Claudio Tamburrino

Francia, Google diffama suggerendo

Le associazioni proposte da Google Suggest avrebbero segnato negativamente il nome del querelante. In ballo, il diritto all'oblio e la neutralità dell'algoritmo Page Rank

Roma - Il tribunale d'appello di Parigi ha condannato Google per diffamazione: oggetti del contendere, il servizio Google Suggest e la reputazione del querelante, in passato coinvolto in fatti che lo hanno visto condannato per corruzione di minori.

Nella sentenza dell'8 settembre 2010 il giudice ha rilevato che l'azienda statunitense è civilmente responsabile dei termini suggeriti agli utenti nel momento della digitazione di una query (in questo caso il nome del querelante) tramite Google Suggest, se tale associazione di idee proposte è offensiva o diffamante nei confronti dei termini coinvolti.

Per casi simili Google è stata chiamata in Tribunale anche in Svezia ed è già stata condannata in Brasile e assolta nel Regno Unito.
Il Tribunal de Grande Instance ha deciso per la condanna per diffamazione di Google e il suo CEO Eric Schmidt con l'ingiunzione ad eliminare qualsiasi tipo di associazione tra il nome del querelante e i termini "violenza", "condannato", "satanista", "prigione" e "stupratore", pena un'ammenda di 500 euro per il mancato rispetto di ciascuna richiesta.

Non è stata accolta la tesi difensiva di Google per cui i termini sono associati da un algoritmo e non da una scelta discrezionale umana: secondo il giudice Google non sarebbe riuscita a dimostrare che le parole suggerite siano solo il frutto "di un mero calcolo statistico di tutte le precedenti ricerche con gli stessi termini". Ha così peraltro confermato un'altra sentenza francese che aveva affrontato i medesimi temi, condannando allo stesso modo Google.

Dopo aver respinto la difesa basata sulla "neutralità" del calcolo, l'ipotesi di reato di diffamazione si sarebbe concretizzata in quanto i suggerimenti del motore di ricerca hanno creato pregiudizio al querelante sia perché rappresentano termini in grado di attirare la curiosità degli utenti sia perché creano una naturale associazione di idee con il soggetto.

Proibendo "le parole suggerite", il giudice ha voluto chiarire l'intenzione di non voler bloccare la ricerca stessa o la possibilità da parte dell'utente di compierne una con i termini incriminati: non si vieta la libertà di alcuno di compiere una ricerca del genere, ma si vuole scongiurare che tale tipo di suggerimenti attirino attenzione anche quando il netizen non direttamente interessato, causando una sorta di effetto virale ai danni del querelante.

Claudio Tamburrino
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134 Commenti alla Notizia Francia, Google diffama suggerendo
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  • So per esperienza diretta (ovviamente non posso fare nomi) di personaggi condannati (di cui uno un annetto fa) che, di fatto, comprano il proprio diritto all'oblio. Come? Invece di citare Google, attirandosi solo pubblicità negativa, pagano alcune società per "pulire" la propria reputazione. Le società suddette creano contenuti (di interesse relativo) a nome del soggetto interessato, in maniera tale che i risultati "sfavorevoli" finiscano in seconda pagina o, possibilmente, anche più in là, comunque lontano dai primi risultati.
    Non ne sono sicuro, ma mi pare che si occupino anche delle ricerche relative al nome del soggetto, in maniera da evitare associazione sgradite (seppur fondate).
    pippuz
    1260
  • - Scritto da: pippuz
    > So per esperienza diretta (ovviamente non posso
    > fare nomi) di personaggi condannati (di cui uno
    > un annetto fa) che, di fatto, comprano il proprio
    > diritto all'oblio. Come? Invece di citare Google,
    > attirandosi solo pubblicità negativa, pagano
    > alcune società per "pulire" la propria
    > reputazione. Le società suddette creano contenuti
    > (di interesse relativo) a nome del soggetto
    > interessato, in maniera tale che i risultati
    > "sfavorevoli" finiscano in seconda pagina o,
    > possibilmente, anche più in là, comunque lontano
    > dai primi
    > risultati.
    > Non ne sono sicuro, ma mi pare che si occupino
    > anche delle ricerche relative al nome del
    > soggetto, in maniera da evitare associazione
    > sgradite (seppur
    > fondate).
    non e' una cosa segreta. Ci sono societa' che fanno proprio questo di lavoro (ho visto solo societa' made in usa... ma ci saranno anche qua).
    E' una cosa patetica e penosa... ma tant'e'...
    non+autenticato
  • Del resto ci sono società che campano creando beni virtuali nei MMO
  • Lasciando stare le cazzate sulla pedofilia e il terrorismo, anche
    esistesse un diritto all'oblio, questo andrebbe esercitato nei confronti
    dei siti che riportano la notizia, non di Google che la indicizza.

