Luca Annunziata

Oracle: Sparc e Solaris sý, OpenSolaris ný

Il destino della release open source del sistema operativo di SUN Ŕ appeso a un filo. Lunedý scade l'ultimatum intimato a Oracle, e da Redwood non sembrano interessati a rispondere

Roma - Era praticamente l'ultima occasione utile per fare chiarezza, ma l'azienda di Larry Ellison ha preferito fare altrimenti: convocata una conferenza stampa per delineare il futuro dei sistemi hardware SPARC e del sistema operativo Solaris, l'ex-SUN e attualmente vicepresidente responsabile dell'hardware Oracle John Fowler ha prestato la massima attenzione a eludere costantemente l'argomento open source. Una scelta tutto sommato comprensibile sul piano del business: era necessario fare chiarezza sulla roadmap, per troppo tempo trascurata durante l'acquisizione di SUN. Ma che farà poco felice i volontari di OpenSolaris che, comunque vadano le cose, hanno già iniziato a riorganizzarsi.

Meglio partire da quello che Fowler ha detto in conferenza stampa. Oracle, come anticipato, intende proseguire lo sviluppo delle piattaforme hardware e software che furono di SUN: questo equivale a una roadmap da qui fino al 2015, con una major release di Solaris il prossimo anno (a 7 anni dalla precedente) e una progressiva accelerazione sull'hardware che porterà le serie T e M a disporre di 64 socket, con 128 CPU in grado di gestire 16.384 thread contemporanei (situazione odierna: 32 CPU, 128 thread). La memoria crescerà fino a 64 terabyte, e ovviamente Oracle si è impegnata a aumentare l'integrazione tra le sue tecnologie relative a clustering, database ecc con quelle della società acquisita: ovvero, nel 2015 un server di Oracle/SUN sarà in grado di gestire fino a 120 milioni di transazioni al secondo, 40 volte meglio delle performance attuali. Infine, nel campo x86 verranno abbandonate le CPU AMD, privilegiando (come era lecito aspettarsi dalla conduzione Oracle) quelle Intel.

Il punto, secondo gli analisti, è soprattutto quelli di accelerare l'esecuzione di questi buoni propositi per tenere il passo della concorrenza (IBM, Cisco ecc) nel campo dei sistemi ottimizzati per il workload, l'ultima moda del settore.
Per quanto riguarda il software, come detto nel 2011 uscirà Solaris 11: sarà il passo necessario ad avviare la scalata dell'hardware, poiché nelle parole di Fowler il nuovo Unix di Oracle sarà in grado di gestire "le decine di terabyte di memoria e le migliaia di processi" contemporanei necessari alla scalabilità pronosticata dalla roadmap. Ci saranno novità sia sul piano della virtualizzazione (ma niente migrazione del software Oracle, solo rebrand di quello SUN - almeno per il momento, poi si razionalizzerà), e tutto l'OS subirà una rivisitazione anche con le tecnologie sviluppate in seno a OpenSolaris. Ed è proprio qui che partono le dolenti note per la community.

Se la clava legale del brevetto e del copyright non fosse bastata a chiarire l'approccio di Oracle alla faccenda dell'open source (ovvero: sì, interessante, ma noi dobbiamo far quattrini), il silenzio di Fowler sul destino di OpenSolaris è forse la risposta più eloquente sulle intenzioni della sua azienda. Pur avendo deciso che Linux e Solaris possono coesistere nel proprio listino (come fanno pure MySQL e Oracle DB), evidentemente a Redwood pensano che ci sia spazio per una sola community in famiglia: pochi giorni fa, Wim Coekaerts ribadiva l'amore di Oracle per il pinguino al LinuxCon, confermando l'impegno nello sviluppo. Alle richieste e all'ultimatum della Governing Board di OpenSolaris non è giunta invece alcuna risposta.

