Claudio Tamburrino

Facebook, amico dove sei?

Lanciato il servizio di check in geolocalizzati del social network. Per condividere la propria posizione, e quella di altri amici, per condividere luoghi e suggerimenti

Roma - Facebook ha introdotto un servizio aggiuntivo per la sua app per iPhone: si chiama Places e si tratta di un'ulteriore forma di social networking basato sulla geolocalizzazione degli utenti.

Nel nuovo servizio, di cui si mormora da tempo (e di cui si erano trovate le tracce nel codice di programmazione del sito per i browser mobile touch.facebook.com), non vi sono novità particolarmente rilevanti: la maggiore ispirazione è tratta dai social network basati sulla geolocalizzazione come Foursquare e Gowalla. Il principio è infatti quello del "check in" in posti specifici e della condivisione con i propri amici e contatti.

Ad oggi il servizio permette di segnalare agli amici di Facebook dove ci si trovi tramite il proprio smartphone, di taggare gli amici con cui ci si trova, di suggerire posti nelle vicinanze, di condividere il tutto nei messaggi di stato. Si parla di ristoranti, bar e musei, ma il discorso non deve essere limitato a questi posti: per il momento, tuttavia, il servizio Places partirà senza nuovi prodotti pubblicizzati.
Basandosi sui "check in" non si tratta di uno strumento per far sapere in ogni momento dove ci si trova, spiega Michael Sharon product manager di Places, ma per "condividere dove ci si trova e con chi" quando si vuole: lo scopo è "conoscere gli amici che stanno nelle vicinanze e che possono dare consigli su luoghi vicini da scoprire".

Per il momento è disponibile solo per dispositivi mobile, tramite un aggiornamento alla app del social network per iPhone (ma non per l'Italia) e attraverso il sito, successivamente sarà disponibile anche una pagina Web dove consultare chi ha fatto check in tra i propri amici e dove.

Insomma, un opt in che dovrebbe eliminare i problemi di privacy che gli osservatori collegano direttamente a Facebook visto l'elevato numero di dati personali che ospita: una delle opzioni che preoccupano di più è quella che permette di taggare altri nel proprio status geolocalizzato, dal momento che lasciano che un utente sia identificato in un luogo anche nel caso in cui lui stesso non abbia uno smartphone per la connessione mobile o non lo desideri. Critiche anche nei confronti del fatto che tutti coloro che hanno fatto check in nello stesso luogo possono automaticamente vedersi con l'opzione "Here Now".

Una serie di controlli relativi alla privacy (in particolare dei minori) e opzioni come la possibilità di rimuovere il tag del proprio nome dovrebbero chiudere il cerchio con cui difendere il servizio da possibili critiche.

L'obiettivo strategico perseguito da Facebook è quello di stringere sinergie con le aziende locali e spingere la competizione nei confronti di Google anche all'advertising localizzato. È proprio in questo settore, d'altronde, che Moutain Viewha rafforzato molto la sua posizione negli ultimi mesi, investendo e acquistando start up specializzate e estendendo i servizi Android. Sia Facebook che Google vedono d'altronde nelle piccole e medie imprese locali la nuova Eldorado dell'advertising. Sia perché i dati sulla geolocalizzazione degli utenti hanno un valore di per sé (per definire, in particolare, un target di mercato), sia perché queste aziende con interessi esclusivamente locali non sembrano ancora aver scoperto Internet come strumento di pubblicità.
Questo significa che le due, la prima grazie alla sua capacità di far rete, la seconda grazie alla sua esperienza nel settore pubblicitario (senza contare altre protagoniste come Apple, che si è ritagliata una spazio non trascurabile con iAd) lotteranno fino all'ultimo per accaparrarsi questo mercato.

Per il momento i diretti concorrenti sembrano guardare alla novità con pacato ottimismo: il CEO di Gowalla Josh Williams ha affermato di ritenere Facebook Places "un'opportunità per un canale distributivo aggiuntivo del nostro servizio". Dennes Crowley di Foursquare, invece, ha detto che aspetterà di "vedere e giocare un po' con il prodotto" prima di decidere se è qualcosa con cui integrarsi", considerando in ogni caso positivo il fatto che Facebook abbia valutato interessante il mercato dei servizi geolocalizzati. Yelp sta pensando di dare un posto di rilievo ai commenti sui luoghi visitati dai propri amici di Facebook.

