Mauro Vecchio

ACTA, in versione elasticizzata

Apparsa online quella che dovrebbe risultare la formula definitiva del trattato globale anti-contraffazione. Nessuna responsabilitÓ per i provider, meccanismi flessibili di DRM. Chi ha apprezzato, chi no

Roma - Una nuova versione circola online, ad illustrare ulteriori dettagli di quella che dovrebbe ormai essere la stesura definitiva del famigerato Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA). Ovvero del trattato che estenderà a livello globale la tutela della proprietà intellettuale, mostrando il pugno duro a fenomeni illeciti come la pirateria online e la contraffazione dei beni.

Un testo consolidato, frutto dell'ultimissimo round di negoziazioni tra i vari paesi membri tenutosi a Tokyo. La nuova formulazione di ACTA è questa volta sembrata flessibile, più vicina alle regole della World Intellectual Property Organization (WIPO) che alle misure imposte in terra statunitense dal Digital Millennium Copyright Act (DMCA). Il testo ha sorpreso certi osservatori in almeno due punti fondamentali.

Primo. Il sostanziale abbandono di ogni responsabilità a carico degli Internet Service Provider (ISP), che dovrebbero dunque rimanere dei semplici intermediari. Si è però parlato dello sviluppo di un contesto di cooperazione, in particolare tra i vari fornitori di connettività e le diverse aree dell'industria. Quello che resterà è l'obbligo imposto ai provider di consegnare ai detentori dei diritti i dati identificativi di tutti quegli utenti colti in flagrante tra i marosi del torrentismo.
Dovranno però esserci motivi fondati prima che le forze armate del diritto d'autore ottengano un'ordinanza per costringere i vari fornitori a consegnare i dati. Dovrebbe inoltre essere stato escluso ogni meccanismo basato sui three strikes, che avrebbe in pratica sbattuto fuori dalla Rete quegli utenti beccati a violare il copyright a mezzo file sharing.

Secondo. Una maggiore flessibilità nelle strategie di tutela contro l'aggiramento delle tecnologie anti-copia, nell'implementazione dei vari sistemi di DRM. I vari stati membri - e le varie società interessate nella protezione delle proprie opere - potranno dunque adottare meccanismi diversi di tutela legale, come peraltro già stabilito dagli stessi principi della WIPO.

La nuova versione di ACTA rappresenterebbe un grande progresso nella lotta alla pirateria e alla contraffazione, almeno secondo l'alto rappresentante dell'Office of the United States Trade Representative (USTR) Ron Kirk. Giudizi positivi anche da Enzo Mazza, presidente di FIMI Confindustria. "L'accordo ACTA, che è stato oggetto di un acceso dibattito pubblico spesso basato su pregiudizi e radicalismi poco produttivi, alla fine conferma alcuni significativi impegni che la comunità internazionale assumerà per combattere la pirateria in tutte le sue forme, anche digitale".

"╚ fondamentale - ha aggiunto Mazza - la consapevolezza degli stati che la lotta alla pirateria digitale deve coinvolgere i service provider e che debbano essere assunte misure più incisive che costituiscono un messaggio fondamentale per i governi che si apprestano ad affrontare il problema di come limitare la pirateria digitale".

Al coro si è poi aggiunto Gigi Sohn, co-founder dell'organizzazione non profit Public Knowledge. Il testo di ACTA rappresenterebbe una vittoria per tutti coloro che si impegnano quotidianamente in difesa dei diritti dei consumatori nel mondo. La maggiore elasticità mostrata dalla versione di Tokyo farebbe dunque ben sperare, in particolare per l'abolizione della responsabilità a carico di provider e search engine.

Non proprio d'accordo quelli di La Quadrature Du Net, che hanno invece parlato di previsioni disastrose per lo stesso ecosistema di Internet. Si teme in particolare l'estensione del "capitolo digitale" di ACTA a tutti quegli sfruttamenti illeciti dei più diversi mezzi di diffusione delle informazioni e dei contenuti. Oltre alla trasformazione dei detentori dei diritti in veri e propri poliziotti della Rete.

