Cristina Sciannamblo

YouTube, bentornata Turchia

Il governo di Ankara annuncia la fine del ban sul Tubo. Che, da parte sua, annuncia verifiche sulla rimozione di alcuni video. Ma la faccenda del libero Web non Ŕ ancora chiusa

Roma - La notizia non passerà di certo inosservata tra i sostenitori del Web libero e democratico: il governo turco ha deciso di liberare YouTube dalla morsa della censura.

Dopo tre anni di altalena incessante, tra periodi di oscuramento e momenti di libero accesso, la Turchia ha scelto di percorrere la strada dell'integrazione anziché dell'isolamento dal resto del mondo: pertanto, come afferma il capo del governo Abdullah Gul, non può più essere ammessa la censura nei confronti di certi mezzi di comunicazione. L'offensiva nei confronti del portale di video sharing era scattata circa tre anni fa per effetto della legge 5651, che garantiva al legislatore il potere di censurare contenuti che in qualsiasi modo offendevano la memoria di Mustafa Kemal AtatŘrk, padre fondatore della repubblica turca. E nel mirino delle autorità locali è finito anche YouTube, colpevole di aver ospitato filmati che prendevano di mira AtatŘrk.

Ma ora, secondo Binali Yildirim, ministro dei Trasporti con delega alle questioni della Rete, i video offensivi sono stati cancellati, motivo per cui si è deciso di rimuovere il ban. Sul fronte opposto, i responsabili del Tubo non sembrano abbandonarsi a facili entusiasmi. Secondo quanto riportato in una dichiarazione, YouTube precisa di essere a conoscenza della riapertura dei rubinetti da parte del governo turco, ma precisa, altresì, che la rimozione dei video incriminati non è avvenuta per sua mano, ma è stata effettuata da una "terza parte". Per questo motivo, sono in corso verifiche sulla conformità di tale condotta rispetto alla politica del Tubo.
Come se non bastasse, gli attivisti per la libertà di Internet sostengono che la Turchia abbia ancora molta strada da fare prima di ottenere il libero accesso in Rete per i suoi netizen. "╚ una soluzione di facciata", dichiara senza mezzi termini Mustafa Akgul, presidente della Internet Technologies Association, gruppo che si batte per la libertà di parola e di circolazione sul Web. Per molte organizzazioni, la decisione di ritirare il ban su YouTube non affronta effettivamente il problema della censura. Secondo engelliweb.com, il governo di Ankara continua a tenere oscurati almeno 7.885 siti web grazie alle prerogative della legge 5651. Le autorità turche si giustificano sostenendo che il 90 per cento delle pagine web in questione contengono materiali pornografici e il restante 10 per cento presentano insulti nei confronti di Ataturk.

Per quanto rigurada le reazioni della popolazione turca, c'è chi giustifica l'uso della censura per scopi di sicurezza e di difesa dal terrorismo, ma, la maggior parte dei giovani, ammettono di raggiungere i canali del Tubo attraverso vie alternative.

Cristina Sciannamblo
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