PEC, storie di ordinaria burocrazia italiana

di F. Sarzana di S. Ippolito - Posta elettronica certificata per accedere a una gara pubblica, email respinte per l'insufficiente capienza della casella di posta del Ministero dello Sviluppo Economico. Qualità, tracciabilità e sicurezza?

Roma - Basta un avvenimento che sembra tratto direttamente dai migliori stereotipi sulla burocrazia del Belpaese per mettere in mostra le "magnifiche sorti e progressive" della italica PEC. È interessante analizzare il debutto "ufficiale" della Posta Elettronica Certificata nei nostri Concorsi Pubblici dopo l'emissione della Circolare del Ministro Brunetta del mese scorso che ne caldeggiava l'utilizzo.

Il 18 ottobre appare sul sito della Federazione Radio Televisioni questo annuncio: "Nel corso di un incontro tenutosi nei giorni scorsi a Roma presso gli Uffici del Dipartimento alle comunicazioni del Ministero dello sviluppo economico, la Federazione Radio Televisioni ha informato i responsabili degli Uffici preposti sulle problematiche riscontrate da numerose emittenti televisive locali associate relative all'invio delle domande per l'attribuzione dell'LCN, attraverso la casella di posta elettronica certificata (PEC). Infatti, in taluni casi, le aziende hanno ricevuto un avviso di mancata ricezione anche a distanza di giorni dall'invio mentre in altri la trasmissione delle domande è stata rifiutata ed è tornata indietro con apposito avviso. Il Dipartimento ha assicurato che tutte le problematiche causate dall'insufficiente capienza della Casella di Posta Elettronica certificata sono in via di soluzione. Lo stesso Dipartimento consiglia però alle emittenti che abbiano avuto i suddetti problemi nell'invio delle domande con la posta elettronica certificata, di spedire, al più presto, per via postale all'Amministrazione la copia cartacea della tabella contenente i dati di trasmissione (prima trasmissione nel caso di più invii) con particolare riferimento alla data di invio. Tale data sarà infatti presa a riferimento dal Dipartimento ai fini dell'adempimento".

Per i non addetti ai lavori, si tratta della gara pubblica relativa all'attribuzione della numerazione automatica dei canali (LCN) ai sensi della Delibera n. 366/10/Cons dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni del 4 agosto 2010 recante "Piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre, in chiaro e a pagamento, modalità di attribuzione dei numeri ai fornitori di servizi di media audiovisivi autorizzati alla diffusione di contenuti audiovisivi in tecnica digitale terrestre e relative condizioni di utilizzo". Nel Bando di Gara presente sul sito del Ministero si precisa che "In alternativa (all'uso del cartaceo, ndr), entro la medesima data (la domanda) deve pervenire tramite la posta elettronica certificata (PEC) al seguente indirizzo: com.scer.div3@pec.sviluppoeconomico.gov.it. Saranno escluse dalla procedura le domande pervenute oltre il termine previsto: il recapito delle domande rimane a totale rischio del partecipante".
Due cose sembravano chiare dal Bando di gara: che l'uso della Posta elettronica certificata era ammesso e che le domande pervenute oltre il termine previsto erano da considerarsi escluse in quanto il recapito delle domande rimaneva a totale rischio del partecipante. Orbene secondo la Federazione Radio Televisiva quindi "Il Dipartimento ha assicurato che tutte le problematiche causate dall'insufficiente capienza della casella di posta elettronica certificata sono in via di soluzione". L'insufficiente capienza della casella di posta elettronica? Quale era la capacità della casella di posta elettronica del Ministero? Le emittenti televisive locali associate alla federazione sono 100, come appare dalla pagine di presentazione della federazione delle radio televisioni: anche volendo ammettere che altre aziende abbiano presentato la domanda, non sembra che il numero di domande sia tale da poter creare problemi alla email del Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento delle Comunicazioni al punto che "le aziende hanno ricevuto un avviso di mancata ricezione anche a distanza di giorni dall'invio mentre in altri la trasmissione delle domande è stata rifiutata ed è tornata indietro con apposito avviso".

