Mauro Vecchio

UE, nella terra di mezzo dell'equo compenso

In Spagna, l'applicazione del canon digital risulta in linea con le leggi europee sul copyright. Ma solo se a pagare sono i consumatori. Respinta la richiesta di SGAE di applicare la tassa anche sui prodotti acquistati dalle aziende

Roma - Canon digital. Così viene chiamata in Spagna la versione locale del cosiddetto equo compenso, alla luce di un provvedimento di estensione di nuove tasse sui dispositivi elettronici che a suo tempo aveva scatenato una vera e propria rivolta popolare. Alla Sociedad General de Autores y Editores (SGAE) - equivalente iberico della SIAE - era così stato affidato il compito di raggranellare soldi da destinare poi ai vari artisti, altrimenti penalizzati dalla realizzazione di copie private su dispositivi vergine come CD e DVD.

Un balzello compatibile con le attuali leggi europee sul copyright, in particolare con la specifica direttiva che autorizza la copia privata solo a patto che i detentori dei diritti vengano ricompensati in maniera equa. Un assunto da cui è recentemente partita la Corte di Giustizia del Vecchio Continente, chiamata ad esprimersi dopo il ricorso in appello da parte di una società distributrice di supporti e media player.

Gli alti vertici di Padawan erano infatti stati accusati da SGAE di non aver mai effettuato il pagamento del canon digital per i dischi acquistati. Inizialmente condannata, la società distributrice aveva fatto ricorso in appello, sottolineando come l'applicazione indiscriminata della tassa non fosse in linea con le leggi europee sul copyright. Una tesi approvata - ma solo a metà - dalla Corte di Giustizia d'Europa.
L'equo compenso sarebbe in linea con la Direttiva Europea sul Copyright laddove ad acquistare un disco o un device sia un comune cittadino. Secondo la corte, non ci sarebbe alcun bisogno di dimostrare l'avvenuta attività di copia da parte di un singolo consumatore. Si assume, in altre parole, che un disco vergine verrà utilizzato quasi certamente per effettuare una copia privata e che sia pertanto necessario compensare i legittimi detentori dei diritti.

Ma si parlava solo di una mezza compatibilità. L'Europa ha infatti sottolineato come questo stesso ragionamento non abbia validità per le aziende come ad esempio Padawan. Le attività del settore business sarebbero dunque significativamente diverse da quelle di un privato cittadino. L'assunto relativo allo sfruttamento quasi inevitabile dei dischi per la copia privata non resterebbe più in piedi per quanto concerne una società.

Da questo punto, l'imposizione indiscriminata di una tassa come il canon digital non può risultare in linea con le attuali leggi europee sul diritto d'autore. Nessun equo compenso andrebbe dunque pagato a SGAE per aver acquistato dischi e media player, dato che le attività di un'azienda non possono essere direttamente collegabili ad alcun danno (reale o potenziale) subito dai vari detentori dei diritti.

Mauro Vecchio
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34 Commenti alla Notizia UE, nella terra di mezzo dell'equo compenso
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  • ...perchè dare un diritto al consumatore (copia privata) ricompensare profumatamente i detentori (equo???? compenso) e poi di fatto punire chi si fa la copia (aggirare le protezioni è contro la legge......secondo loro mi verrebbe da dire)?

    Dove è la GIUSTIZIA e soprattutto l' EQUITA' in tale comportamento (che di fatto altro non è se non una presa per il cxxx)?
    non+autenticato
  • - Scritto da: M.R.
    > ...perchè dare un diritto al consumatore (copia
    > privata)

    Infatti non è un diritto, ma un'eccezione della legge sul diritto d'autore.

    > ricompensare profumatamente i detentori
    > (equo???? compenso) e poi di fatto punire chi si
    > fa la copia (aggirare le protezioni è contro la
    > legge......secondo loro mi verrebbe da
    > dire)?

    Hai ragione. Non puoi far valere un'eccezione attraverso una violazione.
    Ma qualora non ci fosse la protezione (giusto ieri mi son fatto la COPIA PRIVATA di un CD appena acquistato semplicemente masterizzandolo con WMP) basta che dimostri la legittimità della copia e vedi che nessuno ti punisce.

    > Dove è la GIUSTIZIA e soprattutto l' EQUITA' in
    > tale comportamento (che di fatto altro non è se
    > non una presa per il
    > cxxx)?

