Cristina Sciannamblo

Google, i tuoi occhi

Sviluppate su Android due nuove applicazioni rivolte agli utenti non vedenti. Con WalkyTalky e Intersection Explorer si arricchisce l'innovativo progetto Eyes-Free di BigG

Roma - Se esiste un concetto chiaro e certo che ha ispirato la nascita del cosiddetto Web 2.0 è quello dell'accessibilità. Costruire tecnologie capaci di facilitare l'usabilità dei nuovi apparecchi a chiunque, anche ai portatori di handicap, è uno degli obiettivi principali di numerose aziende. E di certo, Google non poteva mancare all'appuntamento con le tecnologie user-friendly.

Le due nuove applicazioni Android appena rilasciate da BigG si chiamano WalkyTalky e Intersection Explorer, e puntano a facilitare la mobilità fisica dei non vedenti (ma anche no).

La prima si presenta, sostanzialmente, come una sorta di Street View vocale: l'utente inserisce l'indirizzo di destinazione e l'applicazione non solo indica, attraverso una voce, il percorso da seguire, ma segnala anche le strade e gli incroci superati, offrendo una panoramica generale del posto in cui ci si trova. Intersection Explorer, invece, permette la visita interattiva di un quartiere: dopo aver rintracciato la mappa d'interesse, un sistema vocale fornisce informazioni sulle strade e i luoghi toccati dal proprio dito sullo schermo.
Le due applicazioni rientrano nel progetto Eyes-Free targato Google, il cui intento è quello di sviluppare nuovi software in grado di rafforzare l'autonomia delle persone ipovedenti. WalkyTalky e Intersection Explorer sono solo le ultime due iniziative di Android rivolte ai ciechi e rientrano in un sistema più ampio del quale fanno parte anche TalkBack e Eyes-Free Shell.

Con progetti di questo tipo, Mountain View sembra voler recepire al meglio la nuova legge sull'accessibilità firmata dal Presidente statunitense Barack Obama, le cui regole intendono facilitare l'accesso alle attuali tecnologie da parte di utenti affetti da sordità e/o cecità.

E una testimonianza della validità di tali iniziative, e dell'importanza dei device come gli smartphone touch, arriva da Austin Seraphin, cieco dalla nascita, che sul suo blog racconta il cambiamento della propria vita provocato in questo caso dal suo nuovo iPhone. Scrive Seraphin: "Da quando ho un iPhone, la mia vita è cambiata per sempre. Penso si tratti della cosa migliore che sia capitata ai ciechi da molto tempo, forse da sempre. Offre senza difficoltà l'accesso alle applicazioni e mi ha cambiato la vita in 24 ore".

Cristina Sciannamblo
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