Claudio Tamburrino

Oracle inchioda OpenSolaris

Un memo interno dell'azienda di Redwood ha chiarito buona parte del futuro di OpenSolaris. Che, almeno nella forma finora conosciuta, sembra destinato a sparire

Roma - Niente silenzi o segni da interpretare, stavolta un memo interno all'azienda sembra confermare i timori della community: la distro open source di Solaris non sopravviverà a Sun.

Lo scoramento della community di OpenSolaris era, in realtà, stato anticipato da indizi che lasciavano ben poco spazio ad interpretazioni più ottimistiche: né l'aggressività mostrata da Oracle nella denuncia a Google per Java, né il silenzio circa le sue intenzioni sugli altri prodotti open source acquisiti, facevano infatti ben sperare gli osservatori interessati.

Il silenzio di John Fowler, ex-SUN e ora vicepresidente responsabile dell'hardware Oracle, sul destino di OpenSolaris era forse stata la risposta più eloquente sulle intenzioni della sua azienda. Pur avendo dichiarato la volontà del nuovo proprietario circa Linux e Solaris, infatti, niente si era detto sulla distro open source.
A riempire il silenzio (e illuminare per un attimo la conclusione, in realtà già prevedibile, della vicenda) Steven Stallion, programmatore che da quattro anni lavora su Open Solaris, che ha pubblicato un memo interno Oracle sulla strategia aziendale circa Solaris, che molto probabilmente, pur non essenso stato né confermato né smentito da Oracle, dovrebbe dimostrarsi originale.

In poche parole: l'approccio di Sun è stravolto, gli sforzi di distribuzione e programmazione saranno concentrati su Solaris, di community basterà quella Linux e il resto del codice che sarà distribuito con licenze open source probabilmente non sarà completo e in ogni caso seguirà a debita distanza la versione ufficiale.

Il codice sorgente di Solaris è finora stato rilasciato sotto una licenza denominata Community Development and Distribution License (CDDL): questa continuerà ad essere utilizzata anche in futuro, ma condizionatamente ad alcuni controlli."Distribuiremo aggiornamenti con CDDL approvati o altri codici rilasciati con licenze open source, tuttavia ciò accadrà successivamente al rilascio del sistema operativo Solaris per le aziende. In questo modo le innovazioni appariranno nelle nostre versioni prima che da qualsiasi altra parte. Non distribuiremo più codice sorgente per il SO Solaris in contemporanea al suo sviluppo".

Firmato Mike Shapiro, Bill Nesheim, Chris Armes: il memo mette chiaramente gli ultimi chiodi sulla bara di OpenSolaris, "Non rilasceremo altre distribuzioni binarie, né OpenSolaris 2010.05, né distribuzioni successive".

L'idea di una community che contribuisca volontariamente all'innovazione del SO è abbandonata a favore di un approccio più tipico del mondo del software proprietario: il meccanismo con cui il SO collaborerà in futuro con sviluppatori terzi sarà basato su una tecnologia (Oracle Technology Network) che permetterà a Oracle di valutare caso per caso il codice e il contributo proposto da esterni, così come selezionate saranno le linee di programmazione da rilasciare in open source.

L'intenzione di Oracle è, insomma, quella di far migrare gli utenti aziendali di OpenSolaris a Solaris, passando magari per una versione gratuita e in sviluppo denominata 11 Express, che sarà disponibile prima del lancio ufficiale di Solaris 11. Il puntare forte su Solaris ha un obiettivo ben preciso: secondo le stime di Oracle il 40 per cento dei clienti Oracle utilizza il SO di Sun, ciò significa che il 60 per cento è ancora da conquistare.

A mantenere viva la speranza degli sviluppatori di OpenSolaris, per il momento scoraggiati dalle intenzioni di Oracle, altri progetti che continueranno ad utilizzare OpenSolaris, e che dovranno tentare di mantenere la compatibilità tra le loro versioni e il futuro Solaris di Oracle.

Tra questi Illumos (sponsorizzato Nexenta, azienda che offre programmi di archiviazione basati su OpenSolaris e Linux), al cui lancio i promotori hanno affermato di non dipendere da Oracle e i cui programmatori stanno ora provvedendo a sostituire le componenti Solaris che non sono mai state rilasciare in open source.

Claudio Tamburrino
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215 Commenti alla Notizia Oracle inchioda OpenSolaris
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  • In passato andavo nelle discussioni di PI in cui si parlava di lavoro, dove c'erano una marea di milleuristi frustrati che si sfogavano contro un non meglio precisato "sistema" di cui si sentivano "vittime", un modo come un altro per non prendere atto delle proprie colpe.

