Claudio Tamburrino

Open Office, futuro di libertà

Ultimatum a Oracle: o collabora, o verrà cambiato anche il marchio. E così, la suite office open per eccellenza, spiccherà il volo con le sue ali. Ci sono già supporter importanti

Open Office, futuro di libertàUpdate: L'articolo è stato modificato per chiarire la portata della decisione del nuovo comitato di indirizzo di Document Foundation riguardo ai formati proprietari. Come ribadito da Charles Schultz su Groklaw, in ballo ci sono esclusivamente i plugin sviluppati per OOXML, non il supporto a formati consolidati (ma comunque chiusi) già presenti in OpenOffice.

Roma - I volontari di OpenOffice.org avevano iniziato a pensare a come riorganizzare la suite open source subito dopo l'acquisto di Sun Microsystem da parte di Oracle. La risposta che hanno ora trovato è la più logica: cercare l'indipendenza.

La comunità dei volontari che sviluppano e promuovono OpenOffice.org, infatti, ha annunciato la nascita di una associazione indipendente chiamata "The Document Foundation": l'obiettivo è quello di rendere concreta l'indipendenza prevista originariamente alla sua fondazione, dopo dieci anni di evoluzione con Sun Microsystems come principale sponsor.
L'acquisto di quest'ultima da parte Oracle era stato presagio di sventura per la community: nessuna parola da parte del nuovo proprietario sul destino di OpenOffice. E le disavventure di OpenSolaris non prospettavano nulla di buono.

Così i volontari che per anni si sono dedicati allo sviluppo della suite hanno deciso di superare l'impasse di Oracle con una proposta che sa di ultimatum: l'azienda di Larry Ellison è stata invitata ad aderire alla nuova Fondazione e a donare il marchio alla comunità che ha fatto crescere il progetto. In caso contrario verrà adottato il nome LibreOffice, già disponibile in versione beta all'indirizzo libreoffice.org.

Il marchio Oracle, comparso con l'ultimo aggiornamento, potrebbe aver quindi eseguito una "toccata e fuga".

L'obiettivo della community, guidata da un comitato ristretto, è quello di eliminare le barriere all'adozione sia per gli utenti che per gli sviluppatori, e fare di LibreOffice la più accessibile tra le suite di produttività. Per far questo annunciato subito l'abbandono del supporto a formati proprietari come OOXML (disponibile fino a questo punto solo con plugin sviluppati da terze parti) a favore di Open Document Format, con l'intenzione di collaborare con OASIS alla prossima evoluzione dello standard ISO. Restano naturalmente disponibili estensioni consolidate, già da tempo supportate dalla suite.

Richard Stallman, Presidente della Free Software Foundation, ha sottolineato proprio l'importanza di questa scelta: "Sono felice di sapere che non raccomanderà l'uso di estensioni non libere, che in questo momento rappresentano il principale problema di OpenOffice". Tra i supporter della nuova fondazione Google, Novell, Free Software Foundation, Open Source Initiative e gli altri protagonisti della comunità dell'open source e del free software.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
357 Commenti alla Notizia Open Office, futuro di libertà
Ordina
  • - La stampa in serie
    - la numerazione dei capitoli


    fanno schifo quasi quanto quelle di Word 2007-2010

    (curiosamente entrambe le suite una volta le facevano meglio)
    non+autenticato
  • E saranno 1.000.000 di volte che viene ripetuto!
    Nei commenti sopra, soprattutto nelle digressioni tra shevatas, ullalla. bugbuster e krane, emerge un'immagine dello sviluppatore Open Source, direi, cinematografica-stereotipata che lo vuole cantinaro, brufoloso, senza un soldo in tasca e senza una vita sociale e che, per di più, lavora gratis!
    Ma dico...
    Cisa mi vieta di sviluppare su richiesta software Open Source personalizzato, su misura e a pagamento?
    Non posso forse, essendo io comunque il titolare dell'opera (il software non si vende, in genere, ma è come se si noleggiasse o, meglio, si autorizza all'uso) decidere con quale licenza rilasciarlo?
    Molti diranno che una volta "venduto" non è più rivendibile poichè la licenza prevede che lo si possa redistribuire (sorgente compreso).
    Ebbene?
    Mica faccio pagare il software, ma lo sviluppo dello stesso, l'implementazione, la configurazione ed eventualmente una centralizzazione dei dati, l'hosting, il backup e altri servizi annessi e connessi.
    Dov'è la difficoltà in questo?
    Cosa c'è di impossibile in questo modello o di fallimentare?
    H5N1
    1641
  • (...)
    > Mica faccio pagare il software, ma lo sviluppo
    > dello stesso, l'implementazione, la
    > configurazione ed eventualmente una
    > centralizzazione dei dati, l'hosting, il backup e
    > altri servizi annessi e
    > connessi.

