Mauro Vecchio

UK, fuoco sui giornalisti cracker

Sarebbero centinaia gli account voicemail violati da investigatori privati assoldati dalla redazione del News of the World. Nel mirino il consulente del premier David Cameron e gli agenti di Scotland Yard

Roma - Si sarebbe trattato di un vero e proprio piano strategico, con il fine ultimo di intrufolarsi in gran silenzio tra i meandri di centinaia di account voicemail in terra britannica. Una notizia non certo esaltante per Andy Coulson, attuale media advisor del Primo Ministro conservatore David Cameron.

Stando ad un articolo apparso tra le pagine online del New York Times, Coulson sarebbe stato ufficialmente accusato di aver come incoraggiato certi suoi ex-sottoposti giornalisti del quotidiano britannico News of the World. Obiettivo, collaborare con alcuni investigatori privati per accedere illegalmente ad un insieme selezionato di account mobile.

Account voicemail, tra cui quelli di alcuni membri della famiglia reale - i principi Harry e William - e di tipiche celebrità da gossip come David Beckham e sua moglie Victoria. Ma anche quelli di alcuni esponenti politici, ufficiali di polizia e comuni cittadini. La vicenda era già stata resa nota dal quotidiano The Guardian alla metà del luglio 2009, ora arricchita da nuovi, inquietanti particolari.
I giornalisti del News of the World avrebbero in sostanza sfruttato i servigi degli investigatori-cracker per lanciare in esclusiva scoop scandalistici come quello che aveva coinvolto il principe Harry alle prese con una prosperosa ballerina di lap dance. In redazione erano quindi riusciti ad ottenere la telefonata di William al fratellino a proposito della vicenda.

E nel mirino degli inquirenti sono finiti addirittura alcuni agenti di Scotland Yard, rei di aver gestito in maniera poco trasparente uno schema risalente ad almeno cinque anni fa. Secondo quanto riportato dal NYT, gli investigatori privati assoldati dal quotidiano di proprietà di NewsCorp avrebbero agito secondo un piano ben preciso.

Cioè sfruttando la negligenza delle stesse vittime, colpevoli di non aver modificato il PIN d'accesso ai propri dispositivi mobile. Sarebbe rimasto attivo quello assegnato - esempio, 1111 o 4444 - permettendo a chiunque fosse in possesso del relativo numero di telefono di penetrare con relativa facilità l'account voicemail.

Mauro Vecchio
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