Va ricordato che la richiesta di numerazioni configura un concorso pubblico. Il Ministro Brunetta qualche giorno fa si è premurato di emettere la Circolare 3 settembre 2010 n. 12 Procedure concorsuali ed informatizzazione. Modalità di presentazione della domanda di ammissione ai concorsi pubblici indetti dalle amministrazioni. Chiarimenti e criteri interpretativi sull'utilizzo della PEC nella quale si chiarisce che "L'articolo 4 del DPR 487/1994 dispone che la domanda di concorso deve essere presentata direttamente o a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento. L'articolo 4 del DPR 11 febbraio 2005, n. 68, recante disposizioni per l'utilizzo della posta elettronica certificata, prevede che l'invio di messaggi con detto strumento è valido agli effetti di legge".
La stessa Circolare si incarica di stabilire con certezza che, per quanto riguarda la prova della data di spedizione, si devono rispettare i seguenti criteri: "Come noto, il bando di concorso fissa un termine entro il quale la domanda di concorso deve essere spedita (30 giorni dalla data di pubblicazione del bando in G.U.). Il rispetto del termine è condizione essenziale per la regolare presentazione della domanda di concorso. Ne deriva la necessità di avere la possibilità di verificare inequivocabilmente il rispetto del predetto termine.
La previsione dell'articolo 4 del DPR 487/1994, secondo cui la data di spedizione è comprovata dal timbro e dalla data dell'ufficio postale accettante, è salvaguardata anche con la trasmissione tramite posta elettronica certificata in quanto l'articolo 16-bis, comma 6, della legge 2/2009, stabilisce che ogni amministrazione pubblica utilizza la posta elettronica certificata con tecnologie che certifichino data e ora dell'invio e della ricezione delle comunicazioni e l'integrità del contenuto delle stesse, anche al fine di avere la garanzia della coerenza tra quanto inviato dal mittente e quanto ricevuto dal destinatario".

Concludendo poi lo stesso articolo con un "aulico": "Al riguardo si sottolineano i pregi della posta elettronica certificata in relazione alle garanzie di qualità, tracciabilità e sicurezza che può offrire, laddove i processi di gestione cartacea dei documenti sono, invece, caratterizzati da eccessiva onerosità, difficoltà di condivisione e archiviazione, mancanza di trasparenza, tempi di ricerca elevati, facilità di errori, smarrimenti ed altre inefficienze". E per fortuna che si sottolineano "i pregi della posta elettronica certificata in relazione alle garanzie di qualità, tracciabilità e sicurezza che può offrire".

Evidentemente al Dipartimento delle Comunicazioni devono non averla pensata in questo modo visto che, stando sempre a quanto affermato nel Comunicato Stampa della Federazione Radio Televisioni, lo stesso Dipartimento, una volta preso atto del fatto che "le aziende hanno ricevuto un avviso di mancata ricezione anche a distanza di giorni dall'invio mentre in altri la trasmissione delle domande è stata rifiutata ed è tornata indietro con apposito avviso" ha pensato bene di "rifugiarsi" nella più comoda "carta". Ma i termini per la presentazione delle domande sono scaduti, come si fa a consigliare i partecipanti a ricorrere al servizio postale, pena la decadenza, quando il Bando di Gara aveva chiarito che il termine di scadenza "a rischio e pericolo dei partecipanti" era l'8 ottobre?
E se insorgono questioni tra chi ha rispettato il termine e chi no?

Fulvio Sarzana di S.Ippolito
www.fulviosarzana.it
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117 Commenti alla Notizia PEC, storie di ordinaria burocrazia italiana
Ordina
  • una bufala,dopo lo sbandieramento ai 4 venti di acquisire la posta certificata alla cittadinanza compreso il sottoscritto,nessuno si è premurato di emanare un regolamento per l'utilizzo di detta pec e che cosa la differenzia da quella normale e quando e come utilizzarla.come tutte le cose italiche prima si propaganda una cosa,per spendere un po di danaro pubblico e poi la si abbandona.L'Italia è piena di questi ecomostri!!
    non+autenticato
  • A giudicare dalla struttura dell'account di PEC utilizzato dal Ministero (com.scer.div3@pec.sviluppoeconomico.gov.it), sembrerebbe poterne dedurre la presenza di un account PEC per ogni ufficio di tal Ministero.
    Se così fosse, dove va a finire la regola di una (sola) casella PEC istituzionale per ogni AOO?
    non+autenticato
  • Un indirizzo PEC per ogni punto di accesso del protocollo ovvero per ogni Area Organizzativa Omogenea

    questo per le pratiche generiche mentre è bene che ci siano caselle PEC per scopi specifici se gestite da applicazioni

    Non hanno senso caselle PEC a cui non è agganciata una applicazione che si preoccupa di svuotare la casella e archiviare.

    Con un solo indirizzo , un sistema documentale collegato diverse applicazioni possono interagire.

    Chi pensa che la PEC sia un tipo di posta elettronica non ha capito di cosa stiamo parlando.