A poco sembra essere valsa anche l'iniziativa IllumOS lanciata da alcuni esponenti piuttosto in vista della community di sviluppo di OpenSolaris: non un fork vero e proprio, bensì una sorta di riscrittura delle parti ancora coperte da licenze non libere dell'OS, retrocompatibili e disponibili nel caso Oracle volesse cambiare idea. Un'iniziativa lodevole e apparentemente ben organizzata, ma che a quanto pare non basterà a evitare lo sfaldamento del progetto: tra l'entusiasmo generale, qualche voce dissonante già si fa sentire per suggerire di abbandonare le speranze e convergere verso i più liberi e sicuri porti di Linux.

Nel complesso, la faccenda può essere riassunta in questo modo: Oracle è una azienda che produce software da mettere in vendita, ma che per tenere il passo della concorrenza e possibilmente stargli davanti ha colto l'occasione per inglobare nel suo arsenale anche un bocconcino hardware succulento come SUN. D'ora in avanti, par di capire, tutti gli sforzi fin qui profusi in OpenSolaris dalla community, da SUN in Solaris e da Oracle dopo l'acquisizione, saranno volti a rafforzare la coesione tra l'hardware (messo a disposizione da SUN anche prima della fusione) e software, indipendentemente da chi l'abbia creato. Gli stessi propositi rivolti a Linux, ovvero aumentare e standardizzare il test sull'hardware, saranno messi in pratica in casa Oracle: tutto quello che non fa necessariamente parte di una visione strategica a lungo termine, verrà invece accantonato.

Non tutte le domande di analisti e osservatori hanno trovato risposta nella presentazione delle prime roadmap della nuova SUN (per l'occasione ridenominata Oracle America), ma una cosa pare certa: l'approccio paterno di Santa Clara all'open source pare tramontato con il suo passaggio a Redwood, e la Governing Board di OpenSolaris andrà verso le annunciate dimissioni il prossimo lunedì. Riconsegnando di fatto il codice nelle mani di Oracle, e aprendo un altro capitolo nella storia dei sistemi *nix.

Luca Annunziata
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20 Commenti alla Notizia Oracle: Sparc e Solaris sý, OpenSolaris ný
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  • Tante domande per OpenSolaris, però per capire se Oracle sta buttando a mare qualche prodotto o l'intera filosofia della Sun fare qualche altra domanda non sarebbe stato male.
    Per esempio come hanno intenzione di portare avanti lo sviluppo di Sparc ?
    Che ne sarà del progetto OpenSparc ?
    guast
    1319
  • - Scritto da: guast
    > Tante domande per OpenSolaris, però per capire se
    > Oracle sta buttando a mare qualche prodotto o
    > l'intera filosofia della Sun fare qualche altra
    > domanda non sarebbe stato
    > male.
    > Per esempio come hanno intenzione di portare
    > avanti lo sviluppo di Sparc
    > ?
    > Che ne sarà del progetto OpenSparc ?

    Mi sa che verrà silenziosamente abbandonato...
    non+autenticato
  • - Scritto da: anoMIMO
    > - Scritto da: guast
    > > Tante domande per OpenSolaris, però per capire
    > se
    > > Oracle sta buttando a mare qualche prodotto o
    > > l'intera filosofia della Sun fare qualche altra
    > > domanda non sarebbe stato
    > > male.
    > > Per esempio come hanno intenzione di portare
    > > avanti lo sviluppo di Sparc
    > > ?
    > > Che ne sarà del progetto OpenSparc ?
    >
    > Mi sa che verrà silenziosamente abbandonato...
    Se i progetti sono liberamente disponibili, credo che tra un paio di anni saltera' fuori una versione in "salsa di soia" del sopracitato chippettino....
    non+autenticato
  • E così se ne va anche open solaris...
    Peccato!
    Ma il vero peccato è che se oracle vuole implementare i programmo sun non deve necessariamente rilasciare il codice...
    Sarò pessimista ma prevedo molte cause a distro linux che imiteranno soluzioni oracle!
    non+autenticato
  • > Sarò pessimista ma prevedo molte cause a distro
    > linux che imiteranno soluzioni
    > oracle!

    Se utilizzeranno soluzioni quali il Chinese Wall, per il reverse-engineering e la riscrittura, ne dubito (guarda ReactOS).

