Claudio Tamburrino

Quanto conta un direttore sul web

La Cassazione sottolinea la non applicabilità della normativa in materia esplicitamente prevista per la stampa. Ma potrebbe non essere tutto così chiaro. Il caso Merate Online

Roma - La sentenza 35111/2010 della Corte di Cassazione è tornata sulla questione della responsabilità del direttore di testate telematiche, o meglio sulla sua non responsabilità: secondo quanto disposto, non risponderà di "omesso controllo" in caso di pubblicazione, sul sito da lui diretto, di contenuti diffamatori.

Il caso riguardava la testata "Merate online", il cui direttore, iscritto all'albo dei giornalisti, veniva accusato di omesso controllo per la pubblicazione di una lettera ritenuta diffamatoria nei confronti dell'ex ministro della Giustizia Robeto Castelli e di un suo collaboratore. Il reato era stato ritenuto prescritto (quindi senza assoluzione) dalla Corte di Appello di Milano: fatto che lasciava pendenti le questioni relative al risarcimento dovuto al querelante.

Per questo, il difensore aveva deciso di far ricorso alla Corte superiore per ottenere una senza non ambigua: il Giudice ha ora deciso che il reato di cui all'articolo 57 del codice penale sarebbe inapplicabile in quanto previsto solo per la carta stampata. Stessa motivazione aveva in passato salvaguardato i direttori delle testate televisive (intervenendo solo in seguito il legislatore a correggere questa impostazione).
La Corte ha inoltre ribadito il concetto di non responsabilità degli intermediari previsto (a meno che non siano a conoscenza del contenuto criminoso del messaggio e non abbiano provveduto ex post alla sua rimozione, rispondendo in caso contrario di "concorso in reato" e non di diffamazione) equiparando, di fatto, la situazione del direttore responsabile di una testata online con quella di un blogger o dell'amministratore di un forum.

A tal proposito Marco Pierani, rappresentante dell'associazione Altroconsumo, osserva come tale sentenza mostri le contraddizione tra la legge 62/01, che equipare i siti che forniscono informazione quotidiana ai veri e propri giornali cartacei (con tutti i relativi obblighi) e il  D. Lsvo 9.4.2003 n. 70, nella parte in cui questo "precisa che la registrazione della testata editoriale telematica è obbligatoria esclusivamente per le attività per le quali i prestatori del servizio intendano avvalersi delle provvidenze previste" da tale legge: l'esclusione della responsabilità si insinuerebbe nell'impianto stesso di tale logica.

La sentenza non sembra però stabilire con chiarezza assoluta la questione della responsabilità del direttore di una testate online: vari osservatori hanno espresso giudizi in parte contrastanti nella convinzione più o meno sfumata che la portata della sentenza possa essere limitata alla non equiparazione come prova di un testo digitale rispetto ad uno stampato.

In effetti, la stessa vicenda è resa più complicata dal fatto che Merate online si siadifesa affermando di non saper nulla della missiva incriminata e di ritenere possibile che vi sia stato "un accesso non autorizzato da parte di un hacker", fatto per cui ha presentato denuncia contro ignoti alla Procura di Lecco. In Tribunale, d'altronde, è stato presentata solo una stampa dell'arma del delitto, neanche certificato da notaio o pubblico ufficiale.

Per Alessandro Galimberti, per esempio, il caso ruoterebbe anche attorno a questo punto: "il ricorso per l'annullamento, accolto, era fondato su un motivo di merito (l'impossibilità di dimostrare la genuinità del file diffamatorio, atteso il mancato sequestro del sito e relativa perizia) e soprattutto sull'interpretazione restrittiva dell'articolo 57 del codice penale: questa norma stabilisce la responsabilità omissiva per colpa del direttore di stampa periodica"

Il solo fatto di essere "stampabile", peraltro, non sembra essere una discriminante sufficiente a distinguere le due fattispecie.

