Claudio Tamburrino

USA per un cyber-scudo atlantico

Per difendere i paesi NATO da pericoli di attacchi alle infrastrutture digitali, gli USA rispolverano l'ambiziosa strategia da guerra fredda

Roma - La NATO deve costruire un cyber-scudo per proteggere i Paesi che rappresenta da qualsiasi minaccia informatica tesa nei confronti delle infrastrutture militari ed economiche. Ad invocare questa strategia, William Lynn, vicesegretario della difesa statunitense: "L'Alleanza Atlantica gioca un ruolo cruciale nell'estendere la sicurezza delle nostre reti".

Il principio è lo stesso dello scudo nucleare spaziale NATO dalla guerra fredda: strategia della "difesa collettiva" del blocco atlantico traslato al mondo cyber. Certo, prima c'era un nemico comune percepito, ora si può al massimo parlare di rischio di attacco portato avanti o da una supposta nazione ostile o da un singolo, probabilmente identificato come terrorista.
A differenza della guerra fredda, poi, la Russia dovrebbe essere un alleato dell'Alleanza Atlantica, ruolo che negli ultimi anni ha d'altronde ricoperto. A sottolineare il ruolo di Mosca, in particolare, un rapporto dell'EastWest Institute che non parla di scudi spaziali ma solo, in generale, di politiche e risposte comuni alle ipotesi di cyberguerra.

Nei dibattiti che hanno interessato la NATO negli ultimi giorni, insomma, l'argomento della cybersicurezza è tornato prepotentemente d'attualità. L'esempio dell'Estonia, paralizzata da un cyberattacco condotto nel 2007, è stato per l'ennesima volta portato a testimonianza dei pericoli della cyberwarfare. Solo gli Stati Uniti, d'altronde, sarebbero giornalmente soggetti a più di 100 cyberattacchi da parte di cellule di intelligence o governi stranieri.
Il Pentagono ha poi proseguito il ragionamento andando a considerare i passi da affrontare per incedere verso il cyber-scudo e ha così stabilito "cinque pilastri" fondamentali per la cybersicurezza: riconoscere il cyberspazio come un prossimo terreno di conflitto; attuazione di difese attive; protezione delle infrastrutture critiche (trasporti, mercati finanziari e rete energetica); miglioramento della difesa collettiva e bisogno di "addestrare le nostre capacità tecnologiche".

D'altronde, mentre in Europa ferve il dibattito sull'opportunità di affidare a un cyberzar le redini della sicurezza informatica comunitaria, negli Stati Uniti il Presidente Obama ha già affidato il compito portando avanti un discorso di rischi probabili e difese possibili.

Claudio Tamburrino
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  • AttualitàInternet è sotto attacco. Per davveroNo, la cyberwar non è teoria della cospirazione. Dagli States all'Europa sino all'estremo Oriente, fioccano gli allarmi e le statistiche
3 Commenti alla Notizia USA per un cyber-scudo atlantico
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  • avere server windows e/o un bel portale in php e' la strada migliore per ritrovarsi un missile su per il culo (informaticamente parlando).
    non+autenticato
  • - Scritto da: attonito
    > avere server windows e/o un bel portale in php e'
    > la strada migliore per ritrovarsi un missile su
    > per il culo (informaticamente
    > parlando).

    Il Cyberscudo potrebbero essere costituito da delle farm che effettuano il filtraggio, perché di questo si tratta, su ogni connessione in entrata e in uscita dalla CE, magari pure gestito con codice open, per dare trasparenza sull'operato, ma...

    ...se io ho una casetta a 30km dal confine e punto la mia cantenna verso un'altra casetta oltre il confine, mi basta un Cain & Abel qualsiasi per bucare il primo router WiFi che incontro nel raggio di 50km.
    Per questo basta un "tubo di pringles" eh?
    Se poi mi metto ad adottare soluzioni più sofisticate basta un tunnel via SSL per avere altrettante possibilità.

    Baci & Abbracci
    GTFS
    non+autenticato
  • Le solite caxxate americane...
    Ma è possibile che vogliano tornare agli anni della guerra fredda????
    non+autenticato