    il punto critico per valutare se la scelta OS sia capace di farti guadagnare è proprio questo: se il software, una volta sviluppato, ha bisogno di pochissima o nulla configurarazione, la centralizzazione dei dati etc. etc. sono servizi marginali, vedi il caso di un gioco oppure di un cad, che servizi a valore aggiunto poi rivendi al cliente finale ?
    Il tuo ragionamento calza benissimo per i sistemi operativi o le applicazioni web dove la parte di personalizzazione è sviluppo è prevalente, lo vedo un poco più in salita nel caso di applicazioni, come il solito gestionalino, fatte e finite.
  • Sì, ma nulla mi vieta di far pagare al cliente lo sviluppo di una nuova applicazione seppure con licenza GPL.
    H5N1
    1641
  • - Scritto da: shevathas
    > (...)
    > > Mica faccio pagare il software, ma lo sviluppo
    > > dello stesso, l'implementazione, la
    > > configurazione ed eventualmente una
    > > centralizzazione dei dati, l'hosting, il backup
    > e
    > > altri servizi annessi e
    > > connessi.
    >
    > il punto critico per valutare se la scelta OS sia
    > capace di farti guadagnare è proprio questo: se
    > il software, una volta sviluppato, ha bisogno di
    > pochissima o nulla configurarazione, la
    > centralizzazione dei dati etc. etc. sono servizi
    > marginali, vedi il caso di un gioco oppure di un
    > cad, che servizi a valore aggiunto poi rivendi al
    > cliente finale?

    intanto guadagni per il servizio di sviluppo del software (e a seconda di cosa stai sviluppando e per chi, si può trattare di molti molti soldi)

    installazioni, personalizzazioni, configurazioni, ottimizzazioni, aggiunta/modifica di funzionalità, formazione degli utenti, adeguamenti a normative e/o standard tecnici ecc. ecc. ... sono cose che servono sempre per *qualsiasi* software

    > Il tuo ragionamento calza benissimo per i sistemi
    > operativi o le applicazioni web dove la parte di
    > personalizzazione è sviluppo è prevalente, lo
    > vedo un poco più in salita nel caso di
    > applicazioni, come il solito gestionalino, fatte
    > e finite.

    manco per nulla!
    anzi, semmai è proprio vero il contrario: i "gestionalini" hanno costantemente bisogno di essere aggiornati perché le norme contabili, fiscali, tecniche ecc. cambiano di continuo...
    non+autenticato
  • > un'immagine dello sviluppatore Open Source,
    > direi, cinematografica-stereotipata che lo vuole
    > cantinaro, brufoloso, senza un soldo in tasca e
    > senza una vita sociale e che, per di più, lavora
    > gratis!
    > Ma dico...

    Ed in genere è esattamente così. Fatto salvo poche realtà di successo chi sviluppa open source lo fa per hobby.

    > Cisa mi vieta di sviluppare su richiesta
    > software Open Source personalizzato, su misura e
    > a
    > pagamento?

    Niente, ma perché dovresti usare il modello di business peggiore per te? Salvo rare eccezioni, quello che serve al tuo committente serve anche ad un sacco di altre persone, esempio tutti i suoi concorrenti.
    Se sviluppi e rendi pubblico il sorgente, vieni pagato la prima volta e poi, forse, la seconda. Ma alla lunga nessuno vieta all'indiano che costa 100 volte meno di te di prendere il tuo sorgente, andare dal tuo potenziale cliente e farti concorrenza ad una frazione del prezzo che ti permette di sopravvivere.

    > Non posso forse, essendo io comunque il titolare
    > dell'opera (il software non si vende, in genere,
    > ma è come se si noleggiasse o, meglio, si
    > autorizza all'uso) decidere con quale licenza
    > rilasciarlo?

    Ovvio che puoi.

    > Molti diranno che una volta "venduto" non è più
    > rivendibile poichè la licenza prevede che lo si
    > possa redistribuire (sorgente
    > compreso).
    > Ebbene?
    > Mica faccio pagare il software, ma lo sviluppo
    > dello stesso, l'implementazione, la
    > configurazione ed eventualmente una
    > centralizzazione dei dati, l'hosting, il backup e
    > altri servizi annessi e
    > connessi.
    > Dov'è la difficoltà in questo?