    Per quanto riguarda il fatto che Google non abbia dimostrato la neutralita' nella scelta dei suggerimenti sono veramente curioso di sapere quali criteri richiedeva il giudice per la dimostrazione... perche' non posso credere che ci sia qualcuno dentro google che decida a manina quali
    suggerimenti debbano avere la priorita'... anche solo per la mole di dati da gestire.

    Il problema evidente di queste sentenze e' che applicano leggi pensate per l'editoria tradizionale a cose che con i giornali stampati non hanno piu' nulla in comune.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Miao
    > Lasciando stare le cazzate sulla pedofilia e il
    > terrorismo, anche
    >
    > esistesse un diritto all'oblio, questo andrebbe
    > esercitato nei
    > confronti
    > dei siti che riportano la notizia, non di Google
    > che la
    > indicizza.

    Si vede che non hai capito la questione.
    Se Google si limitasse a indicizzare il sito, nessuno potrebbe dire niente.
    La questione verte sul suggerimento automatico delle parole alla digitazione nel campo di ricerca.
  • - Scritto da: Momento di inerzia

    > Si vede che non hai capito la questione.
    > Se Google si limitasse a indicizzare il sito,
    > nessuno potrebbe dire
    > niente.
    > La questione verte sul suggerimento automatico
    > delle parole alla digitazione nel campo di
    > ricerca.

    A cosa serve indicizzare un sito? A trovare le cose più facilmente.
    A cosa serve il suggerimento? A trovare le cose più facilmente.
    Fondamentalmente sono la stessa cosa.
    Un motore serve a trovare le cose non a nasconderle, farlo andare contro la sua natura è un problema tecnico non indifferente.

    Chi decide quali collegamenti far saltare? Chi decide che "XXX pedofilo" deve saltare? chi decide che "Andreotti mafioso" deve saltare? E "Berlusconi P2"?
    Lo decide google? Lo decide il buonsenso? Lo decide un giudice? Mettiamo insieme un pubblico registro di collegamenti illeciti?
    2678
  • - Scritto da: gerry
    > - Scritto da: Momento di inerzia
    >
    > > Si vede che non hai capito la questione.
    > > Se Google si limitasse a indicizzare il sito,
    > > nessuno potrebbe dire
    > > niente.
    > > La questione verte sul suggerimento automatico
    > > delle parole alla digitazione nel campo di
    > > ricerca.
    >
    > A cosa serve indicizzare un sito? A trovare le
    > cose più
    > facilmente.
    > A cosa serve il suggerimento? A trovare le cose
    > più
    > facilmente.
    > Fondamentalmente sono la stessa cosa.
    > Un motore serve a trovare le cose non a
    > nasconderle, farlo andare contro la sua natura è
    > un problema tecnico non
    > indifferente.
    >
    > Chi decide quali collegamenti far saltare? Chi
    > decide che "XXX pedofilo" deve saltare? chi
    > decide che "Andreotti mafioso" deve saltare? E
    > "Berlusconi
    > P2"?
    > Lo decide google? Lo decide il buonsenso? Lo
    > decide un giudice? Mettiamo insieme un pubblico
    > registro di collegamenti
    > illeciti?

    Guarda che non salta niente.
    Tu scrivi Berlusconi e Google fa la ricerca.
    Se il primo sito dice P2, puoi cliccarlo senza problemi.
    Ma l'esposizione diretta del dato non ancora richiesto va contro il principio del diritto all'oblio.
    Dio, è così semplice conciliare le due necessità che davvero non capisco come si faccia a non arrivarci.
    Capisco che Google ci abbia provato in tribunale perché una condanna non fa piacere a nessuno (forse una di questo tipo alle ditte si, tanto è pubblicità), ma non vedo niente di scandaloso nella sentenza, anzi.
  • - Scritto da: Momento di inerzia

    > Guarda che non salta niente.
    > Tu scrivi Berlusconi e Google fa la ricerca.
    > Se il primo sito dice P2, puoi cliccarlo senza
    > problemi.
    > Ma l'esposizione diretta del dato non ancora
    > richiesto va contro il principio del diritto
    > all'oblio.