In questo senso, per esempio, l'analisi dell'avv. Fulvio Sarzana di S. Ippolito: "un articolo estratto da un sito non può essere uguale, dal punto di vista della prova, ad un articolo di carta che prova senza ombra di dubbio ed in maniera corporea  la diffamazione". Mentre sarebbe ancora tutto in ballo il discorso circa la non equivalenza tra stampa e testate digitali Internet. Sarzana poi conclude: "ho l'impressione che la sentenza sia fortemente contraddittoria in alcuni punti e sia motivata in altri con richiami formalistici inadeguati alla realtà dei fatti del mondo telematico". Insomma, restano parecchi punti da chiarire in questa vicenda, che mette ancora una volta sotto i riflettori la complessità della gestione dei nuovi media con norme scritte e pensate per i vecchi.

Claudio Tamburrino
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24 Commenti alla Notizia Quanto conta un direttore sul web
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  • ...Della sua non controllabilità.

    (non controllabilità = più grattacapi pè TUTTI, specialmente per chi vuole controllare Occhiolino )
  • Innanzitutto vale la pena di ricordare che quelli di MerateOnLine, difesi dal geniale avvocato Antonio Di Pietro, sono stati condannati penalmente in via definitiva per un reato inesistente, ovvero aver ascoltato tramite scanner radio le comunicazioni IN CHIARO dei Benemeriti Carabinieri del posto.

    Per quanto riguarda la recente sentenza, il direttore dice "io non ho mai pubblicato quella lettera" e i giudici (senza un tabulato o un'analisi del server) nei tre gradi di giudizio gli rispondono "NO, tu sei un BUGIARDO! Il fatto è avvenuto" , ma alla fine non lo puniscono perché il "fatto" (che secondo loro è avvenuto) non costituisce reato previsto dal codice penale. Da notare che non è un'assoluzione perché "il fatto non sussiste" o per "non aver commesso il fatto", scusate se è poco!

    Adesso il querelante, forte di tre sentenze che gli danno ragione, può andare al tribunale civile e dire: "Guardate, i giudici hanno stabilito che è stata pubblicata una lettera diffamatoria, hanno stabilito pure che il direttore non ha controllato, non è punibile penalmente, ma io pretendo comunque un bel risarcimento in sede civile."
    In sede civile non vale la regola della responsabilità penale personale (vedi il caso Mediaset vs Youtube)
    non+autenticato
  • - Scritto da: giuliano g
    > Per quanto riguarda la recente sentenza, il
    > direttore dice "io non ho mai pubblicato quella
    > lettera" e i giudici (senza un tabulato o
    > un'analisi del server) nei tre gradi di giudizio
    > gli rispondono "NO, tu sei un BUGIARDO! Il fatto
    > è avvenuto" , ma alla fine non lo puniscono
    > perché il "fatto" (che secondo loro è avvenuto)
    > non costituisce reato previsto dal codice penale.
    > Da notare che non è un'assoluzione perché "il
    > fatto non sussiste" o per "non aver commesso il
    > fatto", scusate se è
    > poco!

    Allora è assolto perché il fatto non costituisce reato.
    Scusa se è poco.
    E' come se ti facessero un processo perché hai starnutito in piazza.
    30000 persone ti hanno visto farlo e tu non puoi provare il contrario (ovvero che non eri tu)
    Il fatto è avvenuto (sussiste) e sei stato tu (hai commesso il fatto), ma non costituisce reato, quindi non c'è rilevanza penale.
    Se pi starnutendo hai macchiato l'impermeabile di qualcuno e quello ti fa causa civile, bisognerà vedere se il giudice stabilisce colpa o dolo nel tuo starnuto, ma questo indipendentemente dalla causa penale (vedi processo Ustica)
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    Modificato dall' autore il 04 ottobre 2010 17.25
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  • La Corte Costituzionale sentenzia una cosa che HA senso e non lo da - come al solito - in kulo a quelli che disturbano il manovratore? che succende!?!?
    non+autenticato
  • - Scritto da: attonito
    > La Corte Costituzionale sentenzia una cosa che HA
    > senso e non lo da - come al solito - in kulo a
    > quelli che disturbano il manovratore? che
    > succende!?!?
    Tutti possono "sbagliare" no?
    Occhiolino
    non+autenticato
  • internet è proprio uno schifo, tutti possono fare quello che vogliono
    non+autenticato
  • - Scritto da: Birraio
    > internet è proprio uno schifo, tutti possono
    > fare quello che
    > vogliono

