mafe de baggis

NoLogo/ Non ebook, ma amore per i bit

di M. De Baggis - Il passaggio dal libro di carta al libro digitale non un percorso semplificato. Questione di modello di business, certo. Ma anche questione di comprensione del nuovo strumento per i lettori

NoLogo/ Non ebook, ma amore per i bitRoma - "Il libro non è importante: il libro è il supporto. Quella che conta è la storia". Così Stephen King sull'ebook, così la penso anche io: l'intera discussione su libri di carta e libri digitali potrebbe essere archiviata in pochi anni se fosse semplicemente un problema di cambiamento del contenitore per un contenuto. Così non è, e non solo per la resistenza al nuovo che caratterizza i comportamenti umani: il problema della trasformazione in ebook dell'attuale catalogo (i testi nuovi sono una storia ancora diversa) è che c'è una chiara e diffusa percezione dell'ebook come oggetto meno costoso da produrre e vendere e quindi dal prezzo necessariamente più basso.

davvero così? Un libro digitale deve costare meno? E un libro "aumentato", cioè arricchito di contenuti ed esperienze in più, deve costare meno di una copia cartacea del libro "diminuito"?

A prima vista sembra evidente che un libro fatto di bit debba costare meno di un libro fatto di atomi: sono anni che gli editori si lamentano dei costi crescenti della carta, della distribuzione e del magazzino. Togli carta, distribuzione e magazzino: vuoi non ridurre i costi almeno a metà? Pare di no: anche parlando di libri già in catalogo, e per cui si sia quindi già affrontato il costo di produzione (supporto all'autore, editing, eventuali traduzioni) c'è comunque da prendere in considerazione il costo della trasformazione da impaginato per la stampa a ebook, trasformazione per niente semplice. Come ci racconta Letizia Sechi di BookRepublic, "il problema è che di quei vecchi libri bisogna recuperare i file di pre-stampa, che non sempre ci sono o se anche ci sono magari richiedono talmente tanto lavoro di adattamento (quei piccoli aggiustamenti, appunto, per conservare l'eufemismo) che la spesa equivale o al tempo di rilavorare il libro internamente o al costo di farlo fare a qualcun altro."
Sempre per Sechi, se è vero che stampa, magazzino e distribuzione fisica non sono più necessari, è anche vero che i costi di mediazione della distribuzione, di stoccaggio e di marketing rimangono, uniti al "costo più o meno alto dell'acquisizione delle nuove competenze che se non è necessariamente economico è sicuramente un investimento di tempo e risorse umane".

Oltre a questi costi, indiscutibili, rimane il fatto che un libro, di qualunque cosa sia fatto, è un oggetto culturale che vale di più della somma dei suoi costi: a prescindere da quanto pesano sul prezzo finale, il valore per chi lo acquista dovrebbe essere più legato al valore del contenuto e dell'esperienza. Ore e ore di piacere nel leggere l'ultimo King, o Vargas Llosa, o Saviano, dovrebbero avere lo stesso prezzo a prescindere dal formato. Eppure la percezione che l'ebook debba costare meno è molto ben radicata: a prescindere dalla volontà o meno di acquistare un libro la sensazione è che l'ebook debba costare meno (molto meno) anche dell'edizione tascabile.

Il motivo è abbastanza intuibile e risiede nella facilità di duplicazione di un oggetto digitale: la prima copia di un ebook potrà anche costare 100, ma ogni copia in più costa zero. Come spiega Stefano Quintarelli nel suo paper La fine della distribuzione aggregata,
"I beni digitali presentano caratteristiche affatto diverse dai beni fisici: non hanno un vero e proprio costo del venduto. Se un utilizzatore prende un bene immateriale e non me lo paga (come avviene in larga misura oggi), certamente ho un mancato guadagno, ma non perdo un bene per ottenere il quale ho sostenuto un costo specifico. una delle caratteristiche salienti che caratterizzano quelli che il Gruppo di Lavoro Intercommissioni del CNEL sulle trasformazioni dell'impresa ha chiamato neobeni".
Non ha più senso chiedere di pagare il diritto di copia, perché il costo di copia non esiste più. Dal punto di vista dei costi la copia stessa non esiste più: esiste solo l'originale. E l'autore? E l'editore? E la remunerazione del lavoro intellettuale?

Qualunque soluzione impositiva e colpevolizzante, come i DRM, non fa che peggiorare l'esperienza di acquisto e di utilizzo e quindi alla fine favorisce la pirateria: come fare quindi a modificare la percezione della gratuità della copia e dell'ingiustizia del prezzo pieno per gli ebook? L'unica soluzione sembra essere quella presagita da Kevin Kelly con la sua teoria dei 1.000 fan: la creazione di una relazione di fiducia tra editore, autore e lettore, per cui più che pagare la copia contribuisco a finanziare la creazione dell'originale. Non pago un oggetto, pago un'esperienza, tanto più se quest'esperienza è di lunga durata e mi permette una relazione con l'autore o con il suo immaginario.

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216 Commenti alla Notizia NoLogo/ Non ebook, ma amore per i bit
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  • Su una cosa ci si dovrebbe mettere d'accordo: il diritto alla copia è un diritto a prescindere da quanto costi l'operazione. Quanto costa toccarmi una chiappa? Poco. Ma hai il diritto di farlo? Questo è il diritto di copia. Ovviamente se andiamo a vedere come e perché sia nato, andremmo a far decadere completamente il lavoro intellettuale, come portandolo invece all'estremo cadremmo nell'assurdo dei patent-troll.

    La soluzione è e resta la stessa di quando parlavamo degli mp3: devono solamente abbassare il prezzo e non romperci le scatole per le copie tra amici, come una volta per fotocopie e musicassette, così oggi: lo stanno capendo quei discografici che intendono abbassare seriamente il prezzo dei download digitali: quando avranno capito che devono dare lossless, nessun drm, nessun watermarking e magari differenziare il prezzo dopo 2,3,5,10 anni e far scadere il copyright a 20... allora saremo nel 3 millennio.

