Mauro Vecchio

MusOpen, se Beethoven è open source

Si cercano fondi. Le donazioni servirebbero per assoldare orchestre per effettuare registrazioni digitali da far circolare in Rete. EFF consiglia prudenza sulla musica classica

Roma - Si tratta di un progetto inusuale, alla ricerca di supporto finanziario sulla nota piattaforma di raccolta fondi Kickstarter. Il suo nome è MusOpen, e vorrebbe in sostanza tentare di aprire un nuovo sentiero nella delicata gestione del diritto d'autore in ambito musicale.

Alla base una strategia da completare, il cui nocciolo sembra però già saldo. Far eseguire ad una serie di orchestre sinfoniche composizioni dal vasto repertorio di autori come Beethoven, Brahms e Sibelius. Arrangiamenti di sicuro dominio pubblico, che verrebbero ri-registrati in formato digitale e poi distribuiti in formato "open source".

Per far questo, il founder di MusOpen Aaron Dunn avrebbe già stretto accordi di partnership con l'organizzazione One Laptop Per Child (OLPC) e l'enciclopedia libera Wikipedia. Il funzionamento del servizio dovrebbe in sintesi prevedere una sorta di meccanismo di votazione da parte dei fan, le cui donazioni dovrebbero servire per assoldare le orchestre.
Come tuttavia sottolineato da Electronic Frontier Foundation (EFF), molte registrazioni e arrangiamenti moderni di musica classica sono attualmente coperti da copyright. Un dettaglio che impedirebbe a MusOpen di distrubire CD fisici o MP3, oltre che di mettere a disposizione i brani in formato aperto per la condivisione online.

Mauro Vecchio
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83 Commenti alla Notizia MusOpen, se Beethoven è open source
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  • Su Commons c'è già un sacco di musica classica in PD... proprio grazie ad iniziative come queste, basta cercare. Ben vengano queste iniziative che ampliano il database musicale di Commons!

    http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Classic...
    non+autenticato
  • che in tutto il mondo non ci sia uno straccio di orchestra disposta a suonare gratis? Stanno raccogliendo soldi per poi pagare un'orchestra? A pensare male si farà peccato ma ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: nome e cognome
    > che in tutto il mondo non ci sia uno straccio di
    > orchestra disposta a suonare gratis?

    Sì è possibile. Comunque non è solo suonare, ma anche registrare.

    Aggiungerei che l'orchestra deve essere decente altrimenti non serve a niente.

    Comunque il problema che risolvono non è tanto per il tizio e caio che vogliono scaricare musica dal mulo gratis.
    Ma per progetti come wikipedia, in ambito scolastico permette agli insegnanti di utilizzare quella musica inserendola in progetti educativi, permette a un regista di corti rilasciati sotto licenza CC di avere una colonna sonora di musica classica o anche a un videogioco di guerra gratuito di poter utilizzare delle musiche di quel periodo storico.
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonimo
    > o anche a un videogioco di guerra
    > gratuito di poter utilizzare delle musiche di
    > quel periodo
    > storico.

    Per la colonna sonora di un videogioco e' piu' che sufficiente far eseguire il brano al computer: non c'e' mica bisogno dell'interpretazione di una orchestra.
  • Lo spartito e' gratis perche' l'autore e' stramorto (piu' di un secolo).
    Gli orchestrali lavorano sotto contratto e non prendono una cippa del copyright.
    L'editore vuole rilasciare quell'esecuzione sotto CC.

    Quali sono gli impedimenti? L'esistenza di altri arrangiamenti della medesima opera? Non dovrebbero inficiare alcunché, o sbaglio?

    Sono perplesso.

    GT
    non+autenticato
  • Mi accodo alla perplessità,

    Posso anche capire che una casa discografica produce un disco e poi cerca di proteggere il suo operato.

    Ma questo come potrebbe portare dei problemi a qualcun'altro che vuole distribuire liberamente la sua esecuzione dello stesso brano?

    Boh, speriamo che sia solo un modo di fare notizia e pubblicizzare la lodevole iniziativa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: carlo2002
    > Mi accodo alla perplessità,

    C'è un diritto sull'esecuzione, perché il musicista viene considerato un artista che "ci mette del suo" e non un banale artigiano.

    Il diritto di esecuzione dura per 50 anni dall'incisione (non ha nulla a che vedere con la morte dell'esecutore).
    2678
  • - Scritto da: Guybrush Fuorisede
    >
    > Sono perplesso.

    Hai presente il mega Rigoletto che hanno appena mandato in onda sulla RAI (e venduto a un centinaio di paesi)?

