venerdì 3 settembre 2010

Interviste/ Come nasce un libro Open Source?

Un manuale di algebra per le scuole superiori, realizzato dai docenti e dagli studenti e rilasciato con licenza CC. Si chiama Matematica C3. Ne parla il fondatore del progetto

Interviste/ Come nasce un libro Open Source? PI:La sua è sicuramente una pietra miliare nel campo dell'editoria e nella scuola: pensa che aprirà la strada a un nuovo modo di fare cultura?
AB: Ovviamente saranno i risultati dati dalla verifica in aula a dire quale sia veramente il valore di questo progetto. Le idee di partenza sono buone, ma la vera sfida è poi combattere sul campo per risolvere man mano tutte le problematiche che si presentano. Sarebbe una sfida "culturale" più ampia se si riuscisse a diffondere l'idea di una scuola più democratica, più libera, dove ognuno può attingere almeno alle risorse di base, in questo caso un manuale di matematica, in modo gratuito, senza segreti per nessuno: un libro che si sa in partenza che è condiviso da un buon numero di docenti di tutta Italia che insegnano in differenti tipi di scuola, cosa quest'ultima non facile da realizzare nemmeno per una grande casa editrice.

PI: Pensa che altri, di altre discipline, seguiranno la sua strada?
AB: Io spero di sì, e poi lo stesso Ministero dell'Istruzione sembra orientato a privilegiare i libri elettronici, quelli scaricabili da Internet, spero che si vada sempre di più in questa direzione. Tuttavia ritengo sia molto più facile realizzare a più mani, quindi collaborativamente, un testo scientifico che non ad esempio uno di letteratura o storia, dove l'impronta dell'autore è più importante. Probabilmente, invece, per testi antologici di brani di classici come se ne vedono tanti su Internet, la cosa dovrebbe essere molto più semplice. Si potrebbero ad esempio raccogliere un po' di questi brani e farne un manuale scolastico. Speriamo che quando si diffonderà il nostro manuale anche altri colleghi di altre discipline si rendano conto che è un progetto fattibile.

PI: Sa se ci sono state scuole che hanno adottato il testo?
AB: Al momento sono sei ma ricevo richieste ancora oggi, qualche scuola si è lasciata la possibilità di adottare il nuovo libro a settembre. In ogni caso bisognerà aspettare almeno un paio d'anni affinché il libro si diffonda.PI: Se una casa editrice le proponesse la pubblicazione (con tutto ciò che questo comporta) accetterebbe?
AB: Ho scelto di essere editore proprio per evitare di rivolgermi ad una casa editrice, e quindi direi proprio di no. In ogni caso il libro non è solo mio ma di tutti quelli che vi partecipano, e ciascuno mi ha rilasciato una liberatoria sulle condizioni di utilizzo dei materiali prodotti. Il libro è nato con licenza Creative Commons e tale resterà.

PI: Non crede che in parallelo al suo libro dovrebbe essere portata avanti la conoscenza e la diffusione del software libero?
AB: Lavorando con persone che in molti casi non hanno una preparazione informatica ho preferito lasciare libera scelta agli autori sugli strumenti da usare, in quanto ritengo che le persone non possono essere obbligate a studiare un software che useranno occasionalmente. Il prodotto finale è rilasciato in due versioni, quella PDF pronta per la stampa, e quella in OpenOffice che è stato scelto dopo aver valutato diversi software liberi perché ha un buon editor per le formule matematiche. La versione in Openoffice può essere modificata a piacimento da chi il libro lo deve usare.

PI: Non sarebbe più corretto realizzare lo stesso libro con strumenti liberi?
AB: In generale io vedo il software come una cosa di cui uno non si deve accorgere: noi lavoriamo sui contenuti, il software deve essere trasparente, invisibile. In ogni caso, scinderei il problema della diffusione del software libero dalla creazione di manuali scolastici come il nostro.