    E' differente da quello che viene sancito però.
    Qui non si tratta di filtrare dei risultati, si tratta di dire che il meccanismo stesso del suggerimento è illegittimo.
    Questo è sicuramente più condivisibile di un generico "vanno filtrati i risultati del suggerimento".
    2678
  • Secondo me confondi le due cose dicendo "risultati del suggerimento"
    I risultati non sono filtrati, i suggerimenti si.
  • - Scritto da: Momento di inerzia
    > - Scritto da: Miao
    > > Lasciando stare le cazzate sulla pedofilia e il
    > > terrorismo, anche
    > >
    > > esistesse un diritto all'oblio, questo andrebbe
    > > esercitato nei
    > > confronti
    > > dei siti che riportano la notizia, non di Google
    > > che la
    > > indicizza.
    >
    > Si vede che non hai capito la questione.
    > Se Google si limitasse a indicizzare il sito,
    > nessuno potrebbe dire
    > niente.
    > La questione verte sul suggerimento automatico
    > delle parole alla digitazione nel campo di
    > ricerca.

    Che basandosi sulle ricerche effettuate da tutti gli utenti di google esclude la persecuzione dovuta ad obsolescenza dell'informazione.
    L'associazione tra fatti sgraditi e persona è dovuta ad un evidente interesse pubblico (viene cercato il termine) ed alla sua attualità (viene cercato il termine), nonché alla presenza di pagine collegate a quell'argomento.
    Non esiste una "discrezionalità" del suggerimento: non è google a causare il vulnus, ma l'attenzione dedicata a quell'argomento dagli internauti.
    Tacitare il suggerimento è equivalente a mettere un bavaglio non a google, ma alle persone che lo usano. Una violazione, alla libertà di parola ed informazione, ben più grave del "diritto all'oblio" di un ex-criminale.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mortimer
    > Che basandosi sulle ricerche effettuate da tutti
    > gli utenti di google esclude la persecuzione
    > dovuta ad obsolescenza
    > dell'informazione.

    Questo farebbe scattare automaticamente un processo autoalimentato che è incompatibile col diritto all'oblio.
    Sarebbe come dire che siccome uno che piange a Studio Aperto fa 3 milioni di spettatori, Studio Aperto ha diritto di esporlo vita natural durante e anche oltre.

    > Non esiste una "discrezionalità" del
    > suggerimento: non è google a causare il vulnus,
    > ma l'attenzione dedicata a quell'argomento dagli
    > internauti.

    Se Google non è riuscita a dimostrarlo in tribunale un motivo ci sarà, non credi?
    Magari la cosa non è così semplice.
    Magari Google effettivamente mette le mani sul risultato semplicemente matematico.

    > Tacitare il suggerimento è equivalente a mettere
    > un bavaglio non a google, ma alle persone che lo
    > usano. Una violazione, alla libertà di parola ed
    > informazione, ben più grave del "diritto
    > all'oblio" di un
    > ex-criminale.

    Non è vero: i risultati delle ricerche non ne vengono inficiati, quindi il diritto all'informazione e alla libertà di parola non è compromesso.
    Come in tutte le cose, c'è modo e modo di esporre le cose.
    Quello dei suggerimenti automatici è comodo per tutti, ma è incompatibile con il diritto all'oblio.
  • - Scritto da: Momento di inerzia
    > - Scritto da: Mortimer
    > > Che basandosi sulle ricerche effettuate da tutti
    > > gli utenti di google esclude la persecuzione
    > > dovuta ad obsolescenza
    > > dell'informazione.
    >
    > Questo farebbe scattare automaticamente un
    > processo autoalimentato che è incompatibile col
    > diritto
    > all'oblio.
    > Sarebbe come dire che siccome uno che piange a
    > Studio Aperto fa 3 milioni di spettatori, Studio
    > Aperto ha diritto di esporlo vita natural durante
    > e anche
    > oltre.

    Con la differenza che Google non è Studio Aperto, non è gruppo di persone che si riuniscono e decidono quali notizie dare. Google non è un sito di contenuti: è un motore di ricerca, il suo compito è mostrare quello che c'è in rete e non essere compiacente verso questa o quella persona.

    > > Non esiste una "discrezionalità" del
    > > suggerimento: non è google a causare il vulnus,
    > > ma l'attenzione dedicata a quell'argomento dagli
    > > internauti.
    >
    > Se Google non è riuscita a dimostrarlo in
    > tribunale un motivo ci sarà, non
    > credi?
    > Magari la cosa non è così semplice.
    > Magari Google effettivamente mette le mani sul
    > risultato semplicemente matematico.

