Guido Scorza

Equo compenso a norma UE

di G. Scorza - La SIAE risponde alla sentenza della Corte di Giustizia UE: siamo conformi, grazie a un sistema di esenzioni e rimborsi. Ma come funziona questo meccanismo?

Roma - All'indomani della notizia della Sentenza con la quale la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha stabilito che gli Stati membri possono esigere il pagamento di un equo compenso per copia privata solo in relazione a tipologie di dispositivi e supporti effettivamente "destinati" - e non già semplicemente "idonei" - alla registrazione di copie private, la SIAE, attraverso una dichiarazione del suo direttore generale, Gaetano Blandini, si è affrettata a precisare che la normativa italiana sarebbe già coerente con la disciplina Europea.

Nella dichiarazione del DG SIAE, in particolare, si legge che "Circa la precisazione innovativa della Corte, e cioè la non conformità alle norme europee di una applicazione 'indiscriminatà dell'equo compenso per copia privata, è da chiarire che sin dal 2003 - anno in cui è stata recepita in Italia la direttiva comunitaria - trova attuazione in Italia, in particolare nelle procedure della SIAE (ente pubblico al quale la legge demanda l'applicazione della normativa nazionale sulla copia privata), un sistema di esenzioni e rimborsi".
La SIAE, dunque, sembra riconoscere la circostanza che l'attuale disciplina italiana in materia di equo compenso per copia privata prevede, a livello generale, un obbligo di pagamento di detto compenso anche in relazione a dispositivi e supporti per i quali - alla stregua della disciplina europea - esso non sarebbe dovuto ma pare ritenere che la conformità della disciplina nazionale (vale a dire il Decreto Bondi) alla normativa europea sia garantita dal "sistema di esenzioni e rimborsi" la cui gestione è, ex lege, demandata alla stessa SIAE.
Si tratta di una conclusione che non convince affatto.

Come, sebbene solo implicitamente, oggi ammesso dalla stessa SIAE, il Decreto Bondi, in effetti, impone l'obbligo di pagamento dell'equo compenso - salvo, appunto, eccezioni - anche in relazione a dispositivi e supporti tecnicamente idonei alla registrazione di copie private ma non anche a ciò "commercialmente" destinati: solo per fare un esempio l'attuale disciplina non sottrae dall'ambito di applicazione dell'equo compenso dispositivi e supporti acquistati da persone giuridiche e/o da professionisti per finalità estranee all'esecuzione della copia privata.
La possibilità, dunque, di considerare la vigente disciplina italiana conforme alla regolamentazione europea è legata esclusivamente alla possibilità di ritenere a ciò sufficiente il regime di esenzioni e rimborsi gestito, appunto, dalla SIAE.
Tale possibilità deve, tuttavia, essere esclusa.
Innanzitutto non ci si può sottrarre dal rilevare la straordinaria anomalia di una disciplina che affida il compito di ricondurre l'ambito di operatività dell'obbligo di pagamento dell'equo compenso alla disciplina europea, ad un soggetto - appunto la SIAE - portatore di un autonomo benché legittimo interesse alla raccolta dell'equo compenso nella misura più elevata possibile in ragione delle provvigioni ad essa spettanti.
È come prevedere per legge che tutti i cittadini siano tenuti al pagamento di una certa imposta e demandare poi all'ente di riscossione - al quale spetta ex lege una provvigione sui tributi effettivamente riscossi - l'individuazione delle ipotesi di esenzione dall'obbligo di pagamento per talune categorie di soggetti, senza peraltro preoccuparsi di ancorare la discrezionalità dell'Ente di riscossione a specifici e stringenti parametri.

Il "personale" e rilevante interesse della SIAE ad un "buon raccolto" dell'equo compenso, d'altro canto, emerge - ammesso che siano necessarie ulteriori conferme - dalla lettura della relazione al Bilancio 2009 nella quale, a proposito del varo del Decreto Bondi, si legge "Tale provvedimento potrà apportare nuovi e rilevanti incassi a tutti gli aventi diritto e costituisce il coronamento di una intensa attività degli Uffici della Società che hanno svolto un ruolo propositivo in fase di elaborazione della proposta vagliata dal Ministero nel mese di gennaio 2009".
Più chiaro di così non si può: gli amministratori dell'Ente, giustamente - dal loro punto di vista - si rallegrano dell'approvazione di una disciplina che porterà nelle proprie casse maggiori ricavi rispetto al precedente esercizio.