    Una PEC è l'equivalente elettronico di uno sportello aperto 24/24 e non il sostituto della raccomandata e quindi la PA si deve organizzare con questo presupposto. E' più importante il sistema che gestirà i documenti presentati tramite PEC che la PEC ma se si parte dalla sella senza avere un buon cavallo non si vince il Gran Premio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippo
    > Un indirizzo PEC per ogni punto di accesso del
    > protocollo ovvero per ogni Area Organizzativa
    > Omogenea
    >
    > questo per le pratiche generiche mentre è bene
    > che ci siano caselle PEC per scopi specifici se
    > gestite da
    > applicazioni
    >
    > Non hanno senso caselle PEC a cui non è
    > agganciata una applicazione che si preoccupa di
    > svuotare la casella e
    > archiviare.

    Archiviare?
    Casomai protocollare..
    In ogni caso il sistema si chiama "flusso di lavoro" (aka workflow) e ovviamente sono pochi i chasi in cui potrà prevedere fasi di flusso "solo automatiche"... dovrà spesso passare ad un impiegato o a un responsabile ecc...
    Anche perchè i flussi automatici (e le applicazioni) non hanno il dono di interpretare la semantica!
    Ovvero il senso del contenuto di un messaggio!

    >
    > Con un solo indirizzo , un sistema documentale
    > collegato diverse applicazioni possono
    > interagire.

    Applicazioni e persone!

    >
    > Chi pensa che la PEC sia un tipo di posta
    > elettronica non ha capito di cosa stiamo
    > parlando.

    é un sistema "applicativo" di posta!
    Ne più ne meno!
    Il resto di cui parli (postprocessing e workflow non è pec!)...

    >
    > Una PEC è l'equivalente elettronico di uno
    > sportello aperto 24/24 e non il sostituto della
    > raccomandata e quindi la PA si deve organizzare
    > con questo presupposto. E' più importante il
    > sistema che gestirà i documenti presentati
    > tramite PEC che la PEC ma se si parte dalla sella
    > senza avere un buon cavallo non si vince il Gran
    > Premio.
    Allo sportello ci sta qualcuno che ascolta!
    (aka legge i messaggi)!
    Questo è il "minimum requirement"... di cui però la pec non si occupa!
    È per questo che è una bufala!
    Non solo tecnicamente parlando!
    Si tratta di una soluzione complessa per un problema inesistente!
    AKA S.W.A.P. (solution without a problem)...
    non+autenticato
  • - Scritto da: ullala
    >> > Una PEC è l'equivalente elettronico di uno
    > > sportello aperto 24/24 e non il sostituto della
    > > raccomandata e quindi la PA si deve organizzare
    > > con questo presupposto.
    Si mi sembra che fosse uno dei punto del programma di governo, sportelli aperti H24, i padri costituenti avevano inserito addirittura un passaggio nella costituzione prevedendo l'arrivo della PEC e delle tue baggianate.

    > > E' più importante il
    > > sistema che gestirà i documenti presentati
    > > tramite PEC che la PEC ma se si parte dalla
    > sella
    > > senza avere un buon cavallo non si vince il Gran
    > > Premio.
    E no! come ha potuto lo stato pensare di creare un equivalente del postino, senza pensare ad un sistema gratuito che gestisca tutto quello che c'è dopo, imperdonabile!

    > Allo sportello ci sta qualcuno che ascolta!
    > (aka legge i messaggi)!
    Certo, chi non manda le "raccomandate" ad uno "sportello che ti ascolta"

    > Questo è il "minimum requirement"... di cui però
    > la pec non si
    > occupa!
    Sei sicuro? Sicuro di non sentire una vocina da lontano... magari è la tua pec che ti parla... vedi cose che gli altri non vedono?

    > È per questo che è una bufala!
    > Non solo tecnicamente parlando!
    > Si tratta di una soluzione complessa per un
    > problema
    > inesistente!
    Assolutamente, perché dematerializzare, che problema è?? stolti!

    > AKA S.W.A.P. (solution without a problem)...
    Minchia, due acronimi insieme! wow!

    thejudge
  • - Scritto da: thejudge
    > - Scritto da: ullala
    > >> > Una PEC è l'equivalente elettronico di uno
    > > > sportello aperto 24/24 e non il sostituto
    > della
    > > > raccomandata e quindi la PA si deve
    > organizzare
    > > > con questo presupposto.
    > Si mi sembra che fosse uno dei punto del
    > programma di governo, sportelli aperti H24, i
    > padri costituenti avevano inserito addirittura un
    > passaggio nella costituzione prevedendo l'arrivo
    > della PEC e delle tue
    > baggianate.