D'altronde Facebook continua a collaborare con queste aziende che già sono impegnate nel settore e che saranno integrate in modi diversi nell'app del social network: il modo in cui Places si fonderà con tali servizi già in circolazione è uno dei motivi di maggior preoccupazione degli osservatori (e in particolare dell'American Civil Liberties Union of Northern California, ACLU) che ritengono che non sia chiaro come debbano essere selezionate le impostazioni sulla privacy per evitare di condividere informazioni non desiderate.

Claudio Tamburrino
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23 Commenti alla Notizia Facebook, amico dove sei?
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  • Qua siamo addirittura all'inverosimile. FBI e servizi segreti di tutto il mondo possono risparmiare su sistemisti e coloro che inseriscono i dati al pc; ci pensano direttamente gli utenti a profilarsi da soli.

    Già immagino il futuro:

    A - "Sono stato a NY una settimana fa, lo sai?"
    B - "Ma non hai caricato le foto su facebook, non hai usato il geolocalizzatore, non hai comprato la maglietta dell'Hard Rock. Anzi, addirittura non hai scritto neanche una riga su facebook riguardate il tuo viaggio, quindi posso constatare che non ti sei divertito minimamente. I miei amici anche quando vanno a fare la spesa si fanno 10k foto, si taggano e mi (ci) fanno sapere quanto è stato entusiasmante comprare un chilo di pomodori e della lattuga fresca".
    A - "..."
    non+autenticato
  • - Scritto da: Clistene
    > Qua siamo addirittura all'inverosimile. FBI e
    > servizi segreti di tutto il mondo possono
    > risparmiare su sistemisti e coloro che
    > inseriscono i dati al pc; ci pensano direttamente
    > gli utenti a profilarsi da soli.
    >
    >
    > Già immagino il futuro:
    >
    > A - "Sono stato a NY una settimana fa, lo sai?"
    > B - "Ma non hai caricato le foto su facebook, non
    > hai usato il geolocalizzatore, non hai comprato
    > la maglietta dell'Hard Rock. Anzi, addirittura
    > non hai scritto neanche una riga su facebook
    > riguardate il tuo viaggio, quindi posso
    > constatare che non ti sei divertito minimamente.
    > I miei amici anche quando vanno a fare la spesa
    > si fanno 10k foto, si taggano e mi (ci) fanno
    > sapere quanto è stato entusiasmante comprare un
    > chilo di pomodori e della lattuga
    > fresca".
    > A - "..."

    Sicuramente una tua immaginazione, di certo non la mia.

    foto che si fanno durante la spesa? taggati? ha ecco lo dicevo io che è un problema di età o se preferisci generazione
    Di certo (over40enne) non mi faccio immortalare mentre sono al "Ipermercato" . poco ma sicuro Occhiolino
  • - Scritto da: JackBahuer
    [...]
    > foto che si fanno durante la spesa? taggati? ha
    > ecco lo dicevo io che è un problema di età o se
    > preferisci generazione

    lo credi davvero? pensi che si tutta qui la questione?

    > Di certo (over40enne) non mi faccio immortalare
    > mentre sono al "Ipermercato" . poco ma sicuro

    sarai anche over 40 ma hai l'ingenuità di un bimbo...
    stai pur certo di essere ampiamente immortalato sia al supermercato che in banca, dal fruttivendolo e per la strada...
    non+autenticato
  • parliamo di telecamere (triste discorso)e stendiamo un velo pietoso.
    Che siamo spiati dò per scontato che lo sappiano tutti..al meno penso, quindi non ho pensato di fare distinzione.

    "taggati" (non fossi un amante degli FPS non conoscerei stò termine di bimbi)( chiesto alla mia compagna a amici ..mi hanno guardato inebetiti...di certo non posso dargli torto...."taggati"...bha!

    Mi riferivo alla messa in rete di foto fatte con cell. videocamera ecc.
    me le guardo comodamente in salotto bevendo birra in compagnia e non su p.zze "virtuali" ;P
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    Modificato dall' autore il 20 agosto 2010 12.55
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  • P.s sia chiaro ogniuno è libero di far quello che vuole. ci mancherebbe-
    ma bisogna rispettare anche i pareri opposti ai vostri .

    Peace and Love
  • - Scritto da: JackBahuer
    > P.s sia chiaro ogniuno è libero di far quello che
    > vuole. ci
    > mancherebbe-

    e ad ogni modo, quello che si diceva è proprio quello che stai dicendo anche tu: soprattutto i più giovani, più recettivi ed indifesi, tendono a non dare importanza a cose importanti -come la privacy, l'essere anonimi, la difesa dal condizionamento e dal controllo di massa ecc.- che sempre più "coincidono" con (il controllo da parte di altri del)la loro stessa "vita"...

    perché succede? forse perché i più giovani tendono imitare ed a imparare da quelli più grandi di loro... cioé proprio gli over 40 che dovrebbero avere i mezzi per "difendersi" ma non li usano, preferendo accodarsi al gregge...

