Mauro Vecchio

USA, se mobile non vuol dire neutralità

Secondo una proposta di legge trafugata online, i provider mobile non dovrebbero sottostare al principio di non discriminazione del traffico web. Alla FCC spetterebbero solo poteri sanzionatori

Roma - È all'improvviso apparsa online, a far luce sulle intenzioni regolatorie all'interno del delicato dibattito sulla net neutrality in terra statunitense. Una bozza di legge, promossa dalla fazione democratica e quindi redatta da Henry Waxman, chairman della Commissione sull'Energia e il Commercio alla House of Representatives di Washington DC.

I vari provider a stelle e strisce non potranno discriminare in maniera arbitraria - o comunque senza un motivo ragionevole - determinati contenuti, servizi o applicazioni presenti sul web. Che poi è uno dei principi fondamentali di quella che è stata definita neutralità della Rete.

Pare tuttavia che questo stesso principio non risulterà valido per tutti i provider mobile, che dovrebbero essere in grado di rallentare determinati tipi di traffico, poiché possono offrire un'ampiezza di banda decisamente più limitata. Che poi è l'esatto motivo per cui molti fornitori in mobilità hanno criticato certi aspetti del principio di neutralità della rete e quanto espresso dalla Federal Communications Commission (FCC) statunitense.
E la commissione guidata da Julius Genachowski sembrerebbe uscirne sconfitta, almeno stando alla bozza di legge trafugata online. In sostanza, a FCC verrebbe negato il potere di implementare le sue regole per obbligare i vari ISP a mantenere una Rete aperta e soprattutto neutrale. Nella visione di Waxman, alla commissione spetterebbe però un potenziato ruolo punitivo: 2 milioni di dollari di multa per chi violi i principi della neutrality.

Sanzioni che dovrebbero essere decise caso per caso, come già illustrato dalle condizioni per la neutralità discusse tra Google e Verizon nella scorsa estate. Sfumerebbe comunque la cosiddetta terza via indicata da Genachowski: FCC non riuscirebbe a riclassificare l'accesso al broadband come un comune servizio di telecomunicazione.

Un obbligo accomunerebbe però provider del cavo e mobile. Nessuno dei due potrà procedere al blocco arbitrario di un sito web legale o dei relativi accessi da parte dei consumatori a stelle e strisce.

Mauro Vecchio
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12 Commenti alla Notizia USA, se mobile non vuol dire neutralità
Ordina
  • Mr. Obama aveva svariate poltrone politiche alle spalle... ognuna conquistata a forza di compromessi, finanziamenti lobbystici e promesse non mantenute.   Insomma il classico CV comune a qualsiasi politicante in qualsiasi paese democratico. Diciamo che rappresenta il meno peggio che può esprimere la politica
    non+autenticato
  • ...relativamente a internet.

    - Neutralità della rete salvo vi siano "motivi ragionevoli" per evitarla (praticamente gli ISP faranno come gli pare)

    - Provvedimenti durissimi contro la pirateria (chiusura immediata dei siti illegali con semplice ingiunzione, senza aspettare la fine di un processo)

    - supporto a una versione dura di ACTA

    - Ogni software di comunicazione dovrà essere facilmente intercettabile, specie se fa uso di crittografia (o meglio, così dice il NYT sulla base di proposte provenienti da NSA, FBI, ecc...). Di fatto se passasse una cosa simile la crittografia "seria" verrebbe pressochè proibita, anche nei software open source.

    Bush a confronto era una versione moderata di stallman.
    non+autenticato
  • Non è una novità che negli USA le industrie dei contenuti - che sono quelle che hanno maggior interesse nel combattere la pirateria - finanziano più i Democratici che i Repubblicani.
    Di certo Obama non è arrivato a fare il presidente solo perché è "bello, giovane e abbronzato", come dice qualcuno.
  • Ti sei dimenticato: il "Protecting Cyberspace as a National asset act" (Pcnaa),grazie al quale il presidente può limitare l'accesso alle infrastrutture delle telecomunicazioni, e può addirittura spegnere 4 dei 13 root nameserver che ci sono nel mondo, senza i quali non si possono inoltrare le assegnazioni dei domini.

    Tanto per non farsi mancare nulla.Occhiolino
    non+autenticato
  • Per la cronaca, io ero di quelli che in Obama ci credeva davvero.
    Ero.
    Adesso sono altamente disgustato.
  • Io non mi facevo grosse illusioni sul suo conto, come tutti i presidenti deve pagare pegno a chi gli ha pagato la campagna elettorale.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Indy
    > Io non mi facevo grosse illusioni sul suo conto,
    > come tutti i presidenti deve pagare pegno a chi
    > gli ha pagato la campagna
    > elettorale.

    Ma di queste quale l'ha proposta lui? Mi pare che una di quelle sopra sia una proposta del vice presidente che è il suo esatto opposto. Altre sono state proposte dai democratici, ma non da Obama. Lui ha il diritto di veto.
    non+autenticato
  • Diritto di veto che ad esempio sul "Protecting Cyberspace as a National asset act"(Pcnaa), non ha esercitato visto che è stato approvato, smettiamola di illuderci anche lui risponde a delle lobbies come tutti i politici.
    Pensi che la campagna elettorale se la paghi da solo?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Indy
    > Diritto di veto che ad esempio sul "Protecting
    > Cyberspace as a National asset act"(Pcnaa), non
    > ha esercitato visto che è stato approvato,
    > smettiamola di illuderci anche lui risponde a
    > delle lobbies come tutti i
    > politici.
    > Pensi che la campagna elettorale se la paghi da
    > solo?

    Qui c'è scritto che è una bill, cioè proposta di legge:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Protecting_Cyberspace...

    Poi Obama ha tirato su tanti soldi anche grazie alle donazioni tramite Internet.
    non+autenticato
  • Veramente qui dice un'altra cosa

    http://www.oversecurity.net/2010/06/
    non+autenticato
  • - Scritto da: Indy
    > Veramente qui dice un'altra cosa
    >
    > http://www.oversecurity.net/2010/06/

    Secondo te è più accurata wikipedia su una legge che ha fatto molto discutere e che su wikipedia è stata guardata da tanti occhi o quel sito italiano che ha la bellezza di 0 commenti?
    non+autenticato
  • - Scritto da: anonimo
    > - Scritto da: Indy
    > > Veramente qui dice un'altra cosa
    > >
    > > http://www.oversecurity.net/2010/06/
    >
    > Secondo te è più accurata wikipedia su una legge
    > che ha fatto molto discutere e che su wikipedia è
    > stata guardata da tanti occhi o quel sito
    > italiano che ha la bellezza di 0
    > commenti?

    Ho cercato altrove, è stato approvato il 25 giugno in una commissione del senato, non dal senato.
    non+autenticato