Mauro Vecchio

Spagna, il trojan del disastro

Malware tra i circuiti del computer centrale della compagnia aerea Spanair. Il virus avrebbe impedito al mainframe di far scattare l'allarme. Causando un tragico incidente aereo nel 2008

Roma - Era il 20 agosto del 2008 quando il McDonnell Douglas MD-82 della compagnia aerea spagnola Spanair decollava dall'aeroporto Barajas di Madrid con destinazione Gran Canaria. Ma il volo JK5022 non era destinato che alla tragicità della cronaca nera: 154 morti dopo che il veivolo aveva preso fuoco subito dopo essere uscito fuori pista.

Da lì era partito il lavoro di una speciale commissione d'indagine, le cui conclusioni sono attese per il prossimo dicembre. Due addetti alla meccanica e alla manutenzioni sono tra i principali indiziati, una volta stabilito con una certa sicurezza che a provocare il disastro sia stata la mancata apertura dei flap delle ali.

Ma c'è un dettaglio recentemente emerso, a partire da un articolo apparso tra le pagine online del quotidiano spagnolo El Pais. A far cadere il McDonnell Douglas MD-82 sarebbe stato un comune virus informatico, un trojan infiltratosi tra i meandri del mainframe di Spanair localizzato nel quartier generale di Palma De Maiorca.
A rivelarlo un rapporto interno della compagnia aerea riportato da El Pais, che ha sottolineato come il computer centrale fosse in quei giorni affetto da malware. Il virus avrebbe in sostanza impedito al mainframe di far scattare l'allarme, generalmente lanciato in presenza di tre problemi contemporanei ad un velivolo.

E di problemi era evidentemente pieno l'MD-82 di Spanair, non segnalati da un computer che avrebbe dovuto impedire il decollo in quei giorni. Il giudice spagnolo dovrà ora mettere in relazione il trojan del computer con gli inconvenienti tecnici che hanno portato l'aereo all'esplosione dopo il decollo.

Mauro Vecchio
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55 Commenti alla Notizia Spagna, il trojan del disastro
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  • I guasti vengono riportati su un libro giornale di bordo a disposizione dei piloti che seguono nei prossimi voli, loro possono controllare e verificare che la manutenzione sia stata effettuata, non possibile non sapere dei sintomi quindi.
    Non c'è solo il computer per accorgersi dei guasti basta saper leggere.
    Alla balla del virus informatico che sappiamo bene che avrebbe bloccato del tutto il programma, e gli operatori se ne sarebbero accorti chiamando subito l'assistenza, NON CREDIAMO.
    E farebbe bene anche il giudice a non credergli, DISASTRO COLPOSO PLURIMO !
    non+autenticato
  • E' tutta una cavolata.. si è trattato di un errore umano "aiutato" da un problema del velivolo, non c'entra niente tutto quello che dicono.. il pilota ha saltato nella sua checklist la verifica che i flap fossero estesi per il decollo e il sistema d'allarme, che al momento di avanzare le manette per il decollo verifica la configurazione del velivolo, non ha suonato per via di un problema tecnico probabilmente derivato da un difetto di progettazione del sistema stesso (sembra che dopo il decollo precedente abortito il sistema non fosse in "ground mode").   Nessun computer esterno dà il via libera al decollo, ed sebbene sia vero che alcuni malfunzionamenti vengono trasmessi via ACARS a terra, non è quello che può fermare il pilota. L'aereo è autonomo. Punto. Tutta la storia dei virus etc è una cavolata.
  • so che 2 tecnici avevano disalbilitato dei relé e che il pilota aveva detto se erano pazzi... poi il disastro

    comunque sia andata, una cosa è certa... i noltri aerei sono troppo fragili per la velocità a cui vanno.

    Se quell'aereo fosse stato un bimotore turboelica, se la sarebbero cavata con un bel spavento.

    Ma si sa, la nostra societá ha fretta, il tempo è denaro, ma alla fine il conto va pagato.
    Fare un viaggio di 1000km in una settimana è inconcepibile al giono d'oggi, ma è estremamente più sicuro. Meglio rischiare la vita per risparmiare una settimana? ogniuno dovrebbe essere coscente del rischio.

