Claudio Tamburrino

Australia, censura ludica mobile

La classificazione dei videogiochi che mette alla berlina sesso e violenza potrebbe presto interessare anche le app per smartphone. Con spese burocratiche non trascurabili

Roma - Il governo australiano continua a puntare il dito sui videogiochi violenti e i contenuti ritenuti in altro modo deprecabili. Così, le applicazioni per smartphone, che finora l'avevano fatta franca, rischiano ora di ritrovarsi imbrigliate nella rete della censura.

Dopo la stretta del ministro delle Comunicazioni Stephen Conroy sui videogame, l'autorità ha deciso ora di occuparsi dei giochi per piattaforme mobile, finora passati indenni ai controlli imposti dall'autorità.

L'attuale disposizione impone ai produttori di far passare i propri titoli sotto il severo scrutinio della Classification Board, che non prevede per esempio il "vietato ai minori" ma solo un "riservato ai maggiori di 15 anni", oltre al quale c'è solo il bando: la sorte che hanno già subito titoli come Fallout 3 e Left 4 Dead 2.
╚ il Ministro degli Interni a identificare nel buco lasciato dall'attuale disciplina (e attraverso cui passano indisturbati le applicazioni smartphone) una falla da tappare. Per questo ha proposto di estendere agli sviluppatori per smartphone l'obbligo di sottoporre allo scrutinio del Consiglio di Classificazione i loro titoli.

Se il progetto dovesse andare in porto, la prima conseguenza sarebbe che gran parte degli sviluppatori semplicemente rinuncerebbe al mercato australiano: già attualmente i produttori di game operano sul mercato locale con margini di guadagno per nazione talmente ridotti che il gioco australiano non varrebbe la candela.

L'omologazione dei titoli per smartphone ai fratelli della console, o anche delle versioni in flash per PC, comporterebbe infatti un costo troppo elevato: le spese burocratiche previste sono comprese tra i 370 e 1.600 euro (senza peraltro la certezza di vedere il proprio titolo approvato per il mercato) e con multe in caso di infrazione fino a 20mila euro.

Una decisione a tal proposito potrebbe essere presa a novembre, essendo la questione stata posticipata ad allora. Anche perché fermentano i dubbi sull'efficienza del Classification Board, che dovrebbe visionare e classificare oltre 2mila nuove applicazioni al mese solo per quanto riguarda App Store.

Claudio Tamburrino
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11 Commenti alla Notizia Australia, censura ludica mobile
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  • Ma un australiano non può semplicemente comprare app da USA o UK, tanto parlano inglese anche laggiù... e aff. il gov. australiano
    non+autenticato
  • Infatti è una legge stupida su un problema non arginabile...
  • in autralia hanno vietato pure gli import di certi titoli, figurati se non hanno pensato anche a questo!
    Sgabbio
    26178
  • Per comprare su Itunes USA o UK devi avere una carta di credito emessa da un istituto bancario di tali Paesi.
    non+autenticato
  • Non so che leggi ci siano in australia, ma ormai non mi stupisco piu' di niente.

    Gli smartphone e i telefonini dovrebbero semplicemente essere vietati ai minori, come qua da noi.

    Uno per poterne avere uno, con relativo contratto, deve essere maggiorenne, ed automaticamente non c'e' bisogno di censurare niente.

    Se poi un minore entrasse in possesso di uno smartphone illegalmente, lo si puo' sempre sbattere in riformatorio fino al raggiungimento della maggiore eta' e togliere la patria potesta' ai genitori.

    Ma andare a mettere censure alle applicazioni mi sembra quantomeno ridicolo.
  • - Scritto da: panda rossa
    > Gli smartphone e i telefonini dovrebbero
    > semplicemente essere vietati ai minori, come qua
    > da
    > noi.
    >

    Ma da quando in qua da noi sono vietati ai minori?
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa
    > Non so che leggi ci siano in australia, ma ormai
    > non mi stupisco piu' di
    > niente.
    >
    > Gli smartphone e i telefonini dovrebbero
    > semplicemente essere vietati ai minori, come qua
    > da
    > noi.