    Una cosa che il marketing ci vuol far credere sempre è "è nuovo! quindi è buono! Basta con le cose vecchie!"

    E' talmente passato nelle nostre vite questo concetto che voi che avete più di quarant'anni state accettando di finire nel cesso con una bella tirata di sciaquone. Ma lasciamo perdere il paragone, per quanto pertinente.

    Il markettaro che viene a fare pro-paganda (di sé) nella nostra azienda spesso viene a dirci "DOVETE METTERE DELLE NEWS!" - gli chiedo "non abbiamo una mazza da dire, diremmo solo sciocchezze, se le ha lei quelle buone, ce le dica e valuteremo se renderci ridicoli paga" "ma non importa!!!". Oppure ancora arriva e vuole fare il mitico "refresh del sito". Perfetto, facciamolo. Arriva il nuovo, fa schifo, dico "no, quello vecchio era migliore" e il markettaro "ma è vecchio!" come se fosse una buona motivazione. Cristodiddio, se FA SCHIFO, il fatto che sia NUOVO è irrilevante.

    Passiamo pure a Stephen King: su queste stesse pagine abbiamo potuto seguire - e per chi, sempre e solo attento al "nuovo", non se lo ricordasse , prego, ecco qui http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=stephen+k... - la realtà che si scontra con la fuffa del marketing. La qualità che si scontra con le panzane ma soprattutto con la poca mermoria.

    Un esempio del nuovo che non è meglio del vecchio lo si potrebbe semplicemente osservare registrando 20 anni di pubblicità, mettendole da parte e raccogliendole per categoria: guardate esattamente cosa succede nel campo della cura della persona e la pulizia (detersivi, detergenti intimi e non, assorbenti, saponi, creme con vari scopi) ... ma soprattutto per i pannolini: una volta si usava il ciripà ( http://www.google.it/search?hl=it&q=cirip%C3%A0&me... ) , poi per fortuna dei genitori (e sfortuna del pianeta) è uscito il pannolino usa e getta, poi quand'ero piccolo c'era ... NUOVO! "quello per lei e per lui!" , poi dopo altri 10 anni "NUOVO!!! finalmente pannolino UNICO PER LUI E PER LEI!!!" ... wow , fantastico. Tra altri 10 anni, a parte per chi lo fa a ragion veduta da tempo, ci diranno "NUOVO!!!! PANNOLINO LAVABILE! ciripex!!". Sono tutte sciocchezze, se non fai quello che fai perchè SAI quello che fai.

    Uno scrittore che ho sentito alla radio, recentemente, ha rilasciato gratuitamente sul proprio sito una serie di sue opere che non erano più reperibili in formato cartaceo, dice, per questione di "dignità" e in questo io sono più che d'accordo, ma lo trovo anche logico: il tuo editore non ti stampa perché il numero di interessati (o che il marketing del nuovo non intende aumentare in favore, appunto, del nuovo) è inferiore a quanto lo renderebbe economico? Ok, ma il tuo ingegno è scomparso? No, ma è lucchettato dallo stesso diritto che ti protegge a rendere la tua opera prematuramente mortale. Digitalmente invece può essere fruita da tutti. Unitamente a questo ha evidenziato la morte del "deprecabile" mercato della rarità: una edizione in adamantio ricoperta al cioccolato... ma se dentro c'è scritto qualcosa è quel qualcosa che ci interessa leggere, no? (e così ci dice anche Mafe). Fin qui sono d'accordo. Ma a me basta POTERLO stampare e che non ci siano dei lucchetti che lo rendono illeggibile DOPO che l'ho comprato. Se mi cade in terra il lettore, muoiono 10000 volumi MIEI? Eh no!! E se chiude l'azienda di rights management? Un tascabile da 3 euro comprato alla bancarella mica scompare dopo 100 anni. Al massimo se la carta fa troppo schifo. Ma non perché il proteggidiritti è fallito o ha cambiato tecnologia oppure perché io non ho connettività.

    Sul supporto: la transizione dal cd al lettore-mp3 (prima che tutti dicessero "iPod" per intendere genericamente "mp3 player") ha mostrato che il formato che per molte buone (non tutte quelle disponibili) si è rivelato quello "buono per tutto il pianeta" in realtà mostra una differenza immediata con la qualità del cd: il bitrate basso molto diffuso, la non-necessariamente-garantita qualità di ripping, l'encoding non sempre dei migliori, ma soprattutto non è gapless, ovvero i brani senza soluzione di continuità si trovano ad avere un fastidioso problema che né vinile né CD avevano. Certo, altri formati non hanno questo problema, ma ne hanno altri, di problemi, uno su tutti l'odiosa gestione del DRM, che rende non-mio ciò che io ho. Ci dobbiamo quindi chiedere se con la carta succederà qualcosa di simile e non ancora chiaro: ma basta usare un e-reader al mare, oppure pensare a quanti libri da 3 euro abbiamo lasciato per sbaglio su una panchina, oppure quante volte ci sono caduti.

    Sulla fantastica mediazione della distribuzione direi: ma gli autori non si possono svegliare e decidere che non gli serve? E' un altro dei costi. Sono loro che producono, se vogliono possono mettere su un e-store, altrimenti si serviranno di altri: non è una scelta obbligata. Il costo di stoccaggio? Lo storage e lo smercio di un e-book venduto un miliardo di volte costa molto meno di quanto non costi fare lo stesso fisicamente con un miliardo di copie cartacee. Come sta dimostrando "librando" e un sacco di altra roba che "si trova", molti pur di averla si tengono volentieri una scansione in PDF di un libro. E c'è pure il caso che si trascrivano personalmente le opere. Non potremmo premiare queste persone (se lavorano bene) con N libri gratis nuovi? Queste persone AMANO la scrittura e la lettura.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Frenzy Mercury
    > Su una cosa ci si dovrebbe mettere d'accordo: il
    > diritto alla copia è un diritto a prescindere da
    > quanto costi l'operazione. Quanto costa toccarmi
    > una chiappa? Poco. Ma hai il diritto di
    > farlo? Questo è il diritto di copia.

