Mauro Vecchio

Brasile, una tassa per legalizzare il P2P?

Avanzate alcune proposte per la riformulazione della legge verdeoro sul copyright. Abbassare la durata da 70 a 50 anni. E una tassa sulla connessione per il file sharing libero

Roma - Accorate proposte sono state avanzate, alla fine di un periodo di pubblica consultazione in terra brasiliana. Obiettivo comune, giungere ad una sostanziale riformulazione legislativa del copyright, soprattutto aggiornando la tutela del diritto d'autore agli attuali tempi digitali.

Una sfida non da poco se considerata una delle tematiche più spinose, ovvero quella del file sharing selvaggio. Le autorità brasiliane hanno così aperto il pubblico dibattito, dopo essere state bacchettate a più riprese per un approccio finora troppo morbido alla pirateria di contenuti online.

Sono state due le proposte avanzate. La prima, promossa dal centro di studi sul copyright dell'Università di Rio de Janeiro in collaborazione con il gruppo di ricerca sulle policy pubbliche per l'accesso all'informazione (GPOPAI) dell'Università di San Paolo. Bisognerebbe in pratica legalizzare il P2P per scopi non commerciali, in cambio di un piccolo obolo sulle connessioni.
Secondo i due centri, in sintesi, gli utenti potrebbero pagare una cifra equivalente a 1,50 euro come una tassa sull'accesso al broadband. Lo scambio di file per fini non commerciali sarebbe dunque permesso dalla nuova legge brasiliana sul diritto d'autore.

La seconda proposta, portata avanti da un gruppo di accademici, musicisti e rappresentanti dell'industria, vorrebbe più semplicemente abbassare la durata del copyright da 70 a 50 anni successivi alla morte di un autore. Il legislatore verdeoro deciderà se prendere o meno in considerazione queste strade alternative.

Mauro Vecchio
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17 Commenti alla Notizia Brasile, una tassa per legalizzare il P2P?
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  • Ci mancherebbe altro che dopo l'"equo" compenso sulle memorie, un furto ai danni di chi compra FD o CD o altro senza registrarvi sopra dati coperti da copyright, si introduca anche un "equo" compenso sulle connessioni! Spegnere i terminali e che vadano a quel paese, fin che non fanno marcia indietro.
    Paolo
    non+autenticato
  • Ci mancherebbe altro che dopo l'"equo" compenso sulle memorie, un furto ai danni di chi compra FD o CD o altro senza registrarvi sopra dati coperti da copyright, si introduca anche un "equo" compenso sulle connessioni! Spegnere i terminali e che vadano a quel paese, fin che non fanno marcia indietro.
    Paolo
    non+autenticato
  • la seconda proposta mi pare buona, invece non ho capito la prima cioè pago la tassa insieme all'abbonamento internet?e se non si scarica la si paga lo stesso?
    non+autenticato
  • non è mica la legge bondi!
    non+autenticato
  • - Scritto da: giusalex1
    > la seconda proposta mi pare buona, invece non ho
    > capito la prima cioè pago la tassa insieme
    > all'abbonamento internet?e se non si scarica la
    > si paga lo
    > stesso?

    Disdicevole? Qui in itaglia paghi l'equo compenso su qualsiasi supporto in grado di memorizzare dati, anche se usi tale supporto solo per fotografarti i peli del naso e tutti lo trovano normale...
    non+autenticato
  • Ma soprattutto paghi una tassa su un'attività illegale! Nello stato italiano si paga una tassa perché sicuramente stai agendo in maniera illegale, e lo stato vuole denaro su questo.
    Poi ci si lamenta che i giovani crescano con poco culto della legalità e non credono alla politica.

    Il primo passo è depenalizzare quello che lo stato non può controllare. Il secondo passo è poi pensare all'industria dei contenuti: se servisse una tassa per finanziarli, se tale tassa sia o meno utile per la società, lo giudichi una qualche commissione esterna immunizzata al lobbying.
    non+autenticato
  • > Il primo passo è depenalizzare quello che lo
    > stato non può controllare. Il secondo passo è poi
    > pensare all'industria dei contenuti: se servisse
    > una tassa per finanziarli, se tale tassa sia o
    > meno utile per la società, lo giudichi una
    > qualche commissione esterna immunizzata al
    > lobbying.

