Claudio Tamburrino

Canone, UE boccia AGCOM

Gli annunciati aumenti dell'affitto dell'ultimo miglio sono da rivedere al ribasso. Calabrò minimizza. Ma ora i listini andranno rivisti, anche per guardare alla fibra

Roma - Con un comunicato ufficiale la Commissione europea ha rese note le sue eccezioni sugli annunciati aumenti del canone di unbundling, bitstream e wholesale line rental (WLR) predisposti da Agcom per il mercato italiano.

Nonostante alcune notizie dessero per fatto il via libera di Bruxelles, il commissario europeo alle telecomunicazioni e all'agenda digitale Neelie Kroes aveva prontamente smentito.

Con il comunicato si è poi chiarita la questione: per l'Europa va bene la metodologia di costo utilizzata, quella definita BU-LRIC (approccio bottom-up per la valutazione dei costi incrementali di lungo periodo), che riflette i costi sostenuti da un operatore efficiente che gestisce una rete in rame di nuova costruzione in un mercato competitivo. Tuttavia l'Europa non si trova d'accordo su come AGCOM ha calcolato i costi di manutenzione e di commercializzazione in quanto, spiega la Commissione, "il regolatore non sembra aver utilizzato i dati di una società efficiente che gestisce una rete in rame di nuova costruzione". Insomma, va bene l'operazione effettuata (sui cui metodi, peraltro, nessuno aveva eccepito), ma i numeri inseriti sono da rivedere.
In ballo vi è l'affitto del così detto "ultimo miglio", l'affitto che gli operatori alternativi pagano a Telecom per utilizzare la rete: secondo l'ultimo programma Agcom vi sarebbe dovuto essere un aumento delle tariffe di più del 10 per cento annuo, per un aumento totale del 24 per cento in due anni. Cifra non in linea, dice la UE, con il metodo teoricamente utilizzato.

La dichiarazione di Neelie Kroes, d'altronde, è chiara: "Invito AGCOM a riesaminare il calcolo dei prezzi di accesso di Telecom Italia, applicando in modo coerente il proprio modello per determinare i costi commerciali e di manutenzione". Nel bocciare il risultato, peraltro, ha confermato e citato direttamente le lamentale espresse dagli operatori alternativi, per cui la posizione della Commissione appare ora una vittoria. Secondo questi le cifre erano esagerate e si trattava peraltro di un approccio antieconomico perché disincentiva gli investimenti in fibra, aumentando per l'operatore principale la redditività del rame. Oltre ad essi anche ECTA, l'Associazione europea delle telecomunicazioni, aveva espresso le proprie preoccupazioni, ritenendo che un tale gonfiamento di tariffe nel mercato italiano delle comunicazioni avrebbe potuto avere pericolose conseguenze anche sugli altri paesi membri.

Inoltre, dal momento che il previsto aumento dei prezzi è subordinato, teoricamente, al soddisfacimento da parte di Telecom Italia di determinati requisiti di qualità fissati dalla stessa AGCOM, l'autorità europea invita a illustrare con precisione le richieste presentate a Telecom Italia in modo da garantire la certezza regolamentare a tutti gli operatori di mercato.

Ora AGCOM dovrà rivedere i suoi calcoli: è dunque più che probabile che ciò porti ad una revisione degli aumenti al ribasso. Tuttavia il presidente Corrado Calabrò ha minimizzato il giudizio europeo: "L'interlocuzione con la Commissione europea è stata ampia, approfondita e soddisfacente. Ha apprezzato il nostro modello e fornito utili indicazioni per il suo ulteriore affinamento. È importante che la Commissione abbia colto la novità di un meccanismo ad incentivi che condiziona i futuri aggiustamenti, meccanismo che, come anch'io ho illustrato avantieri al Senato, va meglio messo a punto".

Più netto Altroconsumo, che si era rivolto già proprio al commissario europeo per cercare di fermare gli aumenti ritenuti iniqui: dal suo blog Marco Pierani parla ora di sonora bocciatura e di "un gran giorno". Accolte dalla Commissione europea, infatti, le sue critiche che vedevano l'aumento dipendere non dal modello di calcolo, ma da dei costi di manutenzione irrealistici. Errato, in particolare, sottolinea, il tasso di guastabilità utilizzato pari al 22,5 per cento, quando la stessa Telecom Italia avrebbe recentemente dichiarato un tasso di guasto del 12 per cento, così come il fatto che tale tasso dovrebbe diminuire in un'ottica di valorizzazione della rete e di massimizzazione dell'efficienza.

Claudio Tamburrino
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21 Commenti alla Notizia Canone, UE boccia AGCOM
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  • L'AGCOM è un ente, oops agenzia, al passo coi tempi e che rispetta e si prende cura degli utenti.

    Per presentare un reclamo infatti basta scaricarsi un form da compilare nelle apposite caselle per il riconoscimento OCR, ed identificare chiaramente l'accaduto pena annullamento della pratica.

    Un form on-line no, vero? Forse anche loro avranno problemi di stabilità di connessione. E peccato che i due ultimi reclami che avrei voluto postare non erano gestibili in quanto le casistiche non erano previste.