    Più che altro, confido in BtreeFS. Speriamo sia finalmente un'alternativa seria al ZFS. Pure Apple sta lavorando a qualcosa del genere.
    non+autenticato
  • Se è così.. allora che OpenSolaris muoia. La community può benissimo riprendersi le idee di Solaris, integrarle in una versione di Linux e mandare definitivamente a *agare Oracle e Solaris. In questa maniera, inoltre, Solaris diverrà sempre più sconosciuto ed inutilizzato.
    Chi vuoi che si metta a perder tempo con un sistema operativo usato poche aziende al mondo, magari su hardware più unico che raro? Per non parlare dell'hardware.

    Ah, magari XYZ Inc. superpowa lo usa? E chi se ne frega. E' 1 compagnia su centinaia di migliaia. Non c'è niente di POWA in questo e neanche di sensato.
    non+autenticato
  • Concordo, a me dispiace molto ma è meglio chiudere subito invece di trascinare la cosa.

    Spero solo che gli altri prodotti, in particolare OpenOffice, trovino una via migliore per uscire di scena.
    non+autenticato
  • Deve perforza uscire di scena ? Sembra invece che prodotti come virtual BOX e Open office, se li vogliono tenere stretti (anche se hanno un pessimo gusto in fatto d'icone....)
    Sgabbio
    26178
  • Se si muove Oracle non può che peggiorare le cose... e purtroppo parlo per esperienza personale.

    Non solo le icone stonano, mancano molte funzionalità ma almeno è un prodotto gratuito.
    non+autenticato
  • A dire il vero "le mancate funzionalità" lo si sentiva anche da quando c'era sun. Ma dubito fortemente che azzoppino il progetto, sia perchè con la 3.X hanno avuto un boom di diffusione, poi per non parlare che sta venendo su bene...uccidere questo progetto sarebbe da idioti! Certo... potrebbero limitarsi a finaziare il progetto senza dettare strane regole...quelle icone nuove sono orripilanti !
    Sgabbio
    26178
  • Se non ricordo male, le icone sono state cambiate per seguire lo standard dei documenti ODT
    non+autenticato
  • Si ma hanno ricevuto delle critiche riguardante l'usabilità delle icone, infatti nello standard vogliono rintrodurre le icone con colori diversi per applicazione.
    Sgabbio
    26178
  • probabilmente si finirà con una versione Open e gratuita di OpenOffice, affiancata ad una commerciale con funzionalità aggiuntive e supporto a pagamento... ovviamente per fare concorrenza a Office di Microsoft.
    Tutto sommato non sarebbe male avere una suite commerciale, piu' economica di Office e con pieno supporto ai formati odt...
    Dal punto di vista marketing potrebbe funzionare visto che la gente già conosce OpenOffice e "si fida" ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: cantinaro
    > probabilmente si finirà con una versione Open e
    > gratuita di OpenOffice, affiancata ad una
    > commerciale con funzionalità aggiuntive e
    > supporto a pagamento... ovviamente per fare
    > concorrenza a Office di Microsoft.
    >
    > Tutto sommato non sarebbe male avere una suite
    > commerciale, piu' economica di Office e con pieno
    > supporto ai formati
    > odt...
    > Dal punto di vista marketing potrebbe funzionare
    > visto che la gente già conosce OpenOffice e "si
    > fida"
    > ...

    Si tratterà di capire di quanto verrà azzoppata la versione free...perchè è sicuro che si finirà così.
  • Non è una buona idea, anche perchè altre suite concorrenti a MS office, hanno sempre avuto problemi a imporsi, nonostanti i prezzi aggressivi, mi ricordo di staroffice che costava una FRAZIONE di Office....
    Sgabbio
    26178
  • Quoto....
    Spero in un Fork di oOo e di Vbox, di opensolaris poco mi interessa. Resta la questione Java.... Sun non aveva recentemente rilasciato una VM 100% opensource, riprendendo il lavoro fatto da RH con openJDK?
    Mysql ha alternative e fork a volontà e non mi preoccupa!

    Ho capito poco (e ho anche poco tempo per seguire la questione ora!) della denuncia ma spero in una risposta decisa da parte della UE (con bastonate) alle ultime mosse di Oracle...