Cristina Sciannamblo

Branson: ultima chiamata per lo spazio

18 mesi al decollo del primo volo Virgin Galactic. E il suo patron annuncia l'intenzione di voler lanciare in orbita satelliti per le università. E di voler costruire alberghi sulla Luna

Roma - Prima Virgin Records (una delle più grandi etichette discografiche al mondo), poi Virgin Racing (decisa a innovare le tecnologie nella Formula 1), ora Virgin Galactic: compagnia commerciale che si prepara a offrire "gite" nello spazio realizzando i sogni dei turisti annoiati e dalle tasche copiose. Sembra proprio che Richard Branson, tycoon di Virgin, abbia intenzione di passare alla storia come l'inventore del turismo "on the moon" e di offrire un'esperienza a dir poco straordinaria.

18 mesi di attesa per il decollo del primo volo: così ha dichiarato il patron di Virgin nel corso di un incontro pubblico tenutosi a Kuala Lumpur il 27 settembre. Oltre a illustrare i progressi tecnici dello SpaceShipTwo , il velivolo spaziale che porterà in orbita i sei fortunati e facoltosi clienti del primo volo, il magnate britannico ha aggiunto che la compagnia sarebbe intenzionata a lanciare alcuni satelliti a beneficio di scuole e università interessate allo studio dei corpi celesti.

Inoltre, per gli amanti delle scampagnate sulla Luna, Brenson e soci stanno studiando un modo per installare degli alberghi nello spazio da utilizzare come base di lancio per le spedizioni sul satellite.
In questo modo e con queste tempistiche, la Virgin Galactic è decisa a sbaragliare la concorrenza di altre compagnie interessate alla commercializzazione dei viaggi spaziali come Boeing, che ha di recente annunciato un accordo con Space Adventures.

Per quanto riguarda le dinamiche di volo, sembra che lo SpaceShipTwo, dopo aver superato con successo alcuni recenti collaudi, sarà lanciato in orbita ancorato alla nave d'appoggio White Knight Two fino a quota 16 chilometri, punto in cui saranno azionati i motori che spingeranno la navicella in quello che viene definito tecnicamente "spazio".

Una volta raggiunto il campo suborbitale, i passeggeri dello SpaceShipTwo potranno mettersi comodi e ammirare da distanza smisurata lo spettacolo della Terra vista da lassù, oppure saranno liberi di sganciare le cinture di sicurezza per fluttuare in assenza di gravità. A quel punto, probabilmente, i sei componenti dell'equipaggio saranno ampiamenti ripagati dei 200mila dollari spesi per l'acquisto del biglietto.

Cristina Sciannamblo
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6 Commenti alla Notizia Branson: ultima chiamata per lo spazio
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  • Quelli di PI sono veramente affezionati a questo strafalcione, non è la prima volta che lo fanno, se non ricordo male.

    Cordiali saluti
  • Scusate, magari ho dei ricordi di fisica annebbiati, ma spacesh[i|ee]p non è in grado di mettere in "orbita" nulla.
    In realtà si tratta di una specie di aereo che può salire parecchio in alto. E compiere un volo parabolico che da la "sensazione" di assenza di gravità!
    Per andare in orbita, però, serve molta ma molta più energia, anche in quello che "tecnicamente viene chiamato spazio" la gravità terrestre è molto forte.
    Quindi, questa cosa degli alberghi nello spazio o della messa in orbita di (micro?) satelliti, beh mi sembra un pò una bufala.Con la lingua fuori
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marco
    > Scusate, magari ho dei ricordi di fisica
    > annebbiati, ma spacesh[i|ee]p non è in grado di
    > mettere in "orbita" nulla.
    >
    > In realtà si tratta di una specie di aereo che
    > può salire parecchio in alto. E compiere un volo
    > parabolico che da la "sensazione" di assenza di
    > gravità!
    > Per andare in orbita, però, serve molta ma molta
    > più energia, anche in quello che "tecnicamente
    > viene chiamato spazio" la gravità terrestre è
    > molto
    > forte.
    > Quindi, questa cosa degli alberghi nello spazio o
    > della messa in orbita di (micro?) satelliti, beh
    > mi sembra un pò una bufala.
    >Con la lingua fuori

