Claudio Tamburrino

Robot per farsi del male

Per convivere bisogna conoscere i rispettivi limiti: un team di ricercatori si sta scontrando con i robot, per evitare possibili incidenti futuri

Roma - La prima delle tre leggi della robotica di Asimov è chiara: un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno. Eppure alcuni ricercatori stanno sperimentando fino a quanto forte un robot può colpire un umano senza procurargli danno: infrangono la legge per farla rispettare.

In considerazione del fatto che la convivenza umani-robot diventerà nel prossimo futuro sempre più frequente e necessaria, un team di ricercatori dell'Università slovena di Ljubljana, con in mente evidentemente le tre leggi di Asimov ma anche la semplice ipotesi che incidenti e altri tipi di interazione vi saranno, ha iniziato a testare l'interazione tra robot e umani. Per scoprire quanto si debbano muovere veloci e quanto i robot possono spingere, premere o tirare in caso di contatto con un essere vivente.

Per far questo gli scienziati stanno facendo colpire i volontari (sei colleghi) con diversa forza, velocità e oggetti da un robot da catena di montaggio prestato da Epson. A loro, poi, spetta catalogare il dolore provato in una scala soggettiva, che va da nessun dolore a insopportabile. E che statisticamente è rimasta in gran parte in moderato.
Lo studio spera così di definire i limiti di velocità e accelerazione dei robot futuri, nonché la misura ideale e la forma degli strumenti che saranno deputati a utilizzare, in modo da interagire in sicurezza con gli umani.

Borut Pov?e, il professore che conduce la ricerca, ha citato espressamente l'autore di fantascienza: "Anche i robot così come pensati da Asimov possono scontrarsi con gli umani. Noi stiamo cercando di fare in modo che quando succeda l'impatto non sia troppo forte". Definendo quindi i limiti entro cui dovranno muoversi i robot in caso di vicinanza con un essere umano.

I prossimi passi della ricerca prevedono l'utilizzo di un prototipo che riproduce le fattezze (e la resistenza) del braccio umano per prove più ardite.

Claudio Tamburrino
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25 Commenti alla Notizia Robot per farsi del male
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  • ... quelli sono robot che fanno male !

    peccato non lo facciano pi˙ Triste
    non+autenticato
  • - Scritto da: Undertaker
    > ... quelli sono robot che fanno male !
    >
    > peccato non lo facciano pi˙ Triste

    Erano giocattoloni telecomandatiA bocca aperta
    Più interessanti le partite di calcio tra gli aibo, ma magari un giorno vedremo un incontro di kung-fu tra un brucelee e un robotA bocca aperta
    Funz
    12979
  • Nel film "L'uomo bicentenario" si citano le 3 leggi, poi poco dopo la bimba dice al robot di saltare giù dalla finestra. Lui lo fa e si danneggia.
    Ma questa non è una palese violazione alla 3░ legge? Sorpresa

    3░ legge: Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.
    non+autenticato
  • il film non me lo ricordo granché bene ma una giustificazione alla violazione delle tre leggi potrebbe venire dal fatto che l'androide stava sviluppando gradualmente la personalità che lo porterà a diventare un essere umano

    Magari il SO dell'androide non era scritto benissimo e un qualche bug ha permesso una privilege escalation A bocca aperta

    cmq:
    https://secure.wikimedia.org/wikipedia/it/wiki/Sos...
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    Modificato dall' autore il 19 ottobre 2010 20.42
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  • non è una violazione perchè la seconda legge, la quale dice che il robot deve obbedire a un essere umano, ha la priorità sulla terza legge (di autoconservazione)
    non+autenticato
  • Non è che devono limitare la velocità di movimento per impedire che un robot faccia del male, devono farlo fermare prima dell'impatto, a volte la velocità di movimento è fondamentale, metti che ho un pianoforte che mi sta cadendo in testa come George Clooney nella pubblicità della macchinetta del caffè, se il robot non si muove abbastanza velocemente per salvarmi, mi faccio sicuramente più male che con un bello spintone da parte del robot (e magari conseguente suicidio da parte sua perchè si prende il pianoforte al posto mio.