    Primo: dubito sia come dici tu.
    Secondo: sarebbe altamente diseducativo. Togliere di mano la tecnologia ai più giovani, al giorno d'oggi, sarebbe stato come impedire loro di imparare a leggere e scrivere in passato.
    Meglio che i ragazzi imparino quanto prima a usare questi strumenti, se vogliamo avere un futuro e non finire come una colonia turistica della Cina.
    Ma certe cose sono difficili da capire nella reazionaria Italia dove ogni novità è il demonio...

    > Se poi un minore entrasse in possesso di uno
    > smartphone illegalmente, lo si puo' sempre
    > sbattere in riformatorio fino al raggiungimento
    > della maggiore eta'

    Altra cosa mooooolto educativa, vero?
    Fammi indovinare... tu vuoi proibire gli smartphone ai minori per "proteggerli dalla violenza", vero?
    E poi parli di riformatorio?

    Mah, mi auguro tu sia solo un troll..
    non+autenticato
  • Contratto a nome di un genitore, non mi sembra difficile...

    Io non ho uno smartphone perchè non mi serve - e francamente non serve nemmeno a tutti quelli che conosco ma ce l'hanno.
    Però posso capirlo in mano ad un giovane, perché è importante che la tecnologia sia subito parte del suo ambiente.
    L'utilizzo reale è un altro discorso...
  • - Scritto da: panda rossa
    > Se poi un minore entrasse in possesso di uno
    > smartphone illegalmente, lo si puo' sempre
    > sbattere in riformatorio fino al raggiungimento
    > della maggiore eta' e togliere la patria potesta'
    > ai
    > genitori.

    sei ironico, spero... Sorride
  • - Scritto da: panda rossa
    > Non so che leggi ci siano in australia, ma ormai
    > non mi stupisco piu' di
    > niente.
    >
    > Gli smartphone e i telefonini dovrebbero
    > semplicemente essere vietati ai minori, come qua
    > da
    > noi.
    >
    > Uno per poterne avere uno, con relativo
    > contratto, deve essere maggiorenne, ed
    > automaticamente non c'e' bisogno di censurare
    > niente.
    >
    > Se poi un minore entrasse in possesso di uno
    > smartphone illegalmente, lo si puo' sempre
    > sbattere in riformatorio fino al raggiungimento
    > della maggiore eta' e togliere la patria potesta'
    > ai
    > genitori.
    >
    > Ma andare a mettere censure alle applicazioni mi
    > sembra quantomeno
    > ridicolo.

    Come per tutte le cose, i genitori dovrebbero essere più attenti.
    Su di uno smartphone che inizia per i e finisce per phone, per esempio, è possibile impostare i controlli parentali e disabilitare il download di tutto o solo di apps con certi contenuti.
    Si può disabilitare il browser, youtube, itunes, la fotocamera o i servizi di localizzazione.

    Io personalmente sarei più propenso ad insegnare l'uso corretto dello smartphone ad un mio (improbabile) figlio.
    Preferirei lasciarlo libero di fare quello che vuole, ma consapevole di quello che fa.
  • - Scritto da: panda rossa
    > Gli smartphone e i telefonini dovrebbero
    > semplicemente essere vietati ai minori, come qua
    > da
    > noi.
    >
    > Uno per poterne avere uno, con relativo
    > contratto, deve essere maggiorenne, ed
    > automaticamente non c'e' bisogno di censurare
    > niente.
    Se non ricordo male in ogni caso i contratti (non solo telefonici) debbono venir firmati da maggiorenni in grado di intendere e di volere, in caso contrario possono venir resi nulli.
    Per il godimento di un bene, invece, salvo casi palesi di inappropriato affido (armi, veicoli ecc.) è nelle possibilità del compratore darne disponibilità ad altri, minori compresi.
    Altrimenti come potrebbe un quattordicenne con regolare patentino condurre un motociclo che non può acquistare? Sorride

    Resta invece indispensabile il coinvolgimento dei genitori: non è realistico aspettarsi che un adolescente sia perfettamente ubbidiente, ma resta negli obblighi del genitore formare e istruire i propri figli ad un uso appropriato di ciò che hanno a disposizione.
    Dal fumo ai videogiochi alle droghe, non è che serva una repressione a prescindere, ma è assolutamente indispensabile l'educazione alla consapevolezza dei pericoli. Non si capisce altrimenti come ci si aspetti che un giovane ragazzino diventi un adulto responsabile: guardando gli spot TV?
    non+autenticato