Tutti coloro fossero interessati o curiosi possono avere informazioni sul manuale o scaricarlo da qui. Il testo sarà presentato alla Convention delle associazione italiane per il software libero che si terrà a Puntone Scarlino (GR), Baia dei Gabbiani, i giorni 10, 11 e 12 settembre prossimi.

a cura di Patrizia Bisaccia
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138 Commenti alla Notizia Interviste/ Come nasce un libro Open Source?
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  • ma sei desse ripetizioni di matematica (dietro modico corrispettivo in denaro, ovviamente) avvalendomi del suddetto testo, infrangerei le restrizioni della licenza, che mi vietano usi commerciali?
    non+autenticato
  • - Scritto da: giacomo
    > ma sei desse ripetizioni di matematica (dietro
    > modico corrispettivo in denaro, ovviamente)
    > avvalendomi del suddetto testo, infrangerei le
    > restrizioni della licenza, che mi vietano usi
    > commerciali?

    Sono vietati gli usi commerciali dell'opera o delle opere derivate: le tue ripetizioni ovviamente non sono opere derivate, e comunque le idee non sono soggette a diritto d'autore.
  • Il libro e le lezioni private sono oggetti completamente diversi, non vedo nessuna connessione.
    Se il docente che insegna con un libro qualsiasi prende lo stipendio deve riconoscere parte dello stipendio all'editore del libro?
    non+autenticato
  • Questa è una chiara azione eversiva di qualche docente politicizzato, anzi comunista.
    Non si può dialogare con questa gente, urge un provvedimento urgente per tutelare la casa editrice del Premier.
    http://www.manuelaghizzoni.it/?p=1247
  • ho letto l'articolo.

    Ti dico che, rispetto ai posti di lavoro che ci sono e alla loro qualità, la scuola italiana è anche troppo buona.
    A che serve la mega super iper laurea da fisico nucleare se tanto poi vai a fare il commesso o a spostare scartoffie in qualche impiego generico?

    adesso si parla tanto di scuola e del futuro dei ragazzi, ma se tanto non ci sono lavori per persone specializzate e i laureati fanno il lavoro dei diplomati è tutto inutile.
    Il problema non è nei libri, negli editori, nei professori, ecc. ma in quello che si trova una volta finite le superiori o l'università.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ati

    > Il problema non è nei libri, negli editori, nei
    > professori, ecc. ma in quello che si trova una
    > volta finite le superiori o
    > l'università.

    Il lavoro e' un concetto superato, del secolo scorso.
    Oggi non si cerca il lavoro, si cerca la rendita, possibilmente parassitaria.
  • quella fai fatica a cercarla.... normalmente sei figlio o cugggggino
    non+autenticato
  • > adesso si parla tanto di scuola e del futuro dei
    > ragazzi, ma se tanto non ci sono lavori per
    > persone specializzate e i laureati fanno il
    > lavoro dei diplomati è tutto
    > inutile.

    una volta si chiamava gavetta, dici che i nuovi laureati devono esserne esentati? Si potrebbe fare una legge per questo.

    Il problema è che la gente non investe e non vuole sapere il termine "spendere" visto come investire.
  • > una volta si chiamava gavetta, dici che i nuovi
    > laureati devono esserne esentati? Si potrebbe
    > fare una legge per
    > questo.
    >

    ma quale gavetta??????? ma dove sta la gavetta???? è proprio il genere di lavoro che si fa che non necessita di specializzazioni particolari
    non+autenticato
  • > ma quale gavetta??????? ma dove sta la
    > gavetta???? è proprio il genere di lavoro che si
    > fa che non necessita di specializzazioni
    > particolari

    mi faresti qualche esempio di lavoro che intendi?

    comunque, se sono proprio capaci, potrebbero mettersi in proprio.
  • siamo pieni di laureati e non facciamo una gran quantità di ricerca, sviluppo e progettazione.

    La nostra produzione è basata fondamentalmente su moda e artigianato. A che serve un esperto di materie scientififiche?

    A me a scuola dicevano che la matematica è importante, ma quando vai a vedere il 99,99% delle persone fa somma, sottrazione e basta.

    A che serve mettere 2000 laboratori di fisica nelle scuole se tanto poi fai un lavoro non specializzato?