    Si dice infatti che l'aereo è il mezzo più sicuro al mondo... ma comparato con che?

    Vediamo è è più pericoloso fare 1000km in aereo o 1000km in auto a 60km/h di media per le strade provinciali e statali.

    il nostro problema e che facciamo troppo caso al tempo che scorre,come se fosse il problema principale... e non lo è.

    saluti
    max
    non+autenticato
  • - Scritto da: max

    > comunque sia andata, una cosa è certa... i noltri
    > aerei sono troppo fragili per la velocità a cui
    > vanno.

    > Se quell'aereo fosse stato un bimotore
    > turboelica, se la sarebbero cavata con un bel
    > spavento.

    Non credo proprio. La forza di gravità agisce allo stesso modo su di un turboelica, un velivolo con turbofan, un aliante o un frigorifero.
    Se vai in stallo manca la portanza (la forza che ti sostiene in volo) e a quel punto cadi. Se non hai quota per riprendere il controllo e la velocità adeguata (come in fase di decollo o atterraggio) sbatti contro il suolo. Ah, per la cronaca lo stallo avviene perché la velocità e insufficiente a sostentare l'aereo, non perché l'aereo è troppo veloce.

    > Ma si sa, la nostra società ha fretta, il tempo è
    > denaro, ma alla fine il conto va pagato.
    Si, no, forse. Spesso un trasporto veloce è la salvezza di un malato. Volare sopra agli oceani tempestosi ha molto migliorato la sopravvivenza dei passeggeri, esentati dai naufragi. Viaggi veloci hanno cambiato i commerci e le società ora possono sostentare grandi comunità che cento e passa anni fa erano improponibili. Ovviamente questo dipende da molti altri fattori, non solo dai viaggi veloci, ma è un elemento non trascurabile dell'equazione.

    > Fare un viaggio di 1000km in una settimana è
    > inconcepibile al giorno d'oggi, ma è estremamente
    > più sicuro. Meglio rischiare la vita per
    > risparmiare una settimana? ognuno dovrebbe
    > essere cosciente del rischio.

    Anche passare la vita al paesello natio allevia molto il rischio dei viaggi. Poco pratico, attualmente.

    > Si dice infatti che l'aereo è il mezzo più sicuro
    > al mondo... ma comparato con che?

    Numero di passeggeri trasportati per Km percorsi, confrontato con il numero di feriti/morti per incidente. Basta che ti documenti.

    > Vediamo è è più pericoloso fare 1000km in aereo o
    > 1000km in auto a 60km/h di media per le strade
    > provinciali e statali.

    Ogni anno in Italia muoiono molte persone per incidenti stradali. Se vogliamo ricondurli allo stesso fattore passeggeri per chilometri percorsi sugli aerei facciamo un confronto serio.

    > il nostro problema e che facciamo troppo caso al
    > tempo che scorre,come se fosse il problema
    > principale... e non lo è.

    Lo è, assolutamente. E' l'unica risorsa che non si può ancora comprare, qualunque sia il prezzo. Possiamo discutere simpaticamente tra di noi di come sia meglio impiegarlo (correndo per il mondo o all'osteria sotto casa), ma quella è una diversa domanda. Sorride

    > saluti
    > max

    Ciao
    Marco
    non+autenticato
  • e tutto quello che dici... o meglio... riporti, è sostenibile economicamente?

    una crisi la stiamo per passare, ci vuole ancora un po'.... ma la prossima sará anche peggio.

    il problema è che non ci possiamo permettere come popolo, di viaggiare in aereo, di avere 4 automobili per famiglia, di andare a lavorare a 100 km di distanza tutti i giorni, di avere un frigorifero e una tv e di vivere in baracche che ci ostiniamo a chiamare "appartementi".
    non+autenticato
  • - Scritto da: max
    > e tutto quello che dici... o meglio... riporti, è
    > sostenibile
    > economicamente?

    Scusa, ma stai cambiando il tema dell'intervento. Vuoi parlare della sostenibilità sociale ed economica dell'attuale organizzazione diciamo "all'occidentale"?