    Buffoni... basta vedere dov'è la sede.

    bye
    non+autenticato
  • che vadano a lavorare seriamente!! ricordiamoci di baffetto e mortadella che hanno regalato una infrastruttura ad una azienda privata che ora crea solo disagi a tutti e non sviluppa nulla, oltre a fare ostruzionismo verso gli altri operatori e utenti non telecom....
  • Per l'energia elettrica e il gas abbiamo in ogni Comune una società che si occupa dell'ultimo miglio e ci deve essere separazione societaria in un gruppo per poter operare come venditore oltre che come operatore di ultimo miglio nel Comune.

    Questa regola dovrebbe valere anche per la telefonia in quanto si stendono tubi come per il gas e l'elettricità.
    Forse è diverso per l'ultimo miglio radio dove le aziende si accordano per avere torri comuni.

    Naturalmente ci possono essere aziende che operano su più Comuni.
    Ci possono essere Comuni che si uniscono.

    Invece abbiamo una sola azienda che opera in tutti i Comuni e non è separata dalla parte venditrice.
    In futuro si pagherà solo la connessione in base alla banda ottenibile ed è probabile che il guadagno è per chi opera nell'ultimo miglio ma non è meglio avere diversi operatori di ultimo miglio invece che uno solo per l'intera Italia ?

    Telecom Italia deve essere obbligata a cedere la parte ultimo miglio ai Comuni o alle Regioni.
    non+autenticato
  • L'ultimo miglio come le strade

    Al Comune la proprietà dei cavi fino alle case

    Poi strade regionali e nazionali connesse a quelle dell'Unione Europea e ad altre internazionali.

    Le strade provinciali sono da abolire.
    non+autenticato
  • Come no. Dopo aver fatto andare in malora la rete con la scarsa manutenzione Telecom sarebbe felicissima di venderla a peso d'oro ai comuni.
    guast
    1319
  • ad 1 euro simbolico ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippo
    > ad 1 euro simbolico ?

    Sarebbe giusto, visto che quei cavi sono nostri, pagati per decenni con il canone Sip.
    ruppolo
    33147
  • Qualche tempo fà sono stato contattato da un signore che si è dichiarato della Telecom per propormi un nuovo contratto, dato che io sono passato da Telecom a Teletu.
    Ai miei commenti sul fatto che quando avevo avuto dei problemi sulla linea ed ero rimasto per una settimana senza ADSL, a causa di difficoltà in centrale Telecom, che sta dietro casa mia, il signore della Telecom mi ha risposto papale papale: "Ma è ovvio che noi privilegiamo i nostri clienti e lasciamo per ultimi i clienti di altre società".
    Quand'è che anche in Italia avremo una Telecom che gestisce solo i cavi ed un'altra Telecom che offre i servizi?
  • - Scritto da: elio2002
    > Quand'è che anche in Italia avremo una Telecom
    > che gestisce solo i cavi ed un'altra Telecom che
    > offre i
    > servizi?

    Mai credo: quel genere di scorporo avrebbero dovuto farlo anni fa quando privatizzarono (le infrastrutture in mano allo stato, il resto ai privati, come è già avvenuto in altri paesi), ma se così avessero fatto nessuno si sarebbe comprato nulla se non all'asta fallimentare, mentre permettere ai nuovi acquirenti di mantenere un monopolio di fatto sulla rete (e una posizione dominante sul mercato) è stato molto più utile a far cassa quando serviva per appianare i debiti dello stato ed entrare nell'eurozona.
    Lo stato a questo punto farebbe bene a rimediare al tragico scempio che è stata quella privatizzazione cercando di creare una nuova rete in fibra da noleggiare poi ai vari operatori, ma visti i tempi che corrono dubito che un'operazione così onerosa sarebbe fattibile prima di qualche decennio.
    non+autenticato
  • Non dirlo. Già da qualche anno se ne parla e Telecom sta investendo pochissimo in manutenzione. La rete e le centraline stanno andando in malora mentre Telecom spera di rivendersele a buon prezzo. Ovviamente nessun privato si pagherebbe a peso d'oro una rete in quello stato. Finirebbe per essere ricomprata dallo stato.
    Per sistemare la situazione si finirebbe per fare l'ennesima porcata sulle spalle degli italiani
    guast
    1319
  • - Scritto da: elio2002
    > Ai miei commenti sul fatto che quando avevo avuto
    > dei problemi sulla linea ed ero rimasto per una
    > settimana senza ADSL, a causa di difficoltà in
    > centrale Telecom, che sta dietro casa mia, il
    > signore della Telecom mi ha risposto papale
    > papale: "Ma è ovvio che noi privilegiamo i nostri
    > clienti e lasciamo per ultimi i clienti di altre
    > società".

    Ma i tecnici sono della Sirti, non della Telecom. E comunque, la clausola del rimborso a partire dal 5° giorno dalla segnalazione del guasto vale per ogni operatore.
  • Guarda che è una bufala detta ad arte.

    Telecom sa benissimo che se non ripara in tempo un guasto ad un operatore serio (cioè che cura il proprio cliente) va a pagare delle penali fortissime, mentre ai suoi fa quello che vuole tanto l'italiota medio sa zitto e quieto basta che gli diano una partita di calcio.

    bye
    non+autenticato
  • Non come adesso che chi ha un doppino da schifo paga come l'altro che ce l'ha buonissimo.

    Vedrai che poi si muovono a sistemarli. Ora chi glielo fa fare?
    non+autenticato
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