    Beh, Verdi è morto da un bel po' più di 70 anni ma questo non ti da il diritto di prendere il filmato e/o l'audio e distribuirlo su internet.

    Ora, qui c'è gente scandalizzata da questo, ma pensi che la RAI avrebbe messo in piedi questa mega-produzione e poi chiunque (per esempio televisioni estere) avesse il diritto di rimandare la registrazione visto che l'opera è di pubblico dominio?
    2678
  • - Scritto da: gerry
    > - Scritto da: Guybrush Fuorisede
    > >
    > > Sono perplesso.
    >
    > Hai presente il mega Rigoletto che hanno appena
    > mandato in onda sulla RAI (e venduto a un
    > centinaio di
    > paesi)?
    >
    > Beh, Verdi è morto da un bel po' più di 70 anni
    > ma questo non ti da il diritto di prendere il
    > filmato e/o l'audio e distribuirlo su
    > internet.
    >
    > Ora, qui c'è gente scandalizzata da questo, ma
    > pensi che la RAI avrebbe messo in piedi questa
    > mega-produzione e poi chiunque (per esempio
    > televisioni estere) avesse il diritto di
    > rimandare la registrazione visto che l'opera è di
    > pubblico
    > dominio?

    Un conto e' l'utilizzo personale, un conto quello commerciale.

    Se un soggetto commerciale intende sfruttare commercialmente la produzione del Rigoletto, e' giusto che paghi il produttore.
    Ma se io che me la sono videoregistrata vado ad uppare sul mulo per quelli che non l'hanno potuta vedere in tv, no.
    Io condivido il Rigoletto per amore per la lirica, non per scopo di lucro.
  • ok, concordo che tutto il sistema attualmente - e in italia anche peggio - è una feccia,

    ma non confondiamo le cose: se la Rai spende $ (paga anche lo spazzino e quello che porta i caffè, oltre che attori, regia atrezzature ecc) per confezionare il tutto, lo manda in TV (e qui guadagna con la pubblicità) non è che allora te puoi prendere il film e metterlo in rete, perchè se fosse così, una emittente estera, non potrebbe piu "vendere" questo prodotto, che inevitabilmente messo in rete diventa = 0 pubblicità -> ovvero: chi è che pagherebbe me emittente per mettere la pubblibicità su una cosa che han gia visto tutti o che possono vedere quando vogliono???

    chiaro? i vero problema nasce DOPO, dopo che un prodotto è stato gia sfruttato commercialmente, poi per anni e anni a venire DEVE continuare a essere sfruttato
    questo porta delle aberrazzioni totali, ad es un film di scarso successo in un epoca, diventa impossibile da trovare nei negozi perchè commercialmente è una spesa e non un guadagno, e rimane chiuso in cassaforte del finanziatore, invece che essere donato -visto che i guadagni son meno della spesa che distribuirlo- al mondo
    altre aberrazioni potrebbero essere che i figli dei figli di taluni autori ancora campano grazie all'opera e ingegno dei genitori...

    grazie ad emule ho trovato filmati altresì impossibili da reperire commercialmente...è qui l'assurdo, dovrebbero essere i detentori dei diritti in primis a donare una volta finito lo sfruttamento...e posso capire che una volta non c'era IL SISTEMA per donare...ma oggi puoi mettere un bel creative commons e via....magari poi la gente si appassiona al lavoro CC (perchè uscito magari in tempi in cui non era capito) e ora sarebbe disposta a pagare per un prodotto di quella mano...
    non+autenticato
  • questione dei figli ........è come dire che adesso i giapponesi dovrebbero chiedere i danni ai discendenti di Fermi o Einstein....visto che è stata una produzione di ingegno...
    non+autenticato
  • - Scritto da: bLax
    > è qui l'assurdo, dovrebbero essere i detentori dei
    > diritti in primis a donare una volta finito lo
    > sfruttamento...