    Ma guarda, uno può pensare che vengano fatti delle manipolazioni dei dati (anche se vorrei capire che cosa possa fregare a google di manipolare i dati di un disgraziato qualsiasi), oppure no.
    Io credo che non ci sia alcuna manipolazione, ed il fatto stesso che Google venga chiamato a "dimostrare" la non manipolazione è ridicolo, a meno che la presunzione di innocenza non funzioni diversamente in Francia.

    > > Tacitare il suggerimento è equivalente a mettere
    > > un bavaglio non a google, ma alle persone che lo
    > > usano. Una violazione, alla libertà di parola ed
    > > informazione, ben più grave del "diritto
    > > all'oblio" di un
    > > ex-criminale.
    >
    > Non è vero: i risultati delle ricerche non ne
    > vengono inficiati, quindi il diritto
    > all'informazione e alla libertà di parola non è
    > compromesso.

    Viene inficiato il funzionamento di uno strumento che nulla ha a che fare con la scelta discrezionale. Uno strumento che si basa sugli stessi principi dei risultati di ricerca. Non c'è alcuna differenza fra i "suggerimenti" ed i "risultati" perché quei suggerimenti non sono il consiglio di un amico ma il frutto di una statistica.

    > Come in tutte le cose, c'è modo e modo di esporre
    > le cose.
    > Quello dei suggerimenti automatici è comodo per
    > tutti, ma è incompatibile con il diritto
    > all'oblio.

    Dipende dai contesti, google non è li per dare "la sua opinione dei fatti" come potrebbero fare un giornalista o un blogger, google è uno strumento: non è google a scegliere e nemmeno a doverlo fare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mortimer
    > Con la differenza che Google non è Studio Aperto,
    > non è gruppo di persone che si riuniscono e
    > decidono quali notizie dare. Google non è un sito

    Come no? hai appena detto che il suggerimento viene esposto in base alle ricerche degli utenti.
    E' come se si riunissero centinaia di migliaia di persone sul sito e decidessero quale argomento deve andare in testa.

    > di contenuti: è un motore di ricerca, il suo
    > compito è mostrare quello che c'è in rete e non
    > essere compiacente verso questa o quella
    > persona.

    Il suggerimento nel campo di ricerca non è qualcosa che è in rete, ma qualcosa che è solo nei server di Google.
    I risultati della ricerca, quelli si, stanno su internet.

    > Ma guarda, uno può pensare che vengano fatti
    > delle manipolazioni dei dati (anche se vorrei
    > capire che cosa possa fregare a google di
    > manipolare i dati di un disgraziato qualsiasi),
    > oppure
    > no.

    Il punto non è che Google manipoli i dai di quel disgraziato in particolare, ma che i manipoli
    In questo modo non può dimostrare che l'algoritmo è completamente automatico.
    In pratica si può dire "ma tu li manipoli solo per quello che ti fa comodo?"

    > Io credo che non ci sia alcuna manipolazione, ed
    > il fatto stesso che Google venga chiamato a
    > "dimostrare" la non manipolazione è ridicolo, a
    > meno che la presunzione di innocenza non funzioni
    > diversamente in
    > Francia.

    Invece vengono manipolati.
    Infatti vengono esclusi particolari suggerimenti ritenuti offensivi per ditte e Stati.
    Hai presente Google Cina?

    > Viene inficiato il funzionamento di uno strumento
    > che nulla ha a che fare con la scelta
    > discrezionale. Uno strumento che si basa sugli

    Questo lo dici tu.
    Ma se nemmeno Google è riuscita a dimostrarlo, magari puoi provarci tu.
    Fatti assumere da Google, magari ti presentano come esperto in appello.

    > stessi principi dei risultati di ricerca. Non c'è
    > alcuna differenza fra i "suggerimenti" ed i
    > "risultati" perché quei suggerimenti non sono il
    > consiglio di un amico ma il frutto di una
    > statistica.

    Non è vero.
    I risultati stanno su internet e Google non ha nessun potere di intervento su di essi.
    I suggerimenti no.

    > Dipende dai contesti, google non è li per dare
    > "la sua opinione dei fatti" come potrebbero fare
    > un giornalista o un blogger, google è uno
    > strumento: non è google a scegliere e nemmeno a
    > doverlo
    > fare.