La SIAE, dunque, si trova in una posizione di palese conflitto di interessi essendo chiamata dalla vigente disciplina ad individuare ipotesi suscettibili di comprimere i propri ricavi.
Già sotto tale profilo, pertanto, appare difficile - senza voler neppure per un istante dubitare della serietà e rigore dell'Ente di Viale della Letteratura - ritenere la disciplina italiana conforme all'Ordinamento Europeo: in assenza di adeguati interventi da parte di SIAE, infatti, il Decreto Bondi si pone in aperto contrasto con i principi stabiliti dal diritto europeo ed ora interpretati dalla Corte di Giustizia.
Tale conflitto, tuttavia, da potenziale diviene concreto se si guarda all'attuale assetto della disciplina della materia così come integrata dall'azione della SIAE.

Cominciamo dalla pratica dei rimborsi.
Considerato che la vigente disciplina impone l'obbligo di pagamento dell'equo compenso in un novero di ipotesi nelle quali esso non potrebbe essere preteso alla stregua della disciplina europea nonché, a ben vedere, in forza della stessa legge italiana sul diritto d'autore, la SIAE ogni anno incassa, a titolo proprio di equo compenso, milioni di euro in più rispetto a quelli dovuti.
Si tratta di milioni e milioni di euro che dovrebbero, evidentemente, essere rimborsati ai produttori, importatori o distributori che li hanno indebitamente versati, non potendo sottrarsi a tale obbligo.
Al solo scopo di dare un'idea della consistenza dei numeri dei quali si parla, dal bilancio SIAE relativo all'esercizio 2009 risulta un appostamento di oltre 3 milioni di euro, classificato così dalla stessa SIAE: "suscettibili di restituzione agli utilizzatori nel caso in cui dovesse essere richiesto il rimborso del compenso, nelle ipotesi previste dalla normativa vigente".

Spesso, di tali importi, non viene neppure richiesto il rimborso o in ragione della complessità della relativa procedura o, più semplicemente, perché i soggetti che hanno proceduto al loro versamento hanno frattanto provveduto a riaddebitarlo a valle, magari ai consumatori finali.
Sembra evidente che la pratica dei rimborsi non è idonea - né sotto il profilo teorico né sotto quello pratico-operativo - a riallineare alla disciplina europea una disciplina, come quella italiana, che ha appunto esteso i presupposti impositivi dell'equo compenso ben al di là dei limiti delineati dal legislatore UE.

E veniamo ora alle esenzioni sin qui "approvate" dalla SIAE.
Sul sito della SIAE ne sono indicate solo quattro: (a) Consolle di videogiochi con hard disk interno, (b) Apparecchi di registrazione e supporti vergini spediti verso altri paesi dell'Unione Europea o esportati verso paesi terzi, (c) Supporti vergini di fatto inidonei alla "copia privata", (d) Supporti vergini acquistati da imprese di duplicazione.
Se si eccettuano le ipotesi sub (b) e (c), in relazione alle quali, in realtà, la non esigenza di versare un equo compenso per copia privata sembra derivare direttamente dalla vigente disciplina, le uniche due ipotesi nelle quali, allo stato, la SIAE ha "concesso" un'esenzione sono davvero modeste, rispetto alla portata della recente Sentenza della Corte di Giustizia che esige che non sia preteso alcun equo compenso per copia privata ogniqualvolta il dispositivo o il supporto siano destinati a persone giuridiche o, comunque, ad un'utenza business e, in ogni caso, non destinate alla registrazione di copie private.

È pertanto urgente - e pur senza voler alimentare contrapposizioni o tensioni non ci si può sottrarre dal rilevarlo - che il Ministero dei beni e delle Attività culturali convochi il tavolo tecnico di cui al recente Regolamento sull'equo compenso per rivedere in modo incisivo e determinante la disciplina della materia.
Al tavolo, peraltro, andranno chiamati a sedere anche i consumatori che, nell'ultimo anno, si sono fatti carico di rilevanti quote di equo compenso, probabilmente non dovute.