    Non ho il diritto di toccare la tua chiappa, perchè è sul tuo corpo. Ma ho il diritto di toccare la mia, anche se è assolutamente identica, perchè è sul mio corpo. E tu non hai il diritto di impedirmelo.

    Analogamente, non ho il diritto di venire a fare la copia dal tuo computer (anche se non ti porto via niente, non ho il diritto di toccare i tuoi file privati, la tua posta ecc...). Ma un brano MP3 che ho scaricato non è sul tuo computer, è sul mio. Certo, è identico a quello che hai realizzato tu (dal momento che è una copia), ma non puoi più definirlo "tuo".
    non+autenticato
  • - Scritto da: due qualsiasi
    > - Scritto da: Frenzy Mercury
    > > Su una cosa ci si dovrebbe mettere d'accordo: il
    > > diritto alla copia è un diritto a prescindere da
    > > quanto costi l'operazione. Quanto costa toccarmi
    > > una chiappa? Poco. Ma hai il diritto di
    > > farlo? Questo è il diritto di copia.
    >
    > Non ho il diritto di toccare la tua chiappa,
    > perchè è sul tuo corpo. Ma ho

    quello che si era tentato di farti capire, credo, è l'idea del diritto intellettuale a prescindere dal costo dell'operazione di copia.

    Ma secondo me è tempo perso anche tentare.
    non+autenticato
  • > quello che si era tentato di farti capire, credo,
    > è l'idea del diritto intellettuale a prescindere
    > dal costo dell'operazione di
    > copia.

    Quello che tentavo di far capire io è che il diritto intellettuale non può andare a ledere il diritto degli altri di fare le copie e usarle.
    Per quanto riguarda l'attribuzione, quello è un diritto. Ma non può esserti concesso il diritto di dire a me cosa posso o non posso fare con una copia.

    >
    > Ma secondo me è tempo perso anche tentare.

    Prova, se vuoi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > > quello che si era tentato di farti capire,
    > credo,
    > > è l'idea del diritto intellettuale a prescindere
    > > dal costo dell'operazione di
    > > copia.
    >
    > Quello che tentavo di far capire io è che il
    > diritto intellettuale non può andare a ledere il
    > diritto degli altri di fare le copie e
    > usarle.

    quello che stai affermando è in palese contraddizione con il clasico "la libertà arriva fin dove inizia quella dell'altro" ... o comunque usa questo principio per difendere un crimine come potrebbe essere "tu non hai il diritto di tenerti il tuo corpo perché vai contro il mio diritto di stuprarti".

    la proprietà intellettuale non è solo paternità dell'opera, ma il diritto a lucrare sul tuo usufrutto di quel contenuto a prescindere dal medium che te lo trasporta, tant'è vero che i server non li gestisce l'autore tanto quanto l'autore non ha una stamperia.

    > Per quanto riguarda l'attribuzione, quello è un
    > diritto. Ma non può esserti concesso il diritto
    > di dire a me cosa posso o non posso fare con una
    > copia.

    Questo che affermi con "si può o non si può" è una cosa che vorresti e che ritieni di poter affermare come se fosse stabilita. Ma questa invece è proprio una di quelle cose che si possono stabilire perché tu non vivi sul tuo pianeta o nel tuo stato, ma nel nostro, qualsiasi sia questo stato, è nostro, non tuo... e a me e ad altri 300 potrebbe venire in mente che se tu hai diritto di rubare il frutto del lavoro del mio scrittore preferito, lui non scriverà più e IO ne ricevo un danno, ovvero le conseguenze delle tue azioni privano ME di qualcosa, indirettamente.

    E' tutto tirato per i capelli, ma perché il tuo ragionamento lo é.
    IL lavoro di uno scrittore non è come quello dello zappatore, ma non è privo di fatiche.

    Allora facciamo così: dimmi tu in che modo intendi fare in modo di retribuire tu, personalmente, la persona che crea i contenuti che tu hai DIRITTO di copiare? Oppure vuoi dire in modo chiaro e palese "io non intendo retribuire in alcun modo gli autori, io voglio copiare e non pagare nessuno" ?


    > >
    > > Ma secondo me è tempo perso anche tentare.
    >
    > Prova, se vuoi.

    Ho provato io, spero di interpretare correttamente.

    (in caso contrario: sono stato frainteso!A bocca aperta )
    non+autenticato
  • > la proprietà intellettuale non è solo paternità
    > dell'opera, ma il diritto a lucrare sul tuo
    > usufrutto di quel contenuto a prescindere dal
    > medium che te lo trasporta, tant'è vero che i
    > server non li gestisce l'autore tanto quanto
    > l'autore non ha una
    > stamperia.

    Lucraci pure, chi te lo impedisce? Fai un concerto con la tua opera e vendi i biglietti, ad esempio.

    Ma il tuo diritto di lucrare non deve calpestare il mio diritto di registrare, e di condividere.

    >
    > > Per quanto riguarda l'attribuzione, quello è un
    > > diritto. Ma non può esserti concesso il diritto
    > > di dire a me cosa posso o non posso fare con una
    > > copia.
    >
    > Questo che affermi con "si può o non si può" è
    > una cosa che vorresti e che ritieni di
    > poter affermare come se fosse stabilita.

