Mauro Vecchio

BREIN, caricamento camuffato?

Prove schiaccianti portate in aula dall'anti-pirateria olandese. Sul servizio di indexing FTD si procede alla condivisione illecita. Ma a farlo sarebbero stati gli stessi uomini dell'associazione contro la pirateria

Roma - Il campo di battaglia è ormai già stato preparato: una corte di Haarlem decreterà l'esito di uno dei più cruenti scontri a fuoco tra l'anti-pirateria olandese e i presunti responsabili di condivisioni selvagge a mezzo link. Tra i legali dell'attivissima associazione BREIN e il noto servizio di indexing su Usenet FTD.

L'accusa si è già pronunciata: FTD è un servizio che permette ai suoi utenti di scaricare illegalmente film, musica e show televisivi. Non solo. Il servizio di indexing presente su Usenet faciliterebbe la procedura di upload dei vari contenuti illeciti. Un assunto confermato da prove evidenti portate al giudice dalla squadra legale di BREIN.

Gli stessi utenti di FTD avrebbero indicato all'associazione olandese l'esatta localizzazione di film e musica tra i vasti meandri di Usenet. Una prova contestata dai legali del servizio di indexing, dal momento che nessuna procedura di upload sarebbe stata portata a termine dagli utenti.
Almeno restando nel gruppo degli abituali utenti di FTD. C'è infatti un articolo apparso tra le pagine online della testata specializzata TorrentFreak, che ha sottolineato come almeno 15 uomini di BREIN si siano infiltrati su Usenet. Camuffatisi da comuni utenti, gli investigatori dell'anti-pirateria avrebbero provveduto al caricamento dei contenuti.

Per poi costruire ad arte le schiaccianti prove a carico di FTD. Sembra infatti che almeno tre nickname siano stati collegati allo stesso indirizzo IP, riconducibile a sua volta ad un dipendente di BREIN. L'associazione anti-pirateria ha tuttavia contestato l'articolo, sottolineando come il lavoro degli investigatori sotto copertura sia votato alla semplice osservazione delle attività illecite su Usenet.

Mauro Vecchio
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6 Commenti alla Notizia BREIN, caricamento camuffato?
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  • Usenet è la base di internet, e della libertà online.

    Se si tratta di scegliere, meglio perdere hollywood e la musica piuttosto che perdere usenet.
    non+autenticato
  • Ennesima prova del fatto che è ASSURDO considerare i bit come corpi di reato. Un bit è troppo facile da imitare, falsificare o copiare. Non ha impronte digitali nè tracce di DNA, non ha numeri di serie, non ha una sua calligrafia, non lascia rigature sul corpo di un proiettile. Pretendere che un BIT o una sequenza di bit costituiscano prova di un reato o corpo di un reato è assurdo. Possono servire come indizio o traccia per arrivare a scoprire un VERO reato e un VERO oggetto/persona/azione criminosa.

    Da qui, si estrapola poi facilmente che è ASSURDO considerare reato la duplicazione (NON IL FURTO/SOTTRAZIONE: SOLO LA DUPLICAZIONE) di informazioni in formato digitale. Infatti, anche la sola operazione di TRASMISSIONE di informazioni digitali consiste semplicemente nel duplicarle su un supporto diverso (ad esempio il CAVO).

    Ma posso capire che per i LEGAIOLI e i POLITICI amici dei soliti gruppi di interesse, questi concetti siano piuttosto fastidiosi.

    Bleah
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fetente
    > Ennesima prova del fatto che è ASSURDO
    > considerare i bit come corpi di reato. Un bit è
    > troppo facile da imitare, falsificare o copiare.
    > Non ha impronte digitali nè tracce di DNA, non ha
    > numeri di serie, non ha una sua calligrafia, non
    > lascia rigature sul corpo di un proiettile.
    > Pretendere che un BIT o una sequenza di bit
    > costituiscano prova di un reato o corpo di un
    > reato è assurdo. Possono servire come indizio o
    > traccia per arrivare a scoprire un VERO reato e
    > un VERO oggetto/persona/azione
    > criminosa.

    Beh, in realtà un sequenza di bit che creano un file possono essere calcolati attraverso dei algoritmi che ti danno l'hash. Usi due algoritmi per "identificare" univocamente il file e vedi che hai creato l'impronta digitale di quel file.

    > Da qui, si estrapola poi facilmente che è ASSURDO
    > considerare reato la duplicazione (NON IL
    > FURTO/SOTTRAZIONE: SOLO LA DUPLICAZIONE) di
    > informazioni in formato digitale. Infatti, anche
    > la sola operazione di TRASMISSIONE di
    > informazioni digitali consiste semplicemente nel
    > duplicarle su un supporto diverso (ad esempio il
    > CAVO).

    Un conto è la duplicazione autorizzata (che può essere anche trasmissione), altro invece quella non autorizzato, ossia il reato.

    > Ma posso capire che per i LEGAIOLI e i POLITICI
    > amici dei soliti gruppi di interesse, questi
    > concetti siano piuttosto
    > fastidiosi.
    >
    > Bleah

    Capisci male...
  • Non cambia la sostanza, la falsificabilità delle prove in campo digitale è a livelli molto alti, specie online.
    Qui un soggetto A che ha tutto l'interesse a creare anche solo un clima di paura attacca un altro soggetto B montando (presumibilmente) delle prove contro B sostenendo che si tratta di "investigazione".
    Questo tipo di cose forse era gia' vietato dal codice di Hammurabi ed è il motivo per cui esistono i corpi di polizia e non ci si appunta da soli la stella da sceriffo sul petto.
  • Ovvero, la creazione ad arte di prove allo scopo di incastrate qualcuno. es: ci si introduce nella casa di tizio, gli si mettono sotto il letto bustine di polverina bianca e mazzette di banconote. Poi dopo qualche giorno si fa irruzione - col mandato del giudice , ovvio - e guarda caso gli si trovano soldi e droga in casa.

    Per i dettagli, chiedere alla CIA.
    non+autenticato
  • volendo anche alla polizia italiana - vd le molotov a Genova....
    non+autenticato