Roma - Grandi notizie per gli sviluppatori. È il titolo di
un recente post apparso sul blog ufficiale di Adobe, che è così intervenuta a commentare la pubblicazione da parte di Apple di una
serie di inaspettate linee guida. In sostanza, alcuni significativi cambiamenti alla licenza
iOS Developer Program, col fine ultimo di mitigare un insieme di limitazioni introdotte a Cupertino all'inizio di quest'anno.
"L'annuncio di Apple circa l'abolizione di alcune restrizioni nei confronti di sviluppatori terzi coinvolge in maniera diretta Adobe
Packager per iPhone, ovvero la
feature interna al tool Flash Professional CS5 - si può leggere all'inizio del post pubblicato da Adobe - Questa
feature è stata realizzata per permettere agli sviluppatori Flash di distribuire applicazioni per dispositivi iOS in maniera facile e veloce".
Il messaggio è stato chiaro:
Adobe tornerà a lavorare sullo sviluppo di Packager per iPhone, in vista delle future
release del software. Un'inversione di rotta rispetto alle precedenti dichiarazioni del product manager Mike Chambers, che aveva annunciato la disabilitazione della
feature a partire dalla successiva versione di Creative Suite. Adobe
sembrava aver definitivamente gettato la spugna.
Ma la Mela ha sorpreso tutti, sottolineando come verranno modificate tutte le limitazioni relative agli strumenti di sviluppo usati per creare app iOS,
purché tali applicazioni non comportino il download di codice. La stessa Adobe ha quindi parlato di app in Flash già in stato d'approvazione per l'ascesa tra i vasti meandri dell'App Store di Steve Jobs.
L'azienda di San José
l'ha tuttavia precisato: le restrizioni imposte da Apple continueranno ad avere validità per quanto concerne quei contenuti Flash destinati al browser dei vari device iOS. Ma Adobe non è stata l'unica a congratularsi con la Mela per la recente liberazione degli sviluppatori.
"A differenza della prima versione di
iOS Developer Program, questi nuovi termini di licenza assicurano agli sviluppatori la possibilità di scegliere tra una varietà di soluzioni pubblicitarie -
ha esordito un post pubblicato sul blog ufficiale di Google - Tra queste, quelle di Google e di AdMob, che permetteranno ai
developer di guadagnare con le proprie applicazioni".
Insomma, applausi da un competitor come la Grande G, ma anche da sviluppatori come Sean Kovacs, che nel luglio 2009 si era visto chiudere in faccia le porte dello store della Mela. La sua app Google Voice era infatti stata ritenuta una mera duplicazione di alcune caratteristiche già presenti in iPhone.
Pare ora che i nuovi termini di licenza abbiano all'improvviso restituito a Kovacs la chance perduta.
Tutti contenti, dunque. Anche la
Federal Trade Commission (FTC) statunitense, che aveva precedentemente
avviato un'indagine su presunti comportamenti anti-competitivi da parte di Apple. C'è a questo punto
chi ha trovato un nuovo motivo alla liberazione dei
developer: convincere la commissione a stelle e strisce a lasciar cadere la lente antitrust.
Mauro Vecchio