    No: è un dato di fatto. Tu non puoi fisicamente impedirmi di fare una copia: se posso vederlo, posso copiarlo. Se ti aspetti il contrario sei uno sciocco: tanto vale prendersela con la forza di gravità, proibirla per legge, e poi saltare dalla finestra: non importa cosa dice la legge, ti sfracellerai comunque.

    Ma
    > questa invece è proprio una di quelle cose che si
    > possono stabilire perché tu non vivi sul tuo
    > pianeta o nel tuo stato, ma nel nostro, qualsiasi
    > sia questo stato, è nostro, non
    > tuo... e a me e ad altri 300 potrebbe
    > venire in mente che se tu hai diritto di rubare
    > il frutto del lavoro del mio scrittore preferito,
    > lui non scriverà più e IO ne ricevo un danno,
    > ovvero le conseguenze delle tue azioni privano ME
    > di qualcosa,
    > indirettamente.

    Del resto, io e altri 3000 possiamo dire che se tu, per incoraggiare il tuo scrittore a scrivere ancora, ci impedisci di leggere ciò che ha già scritto, tu fai indirettamente un danno a noi, privando noi di qualcosa.

    Perchè mai dovremmo accontentarti? Perchè mai dovremmo rinunciare a qualcosa che potremmo avere (i libri gratis), per fare un favore a te (che avrai forse un libro in più dal tuo autore preferito)?
    Tu non eri disposto a rinunciare a qualcosa per fare un favore a me, quindi io perchè dovrei fare un favore a te?




    > Allora facciamo così: dimmi tu in che modo
    > intendi fare in modo di retribuire tu,
    > personalmente, la persona che crea i contenuti
    > che tu hai DIRITTO di copiare? Oppure vuoi dire
    > in modo chiaro e palese "io non intendo
    > retribuire in alcun modo gli autori, io voglio
    > copiare e non pagare nessuno"
    > ?

    La seconda che hai detto. Se il contenuto è già stato creato, non c'è bisogno che qualcuno continui a creare. Se TU vuoi che l'autore continui a creare, TE LO PAGHI DA SOLO.
    non+autenticato
  • > Lucraci pure, chi te lo impedisce? Fai un
    > concerto con la tua opera e vendi i biglietti, ad
    > esempio.
    >
    quanto costa il biglietto di un concerto ? quanti concerti si possono fare all'anno ? e se mi viene voglia di ascoltare le canzoni dell'artista mentre vado a lavoro ?

    >
    > No: è un dato di fatto. Tu non puoi
    > fisicamente impedirmi di fare una copia:
    > se posso vederlo, posso copiarlo.

    neppure puoi fisicamente impedirmi di rigare la tua automobile o di lasciare la mia spazzatura davanti alla porta di casa tua.
    Quindi lo posso fare.

    > Perchè mai dovremmo accontentarti? Perchè mai
    > dovremmo rinunciare a qualcosa che potremmo avere
    > (i libri gratis), per fare un favore a te (che
    > avrai forse un libro in più dal tuo autore
    > preferito)?

    seguendo il tuo ragionamento ipotetico se 300 videotecari, democraticamente, ti acchiappano e decidono di sodomizzarti ripetutamente perché dovrebbero rinunciare ? puoi fisicamente impedirglielo ?
  • - Scritto da: shevathas
    > > Lucraci pure, chi te lo impedisce? Fai un
    > > concerto con la tua opera e vendi i biglietti,
    > ad
    > > esempio.
    > >
    > quanto costa il biglietto di un concerto ? quanti
    > concerti si possono fare all'anno ? e se mi viene
    > voglia di ascoltare le canzoni dell'artista
    > mentre vado a lavoro
    > ?
    >
    > >
    > > No: è un dato di fatto. Tu non puoi
    > > fisicamente impedirmi di fare una copia:
    > > se posso vederlo, posso copiarlo.
    >
    > neppure puoi fisicamente impedirmi di rigare la
    > tua automobile o di lasciare la mia spazzatura
    > davanti alla porta di casa tua.
    >
    > Quindi lo posso fare.
    >
    > > Perchè mai dovremmo accontentarti? Perchè mai
    > > dovremmo rinunciare a qualcosa che potremmo
    > avere
    > > (i libri gratis), per fare un favore a te (che
    > > avrai forse un libro in più dal tuo autore
    > > preferito)?
    >
    > seguendo il tuo ragionamento ipotetico se 300
    > videotecari, democraticamente, ti acchiappano e
    > decidono di sodomizzarti ripetutamente perché
    > dovrebbero rinunciare ? puoi fisicamente
    > impedirglielo
    > ?

    Hai fatto bene a rendere ancora più chiaro quello che comunque è stato chiaramente portato (maieutica?) a dire: è un magna-a-ufo e se fosse per lui la produzione di opere di ingegno sarebbe finita 3000 anni fa.
    non+autenticato
  • > Hai fatto bene a rendere ancora più chiaro quello
    > che comunque è stato chiaramente portato
    > (maieutica?) a dire: è un magna-a-ufo e se fosse
    > per lui la produzione di opere di ingegno sarebbe
    > finita 3000 anni
    > fa.

    3000 anni fa la produzione di opere di ingegno proseguiva, e non esisteva il copyright.
    Tu vuoi vivere di rendita: il magna-a-ufo sei tu.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > > Hai fatto bene a rendere ancora più chiaro
    > quello
    > > che comunque è stato chiaramente portato
    > > (maieutica?) a dire: è un magna-a-ufo e se fosse
    > > per lui la produzione di opere di ingegno
    > sarebbe
    > > finita 3000 anni
    > > fa.
    >
    > 3000 anni fa la produzione di opere di ingegno
    > proseguiva, e non esisteva il
    > copyright.
    Allora, 3000 anni fà non potevi copiare niente, visto che non esistevano i mezzi, esisteva la tradizione orale e scritta, ma non mi pare che siano state ritrovate copie di opere di 3000 anni fà in numero superiore ad 1. anche considerando che l'analfabetismo era del 99%, quindi le uniche persone che potevano ipoteticamente usufruire di queste opere erano quelle già ricche, che probabilmente si sollazzavano a frustare il tuo bis bis bis bis Nonno mentre trasportava rocce avanti e indietro.