    I suggerimenti sono un'opinione: Google è del parere che indichino l'importanza di una determinata ricerca.
  • - Scritto da: Momento di inerzia
    > - Scritto da: Mortimer
    > > Con la differenza che Google non è Studio
    > Aperto,
    > > non è gruppo di persone che si riuniscono e
    > > decidono quali notizie dare. Google non è un
    > sito
    >
    > Come no? hai appena detto che il suggerimento
    > viene esposto in base alle ricerche degli
    > utenti.
    > E' come se si riunissero centinaia di migliaia di
    > persone sul sito e decidessero quale argomento
    > deve andare in
    > testa.
    >
    > > di contenuti: è un motore di ricerca, il suo
    > > compito è mostrare quello che c'è in rete e non
    > > essere compiacente verso questa o quella
    > > persona.
    >
    > Il suggerimento nel campo di ricerca non è
    > qualcosa che è in rete, ma qualcosa che è solo
    > nei server di
    > Google.
    > I risultati della ricerca, quelli si, stanno su
    > internet.
    >
    > > Ma guarda, uno può pensare che vengano fatti
    > > delle manipolazioni dei dati (anche se vorrei
    > > capire che cosa possa fregare a google di
    > > manipolare i dati di un disgraziato qualsiasi),
    > > oppure
    > > no.
    >
    > Il punto non è che Google manipoli i dai di quel
    > disgraziato in particolare, ma che i
    > manipoli
    > In questo modo non può dimostrare che l'algoritmo
    > è completamente
    > automatico.
    > In pratica si può dire "ma tu li manipoli solo
    > per quello che ti fa
    > comodo?"
    >
    > > Io credo che non ci sia alcuna manipolazione, ed
    > > il fatto stesso che Google venga chiamato a
    > > "dimostrare" la non manipolazione è ridicolo, a
    > > meno che la presunzione di innocenza non
    > funzioni
    > > diversamente in
    > > Francia.
    >
    > Invece vengono manipolati.
    > Infatti vengono esclusi particolari suggerimenti
    > ritenuti offensivi per ditte e
    > Stati.
    > Hai presente Google Cina?
    >
    > > Viene inficiato il funzionamento di uno
    > strumento
    > > che nulla ha a che fare con la scelta
    > > discrezionale. Uno strumento che si basa sugli
    >
    > Questo lo dici tu.
    > Ma se nemmeno Google è riuscita a dimostrarlo,
    > magari puoi provarci
    > tu.
    > Fatti assumere da Google, magari ti presentano
    > come esperto in
    > appello.
    >
    > > stessi principi dei risultati di ricerca. Non
    > c'è
    > > alcuna differenza fra i "suggerimenti" ed i
    > > "risultati" perché quei suggerimenti non sono il
    > > consiglio di un amico ma il frutto di una
    > > statistica.
    >
    > Non è vero.
    > I risultati stanno su internet e Google non ha
    > nessun potere di intervento su di
    > essi.
    > I suggerimenti no.
    >
    > > Dipende dai contesti, google non è li per dare
    > > "la sua opinione dei fatti" come potrebbero fare
    > > un giornalista o un blogger, google è uno
    > > strumento: non è google a scegliere e nemmeno a
    > > doverlo
    > > fare.
    >
    > I suggerimenti sono un'opinione: Google è del
    > parere che indichino l'importanza di una
    > determinata
    > ricerca.

    quoto momento di inerzia, nel campo "suggerimenti" google è responsabile...
    aldilà che il dato sia puramente matematico ne risponde, in quanto risultato del suo prodotto, profit o non profit, automatico o manuale che esso sia...
    non è importante come il risultato sia ottenuto, essendo un prodotto il produttore è responsabile che sia conforme alla legge

    altrimenti è come deresponsabilizzare qualsiasi autore da quel che dice perché ha solo accomunato parole create dagli altri sia che il suo cervello sia connesso che non
    o che l'individuo possa dire qualsiasi cosa perché l'ha letto su un giornale fazioso o su un muro lungo una strada

    se google demanda ad un cervello elettronico la propria razionalità, poi ne risponde in solido... questo mi sembra estremamente coerente

    quindi se esiste un diritto all'oblio esso va rispettato e la sentenza è giusta
  • bene anche io posso fare causa allora!
    non+autenticato
  • Egregio Giovanni,
    la prego di contattarmi in separata sede per discutere l'avvio di una class action contro google
    non+autenticato
  • Anche se io non ho alcun problema con cose di questo genere, vi comunico la mia solidarietà.
    Accettate un mio segno tangibile per la vostra giusta battaglia *di diritto*, vorrei finanziare la vostra azione legale.
    non+autenticato
  • E' possibile "dimostrare" un concetto a qualcuno quando quel qualcuno (sempre che sia un buona fede) è in grado di capire la dimostrazione.
    non+autenticato
  • Tra l'altro, non dovrebbe essere a carico dell'accusante dimostrare che i risultati NON sono frutto di analisi statistiche? O meglio che c'è dolo?