    No c'è un codice della amministrazione digitale e delle normative!
    Magari se lo leggessi eviteresti di sparare stupidità a caso!
    Come hai fatto in precedenza!
    Non sai neppure che la PA può essere gestore PEC in proprio per quanto riguarda le PROPRIE COMUNICAZIONI!

    >
    > > > E' più importante il
    > > > sistema che gestirà i documenti presentati
    > > > tramite PEC che la PEC ma se si parte dalla
    > > sella
    > > > senza avere un buon cavallo non si vince il
    > Gran
    > > > Premio.
    > E no! come ha potuto lo stato pensare di creare
    > un equivalente del postino, senza pensare ad un
    > sistema gratuito che gestisca tutto quello che
    > c'è dopo,
    > imperdonabile!
    Peccato che la PEC non è un equivalente del POSTINO!
    Il postino (non so se te ne sei reso conto) ti fa firmare una ricevuta di ritorno!
    Nel caso della PEC la firma sulla ricevuta non è MAI la tua (che tu sia o non sia IN CASA).

    >
    > > Allo sportello ci sta qualcuno che ascolta!
    > > (aka legge i messaggi)!
    > Certo, chi non manda le "raccomandate" ad uno
    > "sportello che ti
    > ascolta"
    E do ve pensi di mandarle di grazia?
    Ad un ufficio che le cestina perchè ha il cassetto pieno?
    Ti risulta che tu possa cestinare una raccomandata del postino dicendogli che non hai posto dove metterla?

    >
    > > Questo è il "minimum requirement"... di cui però
    > > la pec non si
    > > occupa!
    > Sei sicuro? Sicuro di non sentire una vocina da
    > lontano... magari è la tua pec che ti parla...
    > vedi cose che gli altri non

    No vedo quello che succede (purtroppo) e che è successo che è del tutto illegale se visto alla luce della legge.

    >
    > > È per questo che è una bufala!
    > > Non solo tecnicamente parlando!
    > > Si tratta di una soluzione complessa per un
    > > problema
    > > inesistente!
    > Assolutamente, perché dematerializzare, che
    > problema è??
    > stolti!
    Dematerializzare è tutt'altro che la PEC!

    >
    > > AKA S.W.A.P. (solution without a problem)...
    > Minchia, due acronimi insieme! wow!
    >
    > thejudge
    Michia un troll senza argomenti!
    non+autenticato
  • - Scritto da: ullala
    > - Scritto da: thejudge
    > > - Scritto da: ullala
    > Come hai fatto in precedenza!
    > Non sai neppure che la PA può essere gestore PEC
    > in proprio per quanto riguarda le PROPRIE
    > COMUNICAZIONI!

    Cioè? se mi mando le pec da solo, e sono una pa, sono anche un gestore? spiega meglio il concetto...

    > > E no! come ha potuto lo stato pensare di creare
    > > un equivalente del postino, senza pensare ad un
    > > sistema gratuito che gestisca tutto quello che
    > > c'è dopo,
    > > imperdonabile!
    > Peccato che la PEC non è un equivalente del
    > POSTINO!
    No??? e tu che sai tutto... dimmi mio signore... cosa certifica la pec:

    a)il mittente
    b)il contenuto
    c)il trasporto

    Hai ancora l'aiuto da casa!

    > Il postino (non so se te ne sei reso conto) ti fa
    > firmare una ricevuta di
    > ritorno!
    > Nel caso della PEC la firma sulla ricevuta non è
    > MAI la tua (che tu sia o non sia IN
    > CASA).
    >

    La PEC è fatta cosi (tu non lo sai perchè non sei preparato), ed una delle sue più grandi criticità, ma stai tranquillo la situazione cambieràOcchiolino

    > Ti risulta che tu possa cestinare una
    > raccomandata del postino dicendogli che non hai
    > posto dove
    > metterla?
    ????

    > > > AKA S.W.A.P. (solution without a problem)...
    > > Minchia, due acronimi insieme! wow!
    > >
    > > thejudge
    > Michia un troll senza argomenti!

    Ripeto, sei stato sfortunato, magari se si parlava di funghi porcini eri preparatoOcchiolino

    kiss

    thejudge
  • - Scritto da: thejudge
    > - Scritto da: ullala
    > > - Scritto da: thejudge
    > > > - Scritto da: ullala
    > > Come hai fatto in precedenza!
    > > Non sai neppure che la PA può essere gestore PEC
    > > in proprio per quanto riguarda le PROPRIE
    > > COMUNICAZIONI!
    >
    > Cioè? se mi mando le pec da solo, e sono una pa,
    > sono anche un gestore? spiega meglio il
    > concetto...
    Il concetto è semplice!
    Non può PER REGOLA fare servizi al pubblico ne direttamente ne indirettamente!
    Ma solo essere gestore per quanto attiene le proprie caselle o qulle direttamente o indirettamente connesse coi propri scopi come amministrazione!

