Claudio Tamburrino

Diaspora, l'epifania

Prime immagini e, soprattutto, il codice: il social network open source non apre ancora, ma si apre agli sviluppatori e agli utenti bramosi di anticipazioni

Roma - Atteso per il 15 settembre Diaspora ha pubblicato un post sul blog ufficiale mostrandosi per la prima volta: pur non essendo ancora pronto per il grande pubblico, il social network open source ha rilasciato il proprio codice e una serie di schermate che ne raffigurano l'aspetto.

La promessa open source mantenuta è forse la notizia più attesa che trova conferma: come sottolineano gli autori il tutto non è ancora privo di bug o completo, ma la diffusione ai possibili sviluppatori (e agli utenti) era ed è l'aspetto chiave di tutto il progetto nato sull'onda delle critiche alla gestione della privacy e dei dati degli utenti da parte di Facebook.

Le immagini divulgate servono invece a stimolare le papille gustative dei possibili utenti.
I commenti sono abbastanza uniformi: scarno ma pulito nell'impostazione, sembra quasi una via di mezzo tra, naturalmente, Facebook e il nuovo social network musicale di Apple, Ping. Senza contare però il fatto che, come le opzioni dedicate alla privacy, anche l'aspetto sarà personalizzabile.
Le opzioni finora implementate riguardano la possibilità di condividere aggiornamenti, foto (con vari livelli di protezione della privacy) e cercare amici gestendoli in vari gruppi per mantenere il controllo sulla propria persona digitale: il tutto (con eccezione per il momento per le foto) cifrato.

Ora l'obiettivo per ottobre, per cui si attende l'esordio al grande pubblico, è lo sviluppo di un'integrazione con Facebook e di strumenti di esportazione dei dati.

Claudio Tamburrino
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