Claudio Tamburrino

ADSL, 300 in una strettoia

Annunciato l'avvio di una ristrutturazione volta ad ampliare le capacità di alcune centrali Telecom Italia. Una scelta dettata dalla saturazione delle stesse. E dalle richieste della concorrenza

Roma - Telecom è attesa da un compito non più rinviabile: potenziare circa 300 centrali telefoniche per Internet a banda larga entro la fine del 2010. 500, d'altronde, le zone che per saturazione non possono accettare nuovi abbonati ADSL.

Se fossero accettati nuovi utenti per le centrali già arrivate a livello limite la velocità di connessione sarebbe eccessivamente compromessa: per questo urge un'operazione di ristrutturazione che ampli la capacità delle strutture per cui l'ex-monopolista, ora gestore di gran parte della rete fissa nazionale, ha già ricevuto il via libera dell'organo di vigilanza sulla parità di accesso alla rete.

La questione, infatti, riguarda anche la gestione del settore e chiama in causa le concorrenti che si sono ritenuti ostacolate dalla situazione.
Non solo il buon senso, dunque, avrebbe spinto la telco alla ristrutturazione: sono state le concorrenti Vodafone, Wind e Fastweb (che ne sfruttano la rete fissa) a chiedere l'intervento lamentando l'impossibilità di sottoscrivere nuovi contratti e lamentando di non esser stati avvertiti dell'arrivo a saturazione (un centro informativo con tale scopo è stato inaugurato solo a luglio).

Claudio Tamburrino
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53 Commenti alla Notizia ADSL, 300 in una strettoia
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  • Si sono appropriati di una cosa pagata con le nostre tasse e ne hanno fatto scempio, servono ancora esempi di cosa può produrre la privatizzazione delle strutture governative?
    E nel caso qualcuno abbia ancora dubbi a causa del lavaggio del cervello subito dai media, potete stare tranquilli perchè essere contro la privatizzazione delle strutture governative non significa essere comunisti che mangiano bambini.
    non+autenticato
  • avendo vissuto la cosa in prima persona (ko tecnico telecom trasformato in "cliente irreperibile" quando comunicato a libero, per far risultare una mancanza telecom come un problema del cliente), dico: sarebbe ora!
    non+autenticato
  • MENO MALE CHE DA UNA CATTIVA NOTIZIA , CIOE' LA SATURAZIONE DELLE LINEE TELECOM , NE SPUNTA UNA BUONA , CIOE' IL PROGETTO DI AMPLIAMENTO DELLE LINEE TELECOM NEI SETTORI NON COPERTI DELLA RETE ..
    SONO FELICE PERCHE SONO PARTE " LESA" CIOE' , NELLA ZONA DI MALAVICINA DI ROVERBELLA - MN - NEL PAESE IN CUI VIVO NON C'E LA POSSIBILITA' DI AVERE LA BANDA LARGA
    ORA HO LA SPERANZA CHE TRA 1 PO POTRO' AVERE QUESTO SERVIZIO...
    GRAZIE MILLE A VOI!!!!
    non+autenticato
  • che si construiscano le LORO centrali, che si tirino i LORO cavi, il tutto a LORO spese, invece di chiedere a mamma telecom..
    non+autenticato
  • Hai un'idea di quanto sia stata SOTTOPAGATA la rete telecom al momento della privatizzazione? E' stata praticamente REGALATA.

    Avrebbero dovuto fare due aziende: 1 che gestisce e affitta la rete, la seconda per gestire i contratti privati/aziendali.

    Non dimenticare che la rete attuale è stata costruita CON I NOSTRI SOLDI e poi è stata SVENDUTA al momento della privatizzazione.

    I tuoi inutili luoghi comuni tieniteli per te va.
    non+autenticato
  • - Scritto da: urrr
    > Hai un'idea di quanto sia stata SOTTOPAGATA la
    > rete telecom al momento della privatizzazione? E'
    > stata praticamente REGALATA.

    talmente un affare che ci sono 35 miliardi di € di debiti: a già ma questi derivano tutti dalle cene che hanno fatto colaninno e tronchetti
    non+autenticato
  • Quando è stata privatizzata non era affatto piena di debiti, quelli sono stati prodotti dopo la privatizzazione.
    non+autenticato
  • Beh, altrimenti che senso avrebbe privatizzarla?

    Manovre sbagliate, ma purtroppo ormai siamo costretti a tenerceli così.
    non+autenticato
  • Se io faccio una società senza soldi e la chiamo Appoggio SPA, mi faccio prestare dalle banche i soldi per comprare Telecom, la compro ora ho 2 società una (la Appoggio SPA) piena di debiti ed una (Telecom) con un patrimonio immobiliare e di rete immenso (molto più grande del valore pagato), poi siccome a me interessano solo gli immobili di telecom,li faccio passare sotto la proprietà di un'altra mia azienda la Gommista Real Estate, fondo la Appoggio SPA con Telecom, e poi vendo telecom con i suoi debiti ad una azienda telefonica spagnola. Risultato: io ho acquisito un grosso patrimonio immobiliare con la Gommista Real Estate, e telecom, si trova con i miliardi di debiti che dici tu, ma ora non è più mia ma di una azienda spagnola.

