Alfonso Maruccia

Blekko, ricerca raffinata

Un nuovo motore di ricerca ambisce a fornire un'esperienza migliore del principale search engine telematico eliminando lo spam e fornendo strumenti di editing ai suoi utenti. Il modello Wikipedia applicato al search

Roma - Un altro "Google killer" si affaccia all'orizzonte: Blekko, questo il nome del nuovo motore di ricerca, dice di voler fornire agli utenti la possibilità di raffinare i suoi algoritmi garantendo un'esperienza di navigazione priva di spam e brutte sorprese.

Blekko entra in un business altamente competitivo dove Google detiene la stragrande maggioranza della quota di mercato, e non pretende (almeno all'inizio) di riuscire a impensierire il colosso di Mountain View e i suoi oltre 10 miliardi di ricerche servite mensilmente. Fondato dall'ex-CEO di NewHoo/DMOZ, Blekko punta soprattutto sul coinvolgimento dell'utenza per migliorare i risultati della ricerche attraverso l'impiego massiccio dei cosiddetti "slashtag".

Utilizzando uno slashtag assieme a una keyword specifica, gli utenti possono restringere i risultati di ricerca a partire da una prospettiva ben precisa: con "Windows Phone 7 / tech" è ad esempio possibile visualizzare solo ed esclusivamente i siti web che si occupano di informazione tecnologica eliminando il resto - spam e advertising prima di tutto.
Per "taggare" i siti web è necessario effettuare il login al motore di ricerca, e il team di Blekko fa affidamento sul fatto che il "modello Wikipedia" può essere applicato anche a questo genere di servizio: per quanto possa essere ridotta la parte di utenza che si prende la briga di modificare, correggere e taggare i contenuti, il controllo editoriale messo completamente nelle mani degli stessi utilizzatori del motore dovrebbe garantire un risultato finale di assoluto valore.

Grazie agli slashtag, Blekko "è un modo migliore di fare ricerche sul web" dicono gli sviluppatori. Un'altra, importante differenza da Google è il fatto che il nuovo engine abbia un vero e proprio decalogo di regole da seguire che includono la natura "aperta" della ricerca web, la cancellazione dai risultati indesiderati, il rispetto totale della privacy degli utenti e la natura "comunitaria" e open degli strumenti di ricerca e dei risultati raccolti lungo la strada.

Quale sarà il futuro di Blekko? Alcune delle idee presentate da Blekko non appaiono una gran novità, e per quanto riguarda la qualità dei risultati pare che Google sia al momento in grado di fornirne di migliori. La speranza della start-up è naturalmente sopravvivere alla triste sorte di chi ha già provato a lanciare il guanto di sfida a Mountain View uscendone con le ossa rotte e la chiusura del business.

Alfonso Maruccia
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