Mauro Vecchio
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48 Commenti alla Notizia ACTA, in versione elasticizzata
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  • Trovata una fala spaventosa nella legge francese che istituisce hadopi:

    http://yro.slashdot.org/story/10/10/08/0051245/Fre...

    In sostanza, la legge francese impone agli ISP di dare all'hadopi i nomi degli utenti che condividono musica illegalmente, ma dice anche che gli utenti per esere sanzionati devono essere avvisati dal loro ISP, che però NON è obbligato ad avvisarli.

    Legge da rifare.
    non+autenticato
  • hanno trovato una falla in Sarkozy? si si, ultimamente ne hanno trovate parecchie

    hai visto i dossier illegali della gendarmeria sui rom?

    tra poco Sarkoso se ne va a casa
    non+autenticato
  • E la Carla?
    non+autenticato
  • lo lascia perche non puo piu sostenere l hadopi
    non+autenticato
  • Scusate, possono essere casi stupidi ma fattibili, ma se io voglio prestare un cd che ho comprato ad un mio amico che si trova a 1000 km di distanza, glielo condivido su un p2p e glielo mando, sono sanzionabile?
    Se gli spedisco l' originale?

    Se compro un libro di poche pagine, lo trovo interessante e voglio farlo leggere sempre allo stesso amico, per evitare che ci metta giorni ad arrivare tramite posta, glielo leggo per telefono, lui se lo scrive da qualche parte e poi lo gira ad altre persone per condividerlo, perchè lo scritto sembra interessante, siamo tutti sanzionabili?
    non+autenticato
  • Secondo loro sì. Se non hai il diritto di distribuire il libro non puoi distribuirlo nemmeno telefonicamente, il tuo amico ha fatto una copia illegale. Secondo loro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fesion
    > Secondo loro sì. Se non hai il diritto di
    > distribuire il libro non puoi distribuirlo
    > nemmeno telefonicamente, il tuo amico ha fatto
    > una copia illegale. Secondo
    > loro.

    E la compagnia telefonica è tenuta a segnalarti alla STASI.
    non+autenticato
  • cioe' a me sembrava di aver capito che gli ISP sono esclusi da responsabilita' , giusto?

    quindi che vantaggio hanno le majors? che denunciano il cittadino direttamente? o che possono entrare trmite gli isp e sapere tutti i cavoli miei?
    non+autenticato
  • Ma torniamo al punto cruciale ... LE FOTO !

    Dei migliaia di blogs italiani che LUCRANO con la pubblicita'
    trovatemene uno che paga uno straccio di licenza RF o RM per
    le foto che usa !

    Sono tutti molto colorati, luminosi, pieni di bellissime foto
    di agenzia e di agenzie stock o persino di foto fine-art o
    vincitrici di concorsi e mostre fotografiche, non ne vedo
    uno solo che paghi un centesimo ne' che abbia la decenza di scrivere
    il credit, e ci mancherebbe .. come potrebbe farlo nel momento che
    ci ha perso due secondi per rubarle tramite Google Images ?

    Gia' a suo tempo PI rubava foto allegramente finche' glielo feci notare piu' volte e di colpo hanno smesso, ora gli articoli sono tutti text-only e cosi' dev'essere !

    C'e' una TOTALE IGNORANZA in materia di copyright e la cosa grave e' farsi pagare perche' in italia si parla di causa che durano mesi o ANNI ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Aletheia
    > Ma torniamo al punto cruciale ... LE FOTO !
    >
    > Dei migliaia di blogs italiani che LUCRANO con la
    > pubblicita'
    > trovatemene uno che paga uno straccio di licenza
    > RF o RM
    > per
    > le foto che usa !

    Perchè mai dovrebbe pagare ciò che è pubblicamente disponibile sul web?

    Fa bene a non pagare.

    >
    > Sono tutti molto colorati, luminosi, pieni di
    > bellissime
    > foto
    > di agenzia e di agenzie stock o persino di foto
    > fine-art o
    >
    > vincitrici di concorsi e mostre fotografiche, non
    > ne
    > vedo
    > uno solo che paghi un centesimo

    Infatti non deve pagare: altrimenti tu penseresti di avere il diritto di essere pagato, e cominceresti a creare difficoltà.

    ne' che abbia la
    > decenza di
    > scrivere
    > il credit, e ci mancherebbe .. come potrebbe
    > farlo nel momento che
    >
    > ci ha perso due secondi per rubarle tramite
    > Google Images
    > ?

