Roma - Le reti WiFi non sono mai completamente sicure, e questo è un dato di fatto
più volte evidenziato in passato. Men che meno i network wireless possono dirsi al sicuro quando in giro c'è il vespone-drone di "Mike" e "Rich", hacker noti per il loro
Rabbit Hole e per aver appunto realizzato
un UAV in grado di scovare reti wireless non protette.
In pieno rispetto della tradizione hacker americana, i promotori di Rabbit Hole si sono costruiti il proprio ricognitore WiFi in garage partendo da pezzi rabberciati di un dispositivo preesistente - un residuato di drone in dotazione all'esercito statunitense.
Di loro i "cappelli bianchi" ci hanno messo un computer con
form factor ITX, un microchip VIA C7 a 500 MHz e la
suite di test di intrusioni basata su Linux
Backtrack 4. Aggiungendo un po' di vernice e qualche piallata il risultato ha preso la forma di
W.A.S.P.,
WiFi Aerial Surveillance Platform.
Dal peso di 6 chilogrammi circa, WASP è
in grado di andarsene a zonzo per i cieli statunitensi alla ricerca di reti WiFi non opportunamente blindate, riportando poi il risultato dei test - con la prevedibile posizione geolocalizzata del network vulnerabile - ai suoi creatori.
A quel punto la scelta del da farsi spetta a loro, Mike e Rich di Rabbit Hole e alla loro
etica hacker. Il fatto che il progetto sia stato presentato all'ultima conferenza
Defcon di Las Vegas sembra chiarire i possibili dubbi sulle finalità "white hat", dunque benevole, del duo.
Alfonso Maruccia