Roma - La Linux Fondation
ha annunciato un nuovo programma, chiamato
Open Compliance Program, per aiutare le aziende che intendono utilizzare Linux e software open source a farlo responsabilmente e rispettando le licenze.
Molti
i supporter della Fondazione, sia le grandi aziende come Adobe, AMD, Cisco, Google, HP e IBM, sia organizzazioni del software libero e aperto come
Open Source Initiative,
Software Freedom Law e
gpl-violations.org.
Jim Zemlin, direttore esecutivo della Fondazione, ha dichiarato che il programma servirà "a dare le informazioni necessarie alle aziende per rispettare le licenze vigenti sui software open source", continuando ad esplorare i vantaggi e le possibilità che questi possono significare.
Il passo fatto dalla Linux Foundation con il nuovo programma va, secondo
osservatori, nella
direzione giusta per
risolvere quelle questioni che vedono le licenze open source non rispettate o per ignoranza (la confusione tra open e
senza licenza) o perché il codice protetto da tali licenze può essere in alcuni casi affiancato a codice proprietario.
Sembrerebbe efficace, insomma, per rendere più comprensibili e facili da rispettare le proprie licenze.
Offre in particolare nuovi strumenti tra cui
tool di analisi,
FOSSology e
OOS Discovery, sorta di strumento di scansione per rinvenire le licenze del software installato.
Il nuovo programma, inoltre,
consegna all'utente un modulo standard per registrare le informazioni relative alla licenza software cui aderisce ed una serie di checklist per aiutarlo nel verificare il proprio rispetto della licenza open source.
Un ulteriore elemento è
SPDX,
specifiche a favore di aziende ed organizzazioni utili a condividere le informazioni sulle licenze e sui pacchetti software.
All'ecosistema Linux si è nel frattempo aggiunto come licenziatario ForgeRock, del progetto dedicato alla piattaforma open ForgeRock I3, e
si è unito alla Fondazione come membro platinum (il più alto livello di partnership possibile) il
Qualcomm Innovation Center (
QuIC).
Claudio Tamburrino