    Se erano su Google Images, erano disponibili a tutte. Quindi non le ha rubate (anche perchè su Google images ci sono ancora, non le ha tolte)

    >
    > Gia' a suo tempo PI rubava foto allegramente
    > finche' glielo feci notare piu' volte e di colpo
    > hanno smesso, ora gli articoli sono tutti
    > text-only e cosi' dev'essere
    > !

    Così, per colpa tua, PI è peggiorato. Vedi che vai fermato?

    >
    > C'e' una TOTALE IGNORANZA in materia di copyright
    > e la cosa grave e' farsi pagare perche' in italia
    > si parla di causa che durano mesi o ANNI
    > ...

    Il copyright è frutto dell'ignoranza, e deve sparire.
    non+autenticato
  • vedi che fanno bene a creare ACTA. Proprio per colpire quelli come te che sono la rovina della rete perchè pensano che tutto sia loro dovuto
    non+autenticato
  • Ciao Pepito!
    non+autenticato
  • Ma per caso sei Pepito il Breve?! Era così tanto che non ci si sentiva!
    non+autenticato
  • Sì, è lui.

    Ma se gli imiti il nick, diventa più difficile riconoscerlo.
    non+autenticato
  • Abbiamo ottime ragioni per pretendere che tutto ci sia dovuto e che tutto vada pagato nel momento che ci rubano i prodotti creati da NOI !

    Voi non producete un cazzo e non potete capire.

    Quando adrete in ufficio a lavorare gratis ne potremo parlare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Aletheia
    > Abbiamo ottime ragioni per pretendere che tutto
    > ci sia dovuto e che tutto vada pagato nel momento
    > che ci rubano i prodotti creati da NOI !

    E non produrre.

    > Voi non producete un cazzo e non potete capire.
    > Quando adrete in ufficio a lavorare gratis ne
    > potremo parlare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Aletheia
    > Abbiamo ottime ragioni per pretendere che tutto
    > ci sia dovuto e che tutto vada pagato nel momento
    > che ci rubano i prodotti creati da NOI
    > !

    Nessuno ti ruba niente: i prodotti creati da te (ammesso che siano stati fatti da te), sono ancora al loro posto; in giro ci sono solo le copie, ma le copie non le hai fatte tu, quindi non sono tue.
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > - Scritto da: Aletheia
    > > Abbiamo ottime ragioni per pretendere che tutto
    > > ci sia dovuto e che tutto vada pagato nel
    > momento
    > > che ci rubano i prodotti creati da NOI
    > > !
    >
    > Nessuno ti ruba niente: i prodotti creati da te
    > (ammesso che siano stati fatti da te), sono
    > ancora al loro posto; in giro ci sono solo le
    > copie, ma le copie non le hai fatte tu, quindi
    > non sono
    > tue.

    domanda...ma se io presto una racchetta da tennis o un pallone a dieci amici regolarmente acquistata...cioe' condivido i miei beni materiali con altri...evito l'acquisto di un pallone e di una racchetta da tennis, giusto? Anzi di 10 palloni e 10 racchette da tennis...prima o poi qualcuno potrebbe proporre una acta anche sui beni materiali condivisi non solo su quelli digitali...
    Se si instaura una sorta di polizia privata...non e' che uno che condivide dei beni materiali con gli amici...rischiera' un giorno di essere arrestato, o magari preso a racchettate in testa Sorride ?

