Mauro Vecchio

Facebook, fuori certi sviluppatori

Annunciato un giro di vite contro quei developer beccati a trasmettere i numeri unici degli utenti verso servizi di advertising. Fuori dal sito in blu per sei mesi. Mentre un'azienda Ŕ stata obbligata ad eliminare i dati raccolti

Roma - Tolleranza zero per tutte quei servizi specializzati nel traffico di dati personali a scopi pubblicitari. ╚ quanto di recente annunciato da un post apparso sul blog degli sviluppatori di Facebook, ad annunciare un vero e proprio giro di vite contro il trattamento non autorizzato di un'imponente mole di informazioni relative a svariati milioni di utenti.

I vari sviluppatori rischieranno ora l'esclusione temporanea dal sito in blu, una messa al bando per un periodo quantificabile in sei mesi. Il ritorno su Facebook sarà quindi garantito solo ad una specifica condizione: terminare ogni pratica di trasmissione dei cosiddetti Facebook ID - quel numero unico che viene assegnato a ciascuno dei profili registrati - verso aziende specializzate nella profilazione mirata all'advertising.

Tra queste la startup californiana Rapleaf, finita nella lista degli spifferoni precedentemente stilata dal quotidiano statunitense Wall Street Journal. Stando al post apparso sul blog ufficiale di Facebook, i vertici di Rapleaf hanno acconsentito all'eliminazione di tutti gli ID entrati in loro possesso, di conseguenza invitati a non condurre altre attività sulla piattaforma social da 500 milioni di utenti.
Il sito in blu ha inoltre sottolineato come i data broker coinvolti siano decisamente meno di quelli elencati dal Wall Street Journal, oltretutto di scarsa importanza e non legati alle prime dieci app videoludiche (l'inchiesta aveva infatti tirato in ballo FarmVille e Mafia Wars). ╚ però vero che quelle evidenziate dal sito in blu - che avrebbero dunque rastrellato i numeri unici - possono attualmente contare su una base di circa 50 milioni di utenti.

Mauro Vecchio
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