Alfonso Maruccia

La Diaspora da Facebook, prossimamente su questi schermi

Ancora un paio di settimane e il progetto FOSS autocandidatosi come "anti-Facebook" vedrà la luce. I quattro sviluppatori ringraziano per le cospicue donazioni e promettono: è solo l'inizio

Roma - Il 15 di settembre è la data scelta per la prima pubblicazione ufficiale di Diaspora, il progetto open source che vuole restituire all'utente la proprietà della sua ID digitale facendo concorrenza a Facebook là dove fa più male, vale a dire in materia di privacy e modalità di condivisione di dati e contenuti.

Diaspora è nato dagli sforzi e dalla passione di un team composto da quattro studenti della New York University (Daniel Grippi, Maxwell Salzberg, Raphael Sofaer e Ilya Zhitomirskiy), accomunati dalla volontà di rispondere proattivamente alle controverse scelte del portalone sociale di Mark Zuckerberg in merito a privacy e permessi di accesso ai dati sensibili dei suoi utenti.

L'obiettivo del team era raggiungere almeno 10mila dollari per il finanziamento del progetto, mentre alla fine dell'estate il risultato finale della campagna di microfinanziamenti ha totalizzato oltre 200mila dollari e il conseguente cambiamento radicale di gestione dell'iniziativa: nell'annunciare la data di distribuzione del codice di Diaspora, gli sviluppatori confermano la volontà di non fermarsi a questo primo passo e di gestire il software come un'iniziativa a lungo termine e non un "banale" progetto estivo.
Durante questi mesi di sviluppo gli autori di Diaspora hanno "passato una buona quantità di tempo concentrandoci sulla realizzazione di una condivisione chiara e contestuale", recita il post su blog ufficiale del progetto. "Il che significa un modo intuitivo per gli utenti di decidere, e non semplicemente assistere alla decisione - continua il post - su quali contenuti vadano indirizzati ai colleghi di lavoro e quali ai compagni di bevute".

Dal 15 settembre in poi si potrà dunque essere testimoni della reale consistenza del progetto Diaspora, e della capacità dei suoi intraprendenti sviluppatori di tenere fede all'hype trasformando una volontà legittima - il contrasto alla deriva commerciale che ha caratterizzato il Facebook degli ultimi mesi - in un prodotto dotato di un suo mercato. Impresa tutt'altro che facile e scontata.

Alfonso Maruccia
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77 Commenti alla Notizia La Diaspora da Facebook, prossimamente su questi schermi
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  • Non ho letto tutti i commenti però mi sembra di capire che non tutti sanno bene come funziona Facebook e/o non hanno letto quello che c'era da leggere al momento dell'iscrizione (come il sottoscritto ovviamente).
    A parte il modo abbastanza indecente di gestire i contenuti degli utenti (scelta di default tutto visibile a tutti) c'è una cosa ancora più grave:

    Tu ti svegli una mattina (abbastanza bene direi) e decidi di cancellare il tuo profilo Facebook che fai? Vai nel profilo cerchi cancella utente e fai click. Ecco sappi che i tuoi dati rimarranno tutti sul server facebook e per dati intendo tutti i dati: Foto, amici, dati personali, gruppi ai quali sei iscritto, fan page, giochi ecc.
    Se tu anche 6 mesi dopo ti svegli (molto male) e decidi di reinscriverti, vai nella home page rimetti la tua password e torna tutto come prima.

    Io l'ho fatto perché alla lunga mi ero rotto, dimenticandomi però di delegare la gestione di un gruppo ad altri. Me l'hanno fatto notare e dopo mesi mi sono reinscritto e mi sono ritrovato nuovamente amministratore del gruppo (con ovviamente tutto quello specificato prima)

    Questa è la privacy che offre facebook e la cosa bella è che te la spacciano come una funzionalità del social network (vuoi reinscriverti dopo che ti sei cancellato? non devi perdere tempo a rimetterti al passo con i tuoi amici). C'era un applicazione che cancellava al 100% il tuo profilo e gli amici di Facebook l'hanno vietata (se non ricordo male hanno anche denunciato il creatore)
    non+autenticato
  • Ovviamente è una cazzata che si debba fare così... pero' basta cancellare amici, foto e il resto e poi l'account... lasci sul server una scatola vuota...
    non+autenticato
  • - Scritto da: abcb
    > Ovviamente è una cazzata che si debba fare
    > così... pero' basta cancellare amici, foto e il
    > resto e poi l'account... lasci sul server una
    > scatola vuota...

    Il fatto che quando rientri non ti vengano piu' mostrati
    i tuoi dati non e' una garanzia che non siano stati
    mantenuti in una copia.

    Inoltre, se non sbaglio, sono legalmente di proprieta' di fessbuc
    alla faccia tua.
    non+autenticato
  • ...diventerà na sorta di server IRC per quanto riguarda l'incasinamento.
    non+autenticato
  • Così diaspora avrà successo! Attualmente fabecook censura pure le foto di neomamme che allattano.
    non+autenticato
  • Leggo: "(...) facendo concorrenza a Facebook là dove fa più male, vale a dire in materia di privacy e modalità di condivisione di dati e contenuti."

    1. Agli utenti di FB importa davvero della privacy? Secondo Z. no e mi sa che non ha tutti i torti o forse sono semplicemente ignari di cosa comporta. Dopotutto siamo in piena cultura da Grande_Fratello_fatevi_i_cavoli_miei_che_divento_famoso.
    2. Quando hanno fatto la giornata d'abbandono di Facebook, il 31 Maggio, sono stati solo in quattro gatti, che non si è filato nessuno.
    3. La rete è sempre stata sotto l'insegna dell'anonimato. Ancora prima di Internet, una delle prime cose che si faceva era scegliersi un nickname, dalle prime BBS ai forum. Questi invece sono riusciti a schedare 500 milioni di persone (meno i fake) con foto, nome e cognome, con una facilità disarmante.
    3. A parte la privacy, il bello di Internet è che è (entro certi limiti) "di tutti" e pone la gente sullo stesso piano, dà a tutti le stesse opportunità (più passano gli anni ed è sempre meno vero). Facebook sta creando una rete nella rete, in cui i suoi utenti neanche più guardano fuori e questa rete è sotto il controllo di un'unica azienda privata. Sembra di tornare ai tempi in cui certe aziende non credevano in Internet e cercavano di farsi un network privato. Un progetto open ridarebbe il proprio controllo a tutti, non solo dei propri dati. Mica poco.
    non+autenticato
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