    O magari verra' chiamato ladro perche' si e' fatto prestare la racchetta od il pallone da un suo amico ? O forse magari lo chiameranno con il nome piu' enigmatico ed incomprensibile di "pirata"...perche' ha osato giocare con un pallone che non era suo depredando la fabbrica del pallone di utili derivanti dalla vendita di 10 palloni ? E interessante come concetto non vi pare ? Perche' i beni materiali dovrebbero essere diversi dai beni digitali ? E se lo sono come si fa prima a considerarli materiali parlando di "rubare" (cioe' sottrarre un bene fisico a qualcuno e non renderlo piu' usufruibile allo stesso) e poi in un secondo momento considerarli diversi dai beni materiali affermando che i beni materiali si possono condividere ma i beni digitali no ?
    non+autenticato
  • Io lavoro aggratis! Possiamo parlarne?
    non+autenticato
  • Ma non vedete che ormai la legge e' impotente e siamo in pieno far west ?

    A che servono queste pagliacciate nel momento che se io vado alla guardia di finanza e denuncio qualcuno mi archiviano la denuncia dopo una settimana e tutto viene insabbiato ?

    Ci sono siti in italia che usano articoli copiati dai maggiori giornali senza permesso, foto rubate da agenzie come AP e Reuters senza permesso, e hanno la faccia di culo di mettere tutto a pagamento asssieme ad altri articoli loro, il tutto senza ricevuta fiscale, senza licenza di e-commerce, tutto in nero e magari coperto da una Onlus no-profit !

    E poi ci sono FTP, trackers, servers emule, DC++, e chi piu' ne ha piu' ne metta nonche' stranieri illegali che vendono i DVD sul marciapiede con gli sbirri a pochi metri che fanno finta di non vedere.

    IO NON CI STO !
    non+autenticato
  • - Scritto da: Aletheia
    > Ma non vedete che ormai la legge e' impotente e
    > siamo in pieno far west
    > ?

    ╚ quello che vogliamo: il web deve essere libero.

    >
    > A che servono queste pagliacciate nel momento che
    > se io vado alla guardia di finanza e denuncio
    > qualcuno mi archiviano la denuncia dopo una
    > settimana e tutto viene insabbiato
    > ?

    Denunci cosa?

    >
    > Ci sono siti in italia che usano articoli copiati
    > dai maggiori giornali senza permesso

    E perchè dovrebbero chiederlo? Se metti un articolo online, questo deve essere copiabile. Non ti va? Non metterlo online.

    >, foto rubate
    > da agenzie come AP e Reuters senza permesso, e
    > hanno la faccia di culo di mettere tutto a
    > pagamento

    Tanto nessuno (a parte gli idioti) pagherà loro, quindi dov'è il problema?

    > IO NON CI STO !

    Non starci, allora, e vattene.
    non+autenticato
  • bravo, bravo !

    per caso sei di Napoli ?
    non+autenticato
  • no di Casal di Principe

    qualche problema??? Rotola dal ridere

    ammuninn picciuott!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > ╚ quello che vogliamo: il web deve essere libero.

    Libero non significa anarchico

    > E perchè dovrebbero chiederlo? Se metti un
    > articolo online, questo deve essere copiabile.
    > Non ti va? Non metterlo
    > online.

    Quante fesserie tocca leggere su internet...
    Ogni contenuto è protetto dalla sua brava licenza.
    Se metto un contenuto in CC BY-NC-ND non hai il diritto di copiarlo senza citare la fonte, non hai il diritto di rivenderlo e non hai il diritto di modificarlo.
    E non è che perché sta online ci puoi fare quello che ti pare.

    E se invece della CC preferisco usare una mia licenza privata in cui dico che ogni riproduzione è vietata, ti devi adeguare.
    Se poi vuoi fare l'"espropriatore proletario" che opera imponendo la GPL a tutti, allora forse sei tu che dovresti stare fuori dalla rete.


    > >, foto rubate
    > > da agenzie come AP e Reuters senza permesso, e
    > > hanno la faccia di culo di mettere tutto a
    > > pagamento
    >
    > Tanto nessuno (a parte gli idioti) pagherà loro,
    > quindi dov'è il
    > problema?
    >
    > > IO NON CI STO !
    >
    > Non starci, allora, e vattene.
  • Ma non viene a nessuno in mente che i contenuti protetti, bloccati e vincolati, su internet non ci fanno una minchia?
    Non ci fanno una minchia perché la rete si basa sulla libera circolazione dei contenuti?
    non+autenticato
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