Frattanto, tocca alle diverse associazioni di categoria ed alle imprese assoggettate, indebitamente, all'obbligo di corresponsione di compensi per copia privata, richiedere a SIAE di adottare, senza ritardo, misure e protocolli idonei a sottrarli ab origine dall'obbligo di pagamento dell'equo compenso senza imporre loro, l'onere di passare per le forche caudine delle procedure di rimborso.
Egualmente è difficile dubitare della circostanza che chi ha sin qui versato un equo compenso per copia privata a fronte della commercializzazione di una tipologia di dispositivo o supporto, tecnicamente idonea alla registrazione di tale genere di copia ma a ciò non effettivamente destinata, sia legittimato ad esigere dall'ente di riscossione il rimborso di quanto non avrebbe mai dovuto versare.

Il tema è particolarmente delicato, perché gli interessi in gioco sono davvero rilevanti e si discute di decine e decine di milioni di euro all'anno dragati - legittimamente o illegittimamente - da taluni comparti industriali e dai consumatori, a vantaggio dell'industria audiovisiva.
Occorre, pertanto, affrontarlo con particolare cautela, all'unico fine di promuovere una riflessione ampia ed approfondita che, evidentemente, non può essere liquidata con un'apodittica dichiarazione secondo la quale la vigente disciplina sarebbe coerente con quella europea.

Guido Scorza
Presidente Istituto per le politiche dell'innovazione
www.guidoscorza.it
Notizie collegate
  • Diritto & InternetEquo compenso, la riscossadi G. Scorza - La sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea anticipa i nostri giudici nazionali: l'equo compenso va pagato solo sui dispositivi destinati alla copia privata. Ed ora rendiamolo davvero "equo"
  • AttualitàSIAE: controlli alla doganaUn accordo per cercare di contenere l'evasione dell'equo compenso nell'importazione di dispositivi dall'estero
  • AttualitàEquo compenso, il tavolo italianoE' stato istituito presso il MiBAC, per monitorare il mercato e scodellare proposte. Vi siederanno istituzioni, detentori dei diritti, SIAE e produttori di dispositivi e supporti
168 Commenti alla Notizia Equo compenso a norma UE
Ordina
  • Volevo far presente al sig. Guido Scorza che, probabilmente, di ben altri compensi rispetto ai diritti di autore, che l'industria musicale è in netta crisi grazie a tutti coloro che, per ascoltare musica, vedersi un film o utilizzare un software, non si rivolgono al mercato normale, ma ovunque ci sia l'elusione dei diritti d'autore. In Italia, purtroppo, non c'è alcun tipo di rispetto per chi crea opere dell'ingegno. La mentalità è la seguente: esce una nuova canzone e si corre immediatamente a scaricarla illegalmente, addirittura con soddisfazione. La soddisfazione di non aver pagato, senza pensare di aver danneggiato seppur in minima parte il lungo lavoro del relativo autore. E poi chi ci assicura che all'interno di un'azienda che acquista cd vergini per usi professionali, non ci sia l'impiegato che ne utilizza una parte per masterizzare opere protette dal diritto d'autore? L'effettivo utilizzo non è controllabile, nè dalla Siae, ne dagli acquirenti e, tantomeno, da personaggi come il Sig. Scorza!!!! L. Ventola
  • - Scritto da: SVENTOLEO
    > Volevo far presente al sig. Guido Scorza che,
    > probabilmente, di ben altri compensi rispetto ai
    > diritti di autore, che l'industria musicale è in
    > netta crisi grazie a tutti coloro che, per
    > ascoltare musica, vedersi un film o utilizzare un
    > software, non si rivolgono al mercato normale, ma
    > ovunque ci sia l'elusione dei diritti d'autore.
    > In Italia, purtroppo, non c'è alcun tipo di
    > rispetto per chi crea opere dell'ingegno. La
    > mentalità è la seguente: esce una nuova canzone e
    > si corre immediatamente a scaricarla
    > illegalmente, addirittura con soddisfazione. La
    > soddisfazione di non aver pagato, senza pensare
    > di aver danneggiato seppur in minima parte il
    > lungo lavoro del relativo autore.

    A me sembra invece che la mentalita' sia la seguente: ho gia' pagato la tassa quindi copio, all'autore i soldi arriveranno con l'equo compenso...