    Nulla a che vedere con l'affermazione della correlazione tra lentezza e sicurezza dagli incidenti (automobilistici o aeronautici).

    > una crisi la stiamo per passare, ci vuole ancora
    > un po'.... ma la prossima sará anche
    > peggio.

    Non passiamo la crisi. Semplicemente una larga fascia della popolazione ammortizza a proprie spese il cambiamento imposto dalla ridistribuzione della ricchezza a favore dei nuovi popoli emergenti (Cina e India, soprattutto). I grandi ricchi restano tali e tengono buoni noi altri facendo credere che la crisi sia passata, come gli sciamani di un tempo sostenevano che il sole all'alba era "risorto" dopo la morte notturna.

    > il problema è che non ci possiamo permettere come
    > popolo, di viaggiare in aereo, di avere 4
    > automobili per famiglia, di andare a lavorare a
    > 100 km di distanza tutti i giorni, di avere un
    > frigorifero e una tv e di vivere in baracche che
    > ci ostiniamo a chiamare "appartamenti".

    Ti sbagli di grosso, confondendo bisogni reali e bisogni indotti. Per esempio il frigorifero consente di non dipendere dall'approvvigionamento quotidiano di cibo. Il lavoro da pendolare è imposto dall'organizzazione industriale e terziaria, ma non è un fenomeno moderno: la migrazione dalle campagne alle città è storia vecchia, il riflusso verso l'esterno è dovuto ai costi insostenibili delle abitazioni cittadine (anche per cercare nell'hinterland condizioni di vivibilità migliori: io a Milano ho abitato per qualche anno e preferisco fare il pendolare).

    Tornando "in topic":
    se cerchi informazioni sui siti ufficiali di sicurezza dovresti aver soddisfazione nel poter confrontare gli incidenti per traffico veicolare (ma bisogna tener conto di eventuali pedoni coinvolti, evento più frequente nel caso di incidenti automobilistici che aeronautici) e decidere se nell'ambito dell'aviazione di debba considerare solo quella commerciale (voli di linea e charter) o aggiungere l'aviazione generale (tipicamente voli d'istruzione, turistici e di svago).

    Naturalmente escluderei i casi di atti terroristici che non sono catalogabili incidenti, pur considerando che provocano la morte e sono molto più rari in ambito automobilistico (anche se capitano casi di sequestro di autobus, come raccontano le cronache anche in questi giorni).
    non+autenticato
  • - Scritto da: max

    > Fare un viaggio di 1000km in una settimana è
    > inconcepibile al giono d'oggi, ma è estremamente
    > più sicuro. Meglio rischiare la vita per
    > risparmiare una settimana? ogniuno dovrebbe
    > essere coscente del
    > rischio.
    >
    > Si dice infatti che l'aereo è il mezzo più sicuro
    > al mondo... ma comparato con
    > che?
    >
    > Vediamo è è più pericoloso fare 1000km in aereo o
    > 1000km in auto a 60km/h di media per le strade
    > provinciali e
    > statali.

    la risposta è molto semplice: è molto meno pericoloso farli in aereo. Le statistiche sono note da tempo e disponibili a tutti.
    Purtroppo quando si guida l'auto si pensa sempre che noi guidiamo bene e gli incidenti capiteranno agli altri (purtroppo però non è così), e questo falsa quella che invece dovrebbe essere la corretta interpretazione delle statistiche, che ti dice che farli in aereo è meno pericoloso.
    non+autenticato
  • ieri altri 43 morti in cina...poveracci

    ma non c'è problema ogniuno è libero di morire come crede no?
    non+autenticato
  • - Scritto da: max
    > ieri altri 43 morti in cina...poveracci
    >
    > ma non c'è problema ogniuno è libero di morire
    > come crede
    > no?
    oggi, mediamente, come tutti i giorni, 13 morti in itali per incidenti automobilistici (circa 5.000 morti all'anno).

    vedi tu: 5.000 morti in un anno l'aviazione non li ha mai fatti, se non in tempo di guerra...
    non+autenticato
  • - Scritto da: max
    > ieri altri 43 morti in cina...poveracci
    >

    Uno dei venerdì / sabato sera di una settimana a caso.

