Claudio Tamburrino

Amazon apre al prestito

Su Kindle l'opzione già a disposizione degli utenti Barnes&Noble. Ma con limitazioni, già viste, che rendono l'ebook molto diverso da un libro in carta e inchiostro

Roma - Amazon ha annunciato che entro l'anno avvierà un servizio di prestito per i titoli acquistati dai suoi clienti su Kindle.

Ripresa l'opzione già disponibile per gli utenti dell'er-eader di Barnes&Noble: per 14 giorni si potranno prestare i titoli acquistati dalla libreria digitale ai propri amici dotati anch'essi di Kindle. Come fosse un libro cartaceo non si potranno leggere congiuntamente: colui che lo ha effettivamente acquistato, cioè, nel frattempo non potrà consultarlo.

A limitare il servizio il fatto che non sarà disponibile per tutti i libri, ma dipenderà dalla volontà dei singoli editori: la necessità della loro approvazione connota, dunque, il mercato e i diritti dei libri digitali in un mondo del tutto separato da quello dell'editoria tradizionale. Se in ogni caso non è fruibile da più di una persona in contemporanea ed è oltretutto limitato nel tempo (come nel caso di Nook è esclusa la possibilità di prolungarla oltre il periodo prestabilito, pur essendo possibile prestarlo di seguito a diverse persone) diventa un'opzione del tutto paragonabile a quella garantita, per esempio, dai diritti connaturati all'acquisto di un libro cartaceo. Che i detentori dei diritti lo vogliano o meno. Differenze che segnano la differenza tra vendita di beni fisici e licenza di beni immateriali (gli ebook).
Per il momento, quindi, Amazon rimane schiacciata sui limiti del servizio così come già proposto da Barnes&Noble fin dal suo esordio sul mercato degli e-reader. Eppure il CEO Jeff Bezos lo aveva in passato criticato proprio per queste limitazioni.

Tuttavia recuperando sul servizio Nook, Kindle risponde idealmente anche al suo sbarco sugli scaffali di Walmart e alle indiscrezioni su un modello a colori. Con il medesimo scopo, per esempio, può essere letta la tempistica dell'annuncio che nelle prossime settimana le varie applicazioni gratuite Kindle (prima quelle per iPad, iPhone e iPod Touch, poi tutte le altre) metteranno a disposizione degli utenti i quotidiani e le riviste presenti nel catalogo Kindle.

Claudio Tamburrino
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15 Commenti alla Notizia Amazon apre al prestito
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  • Se presto un libro, non posso leggerlo perchè non è possibile che accada diversamente ! Un file, invece, lo si può copiare agevolmente ...

    Queste assurde iniziative sono un incentivo alla pirateria selvaggia !
  • - Scritto da: Joe Tornado
    > Se presto un libro, non posso leggerlo perchè non
    > è possibile che accada diversamente !

    esatto

    > Un file,
    > invece, lo si può copiare agevolmente ...

    esatto

    > Queste assurde iniziative sono un incentivo alla
    > pirateria selvaggia !

    cioé il fatto che il libro digitale si comporti come quello cartaceo dovrebbe incitare la pirateria? IMHO la pirateria sarebbe più diffusa se il file del libro posse essere duplicato infinite volte e passato a chiunque...
  • - Scritto da: sadness with you
    > - Scritto da: Joe Tornado
    > > Se presto un libro, non posso leggerlo
    > > perchè non è possibile che accada
    > > diversamente !
    > esatto

    > > Un file,
    > > invece, lo si può copiare agevolmente ...
    > esatto

    > > Queste assurde iniziative sono un incentivo alla
    > > pirateria selvaggia !
    > cioé il fatto che il libro digitale si comporti
    > come quello cartaceo dovrebbe incitare la
    > pirateria? IMHO la pirateria sarebbe più diffusa
    > se il file del libro posse essere duplicato
    > infinite volte e passato a chiunque...

