massimo mantellini

Contrappunti/La seconda era del blog

di M. Mantellini - Quando si sarà posato il polverone sul marketing 2.0, cosa sopravvivrà dei nuovi strumenti digitali? Il blog è destinato a costituire un pilastro del pensiero futuro, così come lo sono stati altri media

Contrappunti/La seconda era del blogRoma - A dispetto dei soliti vaticini di sostituzione, che riguardano in genere tutti gli strumenti di comunicazione a nostra disposizione, una ricerca di eMarketer pubblicata la settimana scorsa racconta che, non solo i blog non sono ancora morti, ma il loro utilizzo sembrerebbe destinato ad aumentare, per lo meno negli USA, nel corso dei prossimi anni.

Si tratta di conclusioni sorprendenti rispetto ad una idea generale che riguarda non solo la generica capacità dei blog di influenzare il panorama informativo, ma che indica anche una tendenza che riguarda il numero di persone che scrivono un blog, quella nicchia di cittadini (in America circa uno su dieci) che partecipa con parole proprie alla composizione delle discussioni in rete.

Leggere i blog o scriverne uno sono oggi due attività molti distanti e vanno spesso riferite a persone diversissime. Per immaginare qualche valutazione sull'influenza dei blog, su chi siano davvero i loro lettori e su chi si prenda la briga di consultarli quotidianamente alla ricerca di informazioni, appare necessario intanto porsi qualche domanda su cosa sia un blog e su quali caratteristiche lo differenzino, per esempio, da un sito web informativo. Perché è evidente che i confini fra strumenti editoriali diversi si sono assottigliati nettamente negli ultimi anni, specie in USA dove, per esempio, esistono "blog" come Huffington Post che hanno oggi più lettori di storiche testate giornalistiche come il Washington Post.
Da questo punto di vista i dati di eMarketer sembrerebbero peccare di quell'eccesso di ottimismo che confonde la piattaforma di pubblicazione con le finalità editoriali dello strumento. Molto è "blog" oggi nel panorama informativo e comunicativo mondiale, molti nuovi soggetti si sono affacciati in Rete con prodotti informativi che hanno ottenuto grandi attenzioni e seguito, ma la definizione di "lettore di blog" è spesso complessa e non riassumibile nella semplificazione di una singola parola.

Molto più interessante il discorso sulla scrittura dei blog e sulla loro centralità nelle conversazioni. Da questo punto di vista nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito ad un inevitabile spostamento delle discussioni dai blog (commenti e link reciproci) ad altri strumenti di condivisione di più vasta portata, come Facebook e Twitter. Le reti sociali sembrerebbero aver allontanato una quota di discussione da quei vecchi diari personali che un tempo chiamavamo blog, riducendo anche parte del fascino sociale che questi avevano per chi si dedicava alla loro scrittura.

Accanto ad un fisiologico effetto di addizione, abbiamo assistito ad una altrettanto evidente migrazione delle conversazioni dai blog verso i social network che sono oggi l'ambito dominante non solo di formazione dell'opinione, ma anche dello sharing informativo. Questo avviene fondamentalmente per ragioni di architettura: l'immediatezza di Twitter nella ridistribuzione delle segnalazioni, e la ampia diffusione di Facebook come piazza virtuale abitata da milioni di nuovi cittadini digitali che mai avevano aperto un blog e che solo occasionalmente ne avevano letto qualcuno, ha indebolito la centralità sociale dei blog e spostato altrove il ribollire delle discussioni.

Nello stesso tempo sembra di poter dire che molti di questi ambiti sociali che oggi richiedono la nostra attenzione non sono piattaforme altrettanto efficaci dei blog in termini di comunicazione strutturata, facilmente archiviabile e consultabile.

Se Facebook, Twitter o Friendfeed sono oggi il luogo del tempo reale informativo, quegli stessi ambiti sembrano essere, contemporaneamente, imperfetti servitori di una idea di costruzione organica del pensiero strutturato. Se la veloce battuta, il "like" alla vibrante campagna online o il rapido colpo d'occhio che quotidianamente dedichiamo alla nostra colonna di lifestreaming, non può esaurire la nostra capacità di maneggiare contenuti notizie ed opinioni ma solo potenziarne velocità ed ampiezza, questo significa che dovranno esistere (anzi, continuare ad esistere) altri luoghi della Rete vocati ad una sua più stabile organizzazione.