    > ma bisogna rispettare anche i pareri opposti ai
    > vostri

    certo, ma non per questo bisogna né accettarli o condividerli... anzi...

    > Peace and Love

    Sorride
    non+autenticato
  • la cosa assurda è che la gente si fa tanti problemi se in una piazza viene installata una webcam, se per sbaglio la tua posta finisce nella buca del vicino, se risulti riconoscibile in una foto di google streetview, ecc... poi però chissà quanti diranno "che figata il nuovo facebook, così posso vantarmi coi miei amici di essere a new york e loro lo possono constatare"... inoltre gente che si lamenta della poca privacy, poi pubblica di tutto e di più sulla sua pagina di facebook! il futuro delle spie sarà questo, non serve girare con cappello, impermeabile e occhiali neri, si potrà fare tutto dal salotto di casa!
    non+autenticato
  • - Scritto da: zuzzune
    > la cosa assurda è che la gente si fa tanti
    > problemi se in una piazza viene installata una
    > webcam, se per sbaglio la tua posta finisce nella
    > buca del vicino, se risulti riconoscibile in una
    > foto di google streetview, ecc... poi però chissà
    > quanti diranno "che figata il nuovo facebook,
    > così posso vantarmi coi miei amici di essere a
    > new york e loro lo possono constatare"... inoltre
    > gente che si lamenta della poca privacy, poi
    > pubblica di tutto e di più sulla sua pagina di
    > facebook! il futuro delle spie sarà questo, non
    > serve girare con cappello, impermeabile e
    > occhiali neri, si potrà fare tutto dal salotto di
    > casa!

    Non è una cosa assurda, la differenza la fa la possibilità di scelta.
    Se giri per strada con telecamere di sorveglianza piazzate ovunque non puoi fare a meno di essere ripreso, e non hai alcun controllo sulla fine che faranno le riprese. La possibilità di scelta è minima.
    Su internet, se hai sufficienti capacità tecniche (non serve essere un superhacker) e ti affidi a servizi con una policy sufficientemente chiara sul trattamento dei dati, puoi decidere tu quali dati rilasciare in giro.

    Nessuno è costretto a iscriversi a Facebook e/o a mettere on-line tutta la propria vita privata, ma se uno vuole farlo non vedo perché limitarlo, poi le conseguenze le paga lui.

    Viceversa, un provider o un motore di ricerca o un comune che ti spiano non prendono in considerazione la tua opinione, cioè si appropriano dela tua vita privata facendoti pagare conseguenze indesiderate.

    Questa è la differenza, e non capirla è da qualunquisti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: non ci vuole tanto
    > - Scritto da: zuzzune
    [...]
    > Non è una cosa assurda, la differenza la fa la
    > possibilità di
    > scelta.

    qundo usi la rete vieni tracciato, profilato, spiato e seguito: dove sta la possibilità di scelta?

    > Se giri per strada con telecamere di sorveglianza
    > piazzate ovunque non puoi fare a meno di essere
    > ripreso, e non hai alcun controllo sulla fine che
    > faranno le riprese. La possibilità di scelta è
    > minima.

    ciò non toglie che per questo si debba stare buoni e zitti e subire passivamente la cosa

    > Su internet, se hai sufficienti capacità tecniche
    > (non serve essere un superhacker) e ti affidi a
    > servizi con una policy sufficientemente chiara
    > sul trattamento dei dati, puoi decidere tu quali
    > dati rilasciare in giro.

    questa è una pura illusione

    intanto, anche se sei un superhacker è difficile riuscire a non essere spiati, e inoltre ridurre la questione alle policy (di regola disattese) dei servizi che usi è una cosa riduttiva e, perdona, molto ingenua

    puoi anche non iscriverti o non usare particolari servizi, puoi anche scegliere "bene" i servizi che usi andando a vedere chi li offre (davvero lo puoi sapere?) e con quali policy (davvero leggi e capisci ogni parola delle policy? davvero pensi che poi vengano rispettate?)... ma il solo fatto di navigare, fare delle ricerche, avere contatti con altre persone e via dicendo fa si che *sicuramente* tu venga univocamente "individuato", riconosciuto, seguito, tracciato, profilato...

    queste sono cose più che ampiamente documentate e note

    > Nessuno è costretto a iscriversi a Facebook e/o a
    > mettere on-line tutta la propria vita privata, ma
    > se uno vuole farlo non vedo perché limitarlo, poi
    > le conseguenze le paga lui.

    fino ad un certo punto... se tanti (troppi) accettano di buttare al vento la propria privacy, la propria vita, si finisce per dare per scontate queste cose, per ammetterle prima generalmente e informalmente, poi anche normativamente ecc. ... e alla fine anche gli altri ne pagano le conseguenze

    > Viceversa, un provider o un motore di ricerca o
    > un comune che ti spiano non prendono in
    > considerazione la tua opinione, cioè si
    > appropriano dela tua vita privata facendoti
    > pagare conseguenze indesiderate.

    credi davvero che invece basti "selezionare" un servizio con una "buona" policy per evitarlo?