    Poi se un'azienda cerca legittimamente di monetizzare un'investimento tutti ad imprecare.

    Decidetevi: o il modello del software proprietario, oppure oppure quello del lavoro gratis. Vedete un po' voi.

    P.S.: che non salti fuori nessuno a ripetermi il solito slogan "open source non vuol dire gratis", per favore.
    non+autenticato
  • - Scritto da: The Real Gordon

    > P.S.: che non salti fuori nessuno a ripetermi il
    > solito slogan "open source non vuol dire gratis",
    > per
    > favore.

    forse lo dicono perchè è vero non ti pare?

    comunque oracle per me può fare quel che vuole

    personalmente ho sempre ritenuto java un investimento rischioso e continuo a pensarla così

    la comunità opensource dovrebbe ascoltare di più Stallman e le sue tesi fondamentaliste, altrimenti si ritroverà sempre col patent troll o la multinazionale di turno che chiude i rubinetti

    bisogna porre regole chiare e nette e dire: "vuoi far parte dell'opensource? bene, rinuncia ai brevetti"
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > - Scritto da: The Real Gordon
    >
    > > P.S.: che non salti fuori nessuno a ripetermi il
    > > solito slogan "open source non vuol dire
    > gratis",
    > > per
    > > favore.
    >
    > forse lo dicono perchè è vero non ti pare?
    >
    > comunque oracle per me può fare quel che vuole
    >
    > personalmente ho sempre ritenuto java un
    > investimento rischioso e continuo a pensarla
    > così

    Java è ormai insostituibile però, e il fatto che Oracle si metta a fare potacci, mi preoccupa un po'!

    > la comunità opensource dovrebbe ascoltare di più
    > Stallman e le sue tesi fondamentaliste,
    > altrimenti si ritroverà sempre col patent troll o
    > la multinazionale di turno che chiude i
    > rubinetti

    Io credo invece che Stallman abbia una posizione utopistica, non riesco a riconoscerla come indubitabilmente efficace; pure la GPL3 è troppo, troppo restrittiva. Credo che i patent troll siano molto più facilmente affrontabili (e poi il problema sono i brevetti software, sempre e cmq. Il giorno in cui un tizio otterrà un brevetto per l'inserimento di caratteri tramite utilizzo di appendici organiche dotate di snodi, dovremo smettere di usare i pc con le dita! XD ) e che una multinazionale può chiudere i rubinetti quanto vuole. Se il codice è open source lo si può comunque utilizzare!

    > bisogna porre regole chiare e nette e dire: "vuoi
    > far parte dell'opensource? bene, rinuncia ai
    > brevetti"

    I brevetti software vanno fondalmentalmente rivisti! Io credo siano tutti sbagliati, è come se brevettassero il volante o il motore in quanto tale... tutti i costruttori a pagare... Perplesso
    non+autenticato
  • - Scritto da: mcguolo

    > Java è ormai insostituibile però, e il fatto che
    > Oracle si metta a fare potacci, mi preoccupa un
    > po'!
    >

    dipende dalla loro strategia

    il caso di google è dovuto al fatto che android è diffuso, google fa soldi a palate e oracle vuole una fetta della torta

    impossibile che oracle si metta a molestare gli sviluppatori, sarebbe stupido e controproducente

    java è un ottimo veicolo per imporsi sempre più nel settore enterprise e veicolare i propri software, dbms in primis

    > Io credo invece che Stallman abbia una posizione
    > utopistica, non riesco a riconoscerla come
    > indubitabilmente efficace; pure la GPL3 è troppo,
    > troppo restrittiva. Credo che i patent troll
    > siano molto più facilmente affrontabili (e poi il
    > problema sono i brevetti software, sempre e cmq.
    > Il giorno in cui un tizio otterrà un brevetto per
    > l'inserimento di caratteri tramite utilizzo di
    > appendici organiche dotate di snodi, dovremo
    > smettere di usare i pc con le dita! XD ) e che
    > una multinazionale può chiudere i rubinetti
    > quanto vuole. Se il codice è open source lo si
    > può comunque
    > utilizzare!
    >

    certo puoi utilizzare il codice ma violando la legge

    il sistema brevetti USA esploderà quando si arriverà a situazioni paradossali come quella che hai descritto, nel frattempo la gpl3 ci protegge proprio da brevetti molesti imponendo che il codice gpl dev'essere obbligatoriamente associato a tecnologie liberi da brevetti o legate a brevetti sui quali pende un impegno legale del possessore a renderli fruibili pubblicamente e gratuitamente