    Esattamente: praticamente provano ad unire i difetti del libro cartaceo piu' quelli del libro digitale senza offrire nessun vantaggio.
    Quindi tutti si scaricheranno la copia pirata.
    krane
    22544
  • Cioè, se prendo il libro da loro, se decido di farlo leggere ad un amico (facendogli di fatto una copia) dovrei rinunciare a leggerlo io? E dovrei pagare per avere un sistema che mi impedisce di leggere?
    Chi offre un servizio del genere merita di morire di fame. E chi compra a condizioni del genere meriterebbe la camicia di forza.
    non+autenticato
  • Cercano di applicare a dei file informatici gli stessi paradigmi validi per gli oggetti fisici. Non ci vuol molto per prevedere un fallimento...
    Se per i programmi informatici hanno fatto passare il concetto di "licenza d'uso" al posto di "proprietà", la vedo dura nell'applicarlo pure ai libri.
    Funz
    12979
  • - Scritto da: Funz
    > Cercano di applicare a dei file informatici gli
    > stessi paradigmi validi per gli oggetti fisici.
    > Non ci vuol molto per prevedere un
    > fallimento...
    > Se per i programmi informatici hanno fatto
    > passare il concetto di "licenza d'uso" al posto
    > di "proprietà", la vedo dura nell'applicarlo pure
    > ai
    > libri.

    per me e' un modo di farsi pubblicità indiretta: ma guarda come siamo bravi vi diamo il prestito a "gratis" ( quando il gratis e' stato comprato ad alto prezzo)...
    io me li immagino impegnati in lunghe estenuanti ore di focus group, brain storming ect per elaborae queste "va***te" ( commerciali) .....
    non+autenticato
  • no.

    Il punto è che un libro cartaceo è un supporto che implementa già di suo la protezione del diritto d'autore.

    Quando compri un libro non "possiedi" quel TESTO, possiedi solo una licenza a leggerlo…
    Se lo presti non puoi leggerlo, se lo perdi devi ricomprarlo etc etc…

    Il supporto digitale è un supporto che invece mal si presta alla tutela del diritto d'autore
    MeX
    16897
  • - Scritto da: Funz
    > Cercano di applicare a dei file informatici gli
    > stessi paradigmi validi per gli oggetti fisici.

    ovvio: è l'unico modo per tutelare le vendite

    > Non ci vuol molto per prevedere un
    > fallimento...

    fallimento di cosa? E' una funzione in più a qualcosa che c'è già e pare funzionare bene

    > Se per i programmi informatici hanno fatto
    > passare il concetto di "licenza d'uso" al posto
    > di "proprietà", la vedo dura nell'applicarlo pure
    > ai libri.

    mi sa che hai un po' di confusione in testa...
  • - Scritto da: sadness with you
    > - Scritto da: Funz
    > > Cercano di applicare a dei file informatici gli
    > > stessi paradigmi validi per gli oggetti fisici.
    >
    > ovvio: è l'unico modo per tutelare le vendite

    Che non funziona.
    Quindi la vedo nera, che ci piaccia o no.

    > > Non ci vuol molto per prevedere un
    > > fallimento...
    >
    > fallimento di cosa? E' una funzione in più a
    > qualcosa che c'è già e pare funzionare
    > bene

    Cosa funziona bene? Il DRM? Quella cosa che rompe tanto le pa**e ai clienti paganti e niente ai pirati?

    > > Se per i programmi informatici hanno fatto
    > > passare il concetto di "licenza d'uso" al posto
    > > di "proprietà", la vedo dura nell'applicarlo
    > pure
    > > ai libri.
    >
    > mi sa che hai un po' di confusione in testa...

    Spiegami tu che sai meglio, allora.
    Compro un libro. L'oggetto fisico è mio, posso prestarlo, rivenderlo, accenderci la stufa, farci quello che voglio (ovviamente il testo contenuto non è di mia proprietà).
    Compro un ebook. Non posso rivenderlo né prestarlo, ho solo una licenza tipo quella dei SW. Quindi: o mi fanno uno sconto sostanzioso e non mi scassano la minc*a con lucchetti e limitazioni inutili, o se lo tengono.
    E io non sono di quelli indisponibili a comprare senza supporto fisico (compro già su Steam, che IMHO è un discreto compromesso).
    Funz
    12979
  • il problema della rivendita e/o del prestito è il seguente: se rivendi o presti un libro fisico certamente quel libro non rimane più nelle tue disponibilità ovvero se l'ha il tuo amico non l'hai più tu.
    Nel caso degli ebook invece potresti prestarlo e mantenere l'originale.