    Capito da dove vengono i debiti? mica dagli investimenti in reti e tecnologie (fatti per il 95% quando era azienda di stato).
    non+autenticato
  • - Scritto da: urrr
    > Non dimenticare che la rete attuale è stata
    > costruita CON I NOSTRI SOLDI e poi è stata
    > SVENDUTA al momento della
    > privatizzazione.
    >
    > I tuoi inutili luoghi comuni tieniteli per te va.
    Luoghi comuni o no, cerchiamo di ricordarci della situazione di qualche anno fa. Telecom ottenne una rete (a tratti anche piuttosto vetusta) e in cambio gli operatori nuovi ottennero una serie di facilitazioni all'accesso, ad esempio la possibilità di sfruttare "l'ultimo miglio" già posato e di avere spazi a disposizione nelle centrali Telecom già esistenti. Questa doveva essere una misura iniziale, per rimuovere il gradino all'ingresso che avrebbe reso impossibile l'avvio sul mercato dei servizi di Fastweb (che a Milano aveva iniziato con la posa di "tutto fibra" salvo rinunciare con la disponibilità di economiche ADSL sui doppini esistenti) e altri.

    Nel frattempo dorsali, centrali e connessioni ultimo miglio potevano venir posate da ogni operatore (a Milano per qualche anno fu tutto un cantiere di operatori TLC, anche tre / quattro nella stessa via a posar cavi), con agio di investire mentre il business era già avviato con il noleggio dall'incumbent Telecom.
    Cosa hanno realmente fatto i vari Infostrada, Fastweb ecc. ?
    Se le accuse verranno confermate, forse qualche indizio lo abbiamo: fatto un uso "finanziario" del denaro incassato, senza investire nello sviluppo dell'infrastruttura a sostegno di un piano industriale. Se vogliamo che tutta l'economia finisca nell'imbuto di un comportamento da banche invece che da aziende, beh non vedo cosa potremmo aspettarci in futuro.Triste
    non+autenticato
  • sarebbe bastato dividere la SIP in tante piccole aziende regionali ( una per regione circa 29 ) vietando agli acuirenti di comprare le regioni adiacenti e non piu di 3 regioni non adiacenti in concessione per ogni compagnia....... lo stato SIP avrebbe dovuto mantenere le interconnessioni tra le regioni non adiacenti fermorestando la possibilità dei vari concessionari regionali di autointerconnettersi senza oneri per lo stato e senza smantellare la rete pubblica ......ma allora non si potrebbe + parlare di Italia e di piduismo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: carlo3gs
    > che si construiscano le LORO centrali, che si
    > tirino i LORO cavi, il tutto a LORO spese, invece
    > di chiedere a mamma telecom..

    basterebbe molto meno ovvero che istallassero un po' di DSLAM propri nelle centrali telecom
    non+autenticato
  • Si, ma che aumenti le porte in centrale, e la tratta ATM è satura comunque, non serve a niente. Oltre ai DSLAM dovrebbero ampliare la banda a disposizione sulle tratte ATM.
    non+autenticato
  • Secondo me, se iniziano a fare le cose come si deve, nel giro di qualche anno (max 10) si riesce benissimo a rifare l'intera infrastruttura telefonica.
    Prova a contare i milioni di canoni che stiamo pagando, dove vanno tutti quei soldi?

    Salterebbero fuori lavori per tutti i disoccupati italiani ed anzi saremo a corto di personale.

    Ma il problema è che al giorno d'oggi non è possibile fare una cosa così grossa perchè tutti vogliono guadagnarci.

    Supponiamo 30 euro a testa al mese per un anno, non magari alla telecom ma allo Stato. Questo si impegna a fare la nuova rete entro un periodo stabilito (5-10 anni) con scadenze semestrali e verifica dei lavori.
    Poi, la rete diventa "nostra", ossia dei cittadini, e si paga un contributo per l'ammodernamento o la manutenzione.
    Sui grandi numeri questo sistema conviene eccome, anzi, lo Stato incasserebbe una montagna di soldi e farebbe lavorare tutti.

    Oppure il politico di turno ruba tutto e noi restiamo senza telefono, senza adsl, ed in più dobbiamo pagare i 30 euro a vita che aumenteranno ogni anno all'infinito come la benzina... ;-D
    non+autenticato
  • Intanto posso testimoniare che dopo 3 anni di buon livello di connessione , Telecom sta provvedendo a questi problemi con "tagli selvaggi" dei profili ADSL (almeno nella mia zona).

    Ieri navigavi a 6 Mega... il giorno dopo sei a 1.7...!!!

    Messi alle strette (dopo aver cercato inutilmente di dare la colpa alla linea telefonica domestica dell'utente) ammettono candidamente: "abbiamo attivato 300 nuovi utenti nella sua zona... non avete più la banda di prima"....

    Ma la bolletta... rimane sempre la stessa!
    non+autenticato
  • Prova a dirgli: ho comprato l'auto e la sto pagando a rate, quindi per i prossimi 5 anni vi posso dare 1 euro al mese.
    Però riprenderò a pagarvi appena possibile, ovviamente se non mi viene in mente di comprare un'altra macchina...

    Il giorno dopo ti trovi la linea tagliata con ingunzioni e pagamenti assurdi.
    non+autenticato
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