    Quindi non tirare fuori età dell'oro che non sono mai esistite.


    > Tu vuoi vivere di rendita: il magna-a-ufo sei tu.

    Si può discutere di molti modi per pagare ad un artista il servizio che offre, e molti lo fanno, tu semplicemente ritieni che sia un tuo diritto non pagare niente, ecco perchè ti viene dato del magnapane a tradimento.
  • > Allora, 3000 anni fà non potevi copiare niente,
    > visto che non esistevano i mezzi, esisteva la
    > tradizione orale e scritta,

    Appunto: un testo tramandato oralmente era "duplicabile" da chiunque avesse una buona memoria. E se non poteva essere duplicato, spariva in pochi anni.

    > ma non mi pare che
    > siano state ritrovate copie di opere di 3000 anni
    > fà in numero superiore ad 1.

    Vedremo quante copie delle opere di oggi si troveranno fra 3000 anni... e soprattutto, se il sistema di DRM funzionerà ancora Con la lingua fuori

    anche considerando
    > che l'analfabetismo era del 99%, quindi le uniche
    > persone che potevano ipoteticamente usufruire di
    > queste opere erano quelle già ricche, che
    > probabilmente si sollazzavano a frustare il tuo
    > bis bis bis bis Nonno mentre trasportava rocce
    > avanti e
    > indietro.
    >
    > Quindi non tirare fuori età dell'oro che non sono
    > mai
    > esistite.
    >
    >
    > > Tu vuoi vivere di rendita: il magna-a-ufo sei
    > tu.
    >
    > Si può discutere di molti modi per pagare ad un
    > artista il servizio che offre, e molti lo fanno,
    > tu semplicemente ritieni che sia un tuo diritto
    > non pagare niente, ecco perchè ti viene dato del
    > magnapane a
    > tradimento.

    Io non mangio pane senza pagarlo; io leggo libri senza pagarli. Non li tolgo agli altri.
    Tu invece vorresti mangiare il pane (quindi togliendolo agli altri), pagandolo con i soldi che ti vengono versati dai diritti di opere scritte anni fa: quindi, vorresti veramente mangiare senza lavorare.
    Ecco perchè sei tu il mangiapane a ufo.
    non+autenticato
  • Il libro ha una connotazione specifica che un ebook puo' solo emulare.
    Il libro ha un peso, ha un odore, ha un aspetto grafico preciso e le sue pagine hanno un suono unico. Sono dettagli che non vengono percepiti consciamente, ma che hanno un peso nella fruizione di un opera concepita per essere stata scritta su carta.
    Il peso e lo spessore danno subito l'idea di una storia lunga. Il rumore delle pagine, se la storia narrata e' ricca di suspence ha il suo perché. L'insieme di questi fattori e' una sorta di impronta digitale di un libro che lo rende unico e, quando si rilegge, da subito l'impressione ineffabile di avere tra le mani un vecchio amico.
    Solo chi e' abituato a leggere puo' comprendere quanto dico, agli altri queste considerazioni sembrano inutili feticismi.

    L'opera digitale e' asettica e non attira ME, che se tutto va bene, continuero' a leggere libri cartacei fino alla fine dei miei giorni a costo di stamparli per i fatti miei (operazione gia' svolta con successo: il costo, senza particolari accorgimenti, e' di 15 euro rilegatura inclusa).

    Pero' sarebbe ingiusto nei confronti di chi un libro non l'ha mai aperto.

    Secondo l'articolo gli editori, alla riduzione dei costi di stoccaggio, distribuzione, rivendita e gestione degli invenduti, ci sarebbero quelli delle nuove figure professionali da ricercare e impiegare.

    Beep beep beep beep

    Un dipendente, ammesso che quel povero diavolo diventi tale, costa intorno ai 35000 euro l'anno.
    L'affitto di un magazzino adeguato costa non meno di 36000 (3000 eur/mese per un capannone da 1000m^2 e un magazziniere).

    Un imprenditore degno di questo nome con 36000 euro "assume" almeno tre contrattisti a progetto.

    Dunque non stiamo a tirare fuori menate sul fatto che i costi rimangono uguali e i prezzi devono rimanere uguali.

    Stampare "Harry Potter e i principe mezzosangue" dopo che ho passato un'estate a traddurre la mia copia originale in inglese in collaborazione con altri pazzi miei pari, mi e' costato 15 euro a copia: una copia per traduttore, ogni traduttore aveva la sua copia originale in inglese. L'autrice non e' stata danneggiata. Il salani si, ma era venuto meno alla sua promessa di pubblicare il libro in italiano per Halloween facendolo slittare al piu' ben remunerativo periodo natalizio (6 gennaio).

    Un imprenditore degno di questo nome sa come ridurre ulteriormente i costi, o non farebbe quel lavoro.


    Conti alla mano, i margini di guadagno ci sono eccome, ma non dove gli editori stanno andando a parare. Un ebook non puoi rifilarlo ad un "vecchio" lettore come me, abituato alla carta e drogato dal fruscio delle pagine e dai residui di inchiostro sulle dita.
    Devi rivolgerti a quella massa di illetterati che, per mancanza di altri stimoli si vede il grande bordello o l'isola degli sfigati.