    una volta finito lo sfruttamento? e quando finisce?
    si tiene tutto nel cassetto finchè non torna in auge o finchè qualcuno non lo cerca.
    non+autenticato
  • Con il canone che pago, al posto di regalare 500.000 euro a chi indovina dove è il premio in una scatola, CERTO che lo devono fare!
    La cultura è un bene che va diffuso e distribuito.
    Quando le cose si facevano ancora per il bene comune e non per l'ingordigia di pochi, allora lo stato pensava a cose come biblioteche, scuole, università pubbliche.
    Non so a che punto sia la proposta di legge per la quale una biblioteca avrebbe dovuto versare alla SIAE un tanto per ogni libro dato da leggere, alla barbarie pare non esservi più fine.
    E il numero di commentatori a difesa dei "poveri artisti/esecutori/scrittori" forse sta dimenticando che non vi è assolutamente più proporzione fra i loro vantaggi (e di chi "distribuisce e stampa", a dire il vero) ed il danno per la collettività che porta questo MONOPOLIO in origine di natura "eccezionale" contro la legge naturale che copiare è pienamente legittimo. In origine la possibilità per un individuo di "copiare" era limitatissima, e gli investimenti per "riprodurre" ingenti, per cui bisognava, eccezionalmente, assicurare una rendita ai secondi, tanto ai primi non si toglieva nulla di realmente esercitabile (statti a ricopiare a mano un libro..).
    Ora chiunque può riprodurre a costi bassissimi, rielaborare, mixare, modificare e IMPARARE a costi bassissimi, per cui il divieto di farlo è un danno REALE E CONCRETO alla libertà. I riproduttori di convesso hanno esteso a dismisura i loro introiti e l'ambito di esercizio del monopolio (70 anni dalla morte dell'autore? 50 dall'esecuzione? Ma siamo PAZZI???).
    Vi consiglio caldamente il libro "Free Culture" di Lawrence Lessig, così vedrete come il 90% delle opere scritte rimane inaccessibile perché vincolato dal copyright e non economico da riprodurre/stampare per i detentori del monopolio. Così si affossa la cultura, così si perdono delle opportunità fantastiche fornite dalla moderna tecnologia, che anzi, e questo è paradossale, grazie a DRM e software proprietario diventa CENSORE del libero uso!
    non+autenticato
  • Posso suggerire alle major una insignificante modifica alla legislazione vigente.

    Lasciare sempre il limite dei 70 anni dalla morte dell'autore, ma aggiungere, magari in piccolo, come da loro abitudini, che non si tratta di anno terrestre, ma di anno di Saturno.

    Beethoven e' morto nel 1827.
    Quindi io mi sento libero di scaricare le sue sinfonie come dove e quando mi pare!
  • allora dovrebbero modificare in 70 anni dalla morte dell'esecutore -.- eprché il copyright credo se lo becchi l'orchestra (che naturalmente paga siae per suonare -.-)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Jacopo Monegato
    > allora dovrebbero modificare in 70 anni dalla
    > morte dell'esecutore -.- eprché il copyright
    > credo se lo becchi l'orchestra (che naturalmente
    > paga siae per suonare
    > -.-)

    E allora paghiamo pure i diritti al pubblico applaudente ed urlante, nelle registrazioni dal vivo, che fa parte anch'esso dell'esecuzione.

    70 anni dalla morte dell'ultimo spettatore il cui applauso e' stato inciso!
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Jacopo Monegato
    > > allora dovrebbero modificare in 70 anni dalla
    > > morte dell'esecutore -.- eprché il copyright
    > > credo se lo becchi l'orchestra (che naturalmente
    > > paga siae per suonare
    > > -.-)
    >
    > E allora paghiamo pure i diritti al pubblico
    > applaudente ed urlante, nelle registrazioni dal
    > vivo, che fa parte anch'esso
    > dell'esecuzione.

    Accolgo la tua obiezione, purtroppo il copyright ora come ora è fatto in modo da tutelare le case discografiche (dubito che ai violinisti arrivi nulla più dello stipendio per l'esecuzione...).
    Tuttavia un plauso all'iniziativa! Io vado a fare la mia donazione, nella speranza di poter contribuire alla diffusione della musica classica gratuita!
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Jacopo Monegato
    > > allora dovrebbero modificare in 70 anni dalla
    > > morte dell'esecutore -.- eprché il copyright
    > > credo se lo becchi l'orchestra (che naturalmente
    > > paga siae per suonare
    > > -.-)
    >
    > E allora paghiamo pure i diritti al pubblico
    > applaudente ed urlante, nelle registrazioni dal
    > vivo, che fa parte anch'esso
    > dell'esecuzione.
    >
    > 70 anni dalla morte dell'ultimo spettatore il cui
    > applauso e' stato
    > inciso!

    Guarda che l'esecuzione non è una cosa da poco. Non è semplicemente sedersi e suonare le note che ci sono sullo spartito. Altrimenti andare a vedere un'orchestra famosa o una di un paesino non ci sarebbe differenza.
    A seconda di chi ha diretto un'opera ci sono enormi differenze. I grandi direttori d'orchestra fanno la differenza. Bernstein,von Karajan, Claudio Abbado, Riccardo Muti ecc... non nascono tutti i giorni.

