Mauro Vecchio

Facebook e le insidie del copyright

Una casa di produzione cinematografica ha invocato il DMCA per chiudere una pagina non ufficiale dedicata ad un film prossimamente nelle sale. Ma il suo reale intento era spostare i fan verso quella ufficiale

Roma - C'è chi ha sottolineato come si tratti di un ulteriore esempio dello sfruttamento illegittimo del famigerato Digital Millennium Copyright Act (DMCA). Di come certi usi impropri della legge statunitense a tutela del diritto d'autore possano trasformarsi facilmente in una violazione del Primo Emendamento della Costituzione a stelle e strisce.

A scatenare il corso degli eventi è stata una lettera con cui i responsabili dell'advertising della casa di produzione cinematografica Overture Films avevano chiesto agli alti gestori di Facebook di chiudere una particolare fan page poco prima apparsa tra i meandri dello stesso sito in blu.

La pagina non ufficiale conteneva, tra gli altri materiali, link al trailer del film Let Me In, versione statunitense del celebre titolo vampiresco Lasciami Entrare. Una ragione sufficiente per invocare i dettami del DMCA e ordinare la chiusura della pagina social. Peccato che i responsabili dell'agenzia pubblicitaria Mammoth volessero semplicemente dirottare i fan verso la pagina ufficiale del film prossimamente in uscita.
Decisamente contrariato dalla messa al bando imposta da Facebook, l'amministratore della pagina aveva deciso di ribattere. Secondo i principi del DMCA, qualora ad una contromisura da parte di un utente non segua entro 14 giorni lavorativi una concreta azione legale, il provider è di conseguenza in grado di ripristinare il contenuto cassato.

E Facebook aveva promesso all'amministratore di restituirgli la pagina, a meno di non ricevere documenti legali inviati entro due settimane da parte di Mammoth o di Overture Films. Documenti mai giunti ai responsabili del sito in blu. Che tuttavia pare essersela presa comoda a provvedere al ripristino dei contenuti, riapparsi soltanto un mese dopo.

Mauro Vecchio
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