzionato, ce l'hanno già tutti ed è gratis?!
    non+autenticato
  • Mia nonna è infuriata! Non ha la adsl e non sa cosa sia, non ha il pc e non sa ovviamente usarlo e non ne vuole uno in casa. Ma vuole la PEC!
    Se non gliela date, con annessi e connessi, scattano le vie legali per tutti, anche per Brunetta.


    Anche io voglio la PEC e nessuno mi ha detto come fare per averla. Ovviamente se la otterrò, disdico l'abbonamento ADSL, perchè mi pare di capire che questa PEC è come LA casella postale avvitata fuori di casa. Non pago nessun abbonamento per tenerla attaccata, quindi non voglio piu pagare l'ADSL.
    Me la paghi tu Brunetta?

    Ma vai a giocare ai cavalli...
    non+autenticato
  • nella classifica del ridicolo la PEC nostrana e la class action per la PEC sono al primo posto ex aequo...

    avrei capito una iniziativa per RADERE A ZERO tutto quello che fino ad ora è stata la PEC italiana e ripartire daccapo, magari seriamente...
    non+autenticato
  • - Scritto da: mah boh
    > nella classifica del ridicolo la PEC nostrana e
    > la class action per la PEC sono al primo posto ex
    > aequo...
    >
    > avrei capito una iniziativa per RADERE A ZERO
    > tutto quello che fino ad ora è stata la PEC
    > italiana e ripartire daccapo, magari
    > seriamente...
    direi che Quoto. Quoto entrambe le frasi.
    Per ripartire seriamente, credo basterebbe tenere ben presenti 2 principi di massima
    - usare standard internazionali e non inventarsi nuove scatole
    - PRIMA testare, poi annunciare. Ossia, come farebbe un qualunque normale grosso developer di software. scrivi le specifiche & co, scrivi sw, lo dai a un gruppo chiuso di testing, poi lo allarghi. Quando tutto sembra pedalare bene ,ne annunci la futura entrata in vigore... nel contempo predisponi xche le strutture preposte (le P.A. & affini) possano effettivamente addottarlo (prob. burocratici,di formazione,di $$) e DOPO inizi a pavoneggiarti in TV.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > - Scritto da: mah boh
    [...]
    > > avrei capito una iniziativa per RADERE A ZERO
    > > tutto quello che fino ad ora è stata la PEC
    > > italiana e ripartire daccapo, magari
    > > seriamente...
    > direi che Quoto. Quoto entrambe le frasi.
    > Per ripartire seriamente, credo basterebbe tenere
    > ben presenti 2 principi di
    > massima
    > - usare standard internazionali e non inventarsi
    > nuove scatole

    esattamente... e recepire bene le direttive UE...
    basterebbe scrivere 1 articolo: "si recepisce la direttiva XYZ" (e non aggiungere i "pezzi" aberranti che sono stati aggiunti al solo scopo di mettere su la mangiatoia nostrana con Poste Italiane, Telecom & affini...)

    > - PRIMA testare, poi annunciare. [...]

    concordo anche au questo

    stabilite BENE le "specifiche" (che devono essere aperte e libere) da adottare, basterebbe un semplice (per quanto vasto) DB che colleghi le persone alle rispettive chiavi con cui firmare le pec + un servizio centralizzato di certificazione delle marcature temporali, dopodiché:
    - chi sa/vuole generarsi e amministrarsi da sè le chiavi dovrebbe poterlo fare andando poi semplicemente da un qualsiasi pubblico ufficiale e dire: buongiorno io sono tizio, ecco i miei documenti ed ecco le mie chiavi da registrare sul DB
    - chi non sa/non vuole paga e usa un qualsiasi service di supporto (senza fare le mega inutili gare...)

    > [...] nel
    > contempo predisponi xche le strutture preposte
    > (le P.A. & affini) possano effettivamente
    > addottarlo (prob. burocratici,di formazione,di
    > $$)

    concordo ovviamente

    > e DOPO inizi a pavoneggiarti in
    > TV.

    e magari se eviti del tutto sarebbe pure meglio Occhiolino

    ciao
    non+autenticato
  • Il problema è che non basta dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata. Le Pubbliche Amministrazioni che hanno ottemperato, devono anche inserirlo nell'apposita "Rubrica P.A", altrimenti non possono essere raggiunte dai cittadini che si sono registrati al Portale di PostaCertificat@ del Governo.
    Tanto per fare alcuni importanti esempi: L'Antitrust non l'ha ancora attivata, l'Agcom l'ha attivata, ma non l'ha ancora inserita nella "Rubrica P.A.", l'Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici l'ha attivata ed inserita nella Rubrica.
    Remigio del Grosso
    Lega Consumatori
    non+autenticato
  • Vogliamo dire che se non si instaurano le PEC nelle diverse UO [Unità Operative] non sono in grado di risponderti!!!!

    Mi spiego ho una PEC da quasi 4 anni, non tutti sanno che la PEC riceve solo da PEC quindi se scivo all'Ufficio Tributi di un Comune e l'ufficio tributi non ha una propria PEC succede che se mi rispondono sull'indirizzo PEC viene respinto ogni messaggio che non provenga da una PEC, altrimenti devono rispondermi su un indirizzo non PEC (se mi sono ricordato di metterlo nella comunicazione), ma questo messaggio non ha una valenza giuridica come la PEC [che è come una Raccomandata AR] quindi mi fanno una bella raccomandata e a me tocca andare all'ufficio postale a ritirarla, come quelli che hanno la cattiva abitudine di lavorare!!

    Tutti i vantaggi della PEC bruciati perché non solo gli EELL non hanno le PEC, se le hanno non si sa dove trovare gli indirizzi, ma perché hanno grossissime difficoltà a rispondere!!

    Geniale invenzione la:
                 Posta Elettronica COMPLICATA!!
  • - Scritto da: Remigio del Grosso
    > Il problema è che non basta dotarsi di un
    > indirizzo di posta elettronica certificata.
    [...]
    > Remigio del Grosso
    > Lega Consumatori


    i problemi della PEC nostrana sono tanti e tali e ben altri rispetto a quelli da voi sollevati (tanto che iniziative come queste, per quanto sono lontane dalla realtà dei veri problemi della PEC, fanno pensare che nascano da ragioni di visibilità più che di "tutela" dei "consumatori"...)

    saluti
    non+autenticato
  • P.E.C. = Progetto Emerito Cestinato
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