    > I brevetti software vanno fondalmentalmente
    > rivisti! Io credo siano tutti sbagliati, è come
    > se brevettassero il volante o il motore in quanto
    > tale... tutti i costruttori a pagare...
    > Perplesso

    il problema è proprio questo, si permette di brevettare cose che non hanno un briciolo d'innovazione, sono troppo generiche e spessissimo sono idee senza una reale implementazione

    chi inventa crea e non ho mai visto un brevetto meccanico o elettronico che si riferisse ad un'idea astratta senza un prototipo funzionante che implementa quell'idea

    purtroppo nel software puoi brevettare pure la maniglia della porta, salvo poi che un brevetto simile viene invalidato nel corso di un processo

    il problema è che devi avere miliardi da spendere per tenere in piedi una causa legale e non tutti hanno i soldi di google o oracle
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > - Scritto da: mcguolo
    >
    > > Java è ormai insostituibile però, e il fatto che
    > > Oracle si metta a fare potacci, mi preoccupa un
    > > po'!
    > >
    >
    > dipende dalla loro strategia
    >
    > il caso di google è dovuto al fatto che android è
    > diffuso, google fa soldi a palate e oracle vuole
    > una fetta della
    > torta

    Ok, ma su cosa si può rivalere? Cioè, non mi viene proprio in mente, soprattutto perché ormai Java è open source!

    > impossibile che oracle si metta a molestare gli
    > sviluppatori, sarebbe stupido e
    > controproducente

    Lo spero, ma non sono sicuro che quello che fa oracle non abbia nessuna ripercussione, indirettta intendo, sugli sviluppatori! Sicuramente non si mette a pretendere licenze da chiunque usi java, ma magari obbligherà i produttori di ambienti e server vari a pagare licenze, con conseguenze per chi sviluppa...

    > certo puoi utilizzare il codice ma violando la
    > legge

    Manca però chi tutela i diritti degli sviluppatori o

    > il sistema brevetti USA esploderà quando si
    > arriverà a situazioni paradossali come quella che
    > hai descritto, nel frattempo la gpl3 ci protegge
    > proprio da brevetti molesti imponendo che il
    > codice gpl dev'essere obbligatoriamente associato
    > a tecnologie liberi da brevetti o legate a
    > brevetti sui quali pende un impegno legale del
    > possessore a renderli fruibili pubblicamente e
    > gratuitamente

    Sì, ma nello stesso tempo non puoi usare un prodotto magari valido, perché non è sotto licenza GPL3... il che a mio avviso è una limitazione! (e senza pensare a licenze proprietarie, ci sono tanti ottimi prodotti open che sono rimasti a GPL2...)
    non+autenticato
  • - Scritto da: mcguolo

    > Ok, ma su cosa si può rivalere? Cioè, non mi
    > viene proprio in mente, soprattutto perché ormai
    > Java è open
    > source!
    >

    sull'usare il marchio Java senza aderire al 100% alle specifiche

    con ms gli riuscì ma con google non vedo dove si appigliano

    lo scopo è semplicemente di fare casino, spargere fud e sperare che google si accordi e paghi


    > Lo spero, ma non sono sicuro che quello che fa
    > oracle non abbia nessuna ripercussione,
    > indirettta intendo, sugli sviluppatori!
    > Sicuramente non si mette a pretendere licenze da
    > chiunque usi java, ma magari obbligherà i
    > produttori di ambienti e server vari a pagare
    > licenze, con conseguenze per chi
    > sviluppa...
    >

    mmm di questo passo le conseguenze saranno per oracleA bocca aperta

    java si è diffuso perchè sun lo rese opensource e tutti lo videro come il grande nemico dell'impero del male .net

    pestare i piedi agli smanettoni fa male

    java non gode del 90% del mercato pc ( leggi utenti che usano tutto quello che gli propini )


    > Sì, ma nello stesso tempo non puoi usare un
    > prodotto magari valido, perché non è sotto
    > licenza GPL3... il che a mio avviso è una
    > limitazione! (e senza pensare a licenze
    > proprietarie, ci sono tanti ottimi prodotti open
    > che sono rimasti a
    > GPL2...)

    linux è uno di questi e il perchè lo sappiamo tutti, ovvero i blob binari e il drm

    il problema è che, come mostra la faccenda oracle, se tendi una mano ai capitalisti rieschi che ti mozzino pure la testa e in questo senso Stallman ha ragione
    non+autenticato
  • > la comunità opensource dovrebbe ascoltare di più
    > Stallman e le sue tesi fondamentaliste,
    > altrimenti si ritroverà sempre col patent troll o
    > la multinazionale di turno che chiude i
    > rubinetti

    Troppo vero. Io bloccherei pure la licenza BSD. Windows ci sta facendo i milioni su quella roba e non è neanche sua.