    Se ti piace l'idea che ci siano esecuzioni libere fai una donazione a questo progetto. Anche se sono un po' vaghi rispetto alla licenza Creative Commons che vogliono adottare:

    Donate, and vote on what we should buy with the money. Then we will release that music in lossless quality with a creative commons license.
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonimo
    > Guarda che l'esecuzione non è una cosa da poco.
    > Non è semplicemente sedersi e suonare le note che
    > ci sono sullo spartito. Altrimenti andare a
    > vedere un'orchestra famosa o una di un paesino
    > non ci sarebbe
    > differenza.

    Io infatti pago volentieri l'ingresso in una sala di concerto per assistere all'esecuzione di una orchestra famosa.

    Stiamo parlando di registrazioni pero', non di ascolto dal vivo.

    > A seconda di chi ha diretto un'opera ci sono
    > enormi differenze. I grandi direttori d'orchestra
    > fanno la differenza. Bernstein,von Karajan,
    > Claudio Abbado, Riccardo Muti ecc... non nascono
    > tutti i giorni.

    Certo. Come sopra. Vado a sentire l'esecuzione dal vivo, e pago!

    > Se ti piace l'idea che ci siano esecuzioni libere
    > fai una donazione a questo progetto. Anche se
    > sono un po' vaghi rispetto alla licenza Creative
    > Commons che vogliono
    > adottare:
    >
    > Donate, and vote on what we should buy with the
    > money. Then we will release that music in
    > lossless quality with a creative commons
    > license.

    Vedremo. Per adesso aspetto.
    Poi quando avranno fatto, giudichero' se la qualita' sara' meritevole del mio contributo.
  • - Scritto da: panda rossa
    > Stiamo parlando di registrazioni pero', non di
    > ascolto dal
    > vivo.
    >

    Però tu stesso dici che preferisci ascoltarli dal vivo e questo non ti viene impedito. Se le registrazioni per te non hanno valore non comprarle. Mi sembra ci sia la massima libertà.

    Io al massimo farei in modo che i diritti durino molto di meno, ma non li eliminerei perché un artista non è come un operaio che lavora a cottimo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonimo
    > - Scritto da: panda rossa
    > > Stiamo parlando di registrazioni pero', non di
    > > ascolto dal vivo.

    > Però tu stesso dici che preferisci ascoltarli dal
    > vivo e questo non ti viene impedito. Se le
    > registrazioni per te non hanno valore non
    > comprarle. Mi sembra ci sia la massima
    > libertà.

    > Io al massimo farei in modo che i diritti durino
    > molto di meno, ma non li eliminerei perché un
    > artista non è come un operaio che lavora a
    > cottimo.

    No, e' come un imprenditore che investe su di se' ! Voglio una siae per gli imprenditori adesso ! Ecco !
    krane
    22544
  • > Però tu stesso dici che preferisci ascoltarli dal
    > vivo e questo non ti viene impedito. Se le
    > registrazioni per te non hanno valore non
    > comprarle. Mi sembra ci sia la massima
    > libertà.

    Infatti: non le compro, le scarico. E mi aspetto di essere libero di farlo.
    Se vuoi impedirmelo, per mangiarci sopra, non meriti rispetto, ma solo fame e miseria.
    non+autenticato
  • Ci sono anche i diritti degli esecutori. O no?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Rifletti
    > Ci sono anche i diritti degli esecutori. O no?

    Gli esecutori vengono pagati per l'esecuzione: sono orchestrali, mica autori.

    O vogliamo estendere i diritti anche a quelli che hanno spazzato la sala di registrazione prima dell'esecuzine?
    E quelli che l'hanno costruita invece?
  • Ho letto l'articolo di EFF, ho letto il vostro, direi che il vostro e' fuorviante.
    Voi dite: si stanno raccogliendo fondi per il progetto MusOpen, *tuttavia* ci sono dei problemi di copyright.
    Quello che EFF dice e': ci sono dei problemi di copyright a distribuire musica classica, *quindi* si stanno raccogliendo dei fondi per il progettoi MusOpen.
    La differenza e' che, secondo quello che leggo da voi, questo progetto non e' sufficiente a risolvere il problema; secondo EFF si'.
    Ancora piu' chiaro il messaggio nel vostro riassunto RSS: "EFF consiglia prudenza sulla musica classica"
    Naturalmente non vi accuso di "cambiare" intenzionalmente la notizia, ho 100% fiducia nella vostra competenza e correttezza (testimoniata anche dall' aver posto il link all'articolo originale).
    Vi invito solo a rileggere i due articoli e a confrontare le diverse impressioni che danno.
    non+autenticato
  • Hai perfettamente ragione.
    Musopen sta raccogliendo fondi per pagare orchestre che registrino brani in modo da offrire musica completamente libera da diritti!
    Mi dispiace PI, ma sei caduto in un malinteso.

    Andrea
    non+autenticato