    Niente di che.

    > ma non c'è problema ogniuno è libero di morire
    > come crede
    > no?

    Direi di no, visto che l'argomento morte è inevitabile, imprescindibile e incalcolabile.
    L'unica scelta a riguardo si chiama suicidio.
    maxsix
    9891
  • - Scritto da: max
    > ieri altri 43 morti in Cina...poveracci
    >
    > ma non c'è problema ognuno è libero di morire
    > come crede no?
    Non esattamente. Ma 43 morti su oltre un miliardo e trecento milioni di persone (solo tra i cinesi) fa... 0,000.000.032 %
    Hai statistiche sugli incidenti stradali in Cina nello stesso giorno? O sui morti per annegamento (catastrofi naturali escluse)?
    non+autenticato
  • Il sistema sarebbe stato meglio che non avesse preso malware...

    I programmatori che hanno ideato questo "sistema" di comunicazioni delle diagnostiche (computer di bordo dice al server che dice ai tecnici) sono dei cIglioni

    I tecnici che si occupano di controllare questi sistemi sono degli imbecilli

    Chi fa il lavoro finale dovrebbe essere istruito sui rischi che corre nell'eventualità che le macchine da cui ricevono le informazioni malfunzionassero.

    Certo è un bel inseguimento di responsabilità... e intanto quelle persone sono morte 2 anni fa. Ce ne vuole di tempo per chiarire le cose eh... viva la burocrazia...
    non+autenticato
  • Se poi come si evince da

    http://www.1001crash.com/index-page-description-ac...

    ci sono dei protocolli di sicurezza i quali prevedono che certi dispositivi possono anche non funzionare per volare.

    Se non ricordo male nelle portaerei Americane è consuetudine mettere il cartello: "LE REGOLE SONO SCRITTE COL SANGUE"
    non+autenticato
  • Mi sembra una serie di interpretazioni fantasiose (per qualcuno magari anche di comodo, per scaricarsi la responsabilità).

    AFAIK cosa succede nella manutenzione di un velivolo? Ci sono checklist legate a diverse condizioni (ore volate, numero di decolli e atterraggi, segnalazioni da parte di sensori, segnalazioni da parte del sw di diagnostica, ecc.

    Tutti questi dati sono ANCHE trasmessi a un sistema centralizzato per facilitare le correlazioni tra problemi diversi e velivoli diversi (ovviamente dello stesso tipo).
    Se durante la manutenzione vengono scoperti cedimenti al componente di un velivolo lo si ripara o sostituisce. Se lo stesso problema si presenta anche su altri velivoli viene fatta una segnalazione agli enti di controllo e al costruttore, per verificare se esista un problema esteso (di lotto produttivo o di progettazione) e in casi gravi si mette a terra tutta una classe di velivoli per evitare incidenti durante l'indagine.
    Al termine dell'indagine, se si rileva un rischio specifico vengono emesse delle indicazioni (vincolanti o semplici raccomandazioni, secondo rischiosità) per intervenire su tutti i velivoli interessati

    L'allarme di cui si parla presumo si riferisca a questa mancata correlazione tra TRE difetti comparsi in breve lasso di tempo su quel velivolo, circostanza che in situazione ordinaria prevedeva una ulteriore ispezione del velivolo prima del volo.