    Come ti ho detto sopra la difficoltà sta nel competere su un mercato globale. Quello che tu scrivi è vero, anche se perfettamente applicabile al software closed (con il bonus dell'effettiva vendita del software), ma vale solo nelle piccole realtà locali: vendi il tuo softwarino all'aziendina di 5 persone il cui titolare non sa una parola di inglese e non sa muoversi sul mercato.
    Il problema è che questo vale ora, in Italia. Non vale in paesi di lingua inglese dove gli indiani fanno un concorrenza spietata, non varrà in Italia domani quando arriveranno i rumeni: e non parlo dei rom che rubano le macchine, ma dei programmatori rumeni che prenderanno il tuo sorgente e venderanno:

    > configurazione ed eventualmente una
    > centralizzazione dei dati, l'hosting, il backup e
    > altri servizi annessi e
    > connessi.

    ad un quinto di quello che fai tu. Ci sarà un iniziale rifiuto da parte dei clienti a parlare con Bucarest ma basta il prospetto di costi...

    > Cosa c'è di impossibile in questo modello o di
    > fallimentare?

    Vedi sopra. Funziona nel piccolo, in realtà limitate o anche nei sistemi operativi comunque introducendo degli artifici (si chiamano certificazioni).
    non+autenticato
  • La licenza GPL serve proprio ad evitare il pericolo che tu citi.
    Se un rumeno o un cinese o chi per lui prende il mio codice e si mette a venderlo gli toccherà cercare spazio nella sua agenda per un appuntamento in tribunale poichè sicuramente incapperà in qualche violazione (tipo la mancata citazione dell'autore, della licenza o della pubblicazione dei sorgenti).
    Comunque il modello dell'Open Source non è così anarchico e "poveretto" come si vuol far credere.
    Ci sono molte false credenze a riguardo.
    Vero o Falso sull'Open Source:

    1)
    D: il software libero non ha licenza
    R: FALSO. Ci sono molte licenze cosiddette "libere" (GPL, LGPL, Apache, MIT, BSD) ed ognuna prevede degli oneri per chi usa, modifica o distribuisce il software.

    2)
    D: Non posso vendere il software Open Source:
    R: VERO e FALSO - Vendere il software è controproducente in quanto la ripubblicazione e la redistribuzione dello stesso da parte del primo acquirente renderebbe l'offerta priva di senso. Può essere usata a fini di lucro, invece, la distribuzione su supporto fisico, la fornitura di funzionalità aggiuntive personalizzate, lo sviluppo dello stesso e le varie implementazioni e l'assistenza. Ma nulla vieta di farsi pagare lo SVILUPPO di software libero e limitarne la distribuzione dei sorgenti dietro richiesta (la licenza non obbliga a distribuire il sorgente necessariamente insieme al binario nè a non richiedere una retribuzione per questo anche se limitata).

    3)
    D: l'Open Source è sempre gratuito e si è obbligati (se distribuito con licenza GPL) a distribuirne anche i sorgenti.
    R: QUASI FALSO. Con la licenza GPL posso lucrare anche con la ditribuzione del sorgente. Come? La licenza prevede che se vendo i binari devo rendere disponibili i sorgenti, ma questo è possibile anche in un secondo momento e posso distribuirlo su un supporto del quale faccio pagare una certa cifra (comprensiva delle spese di spedizione). E' possibile. E' stato fatto e viene fatto tuttora da diverse compagnie che utilizzano Kernel Linux sul loro Hardware.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 04 ottobre 2010 20.11
    -----------------------------------------------------------
    H5N1
    1641
  • - Scritto da: H5N1
    > La licenza GPL serve proprio ad evitare il
    > pericolo che tu
    > citi.
    > Se un rumeno o un cinese o chi per lui prende il
    > mio codice e si mette a venderlo gli toccherà
    > cercare spazio nella sua agenda per un
    > appuntamento in tribunale poichè sicuramente
    > incapperà in qualche violazione (tipo la mancata
    > citazione dell'autore, della licenza o della
    > pubblicazione dei
    > sorgenti).

    E perché mai? Lui non fa modifiche, ne chiude il codice: compete sul prezzo, dove tu perdi in partenza.
    Il rumeno o il cinese di turno va dal tuo cliente, o potenziale tale e gli dice io ho questo software (il tuo), tizio ti fa manutenzione e personalizzazioni per X: io te le faccio per X/5. Tu vivi a Milano, lui a Bucarest. Tu hai perso il cliente.