    Mi viene il dubbio che qualcosa riportato nell'articolo sia impreciso...
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 24 settembre 2010 18.11
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: desyrio
    > Tra l'altro, non dovrebbe essere a carico
    > dell'accusante dimostrare che i risultati NON
    > sono frutto di analisi statistiche? O meglio che
    > c'è
    > dolo?
    >
    > Mi viene il dubbio che qualcosa riportato
    > nell'articolo sia
    > impreciso...
    > --------------------------------------------------
    > Modificato dall' autore il 24 settembre 2010 18.11
    > --------------------------------------------------

    No, sei tu che devi rispondermi del perché quando cerco il mio nome appare tutta una serie negativa di aggettivi...
    non+autenticato
  • - Scritto da: totem
    > - Scritto da: desyrio
    > > Tra l'altro, non dovrebbe essere a carico
    > > dell'accusante dimostrare che i risultati NON
    > > sono frutto di analisi statistiche? O meglio che
    > > c'è
    > > dolo?
    > >
    > > Mi viene il dubbio che qualcosa riportato
    > > nell'articolo sia
    > > impreciso...
    > >
    > --------------------------------------------------
    > > Modificato dall' autore il 24 settembre 2010
    > 18.11
    > >
    > --------------------------------------------------
    >
    > No, sei tu che devi rispondermi del perché quando
    > cerco il mio nome appare tutta una serie negativa
    > di
    > aggettivi...
    e/o sostantivi
    non+autenticato
  • perchè hai fatto un mare di cazzate e ne pagherai le conseguenze per tutta la vita come è giusto che sia

    La fedina penale esiste per questo e ritengo che tutti debbano sapere che persona si ha di fronte altrimenti
    1)affidiamo i nostri figli ai pedofili
    2)i nostri soldi ai truffatori
    3)la nostra sicurezza a dei terroristi
    ecc. ecc.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mauro
    > perchè hai fatto un mare di cazzate e ne pagherai
    > le conseguenze per tutta la vita come è giusto
    > che
    > sia

    Stronzata epocale.
    Allora togliamo di mezzo i tribunali e condanniamo al massimo della pena (ergastolo o morte per gli stati dove è prevista) chiunque si sia macchiato di qualunque reato.
    E tanti saluti al giusto processo, all'equità della pena e a secoli di diritto.

    Mamma mia quante caxxate bisogna leggere su internet...

    > La fedina penale esiste per questo e ritengo che
    > tutti debbano sapere che persona si ha di fronte
    > altrimenti
    >
    > 1)affidiamo i nostri figli ai pedofili
    > 2)i nostri soldi ai truffatori
    > 3)la nostra sicurezza a dei terroristi
    > ecc. ecc.

    Si, certo... prova ad andare al casellario a chiedere la fedina penale di qualcun altro.
    Vedi che ti rispondono.
  • - Scritto da: Momento di inerzia
    >
    > Stronzata epocale.
    > Allora togliamo di mezzo i tribunali e
    > condanniamo al massimo della pena (ergastolo o
    > morte per gli stati dove è prevista) chiunque si
    > sia macchiato di qualunque
    > reato.
    > E tanti saluti al giusto processo, all'equità
    > della pena e a secoli di
    > diritto.
    >
    > Mamma mia quante caxxate bisogna leggere su
    > internet...

    Ma lo possono dire anche gli altri sai?
    Che c'è da cancellare? Se un articolo di giornale ha discusso di un caso di truffa che si fa? Oltre a fare causa a Google, cancelliamo anche il giornale? E se i truffati hanno aperto una lunga discussione su un forum, lamentandosi del fatto che il tizio gli ha venduto case insesitenti rubandogli migliaia di euro? Cancelliamo anche quelli?
    Ma per cosa poi? Per non far leggere cose che sono realmente avvenute?
    Viva l'omertà allora.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Adriano
    > Ma lo possono dire anche gli altri sai?
    > Che c'è da cancellare? Se un articolo di giornale
    > ha discusso di un caso di truffa che si fa? Oltre
    > a fare causa a Google, cancelliamo anche il
    > giornale? E se i truffati hanno aperto una lunga
    > discussione su un forum, lamentandosi del fatto
    > che il tizio gli ha venduto case insesitenti
    > rubandogli migliaia di euro? Cancelliamo anche
    > quelli?
    > Ma per cosa poi? Per non far leggere cose che
    > sono realmente
    > avvenute?
    > Viva l'omertà allora.