    esattamente come il mondo reale
    1977
    977
  • - Scritto da: 1977
    > - Scritto da: Birraio
    > > internet è proprio uno schifo, tutti possono
    > > fare quello che
    > > vogliono
    >
    > esattamente come il mondo reale

    non capisci niente. cosa c'entra questo adesso? se io col mio camion trasporto droga chi è che mettono in carcere? allora anche chi è èroprietario di un siuto web deve andare in carcere!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Birraio
    > - Scritto da: 1977
    > > - Scritto da: Birraio
    > > > internet è proprio uno schifo, tutti possono
    > > > fare quello che
    > > > vogliono
    > >
    > > esattamente come il mondo reale
    >
    > non capisci niente. cosa c'entra questo adesso?
    > se io col mio camion trasporto droga chi è che
    > mettono in carcere? allora anche chi è
    > èroprietario di un siuto web deve andare in
    > carcere!

    ottimo paragone. proprio ottimo.
    mi sa che la fermentazione ha saturato l'ambiente di anidride carbonica e altri gas, birrario.
    1977
    977
  • - Scritto da: 1977
    > - Scritto da: Birraio
    > > - Scritto da: 1977
    > > > - Scritto da: Birraio
    > > > > internet è proprio uno schifo, tutti
    > possono
    > > > > fare quello che
    > > > > vogliono
    > > >
    > > > esattamente come il mondo reale
    > >
    > > non capisci niente. cosa c'entra questo adesso?
    > > se io col mio camion trasporto droga chi è che
    > > mettono in carcere? allora anche chi è
    > > èroprietario di un siuto web deve andare in
    > > carcere!
    >
    > ottimo paragone. proprio ottimo.
    > mi sa che la fermentazione ha saturato l'ambiente
    > di anidride carbonica e altri gas,
    > birrario.

    non capisco perchè quelli della redazione hanno cancellato dei miei post.

    eppure allora chi è ril responsabile io o loro? lo vedi che non capite niente?
    non+autenticato
  • > lo vedi che non capite
    > niente?

    Non capita niente a chi?
    Occhio che parte la denuncia per diffamazione Occhiolino
  • - Scritto da: TuttoaSaldo
    > > lo vedi che non capite
    > > niente?
    >
    > Non capita niente a chi?
    > Occhio che parte la denuncia per diffamazione Occhiolino

    non capisci niente neppure tu!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Birraio
    > - Scritto da: TuttoaSaldo
    > > > lo vedi che non capite
    > > > niente?
    > >
    > > Non capita niente a chi?
    > > Occhio che parte la denuncia per diffamazione
    > Occhiolino
    >
    > non capisci niente neppure tu!
    Ma secondo te ti mettono in galera perchè il camion è tuo o perchè eri tu a trasportare droga!
    Perchè sai è tutto li il punto!
    E sappi (per la cronaca) che è già avvenuto che mettessero in galera autisti perchè appartenevano ad una organizzazione dedita al traffico senza che i proprietari ne risultassero minimamente coinvolti!

    Così come invece è successo anche il contrario proprietari arrestati perchè l'autista trasportava (a sua insaputa) carichi di droga!

    La responsabilità di fronte alla legge è individuale e va provata per ogni singolo individuo chiamato in causa!
    Le tue nozioni in merito sono, a essere buoni, un tantinello "primitive".
    non+autenticato
  • Ma birraio aka Suond blaster, non usa il suo accunt registrato, come mai ? Oppure è un troll che lo scimmiotta.
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: Birraio
    > non capisci niente. cosa c'entra questo adesso?
    > se io col mio camion trasporto droga chi è che
    > mettono in carcere? allora anche chi è
    > èroprietario di un siuto web deve andare in
    > carcere!

    Non fa una piega A bocca storta
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