    > 1)
    > D: il software libero non ha licenza
    > R: FALSO. Ci sono molte licenze cosiddette
    > "libere" (GPL, LGPL, Apache, MIT, BSD) ed ognuna
    > prevede degli oneri per chi usa, modifica o
    > distribuisce il
    > software.

    Oneri finanziari? Mai. Se il sorgente è liberamente scaricabile il programma è gratis: per definizione.

    > 2)
    > D: Non posso vendere il software Open Source:
    > R: VERO e FALSO - Vendere il software è
    > controproducente in quanto la ripubblicazione e
    > la redistribuzione dello stesso da parte del
    > primo acquirente renderebbe l'offerta priva di
    > senso. Può essere usata a fini di lucro, invece,
    > la distribuzione su supporto fisico, la fornitura
    > di funzionalità aggiuntive personalizzate, lo
    > sviluppo dello stesso e le varie implementazioni
    > e l'assistenza. Ma nulla vieta di farsi pagare lo

    Quindi è vero.


    > SVILUPPO di software libero e limitarne la
    > distribuzione dei sorgenti dietro richiesta (la
    > licenza non obbliga a distribuire il sorgente
    > necessariamente insieme al binario nè a non
    > richiedere una retribuzione per questo anche se
    > limitata).

    Quindi se non distribuisco il sorgente non è open-source, altrimenti se è su richiesta persino windows è opensource (programma microsoft shared source per partner).

    > 3)
    > D: l'Open Source è sempre gratuito e si è
    > obbligati (se distribuito con licenza GPL) a
    > distribuirne anche i
    > sorgenti.
    > R: QUASI FALSO. Con la licenza GPL posso lucrare
    > anche con la ditribuzione del sorgente. Come? La
    > licenza prevede che se vendo i binari devo
    > rendere disponibili i sorgenti, ma questo è
    > possibile anche in un secondo momento e posso
    > distribuirlo su un supporto del quale faccio
    > pagare una certa cifra (comprensiva delle spese
    > di spedizione). E' possibile. E' stato fatto e
    > viene fatto tuttora da diverse compagnie che
    > utilizzano Kernel Linux sul loro
    > Hardware.

    Stronzata galattica, insita nella licenza virale. Se tu mi fai pagare per il sorgente ma io ho possibilità di distribuire quel sorgente liberamente tu hai finito di incassare se a me gira. Quindi si torna al solito discorso il software open-source e GPL in particolare può essere venduto solo al committente.
    non+autenticato
  • Certo, puoi redistribuirlo gratuitamente.
    Ma il business sta nel continuo aggiornamento/aggiunta di funzionalità ad-personam con conseguente nuovo sorgente.
    Ti invito a leggere le licenze GPL.
    In fondo è vero che può essere venduto al committente, ma non è con "venduto" che si raffigura esattamente la transazione.
    Non vendi il software, il software resta tuo e di tutta la comunità.
    Vendi lo sviluppo.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 05 ottobre 2010 00.26
    -----------------------------------------------------------
    H5N1
    1641
  • - Scritto da: H5N1
    > Certo, puoi redistribuirlo gratuitamente.
    > Ma il business sta nel continuo
    > aggiornamento/aggiunta di funzionalità
    > ad-personam con conseguente nuovo
    > sorgente.

    Qual'è il tuo vantaggio? Tu programmatore, che vuoi guadagnare dal tuo lavoro (personalizzazioni, supporto, etc), perché dovresti rilasciare il sorgente al pubblico?

    L'unico vero vantaggio delle licenze virali tipo la GPL è per basa il suo business solo ed esclusivamente sui servizi, ma è ovvio che lo sviluppo per questi diventa un costo non un valore aggiunto (perché tutti i concorrenti hanno immediatamente accesso alle funzionalità).

    Quei fessi della FSF stanno semplicemente massacrando il mestiere del programmatore, svalutandone il lavoro.

    > Ti invito a leggere le licenze GPL.
    > In fondo è vero che può essere venduto al
    > committente, ma non è con "venduto" che si
    > raffigura esattamente la
    > transazione.
    > Non vendi il software, il software resta tuo e di
    > tutta la
    > comunità.
    > Vendi lo sviluppo.