    > E poi chi ci assicura che all'interno di
    > un'azienda che acquista cd vergini per usi
    > professionali, non ci sia l'impiegato che
    > ne utilizza una parte per masterizzare
    > opere protette dal diritto d'autore?
    > L'effettivo utilizzo non è controllabile, nè
    > dalla Siae, ne dagli acquirenti e, tantomeno, da
    > personaggi come il Sig. Scorza!!!! L.Ventola
    krane
    22544
  • certo! con l'equo compenso!!! ma se nessuno vuol pagarlo......all'autore non arriva un bel nulla!
  • - Scritto da: SVENTOLEO
    > certo! con l'equo compenso!!! ma se nessuno
    > vuol pagarlo......all'autore non arriva un
    > bel nulla!

    Eppure lo paghiamo ogni volta che compriamo una memoria; e cosa gli dovrebbe arrivare ? E soprattutto a chi ?
    Chi e' l'autore a cui arriva quello che io fotografo con la mia macchina foto ?
    krane
    22544
  • tanto te lo caricano sul prezzo...anche non volendo...
    non+autenticato
  • - Scritto da: SVENTOLEO
    > certo! con l'equo compenso!!! ma se nessuno vuol
    > pagarlo......all'autore non arriva un bel
    > nulla!

    Che prenda i soldi dalle pendrive, dalle schede di memoria per le macchine fotografiche e per i cellulari, dagli hard disk, dai registratori dvd, dai masterizzatori per pc.
    Non ci sono solo i supporti ottici...
    Se io compro una musicassetta per registrare me che suono al pianoforte Beethoven, mi dici a chi andranno i soldi dell'equo compenso di quella musicassetta? E soprattutto PERCHE' dovrebbe prenderseli visto che io ho suonato Beethoven i cui diritti sono scaduti?
  • - Scritto da: SVENTOLEO
    > certo! con l'equo compenso!!! ma se nessuno vuol
    > pagarlo......all'autore non arriva un bel
    > nulla!

    Ma l'autore DI COSA? Visto che l'equo compenso si paga a priori, prima ancora di aver copiato qualsivoglia opera coperta da copyright, anzi si paga proprio anche se non si copia nulla?
    non+autenticato
  • - Scritto da: SVENTOLEO
    > Volevo far presente al sig. Guido Scorza che,
    > probabilmente, di ben altri compensi rispetto ai
    > diritti di autore, che l'industria musicale è in
    > netta crisi grazie a tutti coloro che, per
    > ascoltare musica, vedersi un film o utilizzare un
    > software, non si rivolgono al mercato normale, ma
    > ovunque ci sia l'elusione dei diritti d'autore.

    L'industria musicale è in netta crisi perchè il 90% delle produzioni che escono è merda allo stato puro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Aldo Naso
    > - Scritto da: SVENTOLEO
    > > Volevo far presente al sig. Guido Scorza che,
    > > probabilmente, di ben altri compensi rispetto ai
    > > diritti di autore, che l'industria musicale è in
    > > netta crisi grazie a tutti coloro che, per
    > > ascoltare musica, vedersi un film o utilizzare
    > un
    > > software, non si rivolgono al mercato normale,
    > ma
    > > ovunque ci sia l'elusione dei diritti d'autore.
    >
    > L'industria musicale è in netta crisi perchè il
    > 90% delle produzioni che escono è merda allo
    > stato
    > puro.

    Come non quotare.
  • Questa è soltanto la SUA opinione! Per fortuna non tutti la pensano come lei!
  • - Scritto da: SVENTOLEO
    > Volevo far presente al sig. Guido Scorza che,
    > probabilmente, di ben altri compensi rispetto ai
    > diritti di autore, che l'industria musicale è in
    > netta crisi

    Netta crisi!
    Poveri discografici costretti a mendicare davanti alle stazioni perche' non possono farsi il pieno al panfilo.

    > grazie a tutti coloro che, per
    > ascoltare musica, vedersi un film o utilizzare un
    > software, non si rivolgono al mercato normale, ma
    > ovunque ci sia l'elusione dei diritti d'autore.

    Gia'. 1 file scaricato = 1 mancata vendita = -50 euro.

    A me risulta che ogni volta che c'e' un concerto/spettacolo, ci sia sempre la fila: come si spiega la mia constatazione con il piagnisteo sulla pirateria?