    > Compro un ebook. Non posso rivenderlo né
    > prestarlo, ho solo una licenza tipo quella dei
    > SW. Quindi: o mi fanno uno sconto sostanzioso e
    > non mi scassano la minc*a con lucchetti e
    > limitazioni inutili, o se lo
    > tengono.

    l'errore alla base è il pensare che il costo maggiore di un opera sia il costo fisico del supporto. E molte delle proteste si giocano su questo equivoco: se un CD costa, cifra a caso, 1€ come mai il CD del gioco XXX me lo vendono a 40€ ?
    il fatto è che il costo al produttore del gioco è dato, con buona approssimazione da: costo di produzione dell'originale + spese di commercializzazione.
    le spese del supporto e della commercializzazione spesso sono poche rispetto al costo di produzione, quindi passando da libro a ebook l'editore, o l'autore se si autoproduce, non ha quei risparmi vertiginosi che molti credono.
  • - Scritto da: shevathas
    > il problema della rivendita e/o del prestito è il
    > seguente: se rivendi o presti un libro fisico
    > certamente quel libro non rimane più nelle tue
    > disponibilità ovvero se l'ha il tuo amico non
    > l'hai più tu.
    > Nel caso degli ebook invece potresti prestarlo e
    > mantenere l'originale.

    > > Compro un ebook. Non posso rivenderlo né
    > > prestarlo, ho solo una licenza tipo quella dei
    > > SW. Quindi: o mi fanno uno sconto sostanzioso e
    > > non mi scassano la minc*a con lucchetti e
    > > limitazioni inutili, o se lo
    > > tengono.
    >
    > l'errore alla base è il pensare che il costo
    > maggiore di un opera sia il costo fisico del
    > supporto. E molte delle proteste si giocano su
    > questo equivoco: se un CD costa, cifra a caso, 1€
    > come mai il CD del gioco XXX me lo vendono a 40€
    > ?
    > il fatto è che il costo al produttore del gioco è
    > dato, con buona approssimazione da: costo di
    > produzione dell'originale + spese di
    > commercializzazione.
    > le spese del supporto e della commercializzazione
    > spesso sono poche rispetto al costo di
    > produzione, quindi passando da libro a ebook
    > l'editore, o l'autore se si autoproduce, non ha
    > quei risparmi vertiginosi che molti credono.

    Lo dici tu o ci snoccioli anche qualche cifra oltre all'analisi a parole ?
    krane
    22544
  • > Lo dici tu o ci snoccioli anche qualche cifra
    > oltre all'analisi a parole
    > ?

    Prendiamo ad esempio Final Fantasy X

    Lo sviluppo di Final Fantasy X iniziò nel 1999, costando circa 4 miliardi di Yen ( € 23.020.210) con uno staff di oltre 100 persone, la cui maggior parte aveva già lavorato a precedenti titoli della serie.

    fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Final_Fantasy_X.

    per non parlare della versione 12 del gioco
    fonte:http://it.finalfantasy.wikia.com/wiki/Final_Fantas...
    Sviluppato dal 2001 al 2006, Final Fantasy XII è costato approsimativamente 4 miliardi di Yen Giapponesi (35 milioni di dollari USA), realizzato da un vastissimo stuolo di programmatori,disegnatori,musicisti ecc... eccedendo le mille persone.

    il costo industriale di stampa di 10.000 DVD più copertine viene meno di 2 euro a pezzo.

    guarda anche.
    http://www.gamesblog.it/post/7670/grand-theft-auto...
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 28 ottobre 2010 12.31
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: shevathas
    > > Lo dici tu o ci snoccioli anche qualche cifra
    > > oltre all'analisi a parole ?

    > Prendiamo ad esempio Final Fantasy X
    > Lo sviluppo di Final Fantasy X iniziò nel
    > 1999, costando circa 4 miliardi di
    > Yen ( € 23.020.210) con uno staff di oltre
    > 100 persone, la cui maggior parte aveva già
    > lavorato a precedenti titoli della serie.

    > fonte:
    > http://it.wikipedia.org/wiki/Final_Fantasy_X.