    Non si tratta di cancellare niente.
    Si tratta di garantire l'oblio.
    Il che significa che se un fa ricerche specifiche è libero di trovare tutti i dati che vuole, ma questi dati non devono essere continuamente esposti per tutta la vita.
    Che c'è da capire?
  • - Scritto da: Momento di inerzia
    > - Scritto da: Adriano
    > > Ma lo possono dire anche gli altri sai?
    > > Che c'è da cancellare? Se un articolo di
    > giornale
    > > ha discusso di un caso di truffa che si fa?
    > Oltre
    > > a fare causa a Google, cancelliamo anche il
    > > giornale? E se i truffati hanno aperto una lunga
    > > discussione su un forum, lamentandosi del fatto
    > > che il tizio gli ha venduto case insesitenti
    > > rubandogli migliaia di euro? Cancelliamo anche
    > > quelli?
    > > Ma per cosa poi? Per non far leggere cose che
    > > sono realmente
    > > avvenute?
    > > Viva l'omertà allora.
    >
    > Non si tratta di cancellare niente.
    > Si tratta di garantire l'oblio.
    > Il che significa che se un fa ricerche specifiche
    > è libero di trovare tutti i dati che vuole, ma
    > questi dati non devono essere continuamente
    > esposti per tutta la
    > vita.
    > Che c'è da capire?

    Che non esiste alcun diritto all'oblio.
    Esiste un diritto, umano, a non subire discriminazioni ma che non comporta alcun tipo di oblio.
    Se cerco su Google "Totò Riina" secondo te cosa dovrei trovare?
    Cittadino siciliano o capo-mafia?
    Per lui col tuo concetto di "diritto all'oblio" come la mettiamo?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Adriano
    > Che non esiste alcun diritto all'oblio.

    Questo lo dici tu.
    che evidentemente ti senti molto più preparato sull'argomento del garante della privacy
    http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=11...

    > Esiste un diritto, umano, a non subire
    > discriminazioni ma che non comporta alcun tipo di
    > oblio.
    > Se cerco su Google "Totò Riina" secondo te cosa
    > dovrei
    > trovare?
    > Cittadino siciliano o capo-mafia?
    > Per lui col tuo concetto di "diritto all'oblio"
    > come la
    > mettiamo?

    Puoi trovare tutto quello che vuoi se lo cerchi, ma non ti deve essere sbattuto in faccia.
    La capisci la differenza?

    Ti faccio un esempio stupido.
    Oggi stavo guardando il GP di Singapore ed ero sorpreso nel vedere che fosse in notturna.
    Mi sono chiesto se fosse la solita replica di un GP fatto nella notte italiana o se il gioco dei fusi orari giustificasse quel buio.
    Ovviamente avrei potuto semplicemente accendere il televideo o google e sincerarmene.
    Ma se nel farlo mi fossi trovato davanti il titolo "nella notte italiana grande vittoria di Alonso" mi sarei rovinato lo spettacolo.
    Ecco, il punto è questo: l'informazione sarebbe stata lì, nessuno l'avrebbe censurata, ma io non l'ho cercata.

    Invece tu proponi che in sovraimpressione ci sarebbe dovuto essere scritto "questa è una replica del GP corso nella notte italiana e vinto da Alonso" (per la cronaca, il GP era in diretta)

    Che è esattamente il motivo per cui Google è stata condannata.
  • - Scritto da: Momento di inerzia

    > Non si tratta di cancellare niente.
    > Si tratta di garantire l'oblio.

    Siamo nell'era dell'informazione digitale e della memoria infinita.
    L'oblio ha cessato di esistere.
    Vuoi l'oblio? Non fare cavolate!

    > Il che significa che se un fa ricerche specifiche
    > è libero di trovare tutti i dati che vuole, ma
    > questi dati non devono essere continuamente
    > esposti per tutta la vita.

    No, infatti. Devono essere esposti anche dopo.
    Diciamo per almeno 70 anni dalla morte? Mi pare un periodo equo.

    > Che c'è da capire?
    Che chi sgarra doveva pensarci prima!
  • "Google non è stat in grado di provare che i suggerimenti sono dati da un algoritmo matematico"...ma siamo impazziti? Quei due "poveracci" che hanno inventato Google hanno basato tutte le loro fortune su un algoritmo matematico e non sarebbero riusciti a dimostrarlo? Secondo questa corte a Google lavorano migliaia di schiavi che associano manualmente le parole tra di loro? Se poi questo qui è stato CONDANNATO per i fatti riportati nei suggerimenti come si fa a dire che è diffamazione? Se non voleva che certe parole fossero associate al suo nome sapeva come fare...
  • Nell'articolo parla di diritto all'oblio,al quale tu HAI DIRITTO,una volta scontata la tua pena ed il tuo debito con la società.