    > In Italia, purtroppo, non c'è alcun tipo di
    > rispetto per chi crea opere dell'ingegno.

    Questo non e' affatto vero.
    L'Italia e' la patria degli artisti, dal rinascimento e anche da prima.
    Chi crea opere d'ingegno viene rispettato eccome!

    > La
    > mentalità è la seguente: esce una nuova canzone e
    > si corre immediatamente a scaricarla
    > illegalmente, addirittura con soddisfazione.

    E comunque, per quelli che non la scaricano, ci sono sempre le radio che si preoccupano di diffonderla 24 ore su 24, e la stessa casa discografica che carica su youtube il video in alta definizione.

    > La
    > soddisfazione di non aver pagato DRM, senza pensare
    > di aver danneggiato seppur in minima parte il
    > lungo lavoro del relativo autore.

    Fixed! Ficoso

    > E poi chi ci
    > assicura che all'interno di un'azienda che
    > acquista cd vergini per usi professionali, non ci
    > sia l'impiegato che ne utilizza una parte per
    > masterizzare opere protette dal diritto d'autore?

    Ce lo assicura chi dirige l'azienda!
    Ti pare che un dipendente possa utilizzare dei beni aziendali per uso personale, adesso?
    In aziende che spesso neanche c'e' il sapone e la carta igienica in bagno che bisogna portarseli da casa, per via che c'e' crisi?

    Che poi se proprio proprio uno ha bisogno di cd registrabili, li compra in germania, alla faccia dell'equo compenso!

    > L'effettivo utilizzo non è controllabile, nè
    > dalla Siae, ne dagli acquirenti e, tantomeno, da
    > personaggi come il Sig. Scorza!!!!

    E allora eliminiamo tutto.
    Eliminiamo la siae, eliminiamo l'equo compenso, eliminiamo tutto questo schifoso magna magna!
  • ... a rimetterci in quanto se i soldi sono stati versati a monte sono sicuramente ricaduti sull' utente finale (come è palese nel caso di CD, DVD, VIDEOCASSETTE, HD, MEMORIE VARIE, MASTERIZZATORI, LETTORI MP3) in quanto è inutile sperare sul "buon cuore" delle ditte produttrici: a questo punto se ci sarà un rimborso non saremo certo noi utenti finali i beneficiari (cornuti e mazziati) in quanto, sembra, non avremmo neanche titolo a richiedere indietro tali importi indebitamente ESTORTI.

    La SIAE deve fallire in quanto mal gestita e non se ne uscissero con le solite solfe sulle ricadute occupazionali in quanto il parassitismo (di cui noi italiani siamo fulgidi esempi con i parassiti che governano) non deve essere tollerato.

    E NON FINIRO', POI, MAI DI DIRE CHE SE PAGO UNA TASSA PER FARE QUALCOSA (COPIARE) POI NON POSSO ESSERE PUNITO PER AVERLA FATTA: se paghi il pedaggio su una strada poi non puoi mandarmi la multa a casa perchè ci sono passato PAGANDO.
    non+autenticato
  • - Scritto da: M.R.
    > E NON FINIRO', POI, MAI DI DIRE CHE SE PAGO UNA
    > TASSA PER FARE QUALCOSA (COPIARE) POI NON POSSO
    > ESSERE PUNITO PER AVERLA FATTA

    Finirai. Arrabbiato

    Parola di SIAE
    non+autenticato
  • Anche tu finirai. Male.
    non+autenticato
  • > Finirai. Arrabbiato

    Non finirà: ma tu non sarai più in grado di sentirlo...
    >
    > Parola di SIAE
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > > Finirai. Arrabbiato
    >
    > Non finirà: ma tu non sarai più in grado di
    > sentirlo...

    Sarò in grado. Arrabbiato

    Parola di SIAE
    non+autenticato
  • Se ci passi sopra i limiti di velocità o buttandomi giù 3 pali della luce (e ti ho beccato con le telecamere SIAE) allora si che ti faccio pagare, me ne frego se hai pagato il transito...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Antony
    > Se ci passi sopra i limiti di velocità o
    > buttandomi giù 3 pali della luce (e ti ho beccato
    > con le telecamere SIAE) allora si che ti faccio
    > pagare, me ne frego se hai pagato il transito...