    >
    > > > E no! come ha potuto lo stato pensare di
    > creare
    > > > un equivalente del postino, senza pensare ad
    > un
    > > > sistema gratuito che gestisca tutto quello che
    > > > c'è dopo,
    > > > imperdonabile!
    > > Peccato che la PEC non è un equivalente del
    > > POSTINO!
    > No??? e tu che sai tutto... dimmi mio signore...
    > cosa certifica la
    > pec:
    >
    > a)il mittente
    > b)il contenuto
    > c)il trasporto
    In senso strettamente tecnologico nessuna delle tre cose!
    Ti posso dire cosa "vorrebbe" certificare (che non è la stessa cosa).
    Secondo la mente malata che la ha concepita certifica il trasporto ma purtroppo è un trasporto "monco" nella pratica!

    >
    > Hai ancora l'aiuto da casa!

    L'aiuto da casa te lo fornisco io:

    Ora mi spieghi perchè in sede europea la PEC è stata accolta con grandi risate e perchè nel novo testo regolamentare hanno dovuto introdurre emendamenti tipo "CEC PAC o Equivalente" e limitarsi a sottolineare che "documenti la consegna"... invece che mettere la sola PEC?

    >
    > > Il postino (non so se te ne sei reso conto) ti
    > fa
    > > firmare una ricevuta di
    > > ritorno!
    > > Nel caso della PEC la firma sulla ricevuta non è
    > > MAI la tua (che tu sia o non sia IN
    > > CASA).
    > >
    >
    > La PEC è fatta cosi (tu non lo sai perchè non sei
    > preparato), ed una delle sue più grandi
    > criticità, ma stai tranquillo la situazione
    > cambierà
    >Occhiolino

    Certo io non so perchè ne perchè sia una criticità!
    Tu invece non hai risposto!
    Anche perchè non esiste una risposta in un sistema di quel tipo ovvero PEC a meno di non cambiarlo!

    >
    > > Ti risulta che tu possa cestinare una
    > > raccomandata del postino dicendogli che non hai
    > > posto dove
    > > metterla?
    > ????
    >
    > > > > AKA S.W.A.P. (solution without a problem)...
    > > > Minchia, due acronimi insieme! wow!
    > > >
    > > > thejudge
    > > Michia un troll senza argomenti!
    >
    > Ripeto, sei stato sfortunato, magari se si
    > parlava di funghi porcini eri preparato
    >Occhiolino

    Infatti abbiamo potuto osservare tutti la tua estrema competenza!
    Non ha detto nulla ne sul piano tecnico ne su quello normativo!
    Ti sei limitato a vantare (salvo dimostrare il contrario) misteriose conoscenze tecniche che palesemente non hai!
    Non una delle cose che hai detto aveva fondamento tecnico e neppure giuridico!
    non+autenticato
  • - Scritto da: ullala
    > - Scritto da: thejudge
    > > - Scritto da: ullala
    > > > - Scritto da: thejudge
    > > > > - Scritto da: ullala
    > > > Come hai fatto in precedenza!
    > > > Non sai neppure che la PA può essere gestore
    > PEC
    > > > in proprio per quanto riguarda le PROPRIE
    > > > COMUNICAZIONI!
    > >
    > > Cioè? se mi mando le pec da solo, e sono una pa,
    > > sono anche un gestore? spiega meglio il
    > > concetto...
    > Il concetto è semplice!
    > Non può PER REGOLA fare servizi al pubblico ne
    > direttamente ne
    > indirettamente!
    > Ma solo essere gestore per quanto attiene le
    > proprie caselle o qulle direttamente o
    > indirettamente connesse coi propri scopi come
    > amministrazione!

    Ma sai cosa vuol dire essere gestore? è possibile che continui a sparrare castronerie senza neppure sapere di coa parli?