    A che serve la laurea se poi si fa il mestiere di un perito (quando va bene...)
    non+autenticato
  • - Scritto da: ati
    > siamo pieni di laureati e non facciamo una gran
    > quantità di ricerca, sviluppo e progettazione.

    Veramente ne facciamo parecchia... All'estero...
    krane
    15707
  • :D tanto vale andare a studiare all'estero. Almeno hai gli agganci quando finisci.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ati
    > siamo pieni di laureati e non facciamo una gran
    > quantità di ricerca, sviluppo e
    > progettazione.

    Cameri, volevano fare aerei ( proteste ).

    Centrali nucleari, meglio averle in Francia, cosi le radiazioni al confine tornano indietro.

    Eolico, deturpa l'ambiente.

    TAV, a cosa serve?

    SW, tanto poi li copio ( e le ditte dove fatturano ? ).

    Ponte sullo stretto, ma cosa serve ci sono già la barche.

    Se dovessi avere tempo di cercare, potrei scriverne altri esempi.

    Facciamo ricerca scientifica? ma per comperare il pane a cosa serve?

    Ricerca medica? No perchè è contro la morale.

    Comunque di lauerati ce ne sono troppi, mai beccato dei laureati che non sanno prendere appunti?
  • Ma quella normativa che imponeva che tutti i testi scolastici dovevano essere disponibili anche in forma digitale per garantirne l'accessibilita' ai diversamente abili, in che bidone dell'immondizia e' stata buttata?
  • Insieme a quel cesso di linux che tentavano di propinare nelle PA!

    WINDOWS RULEZ!!!
    non+autenticato
  • Molto interessante! Io amo tutto ciò che è opensource.
  • A quanto ho capito l'editore ad-hoc usato per assegnare un ISBN al libro non lo vende ma lo stampa solo, altrimenti infrangerebbe la -NC, a meno di avere un contratto apposito cogli autori.
    Ma non si è obbligati per legge a dare un prezzo di copertina a un libro? Può essere nullo?
  • - Scritto da: Nemo_bis
    > A quanto ho capito l'editore ad-hoc usato per
    > assegnare un ISBN al libro non lo vende ma lo
    > stampa solo, altrimenti infrangerebbe la -NC, a
    > meno di avere un contratto apposito cogli
    > autori.
    > Ma non si è obbligati per legge a dare un prezzo
    > di copertina a un libro? Può essere
    > nullo?

    Come si faccia per creare una propria casa editrice per stampare il libro non lo so, però puoi vendere un libro sotto CC con clausola NC se sei tu autore che commissioni la stampa e la vendita, senza bisogno di contratti firmati. Per esempio con Lulu.com e simili basta che accetti le condizioni di servizio premendo un bottone e poi puoi scegliere (volendo, ma non obbligatoriamente) una licenza tra quelle creative commons compresa quella con la clausola NC.
    Lulu permette anche di pubblicare ebook gratuiti e assegna loro un ISBN, come ad esempio questo:
    http://www.lulu.com/product/file-download/introduc...
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonimo
    > vendita, senza bisogno di contratti firmati. Per
    > esempio con Lulu.com e simili basta che accetti
    > le condizioni di servizio

    Che sono appunto un contratto (le avevo lette ma non le ricordo).
    Ma qui ci sono 40 autori.
  • - Scritto da: Nemo_bis
    > - Scritto da: anonimo
    > > vendita, senza bisogno di contratti firmati. Per
    > > esempio con Lulu.com e simili basta che accetti
    > > le condizioni di servizio
    >
    > Che sono appunto un contratto (le avevo lette ma
    > non le
    > ricordo).

    Sì è un contratto di licenza, era per dire che non sempre è richiesto un contratto con firma, come invece accade tra scrittori e case editrici perché possono esserci contratti storia a sé e richieste specifiche da parte degli autori.

    > Ma qui ci sono 40 autori.

