Cristina Sciannamblo

California: niente maschere online

Approvata la legge che punisce l'appropriazione illecita dell'identità altrui a mezzo Internet. Per arginare, anche, il cyberbullismo. Preoccupazione per le possibili limitazioni alla satira

Roma - Impossessarsi illecitamente dell'identità di qualcun altro è ora reato in California. La proposta di legge del senatore democratico Joe Simitian, che intende punire chiunque online si appropri indebitamente del profilo di un'altra persona, è stata firmata dal governatore Arnold Schwarzenegger.

Secondo l'autore della legge, un provvedimento del genere, attuato ai giorni nostri, mira in particolare a punire "il lato oscuro della rivoluzione dei social network". L'intento della legge è, infatti, quello di arginare il cyberbullismo: saranno dunque perseguite tutte le pratiche illegali quali frode, molestie, intimidazione e diffamazione compiute attraverso l'utilizzo dell'identità altrui attraverso i canali del Web. Le pene prevedono multe fino a 1.000 dollari e un anno di carcere per i casi più gravi. Oltre alle sanzioni penali, il soggetto accusato può subire azioni civili che prevedano risarcimento a favore delle vittime.

Secondo le intenzioni del legislatore, la finalità primaria del Senate Bill 1411 è quella di colmare le mancanze del provvedimento del 1872 che, in California, punisce la falsificazione della firma. L'obiettivo principale è, dunque, l'E-personation, ovvero l'impersonificazione dolosa condotta a mezzo Internet.
L'approvazione della nuova legge arriva dopo il verificarsi di alcuni episodi di cyberbullismo particolarmente gravi negli Usa, come quello noto come MySpace mom, titolo usato per raccontare il caso di una donna accusata di aver indotto al suicidio una ragazza per aver imbastito e troncato una relazione virtuale attraverso MySpace, sotto le mentite spoglie di un giovane adolescente di cui la ragazza si era invaghita. E ancora, il caso di una donna adulta che proponeva falsi incontri piccanti su Craigslist spacciandosi per un'adolescente.

La legge entrerà in vigore agli inizi del 2011. Non mancano le critiche, in particolare da parte di chi sostiene che, con l'entrata in vigore della norma, potrebbero sopraggiungere conseguenze nefaste per la liberà di parola e di satira. È il caso degli Yes Man, formazione satirica i cui membri si travestono, clonano siti e stampano giornali fasulli a scopo di denuncia sociale e controinformazione. Mike Bonanno, uno dei componenti, si dice preoccupato sull'uso improprio che le grandi corporation (obiettivo principale della satira Yes Man) potrebbero fare del nuovo provvedimento di legge californiano.

Anche Electronic Frontier Foundation (EFF) sostiene, attraverso il suo avvocato, Corynne McSherry, che il Senate Bill 1411 potrebbe essere un'ottima arma legale che grossi papaveri potrebbero impugnare per schiacciare la libertà di critica.

Cristina Sciannamblo
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