    > per non parlare della versione 12 del gioco
    > fonte:http://it.finalfantasy.wikia.com/wiki/Final_
    > Sviluppato dal 2001 al 2006, Final Fantasy XII
    > è costato approsimativamente 4 miliardi di Yen
    > Giapponesi (35 milioni di dollari USA),
    > realizzato da un vastissimo stuolo di
    > programmatori,disegnatori,musicisti ecc...
    > eccedendo le mille persone.


    Proprio final fantasy 7 ha raggiunto la cifra record di dieci milioni di copie vendute; facendo un po' di divisioni mi sembra che il costo di stampa incida gia' di quasi meta'. Inoltre non consideri la distrubuizione che e' un'altra cosa che incide parecchio perche' i mezzi di trasporto costano non poco.

    > il costo industriale di stampa di 10.000 DVD più
    > copertine viene meno di 2 euro a pezzo.

    > guarda anche.
    > http://www.gamesblog.it/post/7670/grand-theft-auto

    Calcolando che Take Two ha dichiarato di aver venduto circa 6 milioni di copie di "Grand Theft Auto 4" nella prima settimana dal lancio, avvenuto il 29 aprile; direi che i 100 milioni richiesti per la produzione si diluiranno presto, mentre quelli di produzione e trasporto continueranno ad essere costanti.
    krane
    22544
  • > Proprio final fantasy 7 ha raggiunto la cifra
    > record di dieci milioni di copie vendute; facendo
    > un po' di divisioni mi sembra che il costo di
    > stampa incida gia' di quasi meta'. Inoltre non
    > consideri la distrubuizione che e' un'altra cosa
    > che incide parecchio perche' i mezzi di trasporto
    > costano non
    > poco.
    >
    i costi di stampa del gioco sono proporzionali al numero di copie messe in vendita mentre il costo di produzione è fisso. Dubito che la Square abbia stampato come tiratura iniziale tutte le 10M di copie vendute, la stampa delle copie è stata diluita nel tempo, ovviamente se ci sono richieste continui a stampare, se non c'è ne sono la smetti con la stampa.

    > Calcolando che Take Two ha dichiarato di aver
    > venduto circa 6 milioni di copie di "Grand Theft
    > Auto 4" nella prima settimana dal lancio,
    > avvenuto il 29 aprile; direi che i 100 milioni
    > richiesti per la produzione si diluiranno presto,
    > mentre quelli di produzione e trasporto
    > continueranno ad essere
    > costanti.

    in realtà nel piano industiale cerchi di rientrare dagli investimenti per la creazione dell'opera nel primo anno o nei primi 6 mesi e il resto è grasso che cola. Anche perché il gioco passando da novità a seconda o terza uscita comincia a deprezzarsi. Generalmente il picco di vendite si ha con la prima uscita, poi il numero di acquirenti ha un calo fisiologico.
  • - Scritto da: shevathas
    > l'errore alla base è il pensare che il costo
    > maggiore di un opera sia il costo fisico del
    > supporto. E molte delle proteste si giocano su
    > questo equivoco: se un CD costa, cifra a caso, 1€
    > come mai il CD del gioco XXX me lo vendono a 40€
    > ?
    > il fatto è che il costo al produttore del gioco è
    > dato, con buona approssimazione da: costo di
    > produzione dell'originale + spese di
    > commercializzazione.
    > le spese del supporto e della commercializzazione
    > spesso sono poche rispetto al costo di
    > produzione, quindi passando da libro a ebook
    > l'editore, o l'autore se si autoproduce, non ha
    > quei risparmi vertiginosi che molti
    > credono.

    Per i vg concordo, però tra la versione su DVD e quella in download non c'è differenza sostanziale, cambia solo la confezione ma il gioco una volta installato è identico. Rimane la non rivendibilità / prestabilità.
    Per un libro posso capire che i costi di produzione, distribuzione, resi eccetera siano solo una frazione del costo finale, però è una frazione decisamente più grande rispetto ai vg. E il libro fisico ha delle differenze evidenti rispetto all'e-book.
    In entrambi i casi comunque se compro in formato elettronico mi aspetto sconti ben sostanziosi, e l'assenza di rotture di scatole...
    Funz
    12979