    > > > > E no! come ha potuto lo stato pensare di
    > > creare
    > > > > un equivalente del postino, senza pensare ad
    > > un
    > > > > sistema gratuito che gestisca tutto quello
    > che
    > > > > c'è dopo,
    > > > > imperdonabile!
    > > > Peccato che la PEC non è un equivalente del
    > > > POSTINO!
    > > No??? e tu che sai tutto... dimmi mio signore...
    > > cosa certifica la
    > > pec:
    > >
    > > a)il mittente
    > > b)il contenuto
    > > c)il trasporto
    > In senso strettamente tecnologico nessuna delle
    > tre
    > cose!
    > Ti posso dire cosa "vorrebbe" certificare (che
    > non è la stessa
    > cosa).

    Tu non riesci mai a dire come dovrebbero funzionare le cose perchè non lo sai.

    > Ora mi spieghi perchè in sede europea la PEC è
    > stata accolta con grandi risate e perchè nel novo
    > testo regolamentare hanno dovuto introdurre
    > emendamenti tipo "CEC PAC o Equivalente" e
    > limitarsi a sottolineare che "documenti la
    > consegna"... invece che mettere la sola PEC?

    Ma almeno lo sai com'è fatta la CEC-PAC? Pensi che sia meglio della PEC? Continui a parlare di cose che non conosci.

    > Ti sei limitato a vantare (salvo dimostrare il
    > contrario) misteriose conoscenze tecniche che
    > palesemente non
    > hai!
    > Non una delle cose che hai detto aveva fondamento
    > tecnico e neppure
    > giuridico!

    Hai assolutamente ragione, per fortuna i dati tecnici e legali li hai spiegati bene tu nelle tue risposte/non risposte.

    Dai ullala basta che cambi nick e la brutta figura sara dimenticata.

    Mi piarebbe comunque incontrarti dal vivo per valutare le tue capacità tecnico/legali ed avere modo di conoscere meglio le mie, dai prendiamoci un caffèOcchiolino

    Sbaciett!

    thejudge
  • - Scritto da: thejudge
    > - Scritto da: ullala
    > > - Scritto da: thejudge
    > > > - Scritto da: ullala
    > > > > - Scritto da: thejudge
    > > > > > - Scritto da: ullala
    > > > > Come hai fatto in precedenza!
    > > > > Non sai neppure che la PA può essere gestore
    > > PEC
    > > > > in proprio per quanto riguarda le PROPRIE
    > > > > COMUNICAZIONI!
    > > >
    > > > Cioè? se mi mando le pec da solo, e sono una
    > pa,
    > > > sono anche un gestore? spiega meglio il
    > > > concetto...
    > > Il concetto è semplice!
    > > Non può PER REGOLA fare servizi al pubblico ne
    > > direttamente ne
    > > indirettamente!
    > > Ma solo essere gestore per quanto attiene le
    > > proprie caselle o qulle direttamente o
    > > indirettamente connesse coi propri scopi come
    > > amministrazione!
    >
    > Ma sai cosa vuol dire essere gestore? è possibile
    > che continui a sparrare castronerie senza neppure
    > sapere di coa parli?
    Ma a parte le affermazioni gratuite un argomento che sia uno lo sai articolare?
    Ma leggiti le regole tecniche vai!

    >
    >
    > > > > > E no! come ha potuto lo stato pensare di
    > > > creare
    > > > > > un equivalente del postino, senza pensare
    > ad
    > > > un
    > > > > > sistema gratuito che gestisca tutto quello
    > > che
    > > > > > c'è dopo,
    > > > > > imperdonabile!
    > > > > Peccato che la PEC non è un equivalente del
    > > > > POSTINO!
    > > > No??? e tu che sai tutto... dimmi mio
    > signore...
    > > > cosa certifica la
    > > > pec:
    > > >
    > > > a)il mittente
    > > > b)il contenuto
    > > > c)il trasporto
    > > In senso strettamente tecnologico nessuna delle
    > > tre
    > > cose!
    > > Ti posso dire cosa "vorrebbe" certificare (che
    > > non è la stessa
    > > cosa).
    >
    > Tu non riesci mai a dire come dovrebbero
    > funzionare le cose perchè non lo
    > sai.
    Fatti una domandina...
    Secondo te in europa come fanno?

    >
    > > Ora mi spieghi perchè in sede europea la PEC è
    > > stata accolta con grandi risate e perchè nel
    > novo
    > > testo regolamentare hanno dovuto introdurre
    > > emendamenti tipo "CEC PAC o Equivalente" e
    > > limitarsi a sottolineare che "documenti la
    > > consegna"... invece che mettere la sola PEC?
    >
    > Ma almeno lo sai com'è fatta la CEC-PAC? Pensi
    > che sia meglio della PEC? Continui a parlare di
    > cose che non
    > conosci.
    Ma tu sai cosa significa CEC?
    E quando risponderai alle domande?