    >
    > bisogna porre regole chiare e nette e dire: "vuoi
    > far parte dell'opensource? bene, rinuncia ai
    > brevetti"

    Sì, oppure un qualcosa di comunitario, in maniera da evitare che i privati possano brevettare idee ed infilare i bastoni tra le ruote all'opensource.
    non+autenticato
  • ancora co sta licenza bsd...
    tutti i sistemi operativi attuali usano la roba di bsd, io penso che gli sviluppatori di bsd ne vadano fieri eh...
    osx, haiku, linux, windows, usano TUTTI (forse tra questi linux un po' meno) lo stack tcp/ip di bsd, che è il migliore in assoluto in quanto a stabilità e feature, ma cosa c'è di male? ANZI, io fossi uno sviluppatore di bsd mi sentirei onorato
    per non parlare dei driver di rete, sono tutti dei capolavori di codice, non un accozzaglia di codice scritto di fretta perché così supporti la scheda di rete prima di windows
    non+autenticato
  • - Scritto da: The Real Gordon
    > In passato andavo nelle discussioni di PI in cui
    > si parlava di lavoro, dove c'erano una marea di
    > milleuristi frustrati che si sfogavano contro un
    > non meglio precisato "sistema" di cui si
    > sentivano "vittime", un modo come un altro per
    > non prendere atto delle proprie
    > colpe.
    >
    > Poi se un'azienda cerca legittimamente di
    > monetizzare un'investimento tutti ad
    > imprecare.
    >
    > Decidetevi: o il modello del software
    > proprietario, oppure oppure quello del lavoro
    > gratis. Vedete un po'
    > voi.

    Alternative discutibilmente accostate... imho.

    > P.S.: che non salti fuori nessuno a ripetermi il
    > solito slogan "open source non vuol dire gratis",
    > per favore.

    Prego. Ma tanto l'hai già detto tu!
    non+autenticato
  • > Alternative discutibilmente accostate... imho.

    Guarda che io uso (anche) debian, più vari software open source. Specie nei software di sicurezza, ESIGO di poter vedere il codice sorgente.

    Molti programmatori vogliono donare il proprio lavoro? Bene, è un loro diritto, direi che può essere anche un divertimento per molti studenti di ingegneria informatica. Si potrebbe configurarla come un'attività con la quale ottenere crediti universitari, sarebbe un bel modo per incentivarla.

    Ma non è un modello di business, non sta in piedi, se non grazie al costo del lavoro azzerato.

    > Prego. Ma tanto l'hai già detto tu!

    Minchia, è pieno di miliardari che hanno fatto i soldi con l'open. Sui libri delle favole però.
    non+autenticato
  • - Scritto da: The Real Gordon
    > Ma non è un modello di business, non sta in
    > piedi, se non grazie al costo del lavoro
    > azzerato.

    Ma *non* è un modello di business! Ho sentito pure professori universitari di economia presentarlo come tale ma non è un modello di business! Inutile e dannoso fare confusione!

    > > Prego. Ma tanto l'hai già detto tu!
    >
    > Minchia, è pieno di miliardari che hanno fatto i
    > soldi con l'open. Sui libri delle favole
    > però.

    Eh, sì! Come è pieno di miliardari che hanno fatto i soldi con il closed (vendendo *solo* il software intendo)! Il punto è che da una parte e dall'altra si contano sulla punta delle dita...
    Vogliamo tirar fuori casi di ditte che ha fatto i soldi vendendo codice Open Source?
    Guarda caso non ce n'è! Vorrei vedere che ci fosse qualcuno disposto a pagare per qualcosa che si ottiene gratuitamente...

    Eppure di ditte che sviluppano in open source ce n'è!
    http://punto-informatico.it/2243670/PI/News/kernel...
    C'era un articolo più recente che ribadiva la stessa cosa, ma non riesco a trovarlo....