    Principio che tralaltro è molto moderno,altrimenti staremmo ancora a marchiare a fuoco sulla fronte,i colpevoli di reati,o a tagliargli le mani,perchè no?

    Ora google arriva e pretende di dettar legge,quando ovviamente non può,e deve adattarsi a quello che è il sistema giudiziario italiano.

    Può farlo benissimo,non sono fessi.
  • a parte che è in francia
    ai pedofili o a tutti quelli che sfruttano i minori un bel marchio in fronte glielo farei
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mauro
    > a parte che è in francia
    > ai pedofili o a tutti quelli che sfruttano i
    > minori un bel marchio in fronte glielo
    > farei

    Eh già. A loro.
  • Mannaggia a sti pedofili.

    Che ogni volta che bisogna sostenere qualche p;ttan_ta arrivano loro.

    I PEDOFILI.
  • Dall'articolo
    in passato coinvolto in fatti che lo hanno visto condannato per corruzione di minori.                             ^^^^^^^^
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mauro
    > Dall'articolo
    > in passato coinvolto in fatti che lo hanno visto
    > condannato per corruzione di minori.            
    >               
    > ^^^^^^^^


    Embè?
  • > Nell'articolo parla di diritto all'oblio,al quale
    > tu HAI DIRITTO,una volta scontata la tua pena ed
    > il tuo debito con la società.

    Un fatto accaduto è un fatto accaduto. Punto e basta. Il diritto all'oblio è una patetica ipocrisia, un patetico tentativo di non far ricordare ciò che è già pubblico.

    Il diritto all'oblio è incompatibile con Internet, quindi il diritto all'oblio soccomberà.
    non+autenticato
  • Sciocchezze.

    Allora aspettiamo di avere anche la nostra biografia su internet,disponibile per tutti i datori di lavoro.

    Non è più così fico internet eh?

    Semplicemente Google,che è una multinazionale deve adattarsi alle leggi nazionali.
  • - Scritto da: kurdt
    > Sciocchezze.
    >
    > Allora aspettiamo di avere anche la nostra
    > biografia su internet,disponibile per tutti i
    > datori di
    > lavoro.

    Distinguiamo sfera pubblica da sfera privata. Immagina che i datori di lavoro possano accedere a dati anagrafici, storia lavorativa e giudiziaria, non ci troverei niente di scandaloso.
    Ma non dovrebbero mai accedere alle informazioni riguardanti etnia, credenze politiche e religiose, hobby, reti di amici che sono tutte cose private.

    >
    > Non è più così fico internet eh?
    >
    > Semplicemente Google,che è una multinazionale
    > deve adattarsi alle leggi nazionali.

    Certo, sottolineerei anche leggi europee e quelle ad un tribunale mondiale che andrebbe creato.
    Purché le leggi nazionali non contraddicano la matematica.
    Se una legge nazionale stabilisse che pi greco vale 3.00, nessuna azienda di nessuna dimensione potrebbe adattarsi a tale legge.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Vitalij
    > Distinguiamo sfera pubblica da sfera privata.
    > Immagina che i datori di lavoro possano accedere
    > a dati anagrafici, storia lavorativa e
    > giudiziaria, non ci troverei niente di
    > scandaloso.

    Quindi secondo te uno che ruba una mela (fatto pubblico) è uguale a uno che ammazza e stupra (magari in quest'ordine), visto che in entrambi i casi il datore di lavoro magari lo scarta per prendere un altro solo in base a questo dato
    E magari è giusto che un datore di lavoro possa segarti per sempre scrivendo (magari inventandoselo perché gli stai sul caxxo) sul tuo curriculum accessibile da chiunque che una volta in ditta hai rubato

    Comincio a credere che il problema di facebook non sia poi un problema, visto che la gente se ne fotte così allegramente della privacy

    > Certo, sottolineerei anche leggi europee e quelle
    > ad un tribunale mondiale che andrebbe
    > creato.

    ROTFL.
    Non esiste per evidenti ragioni una giustizia unica europea (che doveva venire dopo mercato unico e moneta unica, ma che "stranamente" si è arenata, lasciando spazio al cielo unico) e tu vuoi fare una giustizia unica mondiale?
    Secondo quali leggi? che derivano da quale moralità? da quali tradizioni?
    Sicuro che qui in Italia sia applicabile il diritto dello Zambia? o degli USA?