    Però il problema CONCRETO è stato l'errore dell'equipaggio che NON ha azionato i flap. Che io sappia esiste una checklist di cabina che prevede anche quel passo: probabilmente l'hanno saltata per guadagnar tempo, visto che decollavano in ritardo.
    A quel punto avrebbero dovuto avere un allarme che si attivava per far notare il loro errore, ma pare che non si sia acceso (manutenzione carente? non lo so, i guasti sono normali in un velivolo, basta che siano sotto controllo: qui forse ce ne sono stati troppi).
    > Certo è un bel inseguimento di responsabilità...
    > e intanto quelle persone sono morte 2 anni fa. Ce
    > ne vuole di tempo per chiarire le cose eh... viva
    > la burocrazia...
    Macché burocrazia: bisogna ricostruire quanto avvenuto da un registratore di bassa qualità audio (voice recorder), sopravvissuto ad uno schianto con incendio: idem per il data recorder che rileva i dati dai sensori. Poi bisogna interrogare tecnici a terra e sopravvissuti al disastro (se ve ne sono) per ricostruire le dinamiche degli eventi e farle coincidere con i momenti misurati dai recorder (le "scatole nere"). Nel frattempo si cerca di recuperare i rottami del velivolo e di capire se ci sono stati danni PRECEDENTI lo schianto e che possono aver contribuito al disastro o meno. Ci lavorano fior di ingegneri e non è certo la burocrazia a rendere complicato il loro lavoro, IMHO.
    Vero è che le relazioni finali non si fanno a cuor leggero, perché spesso finiscono nei tribunali a sostenere una o l'altra parte in cause penali e civili dove sono in ballo le sorti di vari imputati. Vorremmo un lavoro frettoloso, se fossimo noi stessi sul banco degli imputati o su quello dei parenti delle vittime?
    non+autenticato
  • Per burocrazia mi riferivo al fatto che a distanza di 2 anni ancora non si sa chi o cosa ha causato l'incidente. Non ho mai messo in dubbio che alle spalle di un aereo ci siano fior fiore di diagnostiche, manutenzioni, controlli, riparazioni, indagini e quant'altro.

    Mi sembra strano che ci vogliano 2 anni per capire cosa è realmente successo. Per questo ho messo di mezzo la burocrazia. Non certo per la parti antecedenti il disastro. Quello che è da fare si farà (mi auguro). Spero di essermi spiegata meglio.

    In ogni caso, al di sopra di tutto, virus o no lo sbaglio sarà sempre imputabile ad una o più persone sia esso dovuto ad un difetto di fabbrica, una omissione di intervento, una mancata segnalazione del guasto... insomma alle spalle di tutte queste cose ci stiamo noi quindi è palese che alla fine tutto ci si ritorca contro.

    E' triste sapere che queste persone sono morte e ci voglia così tanto tempo per dare una spiegazione alle famiglie delle vittime.
    non+autenticato
  • - Scritto da: NonSoloMS

    > Mi sembra strano che ci vogliano 2 anni per
    > capire cosa è realmente successo.

    Dopo 30 anni dall'incidente di Ustica, la teoria piu' accreditata e' quella del suicidio collettivo, vedi tu.
  • - Scritto da: OldDog

    > Però il problema CONCRETO è stato l'errore
    > dell'equipaggio che NON ha azionato i flap. Che
    > io sappia esiste una checklist di cabina che
    > prevede anche quel passo: probabilmente l'hanno
    > saltata per guadagnar tempo, visto che
    > decollavano in
    > ritardo.

    Ma scherzi?
    Per un pilota estrarre i flaps è come premere la frizione prima di ingranare la marcia... è naturale.

    I flaps non si sono estratti a causa di un problema meccanico, ma l'allarme relativo era stato disattivato dalla manutenzione.
  • - Scritto da: Aleph72
    > - Scritto da: OldDog
    >

    >
    > Ma scherzi?
    > Per un pilota estrarre i flaps è come premere la
    > frizione prima di ingranare la marcia... è
    > naturale.

    Per aver parlato negli anni con amici e conoscenti piloti (due di aviazione generale, uno ex militare) ti garantisco che è un mondo pieno di aneddoti su errori stupidi come questo.

    E per l'esempio che riporti: mai sentito un automobilista "grattare il cambio" Occhiolino

    > I flaps non si sono estratti a causa di un
    > problema meccanico, ma l'allarme relativo era
    > stato disattivato dalla manutenzione.
    I flap hanno indicazioni di estensione, quando non è possibile monitorare dalla cabina a vista la loro apertura e chiusura. L'allarme menzionato è quello che suona se i flap non sono estratti al di sotto di una velocità minima. Un po' come la spia "cinture di sicurezza" sulle auto. Allacciarle e verificare che siano in presa è compito dell'automobilista.