    > Questa è la differenza, e non capirla è da
    > qualunquisti.

    e sottovalutarla è da ingenui
    non+autenticato
  • - Scritto da: come come
    > qundo usi la rete vieni tracciato, profilato,
    > spiato e seguito
    conta anche che le telecamere di sorveglianza salvano le registrazioni al massimo di una settimana, se non pochi giorni... in fondo quando nella notte, non è successo nulla di strano nel luogo sorvegliato, che senso ha tenere le registrazioni?

    chiaramente se lavori in strutture di massima sicurezza è possibile che le registrazioni vengano conservate più a lungo, ma è anche vero che al momento dell'assunzione firmi un contratto dove queste cose sono scritte.

    invece i provider internet sono tenuti, per normativa europea, a tracciare gli ip dei 'connessi' e a conservare per mesi questi dati. chiaramente questi dati sono accessibili solo su mandato della magistratura, così almeno dicono...
    non+autenticato
  • - Scritto da: come come
    [cut]

    Hai già buttato il tuo pc?
  • - Scritto da: non ci vuole tanto
    > Se giri per strada con telecamere di sorveglianza
    > piazzate ovunque non puoi fare a meno di essere
    > ripreso, e non hai alcun controllo sulla fine che
    > faranno le riprese. La possibilità di scelta è
    > minima.
    > Su internet, se hai sufficienti capacità tecniche
    > (non serve essere un superhacker) e ti affidi a
    > servizi con una policy sufficientemente chiara
    > sul trattamento dei dati, puoi decidere tu quali
    > dati rilasciare in giro.
    il problema è proprio questo! intanto se piazzo una telecamera di sicurezza ho delle leggi da rispettare (come nel caso dei siti) e sono perseguibile penalmente se non le rispetto. secondo è difficile se non impossibile sapere cosa succede delle informazioni acquisite sia nel caso della telecamera di sorveglianza, che nel caso di facebook, google, ecc.

    > Nessuno è costretto a iscriversi a Facebook e/o a
    > mettere on-line tutta la propria vita privata, ma
    > se uno vuole farlo non vedo perché limitarlo, poi
    > le conseguenze le paga lui.
    peccato che chi lo fa sono le stesse persone che si lamentano delle telecamere a circuito chiuso...

    > Viceversa, un provider o un motore di ricerca o
    > un comune che ti spiano non prendono in
    > considerazione la tua opinione, cioè si
    > appropriano dela tua vita privata facendoti
    > pagare conseguenze
    > indesiderate.
    anche se un amico pubblica una foto di gruppo, dove magari in un angolo ci sei tu mezzo ubriaco dopo una festa, lo fa senza che tu ne sappia nulla!

    > Questa è la differenza, e non capirla è da
    > qualunquisti.
    la differenza è molto più sottile, se non nulla, di quanto pensiOcchiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: zuzzune

    > il problema è proprio questo! intanto se piazzo
    > una telecamera di sicurezza ho delle leggi da
    > rispettare (come nel caso dei siti) e sono
    > perseguibile penalmente se non le rispetto.

    Scusate, ma perchè siete convinti che chi gestisce le telecamere sia un integerremo cittadino e chi gestisce un sito web no?
    Secondo me l'unica cosa che li differenzia è che, al momento, l'identificazione via cam è ancora tecnicamente troppo arretrata rispetto all'identificazione su web.
    2678
  • navigo con proxy o in modlaità incognito
    non ho mai usato facebook,
    uso Open/Source
    non ho mai postato una singola foto personale o di altre persone.
    a skype preferisco ts ecc....
    ecc..
    Insomma riduco al minimo i danni.
    al contrario altri sembrano fare a gara a chi si mette più in mostra.
    Sono del '70 (non penso sia l'età a farmi ragionare ma solo buon senso)
    Peccato che non tutti la pensano come mè e mi vedano come un eremita del cyberspazio ...