    Vuoi qualche esempio di ditte che campano sull'open source?

    http://www.liferay.com/
    http://www.redhat.com/
    http://www.google.com/ (una mezza provocazione, ma ci sta...)

    Sono molto diverse, e fanno soldi in modo diverso, ma esistono! (e sono solo qualche esempio...)

    Se vuoi qualche altro esempio di miliardari che hanno fatto i soldi con l'informatica puoi dare un'occhiata a http://www.facebook.com. Per il quale open e closed non avrebbe fatto nessuna differenza, perché non sono modelli di business!
    non+autenticato
  • Che aziende vogliano 'monetizzare' in salsa 'open source' non c'è nulla di male, fa parte anche questo delle logiche che fanno funzionare l'Open Source stesso.
    Tratto dal capitolo 'Open Source e soldi' di 'Free software in Free world' scritto nel 1998

    ...A questo punto viene fatto nascere un prodotto 'di serie A' assistito e gestito lasciando alla comunità il prodotto di 'serie B' Open Source...

    Ma di per se questo non è necessariamente un problema, se guardiamo StarOffice è da sempre stato il prodotto di serie A di OpenOffice.

    I fork nascono di norma quando viene a mancare qualcosa di insostituibile.

    Alcuni paventano timori per OpenOffice a mio parere sbagliati.
    Quante persone conoscete che usano StarOffice e quante che usano OpenOffice?

    Affossare il progetto OpenOffice vorrebbe dire di fatto far sparire una posizione di mercato non male e sempre in crescita, anche se a reddito zero, ma sicuramente notevole come immagine.
    Potenzialmente è un prodotto molto vendibile per chi volesse farci nascere assistenza od altro.
    Il rischio è che sia qualche concorrente a cui il prodotto da fastidio a comprarlo per affossarlo, ma in questo caso il fork è assicurato, oltre che una figuraccia che potrebbe pesare moltissimo sui destini di Oracle.

    ... tanto StarOffice non lo compro, OpenOffice mi basta, nel frattempo KOffice cresce.
  • E poi di alternative migliori e retro-compatibili già ne esistono a bizzeffe...

    http://www.go-oo.org/

    http://askmonty.org/wiki/MariaDB:Download
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mr Stallman
    > E poi di alternative migliori e retro-compatibili
    > già ne esistono a
    > bizzeffe...
    >
    > http://www.go-oo.org/
    >
    > http://askmonty.org/wiki/MariaDB:Download

    Non li conoscevo! A bocca aperta You made my day!
    non+autenticato
  • - Scritto da: mcguolo
    > - Scritto da: Mr Stallman
    > > E poi di alternative migliori e
    > retro-compatibili
    > > già ne esistono a
    > > bizzeffe...
    > >
    > > http://www.go-oo.org/
    > >
    > > http://askmonty.org/wiki/MariaDB:Download
    >
    > Non li conoscevo! A bocca aperta You made my day!

    Io mi aspetto sempre che rilascino una versione di Office in logica In-LAN-Cloud, cioè server centralizzato, l'utente si connette all'interfaccia Word/Excel/Powerpoint via browser, lavora e salva i files in una directory virtualmente isolata nel server remoto. In tal maniera il backup di quei file lì diventa semplicissimo, eviti malware che rastrellino i contenuti dei files (magari cifrandoli), Insiders che li fregano e li rivendono o finiscano su FB per sbaglio e puoi installare un banale Browser/Cloud OS nei terminali. L'integrazione di qualche funzionalità di sicurezza-LAN via TPM ed ecco come i terminali aziendali ritornano ad essere tali, senza rischi inutili. Sarebbe un sogno.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonymous
    > - Scritto da: mcguolo
    > > - Scritto da: Mr Stallman
    > > > E poi di alternative migliori e
    > > retro-compatibili
    > > > già ne esistono a
    > > > bizzeffe...
    > > >
    > > > http://www.go-oo.org/
    > > >
    > > > http://askmonty.org/wiki/MariaDB:Download
    > >
    > > Non li conoscevo! A bocca aperta You made my day!
    >
    > Io mi aspetto sempre che rilascino una versione
    > di Office in logica In-LAN-Cloud, cioè server
    > centralizzato, l'utente si connette
    > all'interfaccia Word/Excel/Powerpoint via
    > browser, lavora e salva i files in una directory
    > virtualmente isolata nel server remoto. In tal
    > maniera il backup di quei file lì diventa
    > semplicissimo, eviti malware che rastrellino i
    > contenuti dei files (magari cifrandoli), Insiders
    > che li fregano e li rivendono o finiscano su FB
    > per sbaglio e puoi installare un banale
    > Browser/Cloud OS nei terminali. L'integrazione di
    > qualche funzionalità di sicurezza-LAN via TPM ed
    > ecco come i terminali aziendali ritornano ad
    > essere tali, senza rischi inutili. Sarebbe un
    > sogno.