    Comunque io non ho letto il testo originale delle conclusioni dell'inchiesta, quindi se tu lo hai trovato sul web ed è chiaramente spiegato quanto riporti sul guasto, mi scuso fin d'ora. Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: OldDog

    > Per aver parlato negli anni con amici e
    > conoscenti piloti (due di aviazione generale, uno
    > ex militare) ti garantisco che è un mondo pieno
    > di aneddoti su errori stupidi come
    > questo.

    >
    > E per l'esempio che riporti: mai sentito un
    > automobilista "grattare il cambio"
    > Occhiolino

    Certo, ma si presume che un pilota abbia un po' più d'esperienza di un automobilista qualunque, no?



    > I flap hanno indicazioni di estensione, quando
    > non è possibile monitorare dalla cabina a vista
    > la loro apertura e chiusura. L'allarme menzionato
    > è quello che suona se i flap non sono estratti al
    > di sotto di una velocità minima.

    Oppure in fase di decollo/atterraggio su alcuni aerei.

    > Un po' come la
    > spia "cinture di sicurezza" sulle auto.
    > Allacciarle e verificare che siano in presa è
    > compito dell'automobilista.

    Certo, ma SE l'allarme non funzionava, il pilota non può uscire dalla cabina, arrivare in zona ali e controllare visivamente se i flaps sono estratti o no.

    >
    >
    > Comunque io non ho letto il testo originale delle
    > conclusioni dell'inchiesta, quindi se tu lo hai
    > trovato sul web ed è chiaramente spiegato quanto
    > riporti sul guasto, mi scuso fin d'ora.
    > Sorride

    No no, io ho letto solo quello che si dice sui periodici e mi sembra verosimile.
    Poi si vedrà (spero) come davvero è avvenuto l'incidente.
  • >
    > Certo è un bel inseguimento di responsabilità...
    > e intanto quelle persone sono morte 2 anni fa. Ce
    > ne vuole di tempo per chiarire le cose eh... viva
    > la
    > burocrazia...

    Se è vero (devono controllare, pare che il tribunale si sia fatto dare i log), penso sia il primo caso pubblico di malware che ammazza 154 persone. Chissà che la gente, i sparagnini e gli ignoranti capiscano che l'informatica SERIA non è un videogioco o un qualcosa da prendere sottogamba.
    non+autenticato
  • Da quando esiste l'informatica, le parole "virus", "trojan", "malware", hanno un unico comune denominatore, che non voglio neanche nominare.

    L'articolo di PI parla di mainframe, e, come tutti quelli che leggono e hanno provato a commentare, la domanda che tutti si sono posti e' "ma esistono virus per mainframe?"

    E me la sono posta anche io, e cosi' saltando di link in link e di fonte in fonte (a proposito, ma che senso ha mettere un link al traduttore di google da spagnolo a inglese? o linkate la pagina in spagnolo, o se proprio proprio, al traduttore da spagnolo a italiano).

    Comunque alla fine sono arrivato a questa pagina:
    http://www.zdnet.co.uk/blogs/communication-breakdo.../

    dove la medesima notizia viene commentata e analizzata a fondo da cui emerge che:

    1) il termine "mainframe" viene usato a sproposito dal solito giornalista che ci capisce di computer meno di una rapa lessa, e usa il termine "mainframe" come sinonimo di "computer".

    2) SpainAir aveva una flotta di 30 aerei, per gestire i quali basta e avanza un x86, altro che "mainframe"

    3) M$ ha gia' avuto simili responsabilita nel blocco di reti che gestivano piani di volo, fortunatamente senza conseguenze drammatiche prima di questa.


    Ballmerd ha dei morti sulla coscienza, e tutti quelli che si ostinano a difenderlo, soprattutto in questo forum, dovrebbero solo vergognarsi di sostenere un panzone lingua-di-fuori con le mani sporche di sangue innocente.
  • Aspé, qui si divaga.
    Problema 1: i flap delle ali non si sono aperti.
    Esito: Aereo in fiamme e morti innocenti.
    Problema 2: un server aveva un virus.
    OK. E quindi? Che allarme doveva mandare e QUANDO?
    Se i flap non si aprono sono volatili amarissimi, non ci sono virus che tengano ed è il computer di bordo a dover segnalare l'avaria - non un server remoto!