I siti web editoriali sono già da tempo in grado di rispondere a questa esigenza ed anche i blog personali, con tutti i loro limiti, hanno mantenuto intatta negli anni questa predisposizione alla lentezza del pensiero recuperabile. Scrivere un blog oggi significa, prima di tutto, partecipare ad una necessaria archiviazione dei pensieri, rubando tempo al veloce flusso di coscienza che è diventata oggi la regola della fruizione informativa ai tempi dei social network. Se questi spazi di raziocinio saranno destinati a mantenersi, nei prossimi anni, sarà certamente una buona notizia.

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo
38 Commenti alla Notizia Contrappunti/La seconda era del blog
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  • ... e questo è un ottimo appunto
  • Sai com'e', siamo in Italia.

    Qui tutto cambia perche' non cambi proprio nulla.

    Io sti discorsi sul web 2.0 li sentivo gia' ai miei tempi su ITAPAC e Videotel.
    non+autenticato
  • Contesto! quando c'e' da rispondere rispondo.
  • Bene.
    Rendiamo onore ai vivi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Aletheia
    > Bene.
    > Rendiamo onore ai vivi.

    Non potrebbe rispondere meglio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: gino tavera
    > - Scritto da: Aletheia
    > > Bene.
    > > Rendiamo onore ai vivi.
    >
    > Non potrebbe rispondere meglio.

    Questo spiega tutto.
    non+autenticato
  • Bene, ma che ci dice Mantellini sul fatto che buona parte dei blogs
    usa foto "trovate su internet" ossia rubate e che tutti copiano allegramente articoli interi persino da Associated Press, Corriere, Repubblica, LaStampa, a volte copiano perfino il footer con la scritta "riproduzione riservata (C) xxxx".

    E' facile e molto comodo creare contenuti scroccando o rubando contenuti altrui, anzi non e' mai stato facile come oggi.

    Dei blogger italiani che seriamente creano contenuti originali e di alto spessore ne possiamo contare al massimo qualche decina, e di questi solo una manciata riescono a monetizzare il loro lavoro perche' spesso si tratta di argomenti di nicchia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Aletheia
    > buona parte dei blogs
    > usa foto "trovate su internet" ossia rubate

    rubare è altro

    > e che
    > tutti copiano allegramente articoli interi
    > persino da Associated Press, Corriere,
    > Repubblica, LaStampa, a volte copiano perfino il
    > footer con la scritta "riproduzione riservata (C)
    > xxxx".

    è da centinaia di migliaia di anni che l'umanità vive e progredisce "copiando", ogni generaziona copia tutto quello che le generazioni precedenti hanno prodotto...

    ostacolare la libera copia equivale ostacolare la libera circolazione delle idee, della conoscenza, del sapere... e, per chi sostiene l'idea del mercato capitalista (sic!), è una posizione contraria al cosiddetto "sviluppo"...

    è una posizione a dir poco non intelligente, oscurantista, stupida... una posizione dietro cui alla fin fine c'è solo la ricerca di schifose rendite parassitarie da accumulare alle spalle di tutti: questo è RUBARE

    > E' facile e molto comodo creare contenuti
    > scroccando o rubando contenuti altrui, anzi non
    > e' mai stato facile come oggi.

    dici? perché non ti metti su un orto, vai a zapparlo tutti i giorni e poi ti vendi i frutti: vedrai che non sarà facile per nessuno "rubarti" i contenuti

    > Dei blogger italiani che seriamente creano
    > contenuti originali e di alto spessore ne
    > possiamo contare al massimo qualche decina, e di
    > questi solo una manciata riescono a monetizzare
    > il loro lavoro perche' spesso si tratta di
    > argomenti di nicchia.

    e con questo?

    ciò che dici non si applica mica solo ai blogger, vale per tante altre "categorie": politici, giornalisti, scrittori, musicisti, architetti, fisici, matematici, medici, ricercatori e via dicendo...

    ciò che dici rispetto ai blogger non significa dunque un emerito NULLA...
    non+autenticato
  • In genere chi copia le notizie non lo fa per "diffondere sapere", ma lo fa per guadagnare sfruttando il lavoro degli altri. E' il classico "furbo".

    E' "il fine" che fa la differenza.

    Il progresso non si ottiene mediante la copia de sapere, ma solo con il progresso e l'innovazione, che si ottiene tramite analisi e sviluppo di quello che è già stato fatto, non con la copia.

    Chi copia contenuti non crea, è un ladro!
    non+autenticato
  • - Scritto da: IMHO
    > In genere chi copia le notizie non lo fa per
    > "diffondere sapere", ma lo fa per guadagnare
    > sfruttando il lavoro degli altri. E' il classico
    > "furbo".