    Il problema si pone solo quando ci sono dei guadagni. Siccome a quanto pare lo stampa e lo dà gratis non c'è fine commerciale.
    Con Lulu invece in caso di più autori non si potrebbe fare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonimo
    > > Ma qui ci sono 40 autori.
    >
    > Il problema si pone solo quando ci sono dei
    > guadagni. Siccome a quanto pare lo stampa e lo dà
    > gratis non c'è fine
    > commerciale.

    Il problema si pone quando ci sono dei ricavi, anche se non ci sono guadagni. (Anche se è complicato, cfr. http://wiki.creativecommons.org/Defining_Noncommer... e caso Homolaicus.)
  • - Scritto da: Nemo_bis
    > - Scritto da: anonimo
    > > > Ma qui ci sono 40 autori.
    > >
    > > Il problema si pone solo quando ci sono dei
    > > guadagni. Siccome a quanto pare lo stampa e lo
    > dà
    > > gratis non c'è fine
    > > commerciale.
    >
    > Il problema si pone quando ci sono dei ricavi,
    > anche se non ci sono guadagni. (Anche se è
    > complicato, cfr.
    > http://wiki.creativecommons.org/Defining_Noncommer

    A quanto pare chi collabora a quel libro cede il copyright a (C) Matematicamente.it che è la testata giornalistica telematica del professore.
    Cedere il copyright però non fa perdere i diritti morali sull'opera e siccome viene pubblicato sotto CC NC e il libro distribuito gratuitamente nessuno ci perde niente.
    Credo che per sapere come stanno veramente le cose ti convenga mandare una mail al professore, perché per deduzione non sempre si indovina.
    non+autenticato
  • Purtroppo sembra invece che chi stampa il manuale non lo da' gratis.

    Dal sito ww.matematicamente.it emerge che:

    "
    Le scuole e gli studenti che vorranno avere una copia cartacea di tutto o parte del libro potranno richiedere direttamente alle tipografie convenzionate la stampa del libro al costo esclusivo della stampa materiale delle pagine senza ulteriori riconoscimenti di diritti all'editore o agli autori.
    "

    Ma le tipografie, convenzionate o no, (sempre che non siano cooperative) agiscono a fini di lucro, e quindi per fini commerciali.
    Come e' compatibile cio' con la clausula NC?

    Se io avessi una tipografia (convenzionata o no), posso stampare il libro e venderlo al "costo esclusivo della stampa materiale", ovvero al prezzo che voglio?

    Grazie per le risposte.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nemo_bis
    > - Scritto da: anonimo
    > > vendita, senza bisogno di contratti firmati. Per
    > > esempio con Lulu.com e simili basta che accetti
    > > le condizioni di servizio
    >
    > Che sono appunto un contratto (le avevo lette ma
    > non le
    > ricordo).
    > Ma qui ci sono 40 autori.
    (C) Matematicamente.it 2010.
    non+autenticato
  • c'è un libro che SPIEGA il creative commons, lo trovai sul loro sito che è appunto gratuito in formato digitale o a pagamento in formato cartaceo, dove loro dicono che il prezzo (che è si irrisorio... anzi giusto) serve a coprire le spese di produzione e basta... per me quello sarebbe il presunto prezzo di copertina
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jacopo Monegato
    > c'è un libro che SPIEGA il creative commons, lo
    > trovai sul loro sito che è appunto gratuito in
    > formato digitale o a pagamento in formato
    > cartaceo, dove loro dicono che il prezzo (che è
    > si irrisorio... anzi giusto) serve a coprire le
    > spese di produzione e basta... per me quello
    > sarebbe il presunto prezzo di
    > copertina

    Immagino che tu stia parlando di http://www.copyleft-italia.it/it/libri.html
    Non è il "presunto" prezzo di copertina (non esiste una cosa come un prezzo di copertina "presunto"). Ma lí è Aliprandi che vende i propri libri, punto.
  • E' prassi, quando si stampa un libro "free", far pagare le spese di produzione, quindi se viene stampato il costo non è quasi mai "zero".

    In alternativa può essere scaricato gratuitamente e stampato, ma il toner della stampante ha comunque un costo XD
    non+autenticato
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