    Appunto: fai pagare lui non tutti, inolte dove sono finiti i soldi che ti hanno dato gli altri per i tuoi presunti "rischi potenziali" ? Te li sei intascati eh ? Arrabbiato
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: Antony
    > > Se ci passi sopra i limiti di velocità o
    > > buttandomi giù 3 pali della luce (e ti ho
    > beccato
    > > con le telecamere SIAE) allora si che ti faccio
    > > pagare, me ne frego se hai pagato il transito...
    >
    > Appunto: fai pagare lui non tutti, inolte dove
    > sono finiti i soldi che ti hanno dato gli altri
    > per i tuoi presunti "rischi potenziali" ? Te li
    > sei intascati eh ?
    >Arrabbiato

    Occhio che non è chissà quanto difficile impedire in toto di scaricare roba protetta dai diritti, basta solo che lo stato in questione si incazzi a sufficienza, e il gioco è fatto.

    E se si passa al criptato, a parte rallentare mostruosamente la rete, si offre il fianco all'ipotetica accusa di terrorismo, quindi cryp bye bye.
  • - Scritto da: kurdt
    > Occhio che non è chissà quanto difficile impedire
    > in toto di scaricare roba protetta dai diritti,
    > basta solo che lo stato in questione si incazzi a
    > sufficienza, e il gioco è fatto.
    >
    > E se si passa al criptato, a parte rallentare
    > mostruosamente la rete, si offre il fianco
    > all'ipotetica accusa di terrorismo, quindi cryp
    > bye
    > bye.

    Come no, infatti nessuno di noi sa qual è la situazione in Cina... Rotola dal ridere
  • - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > - Scritto da: kurdt
    > > Occhio che non è chissà quanto difficile
    > impedire
    > > in toto di scaricare roba protetta dai diritti,
    > > basta solo che lo stato in questione si incazzi
    > a
    > > sufficienza, e il gioco è fatto.
    > >
    > > E se si passa al criptato, a parte rallentare
    > > mostruosamente la rete, si offre il fianco
    > > all'ipotetica accusa di terrorismo, quindi cryp
    > > bye
    > > bye.
    >
    > Come no, infatti nessuno di noi sa qual è la
    > situazione in Cina...
    > Rotola dal ridere

    Ma di che diavolo vai cianciando?

    La Cina non ha per il momento nessun interessa a dissuadere il p2p o comunque la pirateria, che colpisce generalmente le tasche delle major americane e/o occidentali concorrenti, ma aspetta un attimo che anche i cinesi abbiano le mani in pasta nella produzione dei contenuti e vedrai.

    Ah, considera che loro non sono teneri come i nostri, di legislatori.

    Immagino che li sarebbe "Three strikes and go"
    Nel senso che dopo tre volte che ti beccano ti condannano a morte.Sorride

    Aggiungi che già adesso sono costretti ad usare tor per un sacco di applicazioni molto più stupide, e hai completato il quadro.
  • - Scritto da: kurdt
    > - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > > - Scritto da: kurdt
    > > > Occhio che non è chissà quanto difficile
    > > > impedire in toto di scaricare roba
    > > > protetta dai diritti, basta solo che lo
    > > > stato in questione si incazzi a
    > > > sufficienza, e il gioco è fatto.

    > > > E se si passa al criptato, a parte
    > > > rallentare mostruosamente la rete, si
    > > > offre il fianco all'ipotetica accusa
    > > > di terrorismo, quindi cryp
    > > > bye bye.

    > > Come no, infatti nessuno di noi sa qual è la
    > > situazione in Cina...
    > > Rotola dal ridere

    > Ma di che diavolo vai cianciando?

    Che tutti usano tor e nessuno gli dice niente, l'hai appena scritto tu qua sotto.

    > La Cina non ha per il momento nessun interessa a
    > dissuadere il p2p o comunque la pirateria, che
    > colpisce generalmente le tasche delle major
    > americane e/o occidentali concorrenti, ma aspetta
    > un attimo che anche i cinesi abbiano le mani in
    > pasta nella produzione dei contenuti e
    > vedrai.

    > Ah, considera che loro non sono teneri come i
    > nostri, di legislatori.

    Strano allora che lo siano con chi usa tor no ?