    > E' "il fine" che fa la differenza.

    > Il progresso non si ottiene mediante la copia de
    > sapere, ma solo con il progresso e l'innovazione,
    > che si ottiene tramite analisi e sviluppo di
    > quello che è già stato fatto, non con la
    > copia.

    > Chi copia contenuti non crea, è un ladro!

    Ma quanto va di moda il termine "ladro" ultimamente, voglio vedere uno che con un martello pneumatico si porta via il pezzo di asfalto con il tuo posteggio e la tua auto sopra come lo chiami...
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane

    > Ma quanto va di moda il termine "ladro"
    > ultimamente, voglio vedere uno che con un
    > martello pneumatico si porta via il pezzo di
    > asfalto con il tuo posteggio e la tua auto sopra
    > come lo
    > chiami...

    Lo chiamo ladro.

    Da wikipedia: Per furto si intende in genere l'impossessamento indebito di un bene di proprietà altrui ed è l'azione tipica del ladro. Si riferisce classicamente alla sottrazione di un bene mobile in danno del legittimo proprietario, ed in tempi recenti la disciplina è stata estesa anche al furto di beni immateriali.

    P.S. devo anche scrivere cosa significa "beni immateriali" o mi fermo?
    non+autenticato
  • - Scritto da: IMHO
    > - Scritto da: krane

    > > Ma quanto va di moda il termine "ladro"
    > > ultimamente, voglio vedere uno che con un
    > > martello pneumatico si porta via il pezzo di
    > > asfalto con il tuo posteggio e la tua auto sopra
    > > come lo chiami...

    > Lo chiamo ladro.

    > Da wikipedia: Per furto si intende in genere
    > l'impossessamento indebito di un bene di
    > proprietà altrui ed è l'azione tipica del ladro.

    Se io mi impossesso di una cosa tua te la sottraggo.

    > Si riferisce classicamente alla sottrazione di un
    > bene mobile in danno del legittimo proprietario,
    > ed in tempi recenti la disciplina è stata estesa
    > anche al furto di beni immateriali.

    > P.S. devo anche scrivere cosa significa "beni
    > immateriali" o mi fermo?

    Preferirei passare al codice civile e penale, perche' mi sa che il cappello di wiki e' riduttivissimo e sotto non specifica.
    krane
    22544
  • E' inutile.

    Questi pensano che i soldi crescano sugli alberi e che chi crea contenuti viva d'aria e lavori per la gloria.

    L'unica cosa che capiscono sono le multe salate e le mazzuolate, tutto il resto e' fiato sprecato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Aletheia
    > E' inutile.

    E' utilissimo.

    Utile piu' o meno come eliminare tutto quello che ha detto l'interlocutore per evitare di continuare un dialogo coerente.

    Come'e' il tempo li' dove sei te ? Qua c'e' il sole.
    krane
    22544
  • - Scritto da: Aletheia
    [...]
    > L'unica cosa che capiscono sono [...] le mazzuolate

    sbaglio o c'è un evidente richiamo a certe ideologie bruno/nere della prima letà del '900???
    non+autenticato
  • Massi' torniamo tutti all'asilo va'.
    non+autenticato
  • - Scritto da: IMHO
    [...]
    > Da wikipedia: Per furto si intende in genere
    > l'impossessamento indebito di un bene di
    > proprietà altrui ed è l'azione tipica del ladro.
    > Si riferisce classicamente alla sottrazione di un
    > bene mobile in danno del legittimo proprietario,
    > ed in tempi recenti la disciplina è stata estesa
    > anche al furto di beni immateriali.

    1°) la fonte wikipedia non mi rappresenta un bel nulla

    2°) se ti copio un qualcosa ti sto forse sottraendo l'originale?

    > P.S. devo anche scrivere cosa significa "beni
    > immateriali" o mi fermo?

    come mai non parli della differenza tra beni e merci? di come e perché un bene diventa merce? di come i beni immateriali sono indefinitamente riproducibili a costo praticamente zero? di come con il copyright si cerca di introdurre ARTIFICIOSAMENTE una altrimenti inesistente scarsità dei beni immateriali? di come l'unico scopo di ciò sia imporre un valore a qualcosa (la copia) che altrimenti vale zero? e di come lo si faccia al solo scopo di ricavare da questa valorizzazione delle vergognose rendite senza alcuna reale produzione di beni o servizi? di come questa sottrazione di beni comuni sia RUBARE, di come questo sia una sorta di PIZZO in perfetto stile mafioso?...

    VERGOGNA
    non+autenticato