    Magari sarebbe cosa buona e giusta iniziare a riconsiderare il metodo di monetizzazione delle opere protette e non che uno si mette a strimpellare o riesce ad incidere l'ennesima cover con le musiche fatte 100000 anni fa dai soliti noti e sti qua campino senza fare un *azzo per via del copyright.

    O fai musica seriamente, sei un'artista serio, studi per diventare un ottimo attore ecc. oppure te ne torni in catena di montaggio, in mezzo all'olio e all'uno e a fare i turni di notte nei forni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonymous
    [...]
    > O fai musica seriamente, sei un'artista serio,
    > studi per diventare un ottimo attore ecc. oppure
    > te ne torni in catena di montaggio, in mezzo
    > all'olio e all'uno e a fare i turni di notte nei
    > forni.

    Che non si capisce benissimo dal tuo discorso, ma ci tengo a sottolineare che il duro lavoro in catena di montaggio, il turno di notte ai forni, la raccolta dei pomodori o dei rifiuti sono lavori rispettabilissimi e degni tanto quanto quelli di un attore o un musicista serio.

    GT
  • se la musica che fa' una persona non ti piace , non la compri ,
    cosa interessa a te' se uno vive mille anni con una canzone che ha scritto lui, e che ha inventato lui.

    dovete mettervi in testa che quandom una persona inventa qualcosa e sua .
    punto e basta .
    esiste un ufficio brevetti dove tu' registri quello che hai inventato ,o sabaglio.
  • - Scritto da: tatutati66
    > se la musica che fa' una persona non ti piace ,
    > non la compri, cosa interessa a te' se uno vive
    > mille anni con una canzone che ha scritto
    > lui, e che hai nventato lui.

    > dovete mettervi in testa che quandom una persona
    > inventa qualcosa e sua. punto e basta .
    > esiste un ufficio brevetti dove tu' registri
    > quello che hai inventato ,o sabaglio.

    Anche i campi di concentramento erano di legge nella germania nazista, secondo il tuo ragionamento questi andavano bene in quanto tali giusti o sbagliati che fossero.
    krane
    22544
  • > cosa interessa a te' se uno vive mille anni con
    > una canzone che ha scritto lui, e che ha
    > inventato
    > lui.

    Mi interessa che, se invece l'autore andasse a zappare, produrrebbe qualcosa di utile in quei mille anni, invece di pesare sulle croste a tutti. Ci sarebbero più risorse e meno spese per tutti.
    E anche se l'autore muore di fame, invece di campare mille anni... una bocca in meno da sfamare, e quindi più ricchezza per gli altri, che invece lavorano.
    non+autenticato
  • Il concetto elementare è che più persone in una società lavorano in attività improduttive, meno BENI avranno a disposizione in quella stessa società i cittadini.
    Se una persona non fa niente di utile il suo pane, la sua casa , e tutti i servizi di cui possa godere saranno frutto del lavoro di persone a cui quasta persona non darà niente di utile in cambio.
    E se per pagare questi beni lo stato stamerà moneta a raffica il risultato sarà uno solo INFLAZIONE.
    non+autenticato
  • Non credo mica, l'equo compenso è per le copie "legali" che ti fai del materiale che hai comprato!
    "...riconosce ai titolari dei diritti a fronte della facoltà accordata a tutti gli utilizzatori legittimi di un'opera di effettuarne una copia privata".
    (http://punto-informatico.it/2787994/PI/Commenti/eq...)
    Pertanto, tu comperi un film su DVD, poi comperi un DVD vergine, siccome potresti esercitare il tuo diritto di fartene una copia, ti tassano il vergine.
    Se poi ci metti film scaricati "illegalmente", allora ti mettono pure in galera o ti danno una multa.
    Ricordate sempre dove siamo e che menti abbiamo eletto (sx o dx pari sono).
    Che poi le pagine di punto informantico siano distribuite con tecnologia Microsoft (.aspx) mi fa sempre rabbrividire, ma questa è un'altra storia.
    non+autenticato