    Allora invece di vendere 1000 copie digitali al posto di quelle cartacee, venderai il doppio o il triplo. Volendo potresti anche offrire il servizio di "supporto cartaceo" ai vecchietti come me che saranno felici di pagare il 25% o anche il 30 in piu' per un libro.
    Pensa un po': ci teniamo il 90% della libreria in digitale e in cartaceo solo quei libri che effettivamente meritano.

    Pero' per attiare nuovi lettori il contenuto (non si puo' parlare di libro in questo caso) deve costare meno.
    Un potenziale cliente, abituato a lavorare 12-13 ore al giorno quando torna a casa vuole solo spegnere il cervello davanti ad un film, cazzeggiare su Facebook o pensare ad altro.
    Un potenziale cliente non puo' permettersi di spendere 20 euro per un libro elettronico, se l'equivalente cartaceo (stessa storia raccontata) costa uguale e il reader costa quanto 10 libri.

    Col costo di un e-reader e un libro mi porto a casa l'inizio di una piccola biblioteca di narrativa!

    Insomma vuoi dal punto di vista sentimentale, vuoi da quello logistico e commerciale, lanciare un e-book allo stesso prezzo di un libro cartaceo e' -stupido-

    GT
  • - Scritto da: Guybrush

    > Pensa un po': ci teniamo il 90% della libreria in
    > digitale e in cartaceo solo quei libri che
    > effettivamente
    > meritano.
    >
    Paradossalmente credo che questa politica sia possibile solo dai piccoli editori magari associati, il " fabbricare" libri indistrialmentae magari in cina con determinati numeri e costi a prescindere dalla vendite oramai e' caro all'editoria "grande".
    non+autenticato
  • - Scritto da: Guybrush
    > Il libro ha una connotazione specifica che un
    > ebook puo' solo
    > emulare.
    > Il libro ha un peso, ha un odore, ha un aspetto
    > grafico preciso e le sue pagine hanno un suono
    > unico. Sono dettagli che non vengono percepiti
    > consciamente, ma che hanno un peso nella
    > fruizione di un opera concepita per essere stata
    > scritta su
    > carta.
    > Il peso e lo spessore danno subito l'idea di una
    > storia lunga. Il rumore delle pagine, se la
    > storia narrata e' ricca di suspence ha il suo
    > perché. L'insieme di questi fattori e' una sorta
    > di impronta digitale di un libro che lo rende
    > unico e, quando si rilegge, da subito
    > l'impressione ineffabile di avere tra le mani un
    > vecchio
    > amico.
    > Solo chi e' abituato a leggere puo' comprendere
    > quanto dico, agli altri queste considerazioni
    > sembrano inutili feticismi.

    Guarda che io avrò letto qualcosa come 10.000 libri in vita mia, quasi tutti su carta, ma leggere su schermo non mi dà grandi problemi.

    Ogni libro della mia biblioteca ha una storia, e amo ogni libro che possiedo, ma non nego che conto di comprarmi un kindle appena possibile.

    :)

    > L'opera digitale e' asettica e non attira ME, che
    > se tutto va bene, continuero' a leggere libri
    > cartacei fino alla fine dei miei giorni a costo
    > di stamparli per i fatti miei (operazione gia'
    > svolta con successo: il costo, senza particolari
    > accorgimenti, e' di 15 euro rilegatura
    > inclusa).
    >
    > Pero' sarebbe ingiusto nei confronti di chi un
    > libro non l'ha mai aperto.
    >
    >
    > Secondo l'articolo gli editori, alla riduzione
    > dei costi di stoccaggio, distribuzione, rivendita
    > e gestione degli invenduti, ci sarebbero quelli
    > delle nuove figure professionali da ricercare e
    > impiegare.
    >
    > Beep beep beep beep
    >
    > Un dipendente, ammesso che quel povero diavolo
    > diventi tale, costa intorno ai 35000 euro
    > l'anno.
    > L'affitto di un magazzino adeguato costa non meno
    > di 36000 (3000 eur/mese per un capannone da
    > 1000m^2 e un
    > magazziniere).
    >
    > Un imprenditore degno di questo nome con 36000
    > euro "assume" almeno tre contrattisti a
    > progetto.
    >
    > Dunque non stiamo a tirare fuori menate sul fatto
    > che i costi rimangono uguali e i prezzi devono
    > rimanere
    > uguali.
    >
    > Stampare "Harry Potter e i principe mezzosangue"
    > dopo che ho passato un'estate a traddurre la mia
    > copia originale in inglese in collaborazione con
    > altri pazzi miei pari, mi e' costato 15 euro a
    > copia: una copia per traduttore, ogni traduttore
    > aveva la sua copia originale in inglese.
    > L'autrice non e' stata danneggiata. Il salani si,
    > ma era venuto meno alla sua promessa di
    > pubblicare il libro in italiano per Halloween
    > facendolo slittare al piu' ben remunerativo
    > periodo natalizio (6
    > gennaio).
    >
    > Un imprenditore degno di questo nome sa come
    > ridurre ulteriormente i costi, o non farebbe quel
    > lavoro.
    >
    >
    > Conti alla mano, i margini di guadagno ci sono
    > eccome, ma non dove gli editori stanno andando a
    > parare. Un ebook non puoi rifilarlo ad un
    > "vecchio" lettore come me, abituato alla carta e
    > drogato dal fruscio delle pagine e dai residui di
    > inchiostro sulle
    > dita.
    > Devi rivolgerti a quella massa di illetterati
    > che, per mancanza di altri stimoli si vede il
    > grande bordello o l'isola degli
    > sfigati.

    Qui fai un errore di supponenza, ritenendo che gli unici bersagli degli E-books siano i poveri ignoranti che non hanno mai letto un libro in vita loro, beh, ovviamente è un pregiudizio infondato.