    >
    > > Ti sei limitato a vantare (salvo dimostrare il
    > > contrario) misteriose conoscenze tecniche che
    > > palesemente non
    > > hai!
    > > Non una delle cose che hai detto aveva
    > fondamento
    > > tecnico e neppure
    > > giuridico!
    >
    > Hai assolutamente ragione, per fortuna i dati
    > tecnici e legali li hai spiegati bene tu nelle
    > tue risposte/non
    > risposte.
    Io li ho spiegati tu NO di certo!
    Ti sei limitato ad affermazioni gratuite che non hanno riscontro ne nelle regole tecniche della PEC ne nella legge!

    >
    > Dai ullala basta che cambi nick e la brutta
    > figura sara
    > dimenticata.
    Ecco è un ottimo motivo perchè tu ci dia un taglio...

    >
    > Mi piarebbe comunque incontrarti dal vivo per
    > valutare le tue capacità tecnico/legali ed avere
    > modo di conoscere meglio le mie, dai prendiamoci
    > un caffè
    >Occhiolino

    Non è difficile vieni oggi pomeriggio a questo indirizzo
    Viale Carlo Marx, 31 ho giusto un paio di appuntamenti in "quel posto"...
    Dopo le 16 però prima ho da fare...
    non+autenticato
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    > Fatti una domandina...
    > Secondo te in europa come fanno?
    In Europa? In Europa fanno una "minch.a", a quale paese di riferisci? Non hanno nessun equivalente della PEC, esistono sistemi basati sul concetto di "store & notify", tu sai di cosa parlo vero? Esistono standard, ma in versione DRAFT.
    Tu di cosa stai parlando? Allucinazioni? Un dato, uno che sia uno, lo puoi fornire?

    > Ma tu sai cosa significa CEC?
    WOW, sono emozionato.... significa... significa... Ci sei E Ci fai??? oppure Comunicazione Elettronica Certificata, è la prima vero?

    > E quando risponderai alle domande?
    Tipo? Le domande dovresti almeno saperle fare, una serie di affermazioni sconclusionate ed a vanvera non sono domande, sono più simili al vaneggiamento di un folleOcchiolino

    > Ti sei limitato ad affermazioni gratuite che non
    > hanno riscontro ne nelle regole tecniche della
    > PEC ne nella
    > legge!

    Tipo,illuminaci.

    > >
    > > Dai ullala basta che cambi nick e la brutta
    > > figura sara
    > > dimenticata.
    > Ecco è un ottimo motivo perchè tu ci dia un
    > taglio...
    Si in effetti sputtanarti di continuo dopo un po' annoia.

    > >
    > > Mi piarebbe comunque incontrarti dal vivo per
    > > valutare le tue capacità tecnico/legali ed avere
    > > modo di conoscere meglio le mie, dai prendiamoci
    > > un caffè
    > >Occhiolino
    >
    > Non è difficile vieni oggi pomeriggio a questo
    > indirizzo
    >
    > Viale Carlo Marx, 31 ho giusto un paio di
    > appuntamenti in "quel
    > posto"...
    > Dopo le 16 però prima ho da fare...

    Che tu sia stato mandato in "quel posto" non ho difficoltà a crederlo, in italia si usa mettere anche la città nell'indirizzo, o sei ancora convinto che viviamo in un mondo piatto?


    In conclusione sei una persona presuntuosa e abbastanza ignorante, nel senso che ignori come funzionano le cose, una di quelle persone di cui l'IT farebbe volentieri a meno.

    thejudge
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    >
    > > Fatti una domandina...
    > > Secondo te in europa come fanno?
    > In Europa? In Europa fanno una "minch.a", a quale
    > paese di riferisci? Non hanno nessun equivalente
    > della PEC, esistono sistemi basati sul concetto
    > di "store & notify", tu sai di cosa parlo vero?
    > Esistono standard, ma in versione
    > DRAFT.
    > Tu di cosa stai parlando? Allucinazioni? Un dato,
    > uno che sia uno, lo puoi
    > fornire?
    >
    > > Ma tu sai cosa significa CEC?
    > WOW, sono emozionato.... significa...
    > significa... Ci sei E Ci fai??? oppure
    > Comunicazione Elettronica Certificata, è la prima
    > vero?
    Perfetto cosa significa "Comunicazione Elettronica Certificata"? leggi un pochino l'articolo 16 e riportalo!