    L'equità sta nel rispettare il lavoro altrui, che ti piaccia o no.
  • > > Dove è la GIUSTIZIA e soprattutto l' EQUITA' in
    > > tale comportamento (che di fatto altro non è se
    > > non una presa per il
    > > cxxx)?
    >
    > L'equità sta nel rispettare il lavoro altrui, che
    > ti piaccia o
    > no.

    Appunto: chi vende le copie non lavora, quindi non va rispettato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ThEnOra
    > - Scritto da: M.R.
    > > ...perchè dare un diritto al consumatore (copia
    > > privata)

    > Infatti non è un diritto, ma un'eccezione della
    > legge sul diritto d'autore.

    > > ricompensare profumatamente i detentori
    > > (equo???? compenso) e poi di fatto punire chi si
    > > fa la copia (aggirare le protezioni è contro la
    > > legge......secondo loro mi verrebbe da dire)?

    > Hai ragione. Non puoi far valere un'eccezione
    > attraverso una violazione.
    > Ma qualora non ci fosse la protezione (giusto
    > ieri mi son fatto la COPIA PRIVATA di un CD
    > appena acquistato semplicemente masterizzandolo
    > con WMP) basta che dimostri la legittimità della
    > copia e vedi che nessuno ti punisce.

    Quindi tu hai pagato due volte quel CD, sia normalmente sia con l'ecquo compenso. Questo e' equo e giusto ?

    > > Dove è la GIUSTIZIA e soprattutto l' EQUITA' in
    > > tale comportamento (che di fatto altro non è se
    > > non una presa per il cxxx)?

    > L'equità sta nel rispettare il lavoro altrui, che
    > ti piaccia o no.

    Ma dov'e' il diritto nel pagare una multa preventiva per un reato potenziale ? Questo e' dare preventivamente del ladro al consumatore, altro che rispetto.
    krane
    22544
  • > Ma dov'e' il diritto nel pagare una multa
    > preventiva per un reato potenziale ? Questo e'
    > dare preventivamente del ladro al consumatore,
    > altro che
    > rispetto.


    Ma infatti: è come se comprando un'automobile mi dessero subito un migliaio di euro di multa e mi togliessero 10 punti perchè "chissà quante volte andrai più veloce del limite senza che ti becchiamo con l'autovelox" (che paradossalmente avrebbe più ragione di essere rispetto all'equo ompenso SiaeA bocca aperta )
    non+autenticato
  • > Ma infatti: è come se comprando un'automobile mi
    > dessero subito un migliaio di euro di multa e mi
    > togliessero 10 punti perchè "chissà quante volte
    > andrai più veloce del limite senza che ti
    > becchiamo con l'autovelox" (che paradossalmente
    > avrebbe più ragione di essere rispetto all'equo
    > ompenso SiaeA bocca aperta
    > )

    Stai paragonando un sinallagma di diritto civile ad un illecito amministrativo. Non c'entra nemmeno se ce lo pigi. A occhio e croce, Thenora qui è l'unico che ha una discreta idea del perché esista l'equo compenso. Che poi sia una porcata metterlo sui supporti di destinazione anziché sui contenuti acquistati siamo d'accordo, ma non puoi paragonarmi un compenso per un'eccezione ad un diritto ad una presunzione di illecito amministrativo.
  • > Stai paragonando un sinallagma di diritto civile
    > ad un illecito amministrativo. Non c'entra
    > nemmeno se ce lo pigi. A occhio e croce, Thenora
    > qui è l'unico che ha una discreta idea del perché
    > esista l'equo compenso. Che poi sia una porcata
    > metterlo sui supporti di destinazione anziché sui
    > contenuti acquistati siamo d'accordo, ma non puoi
    > paragonarmi un compenso per un'eccezione ad un
    > diritto ad una presunzione di illecito
    > amministrativo.

    pignoloSorpresa
    non+autenticato
  • - Scritto da: guerret
    > > Ma infatti: è come se comprando un'automobile mi
    > > dessero subito un migliaio di euro di multa e mi
    > > togliessero 10 punti perchè "chissà quante volte
    > > andrai più veloce del limite senza che ti
    > > becchiamo con l'autovelox" (che paradossalmente
    > > avrebbe più ragione di essere rispetto all'equo
    > > ompenso SiaeA bocca aperta )

    > Stai paragonando un sinallagma di diritto civile
    > ad un illecito amministrativo. Non c'entra
    > nemmeno se ce lo pigi. A occhio e croce, Thenora
    > qui è l'unico che ha una discreta idea del perché
    > esista l'equo compenso. Che poi sia una porcata
    > metterlo sui supporti di destinazione anziché sui
    > contenuti acquistati siamo d'accordo, ma non puoi
    > paragonarmi un compenso per un'eccezione ad un
    > diritto ad una presunzione di illecito
    > amministrativo.