    Ora, mi sono perso io qualcosa?
  • - Scritto da: Valeren
    > Aspé, qui si divaga.
    > Problema 1: i flap delle ali non si sono aperti.
    > Esito: Aereo in fiamme e morti innocenti.
    > Problema 2: un server aveva un virus.
    > OK. E quindi? Che allarme doveva mandare e QUANDO?
    > Se i flap non si aprono sono volatili amarissimi,
    > non ci sono virus che tengano ed è il computer di
    > bordo a dover segnalare l'avaria - non un server
    > remoto!
    >
    > Ora, mi sono perso io qualcosa?

    Avendo letto gli articoli originari, risulta che l'aereo segnala sempre le avarie al server centrale, il quale pero', essendo ownato, le ha bellamente ignorate e non ha visualizzato gli allarmi.
  • Se hanno un problema di comunicazione gli aerei non decollano?
    Ed i due milioni di sensori e rilevatori di bordo non intervengono nemmeno in caso di problema critico?
    Grave falla di sicurezza e pianificazione a monte in ogni caso, il virus nel "mainframe" non mi sembra così rilevante ( e nemmeno realistico ).
  • > Avendo letto gli articoli originari, risulta che
    > l'aereo segnala sempre le avarie al server
    > centrale, il quale pero', essendo ownato, le ha
    > bellamente ignorate e non ha visualizzato gli
    > allarmi.

    cioè il computer dell aereo segnala a terra che c'è un problema e solo se a terra sono convinti che esista lo dicono ai piloti?!?!
    se è vero chi ha progettato va ucciso a calci nel culo
    non+autenticato
  • http://www.1001crash.com/index-page-description-ac...

    Bhè qualche segnale di problemi lo ha dati al primo tentativo di decollo.

    Se la soluzione poi è spegnere il manometro che segnala un problmea, il server che non ti dice che se hai 3 guasti non puoi partire sia una trovata da Avvocati.
    non+autenticato
  • PS. Scusate l'ortografia e la grammatica andavo di fretta...

    Bhè qualche segnale di problema lo ha dato al primo tentativo di decollo.

    Se la soluzione poi è spegnere il manometro che segnala un problema; il server che non ti dice che se hai 3 guasti non puoi partire sembra una trovata da Avvocati.
    non+autenticato
  • Alla faccia della grammatica..
    scaricano la palla semplicemente sulla cosa più facile: un virus, ma per favore
    Non credere a queste idiozie?
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 24 agosto 2010 21.46
    -----------------------------------------------------------
  • > Non credereTE a queste idiozie?

    Tanto per fare i pignoli Occhiolino
    non+autenticato
  • Leggilo bene.

    Il server centrale si occupa di catalogare i problemi riscontrati in manutenzione. L'allarme scatta se vengono trovati 3 problemi. Ma è una impostazione puramente statistica, le casistiche di incidenti aerei sono piene di disastri avvenuti per aerei che non avevano alcun problema segnalato in fase di manutenzione.

    La tragica fatalità non può certo essere attribuita a Microsoft, casomai ai tecnici di manutenzione, che immagino abbiano ben altri sistemi di segnalare possibili problemi, oppure al capitano del volo che deve per precisa responsabilità assicurarsi per quanto sia possibile che l'aereo funzioni regolarmente prima del decollo. Non sono un esperto di aviazione ma immagino che il controllo dei flap sia nella sua checklist. Non in quella di Ballmer.


    Cordiali saluti
  • - Scritto da: markoer

    > La tragica fatalità non può certo essere
    > attribuita a Microsoft,

    Quindi M$ non ha colpe se i suoi sistemi beccano i virus.
    In genere, dico...
  • Quando si vuole eludere la propria responsabilità è un classico riversare la patata bollento su un qualche fantomatico e non meglio specificato "virus"... e poi di chi è la responsabilità? Del responsabile della sicurezza? Della casa che produce l'antivirus? No, certo, la colpa è tutta di un qualche hacker sovietico che vive in una qualche steppa irraggiungibile e inindividuabile...
    non+autenticato
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