    >
    > > E quando risponderai alle domande?
    > Tipo? Le domande dovresti almeno saperle fare,
    > una serie di affermazioni sconclusionate ed a
    > vanvera non sono domande, sono più simili al
    > vaneggiamento di un folle
    >Occhiolino
    Stai descrivendo il tuo comportamento
    >
    > > Ti sei limitato ad affermazioni gratuite che non
    > > hanno riscontro ne nelle regole tecniche della
    > > PEC ne nella
    > > legge!
    >
    > Tipo,illuminaci.
    Guarda che le mie affermazioni sono relative all'articolo 16 e alle regole tecniche!
    Sono le tue che non riportano nulla!

    >
    > > >
    > > > Dai ullala basta che cambi nick e la brutta
    > > > figura sara
    > > > dimenticata.
    > > Ecco è un ottimo motivo perchè tu ci dia un
    > > taglio...
    > Si in effetti sputtanarti di continuo dopo un po'
    > annoia.
    A parte le tue affermazioni comprovate da nulla in cosa consisterebbe lo sputtanamento?

    >
    > > >
    > > > Mi piarebbe comunque incontrarti dal vivo per
    > > > valutare le tue capacità tecnico/legali ed
    > avere
    > > > modo di conoscere meglio le mie, dai
    > prendiamoci
    > > > un caffè
    > > >Occhiolino
    > >
    > > Non è difficile vieni oggi pomeriggio a questo
    > > indirizzo
    > >
    > > Viale Carlo Marx, 31 ho giusto un paio di
    > > appuntamenti in "quel
    > > posto"...
    > > Dopo le 16 però prima ho da fare...
    >
    > Che tu sia stato mandato in "quel posto" non ho
    > difficoltà a crederlo, in italia si usa mettere
    > anche la città nell'indirizzo, o sei ancora
    > convinto che viviamo in un mondo
    > piatto?
    Io non "sono mandato" forse possono "mandare" te!
    Hai capito o no che tra me e te c'è un solo dipendente?
    >
    >
    > In conclusione sei una persona presuntuosa e
    > abbastanza ignorante, nel senso che ignori come
    > funzionano le cose, una di quelle persone di cui
    > l'IT farebbe volentieri a
    > meno.
    Altra affermazione gratuita!
    Hai fatto l'ennesimo post senza dire niente altro che insulti idioti!
    non+autenticato
  • LA PEC E' GRANDE: Con la PEC non ho bisogno di un'avvocato e quindi posso capire che la cosa non piaccia.

    Da quando ho la PEC scrivo delle lettere non solo imPECcabili, ma anche che colgono nel centro della sensibilità di chi ogni tanto prova a crearmi dei problemi; questa per chi gestisce un sito internet non è un evenienza così rara!
    W la PEC
    non+autenticato
  • Quando i processi informativi si muovono dal tradizionale mezzo fisico a quello digitale e' normale che si cerchi di ricreare nel mondo digitale quei concetti comuni al mondo fisico. E' successo ad es. per il VoIP (vi ricordate i primi Net2phone che sembravano in tutto e per tutto dei telefoni anni '80 con tanto di cornetta??) o per l'elearning (classe virtuale, biblioteca virtuale..ecc).
    Il problema e' che spesso questi concetti del mondo "fisico" trapiantati nel mondo digitale non riescono ad esprimere a pieno le potenzialita' del nuovo mezzo. E infatti pian piano si evolvono diversivicandosi dal concetto fisico di partenza.
    Ora con la PEC ritengo che ci si muova sostanzialmente analogamente. Esisteva la "posta" tradizionale, e la prima implementazione moderna a cui il legistatore ha pensato e' stata una versione "digitale" che ne riprendesse il piu' possibile i concetti.
    Eppure altri metodi o processi sarebbero piu' efficienti ed efficaci.
    Nel caso specifico probabilmente sarebbe stato piu' congruo che il dipartimento in questione avesse predisposto un proprio sito dove la domanda in questione sarebbe stata un form da completare on line dall'emittente interessata, eventualmente dopo una fase di autentificazione.
    In generale non credo troppo ad una implementazione della posta elettronica certificata che, fra l'altro, viene proposta utilizzando procedure unicamente nazionali in un mondo in cui, sara' banale dirlo, la globalizzazione (ed in special modo dei software e dei processi comunicativi) si fa un processo sempre piu', scusate il gioco di parole, "prioritario".

    Antonello Lobianco
    non+autenticato
  • Non è che data la "sensibilità" dell'argomento, la combinazione di incapienza della casella e di rigidità del termine può aver favorito qualcuno e sfavorito qualcun'altro? Sarebbe interessante avere l'elenco degli inclusi e degli esclusi.
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