    P.s e guarda caso la casella email primaria lo spam è pressoche sotto lo zero. sarà perchè (utilizzo le email usa le getta per stragande maggioranza)
    Insomma 1po' di accortezza non guasta.
    e poi non lamentatevi se ubriachi siete visti da mezzo mondo e il vostro datore di lavoro vi sbatte in mezzo ad un strada.
  • - Scritto da: JackBahuer
    > navigo con proxy o in modlaità incognito
    cavoli, un hacker! addirittura equipariamo i proxy alla modalità incognito del browser...

    > non ho mai usato facebook,
    io non ho mai usato aNobii, e con ciò?

    > uso Open/Source
    da come lo scrivi mi permetto di dubitarne fortemente

    > non ho mai postato una singola foto personale o
    > di altre
    > persone.
    la domanda è se ne avevi da postare. cioè se la tua è una scelta oppure una scelta forzata.

    > a skype preferisco ts ecc....
    > ecc..
    guarda un po'...
    skype attualmente ha il sistema di cifratura più sicuro tra i client di messaggistica "standard"... Ed è già stato studiato che a parte quando si fa il login, le comunicazioni avvengono peer2peer tra te e il tuo contatto, senza traffico verso i server skype.

    > Insomma riduco al minimo i danni.
    ti stai solo chiudendo in un guscio, privandoti di servizi potenzialmente utili e sicuramente almeno dei passatempo divertenti. il tutto basandoti su paure irrazionali (complottismo).

    > al contrario altri sembrano fare a gara a chi si
    > mette più in
    > mostra.
    > Sono del '70 (non penso sia l'età a farmi
    > ragionare ma solo buon
    > senso)
    > Peccato che non tutti la pensano come mè e mi
    > vedano come un eremita del cyberspazio
    > ...
    perchè effettivamente lo sei, scusa se te lo dico.
    internet funziona basandosi sulla presenza di terzi. le tue email transitano per mezzo globo prima di arrivare alla destinazione. stesso dicasi per ogni singolo pacchetto che invii dal tuo browser (si, anche quando lo metti in porn-mode). quando era "di moda" IRC per chattare bisognava collegarsi tramite un server. e allora? non parlavi di fatti privati con gli amici perché c'era il server gestito dai profiler cattivi? ma per favore, dai.

    > P.s e guarda caso la casella email primaria lo
    > spam è pressoche sotto lo zero. sarà perchè
    > (utilizzo le email usa le getta per stragande
    > maggioranza)
    ti rendi difficile da reperire per gli spammer (che comunque ti trovano), figurarsi per le persone comuni, tipo un datore di lavoro (che non ti trova). invece un bell'account su gmail che ha un ottimo filtro antispam e passa la paura (certo, sempre che non si creda che google è "il male")

    > Insomma 1po' di accortezza non guasta.
    > e poi non lamentatevi se ubriachi siete visti da
    > mezzo mondo e il vostro datore di lavoro vi
    > sbatte in mezzo ad un
    > strada.
    questa la condivido in pieno.
    non+autenticato
  • su gmail sono daccordo.
    Ho un accounr primario con nome e cognome per lavoro. per il resto sono tranquillo così.

    Non posto mie foto e di altre persone per una semplice ragione: o meglio parola: PRIVACY

    Per non parlare di msn et affini ( l'ho cestinato circa 3 anni fà)

    pace and love
  • ma che male c'è se uno se ne sbatte di essere profilato?


    Cioè davvero, ma siete proprio paranoici.
    non+autenticato
  • e basta con queste ipocrisie...

    facebook, iCosi vari, Chrome & Verizon ecc. ecc. ecc.

    impiantiamo nel cranio un bel chip neurale a tutti, tanto è lo stesso (ed è lì che presto o tardi si andrà a parare): in ogni istante so chi sei, so cosa fai, con chi parli, cosa dici, dove sei, dove vai...
    non+autenticato
  • questo faciliterà il lavoro per i ladri. ahah poveri sfigati 2.0
    non+autenticato
  • Esatto. Ora i ladri non avranno neanche più bisogno di fare gli appostamenti. Sapranno già che non siete in casa...
    non+autenticato
  • - Scritto da: come come
    > e basta con queste ipocrisie...
    >
    > facebook, iCosi vari, Chrome & Verizon ecc. ecc.
    > ecc.
    >
    > impiantiamo nel cranio un bel chip neurale a
    > tutti, tanto è lo stesso (ed è lì che presto o
    > tardi si andrà a parare): in ogni istante so chi
    > sei, so cosa fai, con chi parli, cosa dici, dove
    > sei, dove
    > vai...

    parole sante amico.
    di Facebook et affini .....ME NE FREGO!