    > Allora invece di vendere 1000 copie digitali al
    > posto di quelle cartacee, venderai il doppio o il
    > triplo. Volendo potresti anche offrire il
    > servizio di "supporto cartaceo" ai vecchietti
    > come me che saranno felici di pagare il 25% o
    > anche il 30 in piu' per un
    > libro.
    > Pensa un po': ci teniamo il 90% della libreria in
    > digitale e in cartaceo solo quei libri che
    > effettivamente
    > meritano.

    Son d'accordo, credo proprio che alcuno libri DEBBANO essere posseduti su cartaSorride

    > Pero' per attiare nuovi lettori il contenuto (non
    > si puo' parlare di libro in questo caso) deve
    > costare
    > meno.
    > Un potenziale cliente, abituato a lavorare 12-13
    > ore al giorno quando torna a casa vuole solo
    > spegnere il cervello davanti ad un film,
    > cazzeggiare su Facebook o pensare ad
    > altro.
    > Un potenziale cliente non puo' permettersi di
    > spendere 20 euro per un libro elettronico, se
    > l'equivalente cartaceo (stessa storia raccontata)
    > costa uguale e il reader costa quanto 10
    > libri.
    >
    > Col costo di un e-reader e un libro mi porto a
    > casa l'inizio di una piccola biblioteca di
    > narrativa!

    Però devi considerare che un ebook reader ti apre le porte anche a tutta quella che è la narrativa e la letteratura con Copyright decaduto, ed è tanta.

    > Insomma vuoi dal punto di vista sentimentale,
    > vuoi da quello logistico e commerciale, lanciare
    > un e-book allo stesso prezzo di un libro cartaceo
    > e'
    > -stupido-
    >
    > GT
  • - Scritto da: Guybrush
    > Il libro ha una connotazione specifica che un
    > ebook puo' solo
    > emulare.
    > Il libro ha un peso, ha un odore, ha un aspetto
    > grafico preciso e le sue pagine hanno un suono
    > unico. Sono dettagli che non vengono percepiti
    > consciamente, ma che hanno un peso nella
    > fruizione di un opera concepita per essere stata
    > scritta su
    > carta.

    Della connotazione fisica non me ne frega niente, io leggo il contenuto. Anzi a dire il vero a me l'odore della carta infastidisce, quasi mi distrae dalla lettura.
    Del peso poi? Anche un ebook reader ha un peso, se il libro o l'ebook reader non l'avessero sarebbero solo più maneggevoli da tenere. Per esempio potrei stare sdraiato a letto con i libro che mi galleggia davanti agli occhi.
    L'aspetto grafico preciso ce l'hanno anche gli ebook.
    Il suono delle pagine non mi interessa, non è musica, a me interessa li contenuto del libro.
    Io mi ricordo, se non erro, che tu tempo fa non conoscevi la differenza tra leggere su un monitor e l'e-ink e dicevi che non avresti mai letto un libro su un "monitor". Forse adesso la sai e continui a menarle con le altre cose: il peso, il suono ecc...
    Parliamo invece dello spazio che occupano questi libri. Del fatto che si riempiono di polvere. Di come sia più semplice tirar fuori un ebook al volo anziché andare a cercare un libro di carta quando se ne hanno tanti.
    Del fatto che con gli ebook puoi portarti dietro tutta la tua libreria.
    Del vantaggio di poter comprare un libro alle 2 di notte il giorno di Natale e di averlo subito lì senza nemmeno pagare le spese di consegna.

    Comunque le cose che citi interessano agli individui cinestesici e uditivi. Io rientro tra quelli visivi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Guybrush
    > ...
    > parare. Un ebook non puoi rifilarlo ad un
    > "vecchio" lettore come me, abituato alla carta e
    > drogato dal fruscio delle pagine e dai residui di
    > inchiostro sulle
    > dita.
    > Devi rivolgerti a quella massa di illetterati
    > che, per mancanza di altri stimoli si vede il
    > grande bordello o l'isola degli
    > sfigati.
    > ...

    Che concentrato di supponenza e alterigia: purtroppo bastano solo queste poche parole per far scadere quanto di buono tu possa aver detto nel tuo intervento. Mi reputo un buon lettore e non rientro sicuramente nella categoria degli "illetterati che vedono il grande bordello e l'isola degli sfigati", ma ti posso assicurare che lascio volentieri, anche se magari con un po' di nostalgia, il "piacere" della carta per gli enormi, a mio parere, vantaggi dell'e-book. Pensiamo anche solo alla riduzione dello spazio (i libri cartacei a casa non so più dove metterli), alla facilità di ricerca (non vi succede mai di voler cercare i riferimenti di un personaggio minore di cui non ricordate più la descrizione in un romanzo?), alla possibilità teorica di accedere, a costi presumibilmente limitati, anche a libri antichi, preziosi, di difficile reperibilità, la cui ristampa non conviene più economicamente, ecc.
    non+autenticato
  • Tutto qua.

    La carta non verrà più sprecata come si fa adesso. Per noi è strano, per i nostri figli un po' meno, per i nostri nipoti sarà la normalità.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > Tutto qua.

    avanti? siamo in piena DEVOLUZIONE e andiamo "avanti" a grandi passi verso l'autodistruzione...

    > La carta non verrà più sprecata come si fa
    > adesso. Per noi è strano, per i nostri figli un
    > po' meno, per i nostri nipoti sarà la
    > normalità.

    di questo passo i nostri nipoti non avranno un pianeta su cui vivere
    non+autenticato
  • Non male.
    Sono abbastanza d'accordo con te.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ruppolo
    > Tutto qua.
    >
    > La carta non verrà più sprecata come si fa
    > adesso. Per noi è strano, per i nostri figli un
    > po' meno, per i nostri nipoti sarà la
    > normalità.

    dipente... tenuto conto che in gran parte del mondo oggigiorno non esistono neppure i libri....se tanto mi da tanto...
    non+autenticato
  • Tutti i lavori, nei vari periodi storici, probabilmente hanno avuto un certo boom economico... dovuto ovviamente al fatto che la possibilità di concorrere nello stesso mercato era difficile.. almeno nel breve termine.

    ora tocca agli editori e i detentori dei diritti.