    nascerebbero problemi di sicurezza enormi come ci stavano ai tempi delle applicazioni in server.. è un problema di struttura in realtà.. avremmo le tecnologie per poter implementare tutto ma tali tecnologie sono difficilmente gestibili per un simile uso.. bisogna dire che non pochi si stanno muovendo in questa direzione e spero molto in simili progetti che mi permettano una postazione completa di lavoro solamente connettendomi al mio server con un dispositivo privo di programmi
  • > Io mi aspetto sempre che rilascino una versione
    > di Office in logica In-LAN-Cloud, cioè server
    > centralizzato, l'utente si connette
    > all'interfaccia Word/Excel/Powerpoint via
    > browser, lavora e salva i files in una directory
    > virtualmente isolata nel server remoto. In tal
    > maniera il backup di quei file lì diventa
    > semplicissimo, eviti malware che rastrellino i
    > contenuti dei files (magari cifrandoli), Insiders
    > che li fregano e li rivendono o finiscano su FB
    > per sbaglio e puoi installare un banale
    > Browser/Cloud OS nei terminali. L'integrazione di
    > qualche funzionalità di sicurezza-LAN via TPM ed
    > ecco come i terminali aziendali ritornano ad
    > essere tali, senza rischi inutili. Sarebbe un
    > sogno.

    Stai parlando di questo:

    http://eyeos.org/
    non+autenticato
  • > essere tali, senza rischi inutili. Sarebbe un
    > sogno.

    Basta un flusso canalizzatore e tornare nel 1970.
    non+autenticato
  • C'è già, si chiama Sharepoint...
    non+autenticato
  • E difatti preferisco di gran lunga KOfficeSorride
    H5N1
    1641
  • Forse perchè Ubuntu è imbattibile e ormai scelgono quasi tutti quello?...
    non+autenticato
  • meglio openSuse 11.3 con il nuovo spettacolare KDE 4.5 (ok ci hanno messo parecchio, ma ora funziona... anche io ero cascato in tentazione gnomica ma ora l'hanno messo aposto sul serio)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Formalmente Errato
    > meglio openSuse 11.3 con il nuovo spettacolare
    > KDE 4.5 (ok ci hanno messo parecchio, ma ora
    > funziona... anche io ero cascato in tentazione
    > gnomica ma ora l'hanno messo aposto sul
    > serio)