    E come te lo possono vendere tutti quelli in grado di scrivere su una tastiera. Se fossimo in un mondo ideale forse si tratterebbe anche di un business sostenibile, perché il tuo costo sarebbe in linea con quello di Ashok Venkatramanian di Bangalore.
    In realtà lui vive alla stra-grande con 450 euro al mese, tu non ci paghi neanche l'affitto di una stanza doppia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nome e cognome
    > - Scritto da: H5N1
    > > Certo, puoi redistribuirlo gratuitamente.
    > > Ma il business sta nel continuo
    > > aggiornamento/aggiunta di funzionalità
    > > ad-personam con conseguente nuovo
    > > sorgente.

    > Qual'è il tuo vantaggio? Tu programmatore, che
    > vuoi guadagnare dal tuo lavoro
    > (personalizzazioni, supporto, etc), perché
    > dovresti rilasciare il sorgente al pubblico ?

    Perche' ti pagano ? Potrebbe essere una buona idea per i programmi delle pubbliche amministrazioni, altro che legarsi mani piedi e collo a un fornitore.

    > L'unico vero vantaggio delle licenze virali tipo
    > la GPL è per basa il suo business solo ed
    > esclusivamente sui servizi, ma è ovvio che lo
    > sviluppo per questi diventa un costo non un
    > valore aggiunto (perché tutti i concorrenti hanno
    > immediatamente accesso alle funzionalità).

    Ma non tutti sono in grado o hanno l'interesse di farlo, sai cosa penso che tu vedi la libera concorrenza ed il partire tutti dalla stessa base come un male. Questo sa di uno che sa di lavorare tendenzialmente male ?

    > Quei fessi della FSF stanno semplicemente
    > massacrando il mestiere del programmatore,
    > svalutandone il lavoro.

    E' facile, appunto, dare dei fessi agli altri quando non si sa fare di meglio.

    > > Ti invito a leggere le licenze GPL.
    > > In fondo è vero che può essere venduto al
    > > committente, ma non è con "venduto" che si
    > > raffigura esattamente la transazione.
    > > Non vendi il software, il software resta
    > > tuo e di tutta la comunità. Vendi lo sviluppo.

    > E come te lo possono vendere tutti quelli in
    > grado di scrivere su una tastiera. Se fossimo in
    > un mondo ideale forse si tratterebbe anche di un
    > business sostenibile, perché il tuo costo sarebbe
    > in linea con quello di Ashok Venkatramanian di
    > Bangalore.

    Nel mondo reale occorre anche sapersi vendere e confrontare, ma il confronto sembra preoccuparti.

    > In realtà lui vive alla stra-grande con 450 euro
    > al mese, tu non ci paghi neanche l'affitto di una
    > stanza doppia.

    E tu pensi che il tuo lavoro in regime di libera concorrenza varrebbe solo quello ? Pensi di non riuscire ad emergere in tale regime ?
    Allora ti conviene andare ad asfaltare strade.
    krane
    22544
  • Guarda, quello che secondo me non capiscono è che la differenza la fà la qualità.
    Faccio un esempio.
    Ho con disappunto constatato che molti hanno acquistato lo sviluppo di un sito internet poi realizzato con Joomla.
    Fin qui niente di male.
    Il male sta nei successivi risvolti: il sedicente (o i sedicenti) programmatori non erano in grado di fornire livelli di personalizzazione adeguati perchè non capivano un'acca di PHP, Apache e programmazione in genere. A loro è bastato modificare un template e installare Joomla, metterci i contenuti dei clienti e chiedere più di un migliaio di euri.
    Ora, cosa c'entra questo discorso con l'open/closed source?
    Per esperienza diretta che posso dire che molto del mondo "closed" deriva da un'approccio simile a quello descritto. Ci trovi poco "hacking" propriamente detto e molto di quello che io definisco Fast & GUI.
    Una mentalità tipica alla M$.
    Io non ho paura a rilasciare il mio codice perchè so che se non ci capisci un'acca non ci fai molto.
    Però se me lo chiudi e lo rivendi mi incazzo.