    E facci tu qualche paragone piu' calzante, visto che ne tu ne' teora riuscite a far capire alla massa di caproni qui (me compreso) qual e' il senso di pagare una tassa sulla musica su una card della macchina fotografica.
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane

    > E facci tu qualche paragone piu' calzante, visto
    > che ne tu ne' teora riuscite a far capire alla
    > massa di caproni qui (me compreso) qual e' il
    > senso di pagare una tassa sulla musica su una
    > card della macchina
    > fotografica.

    Il senso e' quello di nutrire quelle zecche parassite che ti si attaccano alla giugulare e si nutrono del tuo sangue, lasciandoti in cambio delle infezioni.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: krane

    > > E facci tu qualche paragone piu' calzante, visto
    > > che ne tu ne' teora riuscite a far capire alla
    > > massa di caproni qui (me compreso) qual e' il
    > > senso di pagare una tassa sulla musica su una
    > > card della macchina fotografica.

    > Il senso e' quello di nutrire quelle zecche
    > parassite che ti si attaccano alla giugulare e si
    > nutrono del tuo sangue, lasciandoti in cambio
    > delle infezioni.

    Si, ma possibile che quando chiedo spiegazioni a quelli "pro" non me le sanno mai dare ?
    A bocca aperta
    krane
    22544
  • "e non c'è niente da capireee" Occhiolino
    non+autenticato
  • Anche in Italia un qualsiasi titolare di partita IVA, può rifiutarsi di pagare l'equo compenso all'acquisto un qualsiasi supporto (CD, DVD, SD, HDD, ecc.)?
    non+autenticato
  • Me lo stavo chiedendo anche io... e credo che la risposta sia "sì", ma a patto di voler buttare soldi e tempo in cause legali senza fine.
    H5N1
    1641
  • - Scritto da: H5N1
    > Me lo stavo chiedendo anche io... e credo che la
    > risposta sia "sì", ma a patto di voler buttare
    > soldi e tempo in cause legali senza
    > fine.

    tecnicamente non serve fare un causa: le aziende, che probabilmente acquistano supporti per migliaia di euro (e non decine o centinaia come gli utenti comuni) possono fare una dichiarzione nella quale si attesta che i supporti verranno utilizzati per l'archiviazione di materiale proprio e riavere indietro in qualche modo questa "tassa".

    Fa comunque ridere come situazione, che si parli di Spagna o di Italia: io ho circa 300 giga di foto scattate da me nel corso degli anni e dovrei pagare l'equo compenso per un disco capace di archiviarle? e perchè mai?
    Ma, soprattutto, questa tassa NON AUTORIZZA NE' GIUSTIFICA la copia, quindi siamo cornuti e mazziati: se ti beccano con una copia dell'ultima compilation di x-factor (...) e mostri alla finanza lo scontrino che attesta il pagamento dell'equo compenso, rischi comunque multe e/o galera (mentre se uccidi ti invitano ai talk showA bocca aperta )
    non+autenticato
  • discorso giustissimo come fotografia dell'esistente

    però se poi passiamo al giudizio penso che siamo d'accordo sul fatto che è la solita furbacchiata di chi già ha per avere ancora di più...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Andrea Pagani
    > Fa comunque ridere come situazione, che si parli
    > di Spagna o di Italia: io ho circa 300 giga di
    > foto scattate da me nel corso degli anni e dovrei
    > pagare l'equo compenso per un disco capace di
    > archiviarle? e perchè
    > mai?

    perché nelle tue foto ci sarà sicuramente qualche opera d'ingegno (monumenti, opere architettoniche) la cui immagine è protetta da diritto d'autore, quindi devi pagare l'equo compenso.