    Detto questo, i robot devono essere necessariamente veloci, in qualsiasi movimento, il problema è sempre quello: potenza = massa * velocità, devono ridurre la potenza senza ridurre la velocità, magari mettendo dei "freni" di emergenza e molto efficaci.
    Wolf01
    3342
  • Infatti sarebbe l'ideale. Al massimo potrebbero definire i limiti di sicurezza tali che riducano al minimo i danni quando "frenano". Cioè se non avviene l'arresto completo prima dell'impatto, che potrebbe non essere sempre possibile, si cerca almeno che all'impatto la velocità sia stata ridotta abbastanza da rende l'impatto innocuo ed accettabile, valore quest'ultimo da definire.
    non+autenticato
  • Ma anche se mi spezzasse un braccio sarei contento del salvataggio dal pianoforte che mi casca in testaA bocca aperta
    Wolf01
    3342
  • ...dovevo fare il ricercatore!
    non+autenticato
  • Volevi dire la cavia, forse! Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • ...e, mi raccomando, con una tuta in latex!Sorpresa Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lavoreggiat ore
    > ...dovevo fare il ricercatore!
    Ma non in italiaSorride
    non+autenticato
  • Ok ma se un robot deve saldare una lamiera... e al posto della lamiera c'è un essere umano è difficile che non gli faccia male. Quello che occorre è che l'IA sappia che se salda un uomo lo uccide o gli reca danno, e quindi decida di non farlo... L'approccio non puo' essere limitare la forza dei robot per evitare che possano fare danno... non ha senso.
    O magari ho capito male io il senso della ricerca (o l'articolo).
    non+autenticato
  • Beh, stanno facendo prove per testare i limiti. Io la vedo così: abbiamo appurato che una mano metallica che si muove a 2ms contro un essere umano accidentalmente può provocare dolore? Bene, tutti i robot che interagiscono da vicino con le persone avranno i motori limitati a movimenti di 1ms.
    non+autenticato
  • sì ma così non servono i robot. Se un robot deve tagliare una lamiera di ferro... come fai a limitare la sua forza perchè non tagli un uomo? ... non sarebbe piu' in grado di fare il suo lavoro...
    non+autenticato
  • Se un essere umano e' spesso quanto una lamiera, magari non c'e' problema per il fargli male....

    Se e' spesso quanto un umano, perche' i 200 sensori che ha gli permettono di accendere il saldatore?
    harvey
    1481
  • ma sai che non ho capito ciò che hai scritto?
    se era una domanda, era una domanda incompleta.
    se era un'affermazione allora non ha significato di senso compiuto.
    puoi per piacere riscrivere in modo corretto o quantomeno spiegare cio che hai scritto perchè messa così non si capisce.
    ciaoSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: harvey
    > Se un essere umano e' spesso quanto una lamiera,
    > magari non c'e' problema per il fargli male....

    > Se e' spesso quanto un umano, perche' i 200
    > sensori che ha gli permettono di accendere il
    > saldatore?

    Se aveva 200 sensori ci costava come 5 operai, quindi o ti va bene quello con 3 sensori o niente.
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > Se aveva 200 sensori ci costava come 5 operai,
    > quindi o ti va bene quello con 3 sensori o
    > niente.

    Ne basta uno, e costa quanto un ora di poeraio
    harvey
    1481
  • - Scritto da: abcb
    > sì ma così non servono i robot. Se un robot deve
    > tagliare una lamiera di ferro... come fai a
    > limitare la sua forza perchè non tagli un uomo?
    > ... non sarebbe piu' in grado di fare il suo
    > lavoro...

    I robot industriali sono segregati da griglie. Questo studio è destinato ai robot domestici.
    Piuttosto mi chiedo: c'era veramente bisogno di mettere cavie umane a prender botte dal robot? Non si conoscono già i limiti di sopportabilità umani?
    Funz
    12979
  • Non e' una questione di forza, ma di velocita'.
    Posso essere forte a piacere, ma se non mi muovo troppo rapidamente un contatto con un uomo non e' doloroso.

    Ovviamente una ridotta velocita' rende meno produttivo il robot, ma se invece di robot industriali pensiamo al futuro robot che ci sparecchia la tavola, posso capire l'esigenza di non farlo muovere come un pazzo per la cucina vicino al bambino-gattino-nonno. Non perche' lui possa sbagliare, ci sono i sensori, ma perche' i bambini hanno l'abitudine di interporsi sulla vorticosa traiettoria di braccia metalliche. E se il moto e' troppo veloce, a prescindere dai riflessi della macchina un bambino interposto puo' prendere una badilata sul cranio.
    non+autenticato
  • Per me, è l'articolo poco chiaro: non mette a fuoco l'obiettivo della presunta ricerca.
    non+autenticato
  • - Scritto da: abcb
    > Ok ma se un robot deve saldare una lamiera... e
    > al posto della lamiera c'è un essere umano è
    > difficile che non gli faccia male. Quello che
    > occorre è che l'IA sappia che se salda un uomo lo
    > uccide o gli reca danno, e quindi decida di non
    > farlo... L'approccio non puo' essere limitare la
    > forza dei robot per evitare che possano fare
    > danno... non ha
    > senso.
    > O magari ho capito male io il senso della ricerca
    > (o
    > l'articolo).

    Se ho capito bene, l'articolo si riferisce ai robot antropomorfi e a tutti quei robot che vanno ad interagire DIRETTAMENTE con gli esseri umani come i robot "badanti".

    GTFS
    non+autenticato