    KDE? Forse per desktop. Per sistemi aziendali è meglio Ubuntu e questo per la semplice ragione che, oltre a derivare da Debian (non da distro pseudo-compilate per geek che non vedono mai la luce del sole), secondo DistroWatch è la distro con la community più grossa = più feedback. Io preferisco Ubuntu Server a CentOS proprio per questo.
    non+autenticato
  • Passi CentOS, ma Ubuntu Server non lo userei mai in produzione...Deluso
    Se proprio non si può fare a meno di una RHE si può optare per una Slackware, una Debian (non una derivata) o una Gentoo o una Arch Linux (molto ricca di documentazione).
    H5N1
    1641
  • Eccolo qui il post giusto, prima o poi qualcuno lo doveva scrivere.
    Fino a che esistono persone che iniziano a fare i profeti su quale distribuzione è meglio rispetto ad un altra, chi ne perde in lustro (alla fine) è tutta la comunità GNU/Linux.
    Sentire discorsi "no il mio è più grosso rispetto al tuo" o " non userei mai Ubuntu Server lato produzione meglio ArchLinux" mi fa solo che piangere.
    Piangere non perchè tutti dicono che GNU/Linux è meglio di Windows ma perchè nessuno si accorge che il mondo GNU/Linux e sua continua ed infinita frammentazione è causa ed unicamente nostra.
    Ma non lo capite che di sto passo le varie distro saranno completamente incompatibili tra loro??
    GNU/Linux ha una grossa necessità di avere uno standard uguale per tutti!! La guerra non la si vince con singole battaglie isolate ma unendo le proprie forze sotto un'unica bandiera!
    non+autenticato
  • Non a caso MS con Win7 e Win2008 server l'ha capito che deve unificare i kernel, chissà perchè!
    Forse perchè mantenere in piedi diversi kernel per ambiti diversi porta solo a incompatibilità e maggiori costi di produzione.
    non+autenticato
  • Hai centrato il problema.
    Il fatto è che questa continua lotta alla semplicità d'uso (Ubuntu e derivate) ha portato ad una involuzione rispetto allo standard.
    Gnome in primis ha cercato di creare degli standard tutti suoi (si pensi a GConf che fa quasi più pena del registro di sistema di Windows) andando de facto a stravolgere il modo in cui i sistemi GNU/Linux salvano ed interpretano le configurazioni.
    Proprio per questo ho detto che non userei Ubuntu in produzione: in caso di problemi si dovrebbe andar a mettere mano ad una configurazione che varia da una release all'altra (ricordo sempre la sparizione di inittab, per esempio).
    Altre distro sono molto più "conservatrici": si pensi alla Slackware dove il principio del KISS (Keep it Simple, Stupid) non è applicato lato utente, ma lato root. Il sistema non deve essere solo semplice da usare, ma da gestire: ogni file è al posto giusto (leggi hier), al suo interno si trovano commenti su commenti e spiegazioni su ciò che fà, come lo fà e come andare a modificarlo.
    Di questo passo, invece, stiamo andando incontro a millemilioni di pseudostandard implementati alla meno peggio con la conseguente dispersione e diversificazione.
    Profetizzai questa situazione quando scrissi un articolo in risposta al concetto di "Linux fot the masses" traducendolo con "Perle ai porci".
    Fui frainteso, ma il senso era questo.
    H5N1
    1641
  • Fino a che esisteranno bambini dai 15 ai 20 anni che ci illumineranno su come una semplice modifica ad un file è segno di grande libertà, allora siamo a posto!

    Alla fine la pensiamo uguale..
    Bene così almeno non credo di essere stupido!
    non+autenticato
  • - Scritto da: bla bla bla
    > Fino a che esisteranno bambini dai 15 ai 20 anni
    > che ci illumineranno su come una semplice
    > modifica ad un file è segno di grande libertà,
    > allora siamo a
    > posto!
    >
    purtroppo la libertà di fregarsene delle convenzioni e obbligo di seguire le convenzioni sono due cose antitetiche.

    > Alla fine la pensiamo uguale..
    > Bene così almeno non credo di essere stupido!

    idem come sopra.
  • Il fulcro della questione è paradossalmente semantico e risiede nella differenza di significato e significanza tra i termini convenzione, standard e raccomandazione.
    Purtroppo molti standard non lo sono affatto, sono incompleti o non sono ancora stati definiti.
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    Modificato dall' autore il 24 agosto 2010 16.25
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    H5N1
    1641
  • - Scritto da: Nibiru
    > Forse perchè Ubuntu è imbattibile e ormai
    > scelgono quasi tutti
    > quello?...

    E invece in ambiente server Open Solaris è tutta un'altra cosa...
    qua Ubuntu c'entra veramente poco... ma se dovessi installare un JBoss o anche semplicemente un Tomcat bello cicciotto io opterei per Open Solaris, piuttosto che per Debian/Slackware et similia! (e poi Ubuntu su un server? Non sono mica tanto convinto... )
    non+autenticato
  • Si prende una notizia di questo tipo, si inizia a lanciare flame a destra e a manca e si finisce per discutere di altro (tanto lo scopo era quello).
    La solita diatriba tra Windows/Linux-ClosedSource/OpenSource.
    Senza vincitori ne' vinti, ma con tante, troppe, sparate dell'ultimo momento.
    Tanto per dirne qualcuna: shevathas parla di "parco software" ridotto per quanto riguarda Linux, si torna a parlare dei limiti di Linux in ambiente software (l'ho ammesso anche io, recentemente, ma in altri contesti), WinForLife addirittura parla di fallimento dell'Open Source...

    Strano che non si è detto che Linux non ha software professionali.Deluso

    Certo perchè al livello del mare si vede solo la punta dell'iceberg.

    Vorrei riportare alcune cose che ai più sfuggono.

    I sistemi server HP della serie ProLiant utilizzano un Kernel Linux per la configurazione ed il "motore" di navigazione è un Firefox riadattato.
    Disney, Pixar, e DreamWorks, nelle loro produzioni, utilizzano server e client Linux nonchè una vasta gamma di software OpenSource in congiunzione con software Closed spesso sviluppato internamente.
    Mi viene in mente anche, tra i tanti titoli, Star Trek Nemesis dove si è fatto uso di NUKE su Linux.