    Vero, si tratta di voletti suborbitali che raggiungono la quota di 100 km alla quale per convenzione si è "nello spazio", e ci rimangono pochi minuti.
    Niente in confronto al viaggio in Soyuz del mitico Shuttleworth e di pochi altri ricconi che sono andati sulla ISS (che pure sta in orbita bassa).
    Non ho mai capito perché Shuttleworth non è andato su con lo Shuttle, ah ah ah!Con la lingua fuori
    Funz
    12979
  • - Scritto da: Funz
    > Non ho mai capito perché Shuttleworth non è
    > andato su con lo Shuttle, ah ah ah!
    >Con la lingua fuori

    Perchè per la Soyuz c'era un prezzo per il "biglietto", per lo Shuttle no!
    E anche se ci fosse stato dubito che 20milioni di $ sarebbero bastati. Forse ne servivano 10 volte tanto, lo Shuttle è/era (ci sarà ancora per poco) "costosetto" da operare.
    non+autenticato
  • Tutto esatto: la nave della Virgin raggiunge la famigerata linea di Kàrmàn a 100 km di altezza, che pur essendo dentro l'alta atmosfera costituisce convenzionalmente il limite oltre il quale c'è tutto ciò che è classificato come spazio; pure la ISS, che orbita intorno a 380 km di altitudine, è dentro tale limite, ma in ogni caso 100 km dovrebbero bastare per godersi un po' di microgravità (giusto qualche minuto) prima che la nave completi la sua parabola e rientri a terra (niente CMQ paragonato alla microgravità "perenne" che si puo' sperimentare a bordo della ISS, e ancora meno rispetto al livello di tecnologia e risorse necessari per i due diversi tipi di viaggio, non per niente secondo certe indiscrezioni il biglietto costerà sui 200.000 $, molto meno dei 30.000.000 $ pagati da Richard Garriot per il suo viaggio sulla ISS).
    C'è da dire che però l'idea di alberghi lunari mi pare assai improponibile, visto che già adesso enti statali come la NASA o le altre agenzie spaziali si troverebbero a spendere miliardi di dollari per simili iniziative (già un "piccolo" progetto come la ISS nonostante gli sforzi congiunti di mezzo mondo ha avuto non poche difficoltà ad arrivare a termine) dubito fortemente che persone come Branson riuscirebbero mai a trovare un simile quantitativo di fondi; ancora più improponibile (vedi il discorso ISS di cui sopra) sarebbe creare alberghi orbitali: è già difficile adesso rifornire la ISS che si trova molto più in alto dei 100 km di portata della nave Virgin, figuriamoci riuscire a tenere qualcosa di così grosso in orbita così bassa: il consumo di carburante sarebbe mostruoso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Antonio Mela
    > Tutto esatto: la nave della Virgin raggiunge la
    [...]
    > mostruoso.

    Comprendo le tue argomentazioni, ma stai sottovalutando parecchio l'iniziativa privata.

    La differenza di costi per portare "70kg" a 100km di altezza è notevole.
    Oltretutto SpaceshipTwo deve arrivarci "lentamente" perché non può permettersi di strapazzare i passeggeri come avviene per Shuttle e Soyuz.

    Nuovi motori, nuovi materiali, nuovi sistemi di lancio... potremo assistere ad una nuova corsa allo spazio, ma stavolta senza guerra fredda tra i piedi.

    Potrebbe accadere qualcosa di molto divertente: le agenzie spaziali statali che acquistano lanciatori e servizi da aziende private perché gli costa meno che svilupparli in proprio.
    Insomma le possibilità ci sono.

    Un saluto
    GT