Mauro Vecchio

UE, un marchio per l'e-commerce

La proposta arriva da un gruppo di eurodeputati. Un bollino di fiducia controllato dalla Commissione. Che porti i consumatori a fidarsi per il rilancio del commercio elettronico europeo

Roma - "Un marchio di fiducia europeo", per rassicurare tutti gli utenti del Vecchio Continente circa "l'affidabilità e la qualità dei prodotti immessi sul mercato elettronico transfrontaliero". È quanto recentemente proposto da un gruppo di eurodeputati, in modo da alimentare la fiducia nell'e-commerce in ambito europeo.

Un marchio chiaro e trasparente, che venga gestito e soprattutto controllato dalla Commissione. Il consumatore dovrebbe infatti riconoscere dati fondamentali per il suo livello di fiducia. Tra questi, l'identità del fornitore, l'indirizzo geografico, i dati di contatto e il codice fiscale.

"Internet è il canale più veloce di crescita della vendita al dettaglio - si può leggere in un comunicato stampa emesso dalle autorità europee - ma solo un consumatore su tre prenderebbe in considerazione l'acquisto online di prodotti provenienti da un altro paese". Le nuove proposte degli eurodeputati dovrebbero proprio cercare di sbloccare il potenziale di crescita del commercio elettronico in Europa.
Un commercio che rappresenta "uno strumento con grandi potenzialità per migliorare la competitività dell'economia dell'UE e del mercato interno europeo", come ha spiegato Pablo Arias Echeverria (PPE). Questo "può fornire un grande valore e opportunità per i cittadini e le imprese europee in questo momento di tensione finanziaria".

Mauro Vecchio
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4 Commenti alla Notizia UE, un marchio per l'e-commerce
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  • il problema non sono i bollini blu, ma i servizi postali italiani! (certo ci sono anche altri problemi)

    Su ebay (in genere da negozi) mi e' capitato molte volte di vedere considerato il sistema postale italiano in serie Z (= maggiori costi, o proprio rifiutato). Qualche motivo ci sara' no?Con la lingua fuori
    Ai venditori non piacciono feedback negativi per colpa del courier che non sa dove diavolo sono finiti i pacchi a lui affidati .. e/o che si perdono nelle dogane (non esiste solo la EU.. e cmq non solo la EU continentale.. dove e' meno probabile vedere rifiuti del post office ita)
    non+autenticato
  • non credo sia difficile contraffare un marchio o un bollino, visto che poi bisogna informare i navigatori su come fare per distinguere i marchi veri dai fasulli (e le persone non vogliono imparare/studiare nuove regole)!
    non+autenticato
  • Appunto, vedi la strana somiglianza tra il marchio CE (quello apposto sui prodotti made in EU che certifica il rispetto di certi standard qualitativi nostrani) e l'altro marchio CE (il China Export apposto sui prodotti di origine cinese, paccottiglia inclusa), che genera tanta confusione nei consumatori finali: http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=WSh9Zok...
    L'unione europea può creare tutti i marchi che vuole, ma è certo che i cinesi copieranno tutto quanto come han sempre fatto...
    non+autenticato
  • "ma solo un consumatore su tre prenderebbe in considerazione l'acquisto online di prodotti provenienti da un altro paese"

    Io ho sempre comprato servizi e merce dall’estero, ma ora mi stanno facendo passare la voglia per i costi burocratici che implica. L’ultima sorpresa è stato l’Intrastat… Ora compro dall’UE come privato dove posso: visti gli importi mi conviene non scaricare IVA ma risparmiare in Intrastat.

    Parlando di e-commerce con il marchio poi... ma sì, aggiungiamo altri ostacoli!
    Non chiedo che succeda come in altri paesi in cui uno si sveglia e si mette a vendere on-line (ma perché no?), ma già molti rinunciano perché c’è troppa burocrazia per farlo, figuriamoci aggiungendo il bollino blu quanto quanta competitività guadagneremmo dovendo aggiungere altro tempo e costi per aprire un’attività.
    Teo_
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