    > Immagino che li sarebbe "Three strikes and go"
    > Nel senso che dopo tre volte che ti beccano ti
    > condannano a morte.
    >Sorride

    Se potessero non lo farebbero gia' ?

    > Aggiungi che già adesso sono costretti ad usare
    > tor per un sacco di applicazioni molto più
    > stupide, e hai completato il quadro.

    Il quadro e' che tor lo usano tutti, quindi o al governo non da' fastidio (ma allora perche' costringere a passarvi ?) oppure non sono in grado di fermarlo.
    krane
    22544
  • Da domani a tutti gli automobilisti verrà chiesto un equo compenso sul bollo auto, per un "eventuale" passaggio col semaforo rosso o per un "eventuale" superamento dei limiti di velocità.
    non+autenticato
  • Cara Polizia Municipale, mi permetto di farle presente che tale equo compenso sulle automobili dovrà essere sicuramente assai "salato", dato che con l'automobile, oltre a parcheggiare in divieto di sosta, superare i limiti di velocità, circolare contromano e passare col semaforo rosso si può facilmente UCCIDERE.
    Tutto ciò è estendibile anche ai cacciaviti, ai coltelli da cucina e non, ai martelli, alle pietre, alle cinture dei pantaloni e qui mi fermo.
    Tassare tutto perché tutto potrebbe essere usato a fin di male!
    Ma andassero davvero a lavorare, 'sti disonesti!
    non+autenticato
  • gli autori lavorano anche per chi non caccia un euro per ripagarli del loro lavoro!!
  • - Scritto da: SVENTOLEO
    > gli autori lavorano anche per chi non caccia
    > un euro per ripagarli del loro lavoro!!

    Se non gli sta bene possono smettere.
    krane
    22544
  • - Scritto da: SVENTOLEO
    > gli autori lavorano anche per chi non caccia un
    > euro per ripagarli del loro
    > lavoro!!

    Se questo "lavoro" e' stato loro commissionato, saranno pagati dal committente.
    Se il committente non paga, facciano una bella causa di lavoro.
  • Visto che il yuo post è in risposta al mio, ti prego di evidenziare dove io abbia mai parlato di autori.
    non+autenticato
  • Ciao Guido,
                volevo fare un appunto al tuo articolo in riferimento al esenzione approvata che tu citi con la lettera (d) e cioè Supporti vergini acquistati da imprese di duplicazione.
    Le imprese di Duplicazione che hanno un regolare contratto SIAE, possono acquistare in esenzione i supporti vergini ma hanno l'obbligo per il mercato italiano e per ogni tipologia di utenza (anche quella Business), di vendere i supporti vergini incassando l'equo compenso inserendolo direttamente in fattura con voce a parte e versarlo alla SIAE.
    Per cui le aziende di Duplicazione agiscono per conto di SIAE, come collector dell'equo compenso, senza avere agevolazione alcuna.
    Inoltre i compensi per copia privata versati da un utenza business sull'acquisto di supporti vergini, per la vecchia normativa, non venivano rimborsati da SIAE se non si superavano i 50 Euro a fattura.
    In questo modo anche una azienda che acquistava 100 CD vergini in un unica fattura e versava a SIAE da vecchia normativa 25 euro di equo compenso non gli venivano restituiti.
    Ho fatto una richiesta ufficiale a SIAE per verificare se anche attualmente esiste questo minimo non rimborsabile visto che dal sito ufficiale non compare più questo riferimento.
    Un saluto e a presto,
    Fabio Zalambani
    Presidente ADISMMO (Associazione Duplicatori Italiani supporti ottici e digitali)
    www.adismmo.org
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fabio Zalambani
    > Ciao Guido,
    >             volevo fare un appunto al tuo
    > articolo in riferimento al esenzione approvata
    > che tu citi con la lettera (d) e cioè Supporti
    > vergini acquistati da imprese di duplicazione.
    >
    > Le imprese di Duplicazione che hanno un regolare
    > contratto SIAE, possono acquistare in esenzione i
    > supporti vergini ma hanno l'obbligo per il
    > mercato italiano e per ogni tipologia di utenza
    > (anche quella Business), di vendere i supporti
    > vergini incassando l'equo compenso inserendolo
    > direttamente in fattura con voce a parte e
    > versarlo alla SIAE.
    >
    > Per cui le aziende di Duplicazione agiscono per
    > conto di SIAE, come collector dell'equo compenso,
    > senza avere agevolazione alcuna.
    >
    > Inoltre i compensi per copia privata versati da
    > un utenza business sull'acquisto di supporti
    > vergini, per la vecchia normativa, non venivano
    > rimborsati da SIAE se non si superavano i 50 Euro
    > a fattura.
    >
    > In questo modo anche una azienda che acquistava
    > 100 CD vergini in un unica fattura e versava a
    > SIAE da vecchia normativa 25 euro di equo
    > compenso non gli venivano restituiti.
    >
    > Ho fatto una richiesta ufficiale a SIAE per
    > verificare se anche attualmente esiste questo
    > minimo non rimborsabile visto che dal sito
    > ufficiale non compare più questo
    > riferimento.
    > Un saluto e a presto,
    > Fabio Zalambani
    > Presidente ADISMMO (Associazione Duplicatori
    > Italiani supporti ottici e
    > digitali)
    > www.adismmo.org