    Se ne facciano una ragione.

    Non possono più acquistare barche ... ma in genere chiunque ha straguadagnato su di un mercato bloccato

    Attori/registi/musicisti saranno costretti ad avere una vita gradevole da ricchi e non fare i lussuosi spendaccioni o regalare tutto a scientologi.

    poca chiacchiere e marchette please!
    non+autenticato
  • - Scritto da: suvvia
    > Tutti i lavori, nei vari periodi storici,
    > probabilmente hanno avuto un certo boom
    > economico... dovuto ovviamente al fatto che la
    > possibilità di concorrere nello stesso mercato
    > era difficile.. almeno nel breve
    > termine.
    >
    > ora tocca agli editori e i detentori dei diritti.
    >
    > Se ne facciano una ragione.
    >
    > Non possono più acquistare barche ... ma in
    > genere chiunque ha straguadagnato su di un
    > mercato
    > bloccato
    >
    > Attori/registi/musicisti saranno costretti ad
    > avere una vita gradevole da ricchi e non fare i
    > lussuosi spendaccioni o regalare tutto a
    > scientologi.
    >
    > poca chiacchiere e marchette please!

    io ho goduto di ottima musica nella mia vita, fino ad ora e ho potuto vedere degli ottimi film.
    la decadenza della loro qualità è da imputarsi decisamente all'essere proni all'esigenza di un pubblico mediocre, non alla mancanza di buoni autori e professionisti, secondo la mia esperienza.

    Se dovesse scomparire la copertura dei costi di produzione, dovremo, finché sarà possibile, godere di roba vecchia.

    Mi dispiace se non ci sarà denaro per produrne di nuova.
    non+autenticato
  • > io ho goduto di ottima musica nella mia vita,
    > fino ad ora e ho potuto vedere degli ottimi
    > film.
    > la decadenza della loro qualità è da imputarsi
    > decisamente all'essere proni all'esigenza di un
    > pubblico mediocre, non alla mancanza di buoni
    > autori e professionisti, secondo la mia
    > esperienza.
    >
    > Se dovesse scomparire la copertura dei costi di
    > produzione, dovremo, finché sarà possibile,
    > godere di roba
    > vecchia.
    >
    > Mi dispiace se non ci sarà denaro per produrne di
    > nuova.

    D'altra parte hai appena detto che la roba nuova è scadente perchè rivolta a un pubblico mediocre. Se solo la roba vecchia è buona, è inutile produrre roba nuova. Quindi il denaro per produrla è buttato. Di conseguenza, pagare è un errore.

    E peggio ancora, se paghi per la roba che a te piace vai a finanziare la produzione di quella che a te non piace: oltre al danno, la beffa.

    Meglio il download gratuito.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > > io ho goduto di ottima musica nella mia vita,
    > > fino ad ora e ho potuto vedere degli ottimi
    > > film.
    > > la decadenza della loro qualità è da imputarsi
    > > decisamente all'essere proni all'esigenza di un
    > > pubblico mediocre, non alla mancanza di buoni
    > > autori e professionisti, secondo la mia
    > > esperienza.
    > >
    > > Se dovesse scomparire la copertura dei costi di
    > > produzione, dovremo, finché sarà possibile,
    > > godere di roba
    > > vecchia.
    > >
    > > Mi dispiace se non ci sarà denaro per produrne
    > di
    > > nuova.
    >
    > D'altra parte hai appena detto che la roba nuova
    > è scadente perchè rivolta a un pubblico mediocre.
    > Se solo la roba vecchia è buona, è inutile
    > produrre roba nuova. Quindi il denaro per
    > produrla è buttato. Di conseguenza, pagare è un
    > errore.

    se non erro si sono saltati volutamente i passaggi che ci ricordano che la marmaglia che DESIDERA (e compra) la merda, foraggia alla grande la produzione del resto della roba: la qualità. Non verrebbe prodotta se non ci fosse il margine di guadagno per rischiare.

    >
    > E peggio ancora, se paghi per la roba che a te
    > piace vai a finanziare la produzione di quella
    > che a te non piace: oltre al danno, la
    > beffa.

    non credo proprio.
    è sempre e solo il contrario, qualsiasi produttore te lo dirà.
    spesso iniziano con qualche intento idealistico, vero amore per la musica... o l'arte, o la scrittura... se gli resta questa passione, usano la vendita dei bestseller per foraggiare artisti veri, che di solito vendono poco. Ma perlomeno hanno avuto la fortuna di poter essere pubblicati, ascoltati, visti.

    > Meglio il download gratuito.

    Meglio che provi a farlo di lavoro.
    non+autenticato
  • > se non erro si sono saltati volutamente i
    > passaggi che ci ricordano che la marmaglia che
    > DESIDERA (e compra) la merda, foraggia alla
    > grande la produzione del resto della roba: la
    > qualità. Non verrebbe prodotta se non ci fosse il
    > margine di guadagno per
    > rischiare.

    Quindi: a te interessa la qualità, che alla "marmaglia" (come la chiami tu) di solito non interessa.
    E tu vorresti che la "marmaglia" pagasse al posto tuo: vorresti che per ascoltare quello che vogliono (e che tecnicamente potrebbero avere gratis), fossero costretti a pagare la realizzazione di opere che a loro non interessano, così tu puoi comprarle a prezzo ridotto.

    Ho capito bene?

    Se è così, sei tu che scrocchi. Vuoi l'opera di qualità, che interessa a pochi? Te la paghi da solo.
    non+autenticato
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