    (Tra parentesi a mio parere il comportamento succitato si chiama truffa).
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 05 ottobre 2010 21.11
    -----------------------------------------------------------
    H5N1
    1641
  • ... naturalmente è un complimento sarcastico. devo dire che non invidio chi fa il suo lavoro, di marketing, perché molto spesso è costretto a fare il salto della quaglia. ricordo che quando ci fu l'acquisizione di Sun da parte di Oracle e qualcuno paventava già la fine del processo di sviluppo open di molti progetti, lui se ne uscì con un comunicato alquanto rassicurante sul futuro di OpenOffice.org sotto la sponsorizzazione del nuovo management. oggi, invece, è in prima fila contro una Oracle 'versione cattiva' e capeggia il progetto LibreOffice.

    oltre a lui mi complimento con quanti nella community di OpenOffice.org tacciavano le voci di chi paventava in tempi ormai lontani e prima dell'acquisizione il bisogno di creare una fondazione che slegasse OpenOffice.org dal patronato di Sun in modo da renderlo un progetto realmente open e longevo. probabilmente sono gli stessi che oggi hanno avviato il progetto LibreOffice. che dire, il mondo dell'open source e i suoi promotori non finiranno mai di stupirmi e divertirmi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: petrestov
    > ... naturalmente è un complimento sarcastico.
    > devo dire che non invidio chi fa il suo lavoro,
    > di marketing, perché molto spesso è costretto a
    > fare il salto della quaglia. ricordo che quando
    > ci fu l'acquisizione di Sun da parte di Oracle e
    > qualcuno paventava già la fine del processo di
    > sviluppo open di molti progetti, lui se ne uscì
    > con un comunicato alquanto rassicurante sul
    > futuro di OpenOffice.org sotto la
    > sponsorizzazione del nuovo management. oggi,
    > invece, è in prima fila contro una Oracle
    > 'versione cattiva' e capeggia il progetto
    > LibreOffice.

    voglio soffermarmi su questa parte del discorso solo per dire che non ce l'ho personalmente con il sig. Vignoli che finora ha svolto il suo lavoro a dovere (i numeri di OpenOffice.org qui in Italia parlano chiaro). è solo una piccola stoccata a un modo di gestire l'immagine del prodotto che spesso va verso la rassicurazione dei suoi utenti e fruitori piuttosto che verso la analisi e la prevenzione di problemi futuri.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Cavallo Pazzo
    > ...fa schifo!

    Ottima argomentazione, mi hai convintoSorpresa !
    Credo che lo cancellero' dall'interweb, grazieSorride !
    11237
  • - Scritto da: Cavallo Pazzo
    > ...fa schifo!

    Ecco il troll di turno.

    Identico al vecchio openoffice, importa/esporta come prima (doc compresi).

    Purtroppo è in inglese per adesso.
    Grafica semplice e pulita.
    Database da vedersi .....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Cavallo Pazzo
    > ...fa schifo!

    nella pagina di download c'è scritto bello in grande che è una BETA e c'è pure un bell'elenco dei bug e dei problemi...

    ma... come hai fatto a provarlo dato che pare tu non sappia neanche leggere?
    non+autenticato
  • io alla fine mi ritrovo ancora con DOCX e XLSX che girano dappertutto, non doc, non xls.

    girano gli X.

    quindi se non li supporterà neanche openoffice, dovrò coprire con MSoffice, perché quella roba mi arriva da clienti e fornitori.

    porca miseria.

    ad alcuni abbiamo pazientemente spiegato "non usare il formato X" ... ma moltissimi se ne fregano e i capi ti dicono "non osare disturbare il cliente con queste stronzate"
    non+autenticato
  • > ad alcuni abbiamo pazientemente spiegato "non
    > usare il formato X" ... ma moltissimi se ne
    > fregano e i capi ti dicono "non osare disturbare
    > il cliente con queste
    > stronzate"

    ascolta il capo che ha ragione
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fai
    > > ad alcuni abbiamo pazientemente spiegato "non
    > > usare il formato X" ... ma moltissimi se ne
    > > fregano e i capi ti dicono "non osare disturbare
    > > il cliente con queste
    > > stronzate"
    >
    > ascolta il capo che ha ragione

    sissiniore mi inchino all'esigensa de la produsione perdio!
    non+autenticato
  • - Scritto da: dindinello
    > - Scritto da: Fai
    > > > ad alcuni abbiamo pazientemente spiegato "non
    > > > usare il formato X" ... ma moltissimi se ne
    > > > fregano e i capi ti dicono "non osare
    > disturbare
    > > > il cliente con queste
    > > > stronzate"
    > >
    > > ascolta il capo che ha ragione
    >
    > sissiniore mi inchino all'esigensa de la
    > produsione
    > perdio!
    Nono ha ragione perchè ce la ha non per altre esigenze!
    E ringrazia il cielo che ci siano i clienti che se non ci fossero il pane quotidiano non te lo regala nessuno!
    non+autenticato
  • e comunque se infastidisci i clienti per queste piccolezze, poi non puoi più chiedere nulla per le cose serie. Meglio non sprecare opportunità per fare i religiosi del software
    non+autenticato
  • Personalmente in azienda ho raccomandato a tutti di non salvare in formato OOXML; che utilizzino pure le suite di Office successive alla 2003, ma che non utilizzino questi formati.

