Claudio Tamburrino

Tessuti biosintetici per cornea, la speranza in una ricerca

Testata per due anni su 10 pazienti. I risultati spingono all'ottimismo i ricercatori, che vogliono ridonare la vista a coloro che l'hanno persa a causa della cornea danneggiata

Roma - Un cornea sintetica è stata sperimentata per due anni su dieci pazienti in cui la lacerazione o l'infiammazione dell'organo aveva causato perdita di vista: i risultati ottenuti sono molto promettenti, tanto che sembrano aprire la strada ai tessuti biosintetici in questo tipo di operazione.

Il danneggiamento della cornea, attualmente, coinvolge circa 10 milioni di persone ed è la seconda causa di cecità nel mondo: la cura più diffusa al momento è quello della sua sostituzione con una cornea recuperata da un donatore. Ma questo è possibile solo in determinati casi: 42mila l'anno i trapianti di cornea da cadaveri solo negli Stati Uniti, con molte delle richieste destinate a rimanere inascoltate.

Se a questi numeri si sottrae quelli che hanno problemi di rigetto (o con i farmaci antirigetto) e i rischi di infezione, e si considera che l'unica alternativa alla cornea di un donatore è l'utilizzo di una in plastica che non può ristabilire la vista ottimale, è evidente come sia una questione di grande importanza.
Quest'ultima ricerca, invece, ha generato entusiasmo: il dottor Francis W. Prince Jr, presidente della Fondazione per la Ricerca sulla Cornea, ha dichiarato che "è un grande passo in avanti, e anche se ci sono ancora studi da completare promette molto bene".

La ricerca, pubblicata sulla rivista Science Translational Medicine, è da considerare multinazionale: la cornea sviluppata è costituita da un collagene, prodotto dall'azienda FibroGen Inc di San Francisco nel lievito che come un'impalcatura permette alle cellule del recipiente di crescere nell'innesto così da riprodurre il tessuto originale; a trasformarlo nella cornea artificiale e testarlo sugli animali è stato un team di ricercatori guidati dal dottor May Griffith dell'Istituto di ricerca ospedaliera di Ottawa (Canada); ad avviare la sperimentazione su 10 pazienti il dottor Per Fagerholm dell'Università svedese di Linkoping.

Dopo due anni i pazienti non hanno registrato problemi e lo studio ha mostrato come la cornea biosintetica permetta di ripristinare la vista altrettanto efficacemente delle cornee di cadaveri, senza i problemi di rigetto e permettendo inoltre una lacrimazione normale. Solo in quattro dei casi i pazienti sono dovuti ricorrere alle lenti a contatto (strumento che si usa anche con le cornee di donatori) per riavere una buona vista.

La ricerca dovrebbe ora proseguire con altri test su 20-25 pazienti.

Claudio Tamburrino
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