    Ora, parlando seriamente, se si vogliono elencare pregi e difetti di una o l'altra soluzione ben vengano le critiche costruttive, ma queste sentenze ridicolizzano soltanto chi le emette.
    H5N1
    1641
  • - Scritto da: H5N1
    > Si prende una notizia di questo tipo, si inizia a
    > lanciare flame a destra e a manca e si finisce
    > per discutere di altro (tanto lo scopo era
    > quello).

    Vogliamo parlare di quanto fa schifo Apple con quell'iPhone 4 che nemmeno riceve il segnale ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Formalmente Errato
    > - Scritto da: H5N1
    > > Si prende una notizia di questo tipo, si inizia
    > a
    > > lanciare flame a destra e a manca e si finisce
    > > per discutere di altro (tanto lo scopo era
    > > quello).
    >
    > Vogliamo parlare di quanto fa schifo Apple con
    > quell'iPhone 4 che nemmeno riceve il segnale
    > ?

    Direi di sì! Mi sembra il posto più adatto! XD
    Che schifo l'iPhone 4 che nemmeno perde il segnale!
    non+autenticato
  • Sta storia di Open Solaris sta assumendo i contorni di una telenovela ove un gruppetto è innamorato dell'ormai morente soluzione Open (e gratuita, perchè di partecipare ne vedo ben pochi), distribuzione sempre stata di nicchia.

    E' inutile. Si pigliano le idee che c'erano, le si riconcepiscono in maniera da aggirare i brevetti e si concentra l'attività su Linux. E' inutile diasporare ulteriormente la community in progetti destinati, alla fin fine, al fallimento e allo stop. Meglio aggregarsi e produrre una soluzione veramente adeguata e completa per tutti.
    non+autenticato
  • come db preferisco da tempo postgresql, ma tra i sw acquisiti da oracle i due per me insostituibili sono virtualbox e OOo... spero...
    non+autenticato
  • opensolaris non l'ho mai usato, ma sicuramente immagino il malumore (per non dire cose censurabili) delle aziende che hanno realizzato soluzioni basate su du lui... Triste
    non+autenticato
  • - Scritto da: zuzzune
    > opensolaris non l'ho mai usato, ma sicuramente
    > immagino il malumore (per non dire cose
    > censurabili) delle aziende che hanno realizzato
    > soluzioni basate su du lui...
    >Triste

    Che io sappia non è che 'sto OpenSolaris fosse così usato... anzi!
    Non è una gran perdita.
    Più preoccupanti sono, a questo punto, le posizioni di OpenOffice e di VirtualBox, 2 ottimi prodotti ora in mano ad Oracle open e soprattutto GRATIS.

    L'unica cosa buona è Allison ODIA Microsoft quindi, secondo me, lo sviluppo di OpenOffice andrà avanti soprattutto per dargli fastidio...
    non+autenticato
  • - Scritto da: MacBoy

    > Non è una gran perdita.
    > Più preoccupanti sono, a questo punto, le
    > posizioni di OpenOffice e di VirtualBox, 2 ottimi
    > prodotti ora in mano ad Oracle open e soprattutto
    > GRATIS.

    VirtualBox è carino, ma Vmware è decisamente più strutturato ed è gratis anche lui (la versione Server).

    OO è una tristezza.
    non+autenticato
  • la versione server non sarà (e in realtà non lo è già da ora..) mantenuta.
    non+autenticato
  • - Scritto da: sj4cxwsz
    > la versione server non sarà (e in realtà non lo è
    > già da ora..)
    > mantenuta.

    ESXi 4.1 e' gratis pero'. Cosi' come XenServer.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fai il login o Registrati
    > VirtualBox è carino, ma Vmware è decisamente più
    > strutturato ed è gratis anche lui (la versione
    > Server).

    Su Mac vmWare si paga. Sì è un po' migliore di Virtualbox come funzionalità, ma come velocità e affidabilità di emulazione se la battono.

    > OO è una tristezza.

    Come lo è M$ Office...Occhiolino
    Meglio iWork, certo!
    non+autenticato
  • Qualsiasi progetto opensource che muore è una perdita per la comunità ma anche per l'umanità.
    Non importa quanto fosse utile o meno...
    iRoby
    9494
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