    Ed il motivo è semplice: inviare documenti con formati non standard (perche OOXML è uno standard ISO, ma l'implementazione della MS non lo è), e che per di più pochi possono aprire è uno sgarbo nei confronti dei destinatari (tra le righe, il messaggio è: 'io ho il software più recente, mentre tu hai ancora quello vecchio').
    In aggiunta, è presunzione e maleducazione dare per scontato che il destinatario utilizzi software della MS.
    Dulcis in fundo, un destinatario che si trova con un .docx da aprire, può trovarsi ad installare software crack'ato pur di leggere il documento.
    Oppure deve rispondere richiedendo l'invio del documento in un formato più accessibile, forse con un po' di imbarazzo, e certamente con una perdita di tempo, sia per lui che per il mittente.
  • - Scritto da: andy61
    > Personalmente in azienda ho raccomandato a tutti
    > di non salvare in formato OOXML; che utilizzino
    > pure le suite di Office successive alla 2003, ma
    > che non utilizzino questi
    > formati.
    >
    > Ed il motivo è semplice: inviare documenti con
    > formati non standard (perche OOXML è uno standard
    > ISO, ma l'implementazione della MS non lo è), e
    > che per di più pochi possono aprire è uno sgarbo
    > nei confronti dei destinatari (tra le righe, il
    > messaggio è: 'io ho il software più recente,
    > mentre tu hai ancora quello
    > vecchio').
    > In aggiunta, è presunzione e maleducazione dare
    > per scontato che il destinatario utilizzi
    > software della
    > MS.
    > Dulcis in fundo, un destinatario che si trova con
    > un .docx da aprire, può trovarsi ad installare
    > software crack'ato pur di leggere il
    > documento.
    > Oppure deve rispondere richiedendo l'invio del
    > documento in un formato più accessibile, forse
    > con un po' di imbarazzo, e certamente con una
    > perdita di tempo, sia per lui che per il
    > mittente.

    Veramente io il DOCX lo apro e pure gratis e non con MS office ma proprio con Open Office!
    Non capisco dove sta il problema!
    E se voglio lo lascio così oppure lo risalvo in ODF oppure in DOC "tradizionale" e giuro che "magie" non ne ho fatto funziona di suo!
    non+autenticato
  • Anche io utilizzo OpenOffice, ma le considerazioni principali sono due:
    1) OpenOffice non è in grado di rappresentare fedelmente i documenti codificati in OOXML (soprattutto quelli più complessi);
    2) la stragrande maggioranza delle persone non conosce OpenOffice, o non l'ha installato, o non lo sa installare, o non lo può installare per politiche aziendali.
    2b) sempre per il motivo delle politiche aziendali, è possibile che molti utenti che hanno Office <= 2003 non possano installare il plugin di conversione.

    Indipendentemente da tutto, l'esperienza pratica insegna che praticamente tutti sono in grado di aprire documenti .doc o .pdf, ma non OOXML.

    Se devo scrivere un'e-mail ad una persona straniera, cerco sempre di farlo nella sua lingua, se la conosco, come minimo per un fatto di cortesia.
    Non vedo perché dovrei mandargli dei documenti codificati in un formato che lui probabilmente non conosce.