    "matrix il diritto d'autore è ovunque. ╚ intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. ╚ quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai a lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. ╚ il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità"
  • - Scritto da: il solito bene informato

    > perché nelle tue foto ci sarà sicuramente
    > qualche opera d'ingegno (monumenti, opere
    > architettoniche) la cui immagine è protetta da
    > diritto d'autore, quindi devi pagare
    > l'equo
    > compenso.

    Anche se fosse, la cosiddetta "copia privata" si applica solo a "fonogrammi e videogrammi", quindi le opere fotografiche e le semplici fotografie sono escluse.
    E quando dico escluse intendo in entrambi i sensi: non si deve pagare l'equo compenso perché non si può riprodurre l'opera (fotografica) senza il consenso dell'autore (ovviamente tranne nel caso in cui i diritti siano scaduti).
  • - Scritto da: AlessioC
    > - Scritto da: il solito bene informato
    >
    > > perché nelle tue foto ci sarà sicuramente
    > > qualche opera d'ingegno (monumenti, opere
    > > architettoniche) la cui immagine è protetta da
    > > diritto d'autore, quindi devi pagare
    > > l'equo
    > > compenso.
    >
    > Anche se fosse, la cosiddetta "copia privata" si
    > applica solo a "fonogrammi e videogrammi", quindi
    > le opere fotografiche e le semplici fotografie
    > sono
    > escluse.
    > E quando dico escluse intendo in entrambi i
    > sensi: non si deve pagare l'equo compenso perché
    > non si può riprodurre l'opera (fotografica) senza
    > il consenso dell'autore (ovviamente tranne nel
    > caso in cui i diritti siano
    > scaduti).

    (ovviamente ero ironico...)
  • - Scritto da: il solito bene informato
    > - Scritto da: AlessioC
    > > - Scritto da: il solito bene informato
    > >
    > > > perché nelle tue foto ci sarà
    > sicuramente
    > > > qualche opera d'ingegno (monumenti, opere
    > > > architettoniche) la cui immagine è protetta da
    > > > diritto d'autore, quindi devi pagare
    > > > l'equo
    > > > compenso.
    > >
    > > Anche se fosse, la cosiddetta "copia privata" si
    > > applica solo a "fonogrammi e videogrammi",
    > quindi
    > > le opere fotografiche e le semplici fotografie
    > > sono
    > > escluse.
    > > E quando dico escluse intendo in entrambi i
    > > sensi: non si deve pagare l'equo compenso perché
    > > non si può riprodurre l'opera (fotografica)
    > senza
    > > il consenso dell'autore (ovviamente tranne nel
    > > caso in cui i diritti siano
    > > scaduti).
    >
    > (ovviamente ero ironico...)

    Ops! Sarà la digestione...
    Cmq la mia puntualizzazione non lo era e forse è bene che ci sia chiarezza sul punto, prima che si scatenino i soliti strali...Occhiolino
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: il solito bene informato

    > > "matrix il diritto d'autore è
    > > ovunque. ╚ intorno a noi. Anche adesso, nella
    > > stanza in cui siamo. ╚ quello che vedi quando
    > > ti affacci alla finestra, o quando accendi il
    > > televisore. L'avverti quando vai a lavoro,
    > > quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. ╚
    > > il mondo che ti è stato messo davanti agli
    > > occhi per nasconderti la verità"

    > Sì ma vedi, io sono stato prodotto da due autori,
    > mio padre e mia madre.
    > Il solo fatto che tu stia interagendo con me ti
    > vincola pertanto al pagamento dei diritti
    > d'autore ai miei.
    > Qui non si regala nulla.
    > Fanno millemila euri, sull'unghia.
    > Prego , si accomodi alla cassa.

    Ti direi che hai dato una grande risposta ! Ma siccome nel farlo rischierei di interagire con te e dover pagare non lo faro' A bocca aperta
    krane
    22544
  • in Italia, da sempre, l'equo compenso non si applica alle aziende. Le aziende che comprano supporti digitali o componenti hardware sottoposti al compenso/tassa compilano un modulo trovabile sul sito SIAE e allegano la documentazione relativa all'acquisto e la inviano alla SIAE che la analizza e procede al rimborso. La SIAE si riserva controlli. In ogni caso essendo in Italia applicato all'origine, il compenso, l'unico modo per le aziende di recuperare il maltolto è questo, ma è appunto possibile farlo
    non+autenticato