    Bravo Zalambani ... come al solito la realta' e' anche peggiore del concetto astratto ... che Paese pessimoTriste
    non+autenticato
  • Carissimo Fabio Zalambani, lei è informato molto male e mi fa specie leggere quanto afferma da una persona che rappresenta un'associazione come la Sua! Le aziende di duplicazione acquistano in esenzione perchè hanno un regolare contratto e perchè utilizzano i supporti vergini per "duplicazioni". Tale contratto vieterebbe la rivendita a terzi di supporti vergini, ma i duplicatori lo fanno ugualmente, applicando il compenso. Appare chiarissimo che se non fossero tenuti ad applicarlo, si creerebbe un canale di evasione incredibile ed un'enorme stortura del mercato! Quindi non agiscono a favore di Siae, ma negli interessi di tutti e soprattutto nel rispetto ddi tutte le aziende adempienti! L. Ventola
  • Gent.mo sig. Ventola,
                         il mio intervento era volto a far comprendere alcune cose riguardo al mestiere del Duplicatore. I duplicatori con regolare contratto SIAE che acquistano in esenzione da aziende italiane sono comunque obbligati per legge nei confronti di SIAE ad allegare ad ogni produzione di supporti duplicati una regolare Scheda Lavoro oppure un Modulo di Esenzione. Le ricordo che come Duplicatori, i nostri clienti possono anche chiederci dei supporti vergini personalizzati con i loghi aziendali i quali sono venduti con regolare copia privata. Chi lavora nella legge come i nostri associati sono tenuti alla compilazione trimestrale di un modulo SIAE e al versamento della copia privata richiesta ai nostri clienti in fattura, e specificata chiaramente, per tutte le produzioni vergini. E' un lavoro che noi facciamo per conto di SIAE da cui non ricaviamo alcun compenso. E' come se lei riscuotesse dei soldi per una azienda e non venisse pagato per il servizio che sta svolgendo.
    E' la legge e i nostri associati seguono le normative.
    Ha ragione a dire che nel contratto da duplicatore i supporti considerati oggetto dell'esenzione sono i soli supporti per la registrazione di contenuti. Lavorativamente parlando è una pratica diffusa e comunque regolamentata da SIAE con un altro modulo ufficiale che formalizza questa tipologia di vendita sui supporti vergini, nell'eventualità si dovessero utilizzare dei supporti acquistati in esenzione.
    Se ha voglia di entrare in contatto con la nostra associazione e ha un azienda di duplicazione perchè non mi scrive all'indirizzo info@adismmo.org?
    Migliori saluti,
    Fabio Zalambani
    Presidente ADISMMO
    (Associazione Duplicatori Italiani supporti ottici e digitali)
    non+autenticato
  • la tassa permette la copia privata di un qualcosa che si possiede gia in originale. ma ovviamnte poi posso regalare la mia copia ad un amico che non la possiede, come si faceva con le cassette audio.
    e' sempre uso privato mi pare.

    in sostanza se hai un po (quantita ragionevole) di cd "copiati da amici" la tassa dovrebbe coprirli.. (giusto?)
    non+autenticato
  • scarico e condivido. amen Sorride
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 13 discussioni)