    E questo è l'attuale limite alla diffusione di ODF: avendo Microsoft accuratamente evitato in passato di inserire il parser per questo formato nelle proprie suite, nessuno si è azzardato a far circolare documenti in questo formato proprio per la ragionevole certezza che i destinatari non sarebbero stati in grado di aprirli.
  • - Scritto da: andy61
    > Anche io utilizzo OpenOffice, ma le
    > considerazioni principali sono
    > due:
    > 1) OpenOffice non è in grado di rappresentare
    > fedelmente i documenti codificati in OOXML
    > (soprattutto quelli più
    > complessi);
    > 2) la stragrande maggioranza delle persone non
    > conosce OpenOffice, o non l'ha installato, o non
    > lo sa installare, o non lo può installare per
    > politiche
    > aziendali.
    > 2b) sempre per il motivo delle politiche
    > aziendali, è possibile che molti utenti che hanno
    > Office <= 2003 non possano installare il plugin
    > di
    > conversione.
    >
    > Indipendentemente da tutto, l'esperienza pratica
    > insegna che praticamente tutti sono in grado di
    > aprire documenti .doc o .pdf, ma non
    > OOXML.
    >
    > Se devo scrivere un'e-mail ad una persona
    > straniera, cerco sempre di farlo nella sua
    > lingua, se la conosco, come minimo per un fatto
    > di
    > cortesia.
    > Non vedo perché dovrei mandargli dei documenti
    > codificati in un formato che lui probabilmente
    > non
    > conosce.
    >
    > E questo è l'attuale limite alla diffusione di
    > ODF: avendo Microsoft accuratamente evitato in
    > passato di inserire il parser per questo formato
    > nelle proprie suite, nessuno si è azzardato a far
    > circolare documenti in questo formato proprio per
    > la ragionevole certezza che i destinatari non
    > sarebbero stati in grado di
    > aprirli.
    Non dico che hai torto in assoluto e al 100% dei casi... ma...
    1) la rappresentazione non è mai in alcun caso (ne potrà mai esserlo) relalmente "wysiwyg" basta che cambi da una versione di MS office a un altra che il problema ce lo hai (e ovviamente sempre in funzione della complessità del documento e della "versione" del software).
    Nessuno ti "salva realmente" da quel problema... perchè non è un problema di formato ma di "rendering" ovvero della rappresentazione che il software da di quel formato ... e il rendering è diverso (più o meno ripeto) da applicazione a applicazione e da versione a versione.

    2) se applichiamo il tuo ragionamento alla lettera non ne usciamo ti posso inviare un sacco di documenti (vecchi e vecchissimi doc) che la attuale versione di MS office non aprono neppure a piangere... spesso li apre meglio addirittura open office!

    3) posto che il problema è in realtà irresolubile in linea teorica (ma anche pratica) tanto vale usare un formato almeno documentato...
    Per quanto attiene lo standard l'attuale formato di MS è quello "transizionale" (cioè non quello definivo... se mai ci sarà)... in realtà è un "subset" (il che vuole dire "meno esteso" della specifica non "incompatibile" al più "incompleto" rispetto alla specifica stessa) le "approsimazioni" ti tocca di considerarle un "male inevitabile" sia teoricamente sia praticamente!

    4) non puoi aspettare "godot" in eterno perchè non arriverà mai e rischi di cadere prima o poi nell'obsoleto e "unsupported" prima o dopo (il che non è problema piccolo).

    Ciò detto bisogna vedere nella pratica caso per caso...
    È proprio la mancanza di standard ad avere creato il bubbone e non è un motivo (anzi il contrario) continuare a testa bassa su quella strada... altrimenti (ripeto) hai voglia ad aspettare godot che non arriva mai!

    IMHO bisogna rinunciare o alla botte piena o alla moglie ubriaca... si tratta solo di capire quale rinuncia è peggiore...
    Certa la rinuncia è sempre rinuncia... ma l'impossibile e l'erba "voglio o vorrei ma non posso" te lo impongono moglie piena e botte ubriaca sono da sempre solo una fantasia!

    Il tutto ripeto IMHO!
    non+autenticato
  • Semplice soluzione: si scelgono un paio di formati Standard e si usano quelli. In più si aggiunge un bel formato .txt ed il gioco è fatto.
    In genere (dipende dal destinatario) uso i formati .doc o .odt, una versione PDF e, sempre a seconda dei casi, un txt o un rtf.
    Fosse per me la preferenza andrebbe all'rtf anche se si tratta comunque di un formato proprietario perchè attualmente la maggiorparte delle suite di Office (OO, GoOO, MS Office, KOffice e altri) li apre senza troppi problemi e anche la resa nel rendering è pressochè la stessa.
    Se, invece, è dell'informazione in sè che si ha bisogno senza tanti fronzoli il MIME-Type text/plain è più che idoneo.
    Tra l'altro la maggiorparte delle mie email è in formato text/plain.
    H5N1
    1641
  • > E questo è l'attuale limite alla diffusione di
    > ODF: avendo Microsoft accuratamente evitato in
    > passato di inserire il parser per questo formato
    > nelle proprie suite

    Ma la mia licenza di Office 2007 Home&Pezzent Ediscion chi l'ha fatta?
    La Apogee?
    Io gli ODT li apro tranquillamente ( abbastanza, diciamo con circa gli stessi errori che trovo aprendo i file con OO ) .

    Non è che è merito del SP2 ( spero di averlo salvato su CD )
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | Successiva
(pagina 